Lettere al direttore

Con questi giovani, da dove ripartire?

Di Emanuele Boffi
05 Novembre 2026
Vedere le vetrine rotte e le città messe a ferro e fuoco ha fatto sorgere in me una domanda
Scontri tra giovani manifestanti e forze dell’ordine in piazza Duomo a Milano, 17 ottobre 2026 (foto Ansa)
Scontri tra giovani manifestanti e forze dell’ordine in piazza Duomo a Milano, 17 ottobre 2026 (foto Ansa)

Caro direttore, sono rimasto molto colpito dal tuo articolo sui fatti di Milano e da tanti spunti letti in questi giorni (Severgnini, Cattarina), incluso il volantino che i giovani del Clu (Cl universitari, ndr) hanno scritto. Guardando a me e all’esperienza di dolore e di sconcerto provata nel vedere le vetrine rotte e le città messe a ferro e fuoco, in me sorge una domanda lancinante: “Da dove ripartire?”. Cosa serve a me per ripartire? Non solo a questi ragazzi, ma anche a me. Quello che serve a loro è la stessa cosa che serve a me: qualcuno che mi dica “vale la pena vivere”. È questo che cerco, che desidero. Come loro. Per questo desidero camminare e stare con loro.
Francesco, Pesaro

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Condivido il giudizio sul film Fatherland: un capolavoro, profondamente attuale.
Maria Cristina Mazzoni

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Rispetto ai fatti accaduti lo scorso weekend qui a Milano, ho letto tanti articoli. Il filo rosso che li accomuna è che in questi ragazzi dilagano la solitudine, la mancanza di senso della vita, un vuoto che ha innescato e dato vita a tutta questa violenza. Chiaramente, di fronte a tutto ciò, il mio primo pensiero è la preoccupazione per i miei figli: che non si trovino mai a fare queste cose e che sviluppino nel tempo un pensiero critico, qualora si trovassero davanti a certe scelte. Che, insomma, scelgano sempre il bene. Mi sono venute in mente le parole del Papa al Meeting di Rimini di quest’estate, quando ha parlato tantissimo di amore, di un amore che muove e della nostra responsabilità rispetto a ciò che abbiamo incontrato in quanto cristiani. Io non so cosa ne sarà dei miei figli, ma ho ben chiara la responsabilità che deriva da ciò che ho incontrato e faccio di tutto per mostrare loro questa bellezza, partendo dal pregare tanto insieme. Noi preghiamo tutte le mattine in macchina, andando a scuola, e proprio l’altro giorno, dopo aver detto una preghiera, si è aperta davanti a noi un’alba meravigliosa, coloratissima e bellissima. Ci siamo stupiti tantissimo. Ho chiesto loro di ringraziare per questa bellezza e ho anche detto: «Grazie che ci siete!». E loro mi hanno risposto: «Mamma, devi ringraziare Gesù, perché è grazie a Lui che ci siamo». Mi sono commossa perché, dopo tutto il brutto che abbiamo visto questa settimana, ho provato una gratitudine immensa per la storia che abbiamo incontrato. La mia responsabilità, quella di cui parlava il Papa, è far conoscere ai miei figli questa meravigliosa storia e la bellezza della nostra vita. È la certezza di una speranza di bene per la loro vita, perché possano imparare a seguire e scegliere sempre le cose belle. Poi sono certa che loro non sono nelle mie mani e che è, e sarà, il Signore a prendersene cura. La nostra compagnia, però, è proprio un faro di luce e di speranza rispetto al nulla cosmico che sta invadendo la vita di tutti questi ragazzi».
Francesca Mami

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