Burkina Faso. Ucciso pastore cristiano e i suoi sei figli

Sono sempre più frequenti gli attacchi armati di matrice jihadista a luoghi di culto e contro i membri della comunità cristiana

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Articolo tratto dall’Osservatore romano – Ancora violenza in Burkina Faso. Un pastore cristiano e i suoi figli, sequestrati lunedì scorso, sono stati rinvenuti senza vita nella località di Sebba, nella provincia di Yagha, nella regione del Sahel. Lo rendono noto fonti della sicurezza.

Il religioso e i suoi sei figli, tra cui due figlie, erano stati rapiti durante la notte da un commando di uomini armati non identificati. Le due ragazze sono state poi rilasciate, mentre l’uomo e i suoi quattro ragazzi sono stati giustiziati a pochi chilometri dalla città di Sebba, nei pressi della frontiera con il Niger. I corpi sono stati recuperati ieri da una squadra delle forze di sicurezza.

L’esercito burkinabé ha, intanto, annunciato di aver «neutralizzato» 17 presunti terroristi in un’operazione portata a termine nella località di Bapilinga, nella regione del Centro Nord. La violenza nel paese contro la popolazione si è intensificata negli ultimi tempi. In particolare, sono sempre più frequenti gli attacchi armati di matrice jihadista a luoghi di culto e contro i membri della comunità cristiana. Le forze di sicurezza stentano ad arginare le azioni dei terroristi per mancanza di uomini e mezzi. Il 2019 è stato particolarmente violento, con un’ondata di attacchi terroristici e violenza settaria. La maggior parte degli attentati è stata attribuita ai gruppi jihadisti militanti Ansar-ul-Islam e Jnim (Group in Support of Islam and Muslims). Le vittime sono principalmente cristiani cattolici e protestanti.

Foto Ansa