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Casca il mondo

Soluzioni “ragionevoli”

Di Annalisa Teggi
12 Ottobre 2026
L’esecuzione fallita di Christa Pike, soccorsa dai medici dopo due iniezioni letali malfatte, e quella, riuscita, del primo bambino ucciso con l’eutanasia in Olanda
Foto segnaletica di Christa Pike
Foto segnaletica di Christa Pike, la donna condannata a morte per omicidio in Tennessee e sopravvissuta il 30 settembre scorso a due iniezioni letali

Christa Pike è cosciente e parla. La donna condannata a morte nello stato del Tennessee e sopravvissuta a due iniezioni letali è definita «un caso senza precedenti». Forse è qualcosa di più. Nel 1996 Pike fu ritenuta colpevole dell’omicidio di Colleen Slemmer, una 19enne che frequentava con lei il Job Corps di Knoxville. Pike aveva 18 anni quando, insieme ad altri due ragazzi, attirò la vittima in una zona isolata, dove Slemmer fu picchiata e torturata prima di essere uccisa. L’esecuzione avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 30 settembre, a nulla è valsa la richiesta di grazia in extremis. Sarebbe stata la prima donna giustiziata degli ultimi 200 anni in Tennessee, ma chi era presente all’esecuzione ha assistito a un’agonia straziante, durante la quale la donna si lamentava di forti dolori al braccio in cui le era stata fatta l’iniezione. «L’ipotesi principale, avanzata dagli avvocati di Pike, è che i funzionari del carcere incaricati di somministrare i farmaci utilizzati per le iniezion...

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