Mogli e fidanzate esposte e ridotte a oggetto su Facebook. Le donne afghane abbandonate sotto le macerie del terremoto perché intoccabili. Il caso del bambino nato senza gambe
L’immagine del profilo Facebook del gruppo “Mia Moglie”, chiuso il 20 agosto 2025 dopo le numerose segnalazioni di utenti e media (foto Ansa)
L’immagine del profilo Facebook del gruppo “Mia Moglie”, chiuso il 20 agosto 2025 dopo le numerose segnalazioni di utenti e media (foto Ansa)
Ci è stata rovesciata addosso una discarica di dettagli e commenti sul caso del gruppo Facebook ”Mia moglie” e simili, in cui venivano condivisi contenuti a scopo pruriginoso e a insaputa delle donne che comparivano in quelle immagini o in quei video. Alla nostra latitudine uno dei fronti aperti sul tema femminile è la famigerata oggettivazione dei corpi, abitiamo un allucinante paradosso fatto di donne impegnate in una lotta di autodeterminazione che implica anche l’uso ostentato del corpo e di scandali che ci fanno stracciare le vesti sulla pornografia dilagante. È dura tenere la barra di un’ipotesi morale venerando, al contempo, una libertà fatta di eccessi eretti a bandiera.
Ed è una doccia fredda constatare che ad altre latitudini c’è ben altro tenore di scandalo sui corpi delle donne, e non se n’è detto molto. Di recente l’Afghanistan è sta...
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