Nullità matrimonio. Come Papa Francesco cambia il processo canonico

Con i motupropri «Mitis iudex Dominus Iesus» e «Mitis et misericors Iesus», il Pontefice ha modificato la normativa per la dichiarazione di nullità

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Pope Francis General Audience

Articolo tratto dall’Osservatore romano – Non solo una riforma profonda ma una vera e propria rifondazione del processo canonico riguardante le cause di nullità matrimoniale è quella voluta da Papa Francesco con i motupropri Mitis iudex Dominus Iesus e Mitis et misericors Iesus, le cui linee guida sono state presentate nella tarda mattinata dell’8 settembre nella Sala stampa della Santa Sede.

La nuova normativa ― che risponde alle aspettative largamente emerse durante il sinodo straordinario sulla famiglia e raccoglie i frutti del lavoro della commissione speciale istituita dal Pontefice il 27 agosto 2014 ― mira a rendere più spedite ed efficaci le procedure per la dichiarazione di nullità, la cui competenza appartiene strettamente al Pontefice.

In particolare, viene abolita la doppia sentenza conforme e si dà vita al cosiddetto processo breve, rimettendo al centro la figura e il ruolo del vescovo diocesano o dell’eparca, nel caso delle Chiese orientali, come giudice delle cause. Le nuove norme vanno lette alla luce dell’evoluzione storica delle procedure per la dichiarazione di nullità. Nel 1741 Benedetto xiv istituì la doppia conforme per far fronte agli abusi commessi da vescovi e tribunali soprattutto in Polonia e Pio x, all’inizio del Novecento, limitò al massimo il ricorso all’azione della Sede apostolica valorizzando i processi celebrati nelle singole diocesi.

Tra gli altri aspetti di rilievo dei due motupropri ― che riformano separatamente le norme del Codex iuris canonici e del Codex canonum ecclesiarum orientalium ― vanno ricordati la composizione dei tribunali, la limitazione dell’abuso del diritto di appello (che può essere respinto quando manifestamente dilatorio o strumentale), il forte e significativo richiamo alla collegialità episcopale e l’invito ad assicurare, per quanto possibile, la gratuità delle procedure.

All’obiettivo di favorire la celerità dei processi la nuova normativa risponde con lo snellimento dell’iter ordinario e con l’istituzione del processus brevior, che consente di accorciare ulteriormente i tempi, sempre che ci sia l’accordo delle parti e la nullità sia sostenuta da argomenti particolarmente evidenti. In proposito si sottolinea che la preoccupazione per la salvezza delle anime (salus animarum) resta il fine supremo delle istituzioni e delle leggi. Ma con altrettanta chiarezza si precisa che non è in discussione l’indissolubilità del matrimonio, che, anzi, risulta rafforzata dalla centralità del vescovo diocesano, che in comunione con il Pontefice è il garante dell’unità della fede e della dottrina.

Nella normativa è centrale la questione della fede come elemento essenziale per la validità del matrimonio, in continuità con quanto è stato delineato nell’ultimo mezzo secolo, dal pontificato di Paolo vi a quello di Benedetto xvi.

Posti dal Papa sotto la protezione di Maria, i due motupropri sono stati firmati nel giorno dell’Assunzione (o Dormizione), vengono resi noti nella festa della Natività della Vergine ― due ricorrenze celebrate sia in oriente sia in occidente ― ed entreranno in vigore l’8 dicembre prossimo, solennità dell’Immacolata, cinquantesimo anniversario della conclusione del concilio Vaticano ii e inizio del giubileo straordinario della misericordia.

Foto Ansa

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