C’è una talpa nel cantiere di Chiomonte? I No Tav smentiscono così: se c’è, ha la nostra stima

Si sospetta che nel cantiere qualcuno aiuti gli attivisti. Ma questi ultimi negano con un comunicato ambiguo

Una “talpa” all’interno del cantiere di Chiomonte. E non quella per scavare il tunnel geognostico. Piuttosto – e una delle ipotesi al vaglio degli inquirenti – un informatore dei No Tav all’interno del cantiere per la Torino-Lione.

Il sospetto è sorto per le particolari modalità con cui, la sera dell’8 febbraio, è stato portato l’attacco da parte di un centinaio di attivisti. È stato, infatti, danneggiato, per provocare un black-out, uno degli impianti elettrici che non è visibile dall’esterno.

I problemi, la sera dell’8 febbraio, sono cominciati alle 20,57 quando, come ha ricostruito l’inchiesta, si sono spenti tutti i fari della recinzione esterna. Un operaio della ditta Martina Service, andato a verificare il perché dell’anomalia, ha notato che dall’interno del gabbiotto «c’erano delle fiamme che si stavano propagando all’intero del quadro elettrico». Dopo il suo intervento con l’estintore, all’incirca quindici minuti dopo, si sono sentiti esplodere i primi “razzi” lanciati dai manifestanti.

L’ipotesi dell’infiltrato o dell’informatore viene, con sprezzante ironia, respinta dal movimento No Tav. In un comunicato, diffuso in rete, gli oppositori al treno veloce scrivono: «Sembra l’ennesima scusa o stratagemma accampato per nascondere una lacuna-incapacità nell’apparato di protezione e sicurezza del cantiere». Ed aggiungono, che «se vi fosse realmente qualcuno all’interno del cantiere che sostiene la lotta e la resistenza No Tav riceve tutta la nostra stima e il nostro sostegno. Da subito ci rendiamo disponibili a proteggere e a sostenere questa o queste persone e i loro familiari a sostenerli economicamente qualora dovessero subire delle conseguenze e a dar loro tutto il supporto legale del quale possiamo disporre». L’invito all’ipotetica “talpa” è «a recarsi nei nostri presidi No Tav o a contattarci qualora avesse bisogno del nostro aiuto». Insomma, non c’è la talpa, ma… se ci fosse, ben venga.