Angelo Rizzoli: «Non mi arrendo certo ora, se i magistrati mi consentono di sopravvivere»

Nota dell’onorevole Farina, che lo ha visitato oggi. «Questa custodia cautelare francamente disumana grava su un uomo assolutamente incensurato»

Pubblichiamo una Nota dell’onorevole Renato Farina (Pdl)

Sono stato oggi in visita ispettiva presso il reparto penitenziario dell’ospedale Pertini di Roma. In particolare ho potuto accedere alla stanza dov’è ricoverato in carcerazione preventiva Angelo Rizzoli. L’editore ha una paralisi alla gamba destra ed una al braccio destro. Ha una grave insufficienza renale, un forte diabete e una cardiopatia seria. Il tutto nel quadro di una sclerosi multipla.

Rizzoli dopo aver rifiutato acqua e cibo è oggi nutrito – si scusi il linguaggio non medico – per via di flebo e di sacche. Non può minimamente spostarsi perché è stato privato del bastone, che solo gli garantiva un minimo di possibilità motoria.

Questa custodia cautelare francamente disumana grava su un uomo assolutamente incensurato e che ha già scontato in passato tredici mesi di carcere salvo poi essere assolto. Con voce flebile Rizzoli ha voluto rimarcare la gentilezza e assiduità del personale e «l’assoluta inconsistenza di ogni accusa». Ha aggiunto: «Ho lottato tutta la vita contro l’ingiustizia, non mi arrendo certo ora, se i magistrati mi consentono di sopravvivere».