Antonio Simone: Cresima in carcere con trans. Sono contento

«Domenica. Oggi alla Messa delle 8, nella famosa “rotonda”, lì dove partono i bracci del carcere, sono stati cresimati una ventina di detenuti». Ottava lettera dal carcere di San Vittore

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Ottava lettera inviata a tempi.it da Antonio Simone, detenuto nel carcere di San Vittore a Milano. In coda trovate le precedenti missive.

Domenica. Oggi alla Messa delle 8, nella famosa “rotonda”, lì dove partono i bracci del carcere, sono stati cresimati una ventina di detenuti.
Una funzione toccante. Il cappellano ha spiegato il “prima” e il “dopo” di una simile scelta e quale sia il significato per le persone che decidono di cresimarsi. Poi ha chiamato i cresimandi uno per uno e ognuno di loro, quando sentiva il proprio nome, doveva rispondere: «Eccomi». Gli altri detenuti facevano da testimoni.

Quando il cappellano ha iniziato a elencare i nomi, ho osservato il gruppo dei cresimandi e ho notato qualcosa di strano. Fra di loro c’era una donna prosperosa con le meches bionde. Quando ha detto il suo nome (maschile) ho capito. Si trattava di un trans.

Caro direttore, essendo tu notoriamente più esperto di me, lascio a te ogni commento “morale” sulla vicenda.
Io ho solo una cosa da dire: ero contento.

Antonio Simone

Lettere precedenti:

1. Lettera dal carcere di Antonio Simone. Con una domanda a Repubblica

2. Anche da un peccato può nascere un po’ più di umanità

3. «Ezio Mauro, se vuoi farmi qualche domanda, sono pronto»

4. Io, nel pestaggio in carcere con cinghie e punteruoli

5. La rissa e l’evirazione. Storie di ordinaria follia a San Vittore

6. In quel buio che pare inghiottirmi, io ci sono

7. Repubblica mi vuole intervistare. Ok, ma a due condizioni

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