L’Anzhi molla Eto’o, Willian e altri big. Quando i miliardari si stufano dei loro giocattoli

L’altra faccia del calcio degli sceicchi e dei magnati russi: Kerimov è deluso dai risultati del club e chiude i rubinetti. A Malaga un caso simile

Effimere e fugaci storie d’amore in un mondo calcistico sempre più bugiardo. Il cash fa da padrone in poche soleggiate e fresche oasi, ma basta un attimo e il magnate di turno può storcere il naso, cucire il suo portafoglio e cambiare le sorti di una squadra in un men che non si dica. È quanto rischia di succedere a Machackala, Daghestan, terra dell’Anzhi. Quel nome riesce ancora a far rima col tintinnio del soldo facile nelle teste di tanti tifosi italiani, sebbene il grande acquisto di Sulejman Kerimov, proprietario del club, sia vecchio ormai di due estati, e nonostante l’ingaggio di Samuel Eto’o sia poi stato superato da trattative ben più onerose che hanno infiammato le ultime sessioni di mercato.

VIA AL RIDIMENSIONAMENTO. In due anni di calcio però, sembra che il magnate russo abbia fatto incetta di tutte le emozioni di cui aveva bisogno e secondo i rumors che arrivano dalla Russia oggi annuncerà un drastico ridimensionamento del budget stanziato per il club. I risultati ottenuti all’avvio della nuova stagione lo stanno spingendo verso questa decisione: l’Anzhi è solo tredicesimo in classifica, piazzamento frutto di 2 punti ottenuti in 4 giornate, l’ultima delle quali ha portato ad una amara sconfitta per 1-0 contro il Rostov, tra le mura amiche. Così, ecco che verranno tagliati circa 50-70 milioni di dollari a stagione: sul mercato finiranno alcuni tra i pezzi “pregiati” acquistati in questi anni. Su tutti a far gola all’estero è il brasiliano Willian, rilevato dallo Shakhtar, ma anche l’ivoriano Lacina Traoré potrebbe partire. Eto’o ha un contratto in scadenza nel 2014 ed è difficile che, alla luce delle scelte del presidente, ottenga un rinnovo alle cifre onerose che percepisce (20,5 milioni, l’ingaggio più alto di sempre): se non ora, nel giro di un anno anche lui potrebbe cambiare casa.

50 MILIONI PER IL CALCIOMERCATO. Così il presidente del Cda del club, Remchukov: «Il budget verrà ridotto e la società sarà radicalmente ristrutturata. I giocatori più costosi lasceranno il club quanto prima, per poi ripartire con una nuova politica voluta dal proprietario Kerimov, che presto fornirà informazioni più complete sul futuro del club». Il tutto accade dopo una campagna acquisti tutt’altro che in sordina: 50 i milioni spesi dal presidente per portare a fianco di Eto’o giocatori come Samba, Kokorin, Denisov e Ionov. E se poche settimane fa l’allenatore Guus Hiddink aveva lasciato la panchina a Rene Meleunsteen, ora anche quest’ultimo, già assistente di Ferguson allo United, potrebbe essere lasciato a casa, per offrire il posto a Gadzhi Gadzhiev, al terzo ritorno all’Anzhi.

IL PRECEDENTE DEL MALAGA. La vicenda ricorda per certi aspetti quanto successo giusto un anno fa agli spagnoli del Malaga, spinti dagli investimenti dello sceicco Al Thani, cugino del proprietario del Psg, alla conquista della prima storica qualificazione in Champions League: in pochi anni, mettendo insieme giocatori come Van Nistelrooy, Julio Baptista, Joaquin, Cazorla, Buonanotte, Mathijsen, cercava di proporre il club andaluso quale alternativa valida allo strapotere di Barça e Real in Liga. Ma durante a luglio 2012, ecco l’annuncio shock: voglio lasciare. Dietro la risoluzione, gli inghippi con le autorità spagnole, che non gli fanno costruire il nuovo stadio né tanto meno mettere le mani sul porto cittadino. L’estate si fa torrida, tanti giocatori lasciano il club, Al Thani cerca nuovi acquirenti e intanto si dà alla macchia: in città non si fa vedere. Alla fine tutto si è bloccato, e un anno dopo la squadra è ancora sua. Con le reti di Duda, Isco ed Eliseu è riuscita ad arrivare fino ai quarti di Champions: chissà se avrà divertito a sufficienza lo sceicco.