Casablanca, un capolavoro lungo settant’anni

Buon compleanno al celebre film di Michael Curtiz, con Ingrid Bergman e Humprey Bogart. Una pellicola che non risente del tempo che passa e che ancora oggi racconta la più bella storia d’amore di tutti i tempi.

Ci sono pellicole che non si arrendono al tempo che passa, nonostante l’affascinante bianco e nero dei loro fotogrammi ricordi continuamente agli spettatori che il tempo passa anche per i capolavori. Oggi Casablanca compie 70 anni: era il 1942 quando la pellicola di Michael Curtiz conquistava milioni di persone nel buio delle sale cinematografiche americane. Il film, ambientato negli anni 40, racconta la storia di Rick Blaine, americano emigrato a Casablanca, dove gestisce un locale notturno molto alla moda. Dalla città marocchina passanno tutti gli europei in fuga dalle loro patrie occupate dai nazisti. Un giorno nel suo “Rick’s Café” arriva un perseguitato politico ricercato dai tedeschi, assieme alla sua bellissima moglie Lisa. Non una sconosciuta, ma il suo grande amore che due anni prima, nella romantica Parigi, gli aveva spezzato il cuore. Rick è tormentato, non sa se aiutare i due a trovare rifugio in America o seguire il suo sentimento e tentare di avere Lisa tutta per sè.

Rick è il bellissimo e tenebroso Humprey Bogart, l’uomo dalla sigaretta sempre accesa, quello per cui le donne avrebbero fatto follie ma che, dopo tre matrimoni finiti male, sceglierà la giovanissima Lauren Bacall come compagna di nella vita e sul set.  Casablanca lo consacrerà come uno dei migliori attori di Hollywood, anche se non gli regalerà l’Oscar tanto desiderato ma da quel momento in poi la sua carriera non conoscerà passi falsi. Lisa, invece, è la stupenda attrice francese Ingrid Bergman, che da questo film a basso costo trasse una popolarità inaspettata e una candidatura all’Oscar come migliore attrice. La futura compagna di Roberto Rossellini farà innamorare le folle con il suo personaggio tormentato e conteso da due uomini.

Settant’anni dopo Casablanca non cede il passo al tempo, l’American Film Institute lo ha giustamente proclamato la migliore love story di tutti i tempi e il miglior terzo film di sempre, dopo Quarto Potere e il Padrino. Una pellicola di  propaganda con cui gli Studios rendevano omaggio allo straordinaro spirito di resistenza europea alle brutture del nazismo e della guerra e che oggi torna a rivivere nei cinema americani dove di sicuro gli spettatori non aspetteranno altro che sentire Lisa sussurrare al pianista: “Suona Sam, suona “Mentre il tempo passa”.