Il governo (che alcuni insistono a chiamare dittatura) con metodo certosino da anni porta avanti un’efficace azione di derattizzazione nei confronti dei cattolici
La polizia del regime sandinista impedisce una processione religiosa nella chiesa di San Jeronimo a Masaya nel 2022 (foto Ansa)
Mio caro Malacoda, se non hai ancora deciso dove andare in vacanza in questo agosto 2026, ho il posto che fa per te: il Nicaragua. È un paese in cui il governo (i detrattori insistono a chiamarlo dittatura, in realtà è l’espressione sinora meglio riuscita del valore della famiglia: marito presidente e moglie vicepresidente) con metodo certosino (ironia del termine) da anni porta avanti un’efficace azione di derattizzazione nei confronti dei cattolici.
I latinoamericani, come sai, amano manifestare in piazza la loro religiosità. Bene, dal 2019 a oggi la coppia presidenziale ha quasi sradicato l’usanza proibendo ventiseimila processioni. Per chi è tardo a capire l’antifona (ironia del termine) c’è il rimedio, come dicono a Milano, “föra di ball”: trecentodieci religiosi espulsi tra cui quattro vescovi, per altri non serve l’espulsione, se malauguratamente escono dal paese per un viaggio viene loro impedito di rientrare. Questi cattolici amano mettersi insieme per dare una mano a chi ha b...
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