Cercansi professionisti alla Conte. Di schiappe ce n’è fin troppe

Conte ha detto che fa di tutto per far vincere la Juve. Ma farebbe lo stesso se allenasse l’Inter. L’Italia non ha bisogno di moralisti o di saggi, ma di gente capace nel suo lavoro

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Antonio Conte, allenatore della Juventus, ha scatenato le ire dei benpensanti alla vigilia di Pasqua violando un sepolcro imbiancato nel nostro calcio. “Choc” ha titolato la Gazzetta dello Sport (avrebbe dovuto dire “Evviva”). Che cosa ha detto di tanto grave? Semplicemente di sentirsi un professionista che fa al meglio il suo lavoro, che ora è alla Juventus e di questa squadra è il primo tifoso e fa di tutto per farla vincere. Ma domani potrebbe essere all’Inter (eh sì, proprio lì), ma anche al Milan o alla Roma, come prima è stato all’Arezzo, al Bari e al Siena e si è comportato allo stesso modo.

NON ABBIAMO BISOGNO DI MORALISTI. Apriti cielo. Ma come si fa a dire una cosa del genere? Siamo una nazione di orticelli, di tifosi e non di professionisti. Siamo a preoccuparci delle bandiere, delle casacche, dei colori, delle strisce e dei certificati invece di guardare a cosa sarebbe meglio per questo misero paese. Siamo ai veti e ai “mai con questo, mai con quello”.
Non abbiamo bisogno di moralisti in servizio permanente effettivo, non ci servono quelli che si riducono lo stipendio, non ci servono i “normali” (e io che sarei, anormale?), non ci servono quelli che mangiano in mensa perché fa tanto anti-casta. Non abbiamo bisogno di saggi, abbiamo bisogno di gente capace nel suo lavoro, senza pregiudizi e senza paura. Abbiamo bisogno di professionisti seri e preparati. Di dilettanti ne troviamo quanti ne vogliamo. 

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