Addio Umbro, ci mancherai. Le divise dell’Inghilterra cambiano brand

Una storia lunga 88 anni sta per scrivere la sua pagina finale, un binomio storico dal fascino decennale sta per vivere i suoi ultimi giorni di vita. Parliamo della sponsorizzazione Umbro, brand sportivo celebre per aver affiancato il proprio “diamantino” a tante grandi squadre, su tutte l’Inghilterra. Dal prossimo anno infatti i Three Lions cambieranno produttore: basta con la storica azienda di Manchester, le divise della Nazionale verranno prodotte dal colosso Nike, che dal 2008 controlla ormai il marchio Umbro.

L’ESSENZA DEL CALCIO BRITANNICO. Niente da fare quindi per l’azienda di Harold e Wallace Humphrey, i fratelli di Wilmslow che nel retrobottega di un pub crearono nel 1924 questo marchio, dandogli appunto il loro nome (Umbro è l’abbreviaione di “Humphrey Brothers”). Divenuto nel tempo tra i migliori interpreti dell’essenza del calcio d’Oltremanica, tra i pochi brand a produrre solo ed esclusivamente per l’universo calcio, Umbro nel corso degli anni ha legato il proprio simbolo ad alcune grandi vittorie calcistiche Made in UK: la Coppa del Mondo 1966 è sicuramente l’esempio più lampante, ma non si può fare a meno di ricordare anche il treble del Celtic del 1967, il successo in Coppa Campioni datato 1977 del grande Liverpool di Paisley e Keegan, la vittoria all’ultimo respiro dello United del 1999 nella finale di Champions League, quando Sheringham e Solskjaer ribaltavano le recupero la partita contro il Bayern Monaco. E negli anni più recenti Umbro ha firmato anche l’ascesa del City degli sceicchi, un anno fa campione d’Inghilterra. Già il City: anche loro il prossimo anno passeranno a Nike, seguendo le orme della Nazionale e lasciando il “diamantino” ormai sulle maglie di poche irriducibili. Blackburn, Forrest, Huddersfield…

ORA LA PALLA PASSA A NIKE. E pensare che solo 8 anni fa Umbro vendeva qualcosa come 3 milioni di kit dei Three Lions. Nel 2009 poi, ecco un nuovo accordo con la FA, della durata di 9 anni: ma il flop della Nazionale nelle ultime avventure sportive (Mondiali 2010 e Europei 2012) ha ridotto la popolarità della squadra, e con essa anche la vendita delle sue belle divise. Così, niente più maglie Umbro, che per altro verrà pure scaricata da Nike. Sicuramente non farà male la multinazionale di Portland: le casacche viste agli ultimi europei erano tutte pregevoli (Francia, Portogallo, Croazia), e anche la maglia inglese riuscirà ad avere una buona diffusione in tutto il mondo (quella degli scorsi Europei, ad esempio, in Italia era difficile da trovare). Però il binomio Inghilterra-Umbro è un pezzo di storia. Che finisce così, tra flop europei e successi memorabili. Tutti Made in UK.