Festeggiamo i nonni, nostri “angeli custodi”

Di Peppino Zola
25 Settembre 2026
Sono la testimonianza che ognuno di noi viene da una storia e non possono essere considerati solo un "peso". A Milano un incontro sulle "Età della vita" di Guardini e la consegna del premio “Nonno dell’Anno”

Caro direttore, anche le istituzioni civili riconoscono l’importanza della funzione dei nonni e delle nonne per l’intera società. Infatti, con legge n. 159 del 31 luglio 2005, l’Italia, con un po’ di ritardo rispetto ad altri Paesi, ha istituito la festa dei nonni per la data del 2 ottobre di ogni anno, in coincidenza con la giornata in cui la Chiesa fa memoria degli “Angeli Custodi”. I nonni, infatti, possono essere considerati i custodi dei propri nipoti sotto molti profili, soprattutto sotto quello educativo. Essi, per il solo fatto di esistere, testimoniano che ciascuno di noi non è come un fungo nato per caso, ma proviene da una storia, senza della quale non è possibile capire fino in fondo sé stessi. Sotto questo profilo, si può considerare addirittura criminale una concezione, come quella woke nata in America, che pretenderebbe addirittura di cancellare tutta la storia del passato, come brutta e cattiva. Solo il terribile presente sarebbe da prendere in considerazione. Pura pazzia, direbbe il grande Chesterton.

Nel 2014 è nata l’associazione NONNI2.0 proprio con lo scopo di valorizzare la presenza insostituibile dei nonni, sia all’interno della società civile sia all’interno delle comunità cristiane: è sempre presente, infatti, il pericolo di confinare i nonni (e più in generale gli anziani) nel settore delle persone da “assistere”. È evidente che molti di essi si trovano in questo bisogno e che tutte le istituzioni hanno il primo dovere di accompagnare positivamente le difficoltà anche sanitarie di chi ha raggiunto la terza o quarta età. Ma è altrettanto evidente che molti nonni ed anziani sono ancora in grado di contribuire con un apporto attivo alla vita dell’intera società. È sotto gli occhi di tutti (o almeno di quelli che vogliono vedere) l’aiuto concreto che nonni e nonne forniscono gratuitamente ogni giorno alle famiglie dei propri figli e dei propri nipoti: aiuto non solo di “assistenza”, ma anche, sempre più spesso, economico.

In questo contesto indiscutibile, NONNI2.0 ha organizzato, per il prossimo 3 ottobre ore 10.00 a Milano (presso la sede del CMC, Largo dei Sevi 4) una mattinata per approfondire tutta questa tematica commentando il libro di Romano Guardini intitolato “Le età della vita” e consegnando ad alcuni nonni e alcune nonne il riconoscimento “Nonno dell’Anno”, per segnalare a tutti testimonianze di impegni particolarmente significativi. Il filo conduttore dell’iniziativa è quello di approfondire il grande tema della alleanza tra generazioni, senza della quale la vita di tutti non può non peggiorare. L’individualismo esasperato come si manifesta oggi, infatti, non fa che alienare le persone, invece che renderle più libere. E così aumenta la disperazione. Lo sfrenato individualismo radicale, che sta affascinando troppi, rende la gente sempre più indifferente alla vita. Infatti, tutte le riforme “radicali” non fanno che parlare di morte. E questo morbo sta penetrando in troppi organismi politici.

Il tema della relazione positiva tra generazioni diverse, dunque, sta diventando di estrema importanza, per tentare di riallacciare rapporti che la cultura dominante sta disfacendo, a fronte del pericolo che siano macchine anonime a dominarci, abbiamo tutti la responsabilità di riaffermare il primato del rapporto interpersonale, teso a sostenere reciprocamente la speranza in un cammino umano buono. I cristiani ed i cattolici in particolare hanno una grande responsabilità nel rendere possibile questo cammino, perché sanno che l’Essere stesso è una relazione, cioè un rapporto. Una unità in un rapporto tra diversi. Anche in questa problematica i cristiani sono provvidenzialmente fortunati, perché sanno che è la Trinità a reggere il mondo. Riprendere lietamente il cammino verso relazioni tra generazioni sarebbe un segno importante che potrebbe facilitare il ritorno a ciò che l’Essere stesso ci testimonia. I nonni, per natura, possono essere straordinari facilitatori in questa direzione.

Peppino Zola

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