Berlusconi ci ripensa: “Rimango in campo per riformare la giustizia”

Dopo aver annunciato il passo indietro, l’ex premier cambia idea. Ieri la condanna al processo Mediaset. Pronta una lista con Sallusti fuori dal Pdl?

Dopo l’annuncio che non si sarebbe più ripresentato e dopo la sentenza di condanna del Tribunale di Milano, Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente al Tg5 per spiegare le sue ragioni. “Mi sento obbligato a restare in campo per riformare il pianeta giustizia perché ad altri cittadini non capiti ciò che è capitato a me”.

“A Roma – ha detto il Cavaliere – la Cassazione mi ha assolto con formula piena sulla stessa materia. Come mai non si è tenuto conto di questo? Forse giudice Davossa è molto prevenuto contro di me. O forse in tutto questo si devono trovare delle spiegazioni di natura politica”.

“Quella contro di me è un’ipotesi fantascientifica per evadere l’1% delle imposte” comunque versate. “Tra il 2006 e il 2010 ho versato 5,44 miliardi. Nessun gruppo versa tanto” dice Berlusconi sostentendo che nel 2002 gli vengono contestati evasioni per “4,9 milioni di euro contro i 365 versati dal mio gruppo all’erario” ed analoga è la proporzione nel 2003.

Propensione a delinquere? «Questa è la parte più incredibile della motivazione» della sentenza. E sottolinea: «Ho un’età non verdissima. Credo di aver dimostrato di essere un bravo imprenditore, arrivato ad avere 56 mila collaboratori. Sono stato presidente del Consiglio per quasi 10 anni, sono l’unico protagonista della politica mondiale ad aver presieduto per tre volte il G8. Sono un ottimo padre di 5 figli e ottimo nonno di 6 nipoti. E sono uno dei primissimi contribuenti italiani. E poi sono incensurato. Ed è una cosa incredibile rispetto a quanto detto dai giudici sulla naturale capacità a delinquere».

Berlusconi ha parlato anche di Frank Agrama, condannato nell’ambito del processo per i diritti Tv. “Non sono mai stato suo socio occulto, ed è stato provato da tutte le carte. Esistono prove inoppugnabili che avrebbero dovuto portare ad una assoluzione. Esistono due prove inoppugnabili che avrebbero dovuto portare a una sentenza di assoluzione: se io fossi stato socio occulto di Agrama sarebbe bastata una mia telefonata ai responsabili di Mediaset per determinare acquisti senza pagare tangenti, ma soprattutto se fossi stato socio di Agrama sarei venuto immediatamente a conoscenza del pagamento di una tangente dall’ufficio acquisti di Mediaset e non avrei potuto che provvedere a immediato licenziamento, visto che passavano acquisti televisivi per 700 milioni l’anno”.

“Si avvicina l’ufficializzazione di una ridiscesa in campo del Cav. fuori ma accanto al Pdl con una lista di scopo per la giustizia giusta. Accanto a Berlusconi il direttore del Giornale Alessandro Sallusti”, così scrive il Foglio di Giuliano Ferrara sul suo sito.
(alle 17 prevista una conferenza stampa)