Inizia la Coppa del mondo di sci con vista Olimpiadi
La Coppa del mondo di sci assume l’abituale cadenza il terzo week-end di novembre a Levi, in Finlandia, con un appuntamento (quasi) ogni settimana. Ma l’antipasto di Solden, tra 25 e 26 ottobre, ha già fornito indicazioni chiare. Un uomo solo al comando tra gli uomini, il solito Marco Odermatt. Liberi tutti in campo femminile, per l’assenza – causa infortunio – di Francesca Brignone, dominatrice della passata stagione. Una coppa che assume un valore importante in chiave Olimpiade, una serie di tappe di avvicinamento ai Giochi di Milano Cortina 2026, l’appuntamento più atteso. Ne abbiamo parlato con Gianmario Bonzi, storico telecronista dello sci alpino per Eurosport-Discovery.
Che cosa possiamo aspettarci quest’anno nello sci alpino?
Al maschile c’è un padrone assoluto, che è Odermatt. Insegue la quinta vittoria in generale, come riuscito a Girardelli, e punta il record di otto affermazioni consecutive di Hirscher. Ha compiuto 28 anni l’8 ottobre, può farcela. In più ha 46 vittorie in gara, il primo posto di Stenmark (86) sembra lontano, ma chissà… È un atleta speciale, un personaggio fantastico: non ha un team privato, lo vedi tifare per i compagni, si diverte con loro e loro si divertono con lui. Come mi ha detto Mauro Pini, nuovo allenatore azzurro di slalom e gigante, lo sci è uno sport individuale dove la squadra ha un peso. Gli altri avranno spazio nello slalom, per l’assenza di Odermatt: ci sono 30 atleti che possono vincere, da Noel ai norvegesi, a Pinheiro Braathen.

E tra le donne?
Senza Brignone sarà un duello tra Shiffrin e Gut-Behrami. Se Mikaela è al top, è ingiocabile. Ha eliminato le discese, disputerà i superG e non ha avversarie in slalom, visto che Vlhova è ancora un’incognita dopo l’infortunio. Senza di lei Shiffrin può fare 10 su 10 in slalom e sono 900 punti… Goggia non deve sprecare occasioni, soprattutto in gigante, dove è caduta a Solden. Ma Gut-Behrami è la sola che può impensierire Mikaela.
Gli italiani come sono messi?
Parliamo di Giochi e di velocità. Il Paris di un tempo sarebbe stato strafavorito nella libera di Bormio, dove ha vinto 6 volte e una il superG. Ma va verso i 37 anni, nella passata stagione ha collezionato solo due successi. Però la libera si corre il 7 febbraio e non a dicembre, come di solito accade a Bormio: la luce è diversa, la neve è più dura, condizioni che ama. Paris non è favorito, è però uno dei papabili. E meriterebbe finalmente una medaglia olimpica. In slalom Vinatzer prometteva molto, ha sempre questo assetto arretrato che lo penalizza. Hanno chiamato il ticinese Pini, con l’obiettivo di formare un gruppo, come fece Cotelli con la Valanga Azzurra. È uno che sa trovare le parole giuste: può aiutare Vinatzer, a cominciare dalla testa.
E le azzurre?
Avevamo la più forte in teoria al mondo, due probabili ori. Dobbiamo capire come sta Brignone dopo il grave ko. Si è fatta male ad aprile, metterà gli sci ai piedi a fine novembre, sa trovare subito la condizione, anche senza la preparazione estiva. Il problema sarà il dolore, quanto sarà forte e se potrà conviverci. Brignone non gareggia se non sta benissimo e, a quel punto, potrebbe anche saltare i Giochi per concentrarsi sui Mondiali del 2027 a Crans-Montana e chiudere la carriera in bellezza. Ma la suggestione olimpica è fortissima. Goggia si trova nella sua situazione ideale. Fuori Brignone e fuori Bassino, possibile salvatrice della patria sulla pista che preferisce: a Cortina ha vinto quattro volte la libera. Sta bene, si è allenata al meglio in Argentina e Cile, non soffre la pressione. Mi aspetto una sua stagione clamorosa. Come mi aspetto altri segnali importanti da Pirovano nella velocità, deve solo sbloccarsi.
Tanti dicono: se ci fosse stata Lara Colturi…
Io non ho rimpianti: non ha mai gareggiato per l’Italia e manco ha fatto la Coppa Europa. Il progetto dei genitori – Alessandro Colturi e Daniela Ceccarelli, oro nel superG a Salt Lake 2002 – era chiaro da una vita: sono i suoi allenatori, non potevano inserirli nello staff azzurro quando la Federazione ha offerto a Lara di entrare nel team degli “osservati”, per vederla in qualche gara e capire come sarebbe andata. Aveva 15 anni, era difficile scommettere su di lei in quel modo e si dovevano evitare tensioni con gli altri tecnici. Come ha detto il collega Max Ambesi, la Federazione non era pronta, non aveva un piano B. Lei è arrivata in alto con l’Albania perché ha potuto gareggiare, in Italia sarebbe stata ancora indietro. Detto questo, è stata bravissima.
Classe 2006 Colturi, classe 1984 Lindsey Vonn, tornata clamorosamente in pista nella passata stagione, con tanto di secondo posto in superG a Sun Valley
Aveva chiuso in maniera forzata la carriera per il troppo dolore. Ha fatto una mezza protesi al ginocchio, si è sentita alla grande e ha detto “ci riprovo”. Abbiamo visto… A Cortina ha vinto 12 gare tra libera e superG e ha conquistato un solo oro olimpico, a Vancouver 2010. Può dire la sua. Poi, conoscendola, vorrà far ricredere chi l’ha criticata, a cominciare da ex atleti come Girardelli e Michaela Dorfmeister.
Un anno fa moriva Matilde Lorenzi, quest’anno Mattia Franzoso, entrambi in allenamento. Come ripensare la sicurezza degli atleti?
Discorso complicato. In Coppa del mondo le piste vengono attrezzate con un lavoro incredibile, anche se possono esserci le fatalità. In allenamento questo non accade, occorre spendere parecchio. Potresti fare diventare le piste di gara anche di allenamento, ma ci sono i turisti, ci sono le scuole sci, come fai a rispondere alle esigenze di tutti? Occorre pensarci bene.
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