Amanda Knox, Dershowitz: «Gli americani l’assolvono solo perché bella. Ma è colpevole»

L’avvocato del caso Von Bulow non ha dubbi sulla colpevolezza della Knox. Il problema qual è? «La sciatteria degli investigatori e la vendicatività del pm».

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Amanda Knox, gli americani si sbagliano: le credono solo perché è bella, anche se lei è colpevole. Questo pensa Alan Dershowitz, 74 anni, uno tra i più famosi giuristi e legali statunitensi, che insegna all’Università di Harvard ed è stato reso celebre in tutto il mondo dal film Il Mistero Von Bulow, pellicola che porta in scena la sua autobiografia personale. Dershowitz, intervistato dal Corriere della Sera, ha poi precisato che, in America, «sul caso Knox esiste una spaccatura tra ambienti giudiziari colpevolisti e opinione pubblica universalmente innocentista». E ha aggiunto: «Tutti gli avvocati e giudici che conosco hanno un’opinione ben diversa sul caso rispetto all’americano della strada che guarda solo il suo volto angelico e crede ai reportage della tv Usa, superficiale e di parte».

UN LOOK DA INNOCENTE. Dopotutto è stata lei stessa a spiegare che se non fosse così bella nessuno si occuperebbe di lei. Poi, aggiunge Dershowitz, «ha avuto la genialità di assoldare una delle agenzie di pubbliche relazioni migliori d’America che ha venduto il suo look come prova d’innocenza, ritraendola come vittima del sistema giudiziario italiano corrotto e arcaico».
Dershowitz è fermamente convinto della colpevolezza della Knox, e lo è altrettanto del fatto che la Cassazione, annullando le assoluzioni, abbia fatto un lavoro «esemplare». «La mia convinzione – ha detto – è frutto di un attento esame del caso. Le prove circostanziali a suo carico sono sufficienti per provarne la colpevolezza». Gli unici problemi del processo originale, invece, sono stati «la sciatteria degli investigatori e la vendicatività del pm».

MENZOGNA. La prova «al di là di ogni ragionevole dubbio», prosegue Dershowitz, «viene dalla sua stessa confessione iniziale falsa con cui ha cercato di incriminare un innocente». E ricorda: «Tutte le prove forensi vanno esaminate attraverso il prisma di quella menzogna». E sul motivo che avrebbe spinto la Knox a uccidere Meredith puntualizza: «Non siamo di fronte a un omicidio premeditato ma a un delitto impulsivo: un raptus causato da un’orgia a base di sesso, droga e alcol».

FUGGIASCA. Se Amanda «crede davvero di essere innocente dovrebbe prendere l’areo per l’Italia e presentarsi al nuovo processo». Ma «non lo farà, rifiutando l’estradizione e consegnandosi di fatto ad un futuro da fuggiasca», poiché, così facendo, «finirà automaticamente nella lista most wanted dell’Interpol e potrà essere arrestata qualora abbandoni il suolo patrio». Mentre i Kercher «la quereleranno per avere i milioni incassati da Amanda per il suo imminente memoir», che non potrebbe pubblicare, perché in America c’è una legge che vieta ai condannati di trarre profitto economico dai loro crimini.

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