“Animali notturni”, grande cinema selvaggio e inquieto

Il film di Tom Ford mette insieme – con una certa durezza ma anche parecchia sensibilità – tre storie, una più dolorosa dell’altra

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“Animali notturni”, di Tom Ford. Una donna riceve la bozza del libro di un suo ex rimanendo sconvolta dal contenuto.

Grande cinema, firmato da uno stilista al suo secondo film che racconta, con una certa durezza ma anche parecchia sensibilità nell’affronto del dolore, la vicenda, apparentemente semplice, di una bella donna, ricca e annoiata da un matrimonio che non ha più nulla da offrire, e di un romanzo, angosciante e terribile, che le spedisce il suo ex.

Ecco, Ford mette insieme tre storie, una più dolorosa dell’altra: la storia inquietante e violenta del romanzo, praticamente un racconto thriller dominato dalla figura ambigua del poliziotto intepretato da Michael Shannon, e altre due, in cui più sottilmente la violenza e la solitudine si fanno strada. Il presente in cui vive la bella Amy Adams e un passato, nemmeno troppo lontano, in cui lei e Gyllenhaal sognavano una vita insieme.

Selvaggio e inquieto, il film di Ford cattura lo spettatore che fino alla fine non sa da che parte svolterà la storia.

“Animali notturni”, di Tom Ford

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