Riduzione da quattro a tre aliquote Irpef e taglio strutturale del cuneo fiscale, e incentivi alle nuove assunzioni, regimi agevolati per le partite Iva, concordato preventivo
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, il viceministro dell’Economia Maurizio Leo e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante il convegno sulla riforma fiscale all'interno dell’aula dei gruppi parlamentari il 13 marzo 2024 (foto Ansa)
Esistono alcune parole che ci mettono di cattivo umore senza neanche pronunciarle. Alzi la mano chi non vive questa sensazione quando di mezzo ci sono le tasse. E non è un caso che l’aforisma più famoso che le riguarda sia quello di Benjamin Franklin secondo il quale «in questo mondo non v’è nulla di sicuro, tranne la morte e le tasse». L’accostamento non è casuale e forse spiega questa esperienza condivisa di profonda inquietudine che ci prende quando dobbiamo compilare la dichiarazione dei redditi.
Molte delle rivoluzioni dei secoli scorsi hanno trovato la loro origine in una tassazione troppo elevata. Per le tasse è scorso parecchio sangue. Oggi non abbiamo più di questi problemi, lo stato sociale europeo nato dopo il secondo dopoguerra si è fondato su un patto secondo cui i cittadini pagano un livello di tasse alto ma progressivo, in cambio di un welfare universale e per lo più gratuito. Nel 2024, secondo Istat, la spesa per la protezione sociale è stata infatti di 643,3 miliardi d...
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