Angelino Alfano (Pdl) a Tempi: «Nessun cambio di maggioranza e l’opposizione sia costruttiva, come negli Usa insegnano i repubblicani e Obama»

Angelino Alfano, segretario del Pdl, raggiunto da Tempi chiarisce la posizione del Governo e assicura: «Nessun cambio di maggioranza, confidiamo in una opposizione costruttiva che accetti di condividere le scelte impegnative che la crisi impone»

Il 29 luglio ha postato sul nuovo sito personale di segretario politico del Pdl la sua prima lettera aperta ai sostenitori del partito. Dove annuncia la costituzione di un “Gruppo delle Regole” incaricato di scrivere la “magna charta” del partito. E invita i militanti a inviare suggerimenti «per quanto riguarda modalità di iscrizione, di partecipazione al voto, di celebrazione dell’election day del Pdl e dei congressi provinciali, lasciando il loro messaggio nella pagina appositamente creata in www.pdl.it». Come i suoi ex colleghi di governo, dunque anche Angelino Alfano quest’anno non andrà in ferie. O almeno non ci andrà in queste prime settimane di agosto. Caldissime su tutti i fronti. A cominciare dalla richiesta, ribadita dall’opposizione per bocca di Pierferdinando Casini in un’intervista al Corriere della Sera, di «prendere coscienza della caduta verticale di consenso del governo e scegliere una delle due opzioni possibili: andare dritto alle elezioni oppure dare il via libera a un esecutivo di unità nazionale composto dal centrodestra insieme alle forze responsabili dell’ opposizione».

 

Raggiunto da Tempi.it il segretario del Pdl chiarisce: «La triplice scelta del presidente Silvio Berlusconi di convocare il Cipe, mercoledì mattina, per approvare il finanziamento di oltre settanta opere pubbliche strategiche per il Paese e per un importo di oltre 7 miliardi di euro; di riferire, mercoledì pomeriggio, alle Camere sulla situazione economica del Paese e di incontrare l’indomani mattina le parti sociali al fine di condividere diagnosi e possibili terapie in grado di fronteggiare la crisi economica del Paese, rappresenta la risposta più efficace a chi chiede un passo indietro del Governo. Il Governo, infatti, è in campo su tutti i fronti: sul piano operativo, destinando risorse e dando ossigeno all’economia con investimenti infrastrutturali; sul piano istituzionale, interloquendo con il Parlamento non per costrizione, ma per deliberata volontà (avrebbe ben potuto sottrarsi alla richiesta delle opposizioni) e infine sul piano delle relazioni industriali, confrontandosi con le parti sociali. A ben vedere, si tratta di tre livelli di azione di un Governo che funziona: investimenti di pura competenza governativa (i sette miliardi del Cipe); il rapporto con il Parlamento e quello con gli attori sociali. Speriamo che le opposizioni dimostrino la stessa cultura istituzionale.

 

Dopo l’accordo in extremis tra repubblicani e Obama, il disinnesco della bomba del debito Usa ha fatto abbassare la febbre ai mercati finanziari. Ciononostante la tensione rimane alta. Pensa che siano sufficienti questi interventi per ridare fiducia alla politica e ai mercati?
«La recente vicenda americana testimonia, in modo solare, quanto la crisi sia globale; l’Italia non è, quindi, un’isola in difficoltà in un mare di serenità, ma al contrario è proprio la difficoltà a essere globale, come dimostrano le ultime giornate americane. Ecco perché confidiamo che . Proprio come hanno fatto i Repubblicani americani, che hanno sì trattato con durezza, ma alla fine hanno fatto prevalere l’America e le sue urgenze. Ci auguriamo, dunque, che le opposizioni la smettano con il noioso ritornello per cui occorre un governo nuovo e il passo indietro di Berlusconi per affrontare la crisi. Qualunque nuovo governo, infatti, si troverebbe di fronte alla stessa crisi senza avere però, alle proprie spalle, la legittimazione popolare. E’ questo il Governo chiamato dal popolo a gestire questi anni difficili ed è questo il Governo che nel 2013 si presenterà dinanzi al popolo chiedendo il giudizio sul proprio operato, cioè su come sono stati affrontati questi anni».