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Sardegna, l’isola che c’è ma che rischia di non esserci più

Di Roberto Volpi
28 Settembre 2026
Perde abitanti, invecchia a vista d’occhio, arranca verso un tramonto che il turismo d’élite e certi (penosi) trucchi politici non allontanano affatto. La Sardegna è un caso di scuola per il dissesto demografico che la minaccia. Ma ormai sarebbe più giusto parlare di caso clinico
Cartina della Sardegna

È la regione italiana di gran lunga a più bassa natalità (nati annui ogni mille abitanti) e fecondità (numero medio di figli per donna). È la regione a più bassa natalità e fecondità d’Europa. È una delle regioni del mondo a più bassa natalità e fecondità. Perde abitanti, invecchia a vista d’occhio, si trascina verso un tramonto ch’è già in agguato e che il turismo d’élite lungi dall’allontanare avvicina perché contribuisce a creare l’illusione che basti star fermi per sfangarla. È un caso di scuola. Ma meglio dovremmo ormai dire: è un caso clinico. Si sta parlando della Sardegna. E la Sardegna che fa? Gioca con i mattoncini del Lego senza neppure averceli. Giudizio eccessivo? Giudicate voi. Perché questa è la reazione della classe politica dell’isola a un disastro le cui coordinate specificheremo più puntualmente in seguito. Il territorio della Sardegna, come recita la delibera del Consiglio regionale del 14 luglio 2025, si articola oggi «nelle Città metropolitane di Cagliari e di Sas...

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