Cosa (non) fa il governo per la famiglia

I soldi “risparmiati” dal reddito di cittadinanza non si possono usare, dice (giustamente) Tria. Era solo una promessa elettorale

«Decreto Famiglia? Qui è sempre il solito caos, ormai ci siamo abituati», dice oggi in un’intervista alla Stampa il viceministro all’Economia Massimo Garavaglia. Giorni agitati per l’esecutivo gialloverde, impegnato in una campagna elettorale in cui, negli ultimi giorni, è riapparso il tema del sostegno alle famiglie.

I soldi non ci sono

La questione è ritornata sulle pagine dei giornali anche perché il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, e il vicepremier Luigi Di Maio hanno lanciato la balzana idea di utilizzare il miliardo “risparmiato” dal reddito di cittadinanza per darlo alle famiglie. È toccato ieri al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, spiegare che non si può spendere oggi quello che (forse) domani sarà risparmiato essendo state le richieste per il Rdc inferiori alle attese. A chi gli chiedeva se si può usare quel miliardo, Tria ha risposto: «Non sappiamo cosa sia questo miliardo e se si spenderà meno si saprà a fine anno, non adesso».

C’è poco da fare lo splendido

Come nota oggi su Libero Paola Tommasi

Al contrario di quanto va dicendo Di Maio da giorni, infatti, non si può utilizzare per provvedimenti per le famiglie il miliardo che avanza dal flop del reddito di cittadinanza. Se si vogliono varare nuove misure, bisognerà trovare le risorse altrove. E non è facile, visto l’aumento dell’Iva che pende sulla testa e sulle tasche degli italiani e i limiti che lo stesso capo politico del Movimento 5 Stelle si è impegnato a rispettare con l’Unione europea. C’è poco da fare lo splendido.

Cosa ha fatto finora il governo di concreto per le famiglie italiane? Ben poco. Il ministro Lorenzo Fontana è al lavoro per presentare un nuovo piano (e si vedrà), ma al momento non c’è nulla. Anche da questo punto di vista, il “governo del cambiamento” non ha cambiato proprio nulla.