Lasciatevi sedurre anche voi da “L’esploratore Voss”, il romanzo con cui il premio Nobel Patrick White svelò grandezza e meschinità, fascino e violenza di una terra così diversa dalla nostra
C’è un po’ di Australia in ognuno di noi: una terra selvaggia di cui ci limitiamo ad abitare i confini, sognando e temendo l’entroterra e il suo mistero di morte e di vita, quella terra incognita che chi vive là chiama con termine sintetico e intraducibile “Outback”.
E c’è un australiano in ciascuno di noi: un moralista, borghese e bigotto, che tenta di cancellare coi soldi e con l’ostentata virtù le proprie origini da colonia penale; dimentico delle sue origini oltreoceano, sedotto dalla nuova sconosciuta immensità, ma distratto dall’ora del tè.
Questo è ciò che ho capito leggendo L’esploratore Voss (1957), quinto romanzo di Patrick White, unico scrittore australiano ad aver vinto il premio Nobel (1973).
Nel cuore dell’Outback
Sono rimasto sedotto da questo scrittore sospeso tra due mondi, nato a Londra da genitori australiani, e rincasato in Australia per scelta, pur finendo a sbattere laggiù contro l’opposizione feroce dei critici a cui non piaceva il modo in cui codesto connazional...
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