Cina. Cristiani difendono la croce della chiesa dalla demolizione, 500 poliziotti li massacrano di botte. «Noi pronti a morire per la fede»
«Siamo pronti a essere imprigionati e anche a morire per la nostra fede». Non esagerano i fedeli cinesi della chiesa ShuiTou Salvation nella contea di Pingyang, Wenzhou, almeno a giudicare dalle foto (pubblicate in pagina) che mostrano come la polizia cinese ha ridotto molti di loro per aver cercato di difendere la loro chiesa.
CAMPAGNA DI DEMOLIZIONE. Per 33 giorni consecutivi, i cristiani della chiesa, iscritta tra quelle ufficiali protestanti (come richiesto dal partito comunista), hanno pattugliato l’edificio religioso 24 ore su 24 per impedire che il partito comunista abbatta la croce che campeggia sulla sommità del luogo di culto. Come raccontato più volte da tempi.it, è in atto una nuova ondata di persecuzioni nei confronti dei cristiani nella provincia di Zhejiang, considerata più grave anche di quella avvenuta durante la Rivoluzione Culturale. Il partito comunista cinese ha già distrutto 360 tra croci e chiese in poco più di tre mesi, nel tentativo di frenare la crescita del cristianesimo nell’area e abbattere le strutture «troppo vistose».

«IN ATTESA DEL MARTIRIO». Tre cristiani, seguendo l’esempio di un pastore che si è dimesso dai suoi incarichi nella chiesa ufficiale di Pechino e ha iniziato uno sciopero della fame «in attesa del martirio», hanno scritto una lettera aperta: «Il mio cuore sanguina quando vedo centinaia di croci cadere una a una nella provincia di Zhejiang. Davanti ai furiosi attacchi [della polizia] non siamo sicuri di riuscire a fare la guardia alla chiesa perché non venga demolita. Prego Dio perché mi dia la forza di diventare un martire».

«NON BASTA ABBATTERE LE CROCI». Ecco perché il partito è intervenuto, abbattendo croci e chiese. «Vogliono cancellare ogni traccia del cristianesimo. Durante la Rivoluzione Culturale bruciavano le Bibbie, ma neanche allora rimuovevano le croci dalle chiese», afferma un’anziana cinese di Sanjiang, dove il governo ha demolito la grande chiesa della città. «Ma questo non basterà», dichiara un fedele di Pingyang. «Non è sufficiente abbattere una croce per cancellare il cristianesimo».
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4 commenti
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Kiko ha lo Spirito quando dice che si deve evangelizzare la Cina e le Corea
Il Dio dell’amore vincerà sempre
In piu’ ci sarebbe da dire che l’Italia sta vendendo ai cinesi aziende e parti di aziende molto importanti, se non strategiche, per il popolo italiano… Speriamo che i nostri giovernanti capiscano che il territorio deve essere tutelato e che e’ preoccupante il fatto che gli stessi che picchiano a morte i cristiani per distruggere una croce, diventino i datori di lavoro degli italiani. Preghiamo che non siano gli stessi.
E naturalmente, da parte dell’intellighenzia che straparla dei diritti ad ogni costo (da repubblica al corrierone), SILENZIO TOTALE!
Figuriamoci poi se dal mondo economico (europetta compresa) si leva qualche flòebile lamento: non sia mai che vengano meno le esportazioni, tacete, tacete…