In Brasile hanno giĆ  trovato il colpevole della pandemia: Bolsonaro

Di Paolo Manzo
21 Ottobre 2021
Una Commissione parlamentare, a emergenza ancora in corso, accusa il presidente di crimini contro l'umanitƠ per la gestione del Covid. MartedƬ il voto in Senato
Manifestanti in piazza indossano maschere di Jair Bolsonaro rappresentato come un teschio per protestare contro il presidente del Brasile (foto Ansa)

Bolsonaro avrebbe commesso ā€œcrimini contro l’umanitĆ ā€, nello specifico sterminio, persecuzione ed altri atti inumani collegati alla pandemia di Covid-19. ƈ questa la conclusione della Commissione parlamentare d’Inchiesta (CPI) i cui lavori sono iniziati ad aprile e di cui ĆØ stata data lettura ieri nel Senato brasiliano.

Nove capi d’imputazione

MartedƬ 26 il malloppo di quasi 1.200 pagine sarĆ  sottoposto a votazione in aula e, se approvato, il lavoro della CPI sarĆ  concluso. A quel punto, toccherĆ  alla Procura Generale della Repubblica verde-oro decidere se processare o meno il presidente del Brasile per crimini contro l’umanitĆ  ed altri otto capi di imputazione: epidemia che ha cagionato morti, infrazione di misure sanitarie preventive, ciarlataneria, incitamento al crimine, falsificazione di documenti privati, uso irregolare di fondi pubblici, prevaricazione e, dulcis in fundo, crimini di responsabilitĆ .

All’ultimo momento sono state stralciate dall’impressionante caterva di accuse quelle di ā€œgenocidio indigenoā€ e di ā€œomicidio di massaā€. Insieme al presidente, gli undici senatori della CPI, sette dei quali dell’opposizione, hanno messo sul banco degli imputati altre 65 persone, tra questi i tre figli di Bolsonaro, Flavio, Eduardo e Carlos, quattro ministri e tre ex ministri, oltre a due aziende medicali. Come scriveva ieri il New York Times, un organo di stampa di certo non tacciabile di simpatie per Bolsonaro, «è incerto se il rapporto porterĆ  mai a delle reali accuse penali visto il contesto politico del paeseĀ» ma Ā«in un Brasile profondamente polarizzato potrebbe rivelarsi un importante strumento di ā€˜escalation’ nelle sfide di un presidente che tenta la rielezione l’anno prossimo e sta soffrendo un calo di popolaritĆ Ā».Ā 

Una Commissione a pandemia in corso

A detta del senatore Randolfe Rodrigues, del partito di opposizione Rede, «Bolsonaro dovrebbe essere condannato ad almeno 78 anni di carcere e la speranza è che possa rispondere alle accuse nelle sedi penali qui in Brasile ma anche di fronte alla Corte Penale Internazionale». Per il presidente, che si è detto «sereno», invece, «la CPI non ha fatto altro che produrre odio e rancore». Nel mezzo ci sono elementi che, al di là dello schieramento politico di ciascuno, lasciano quanto meno perplessi.

Il primo ĆØ sul timing. Il Brasile ĆØ infatti l’unico paese al mondo che, per quanto ĆØ dato conoscere, ha deciso in piena pandemia di Covid-19 di istituire una Commissione Parlamentare d’Inchiesta per processare e possibilmente condannare il capo del proprio esecutivo ed un buon numero di ministri. Forse, e questa era l’idea iniziale del presidente del Senato Rodrigo Pacheco, sarebbe stato più opportuno aspettare la fine della pandemia prima di andare a caccia di responsabilitĆ  puntuali in una situazione in continuo divenire come il Covid-19.

A far cambiare idea a Pacheco, obtorto collo, non ĆØ stata però la rabbia delle piazze (sinora nella polarizzazione brasiliana le manifestazioni pro Bolsonaro sono state più partecipate di quelle dell’opposizione), nĆ© una prova in flagranza di reato, bensƬ un giudice della Corte Suprema verde-oro, ovvero Luis Roberto Barroso, giĆ  avvocato difensore dell’ex terrorista italiano, Cesare Battisti. Il tutto su richiesta di due senatori dell’opposizione, Alessandro Vieira e Jorge Kajuru.

Ā«Responsabile dell’escalationĀ»

Il secondo dato da sottolineare ĆØ la fedina penale del relatore dei lavori della CPI, il senatore dello stato dell’Alagoas, Renan Calheiros, che all’epoca del processo della Lava Jato – una Mani Pulite moltiplicata per cento che un lustro fa portò alla condanna di centinaia tra politici, faccendieri ed imprenditori – deteneva il record di oltre dieci processi presso la Corte Suprema. Tutti per corruzione. Che sia adesso lui l’autoritĆ  morale a leggere le accuse, pesantissime, contro Bolsonaro e famiglia, e a volere Ā«entrare nella storiaĀ» fa un certo effetto a chiunque abbia un minimo di memoria.

Nel testo Bolsonaro ĆØ citato 380 volte, mentre la parola ā€œgenocidioā€ appare 85 volte. Dopo il voto di martedƬ prossimo, il rapporto, sarĆ  trasmesso agli organi di controllo, la Procura Generale della Repubblica in primis, che possono aprire un procedimento sui presunti crimini segnalati. Questo perchĆ© la CPI ha sƬ poteri di indagine, ma non di punizione. Come sottolineato, inizialmente il rapporto accusava Bolsonaro anche di ā€œomicidio di massaā€ e ā€œgenocidio contro i gruppi indigeni dell’Amazzoniaā€ ma un giorno dopo che il New York Times ne aveva anticipato il contenuto, alcuni senatori hanno deciso di depennare questi due capi di imputazione.

Rimane invece l’accusa gravissima di ā€œcrimini contro l’umanitĆ ā€ perchĆ©, secondo la CPI, Bolsonaro si sarebbe reso colpevole della morte di oltre 300.000 brasiliani, metĆ  del bilancio delle vittime da Covid-19 brasiliane. Ā«Molte di queste morti si potevano evitareĀ», ha detto Calheiros per poi aggiungere Ā«sono personalmente convinto che lui sia responsabile dell’escalation del massacroĀ». Complicato da provare, visto che la pandemia ĆØ stata un avvenimento unico e imprevedibile, e nel mondo, soprattutto inizialmente, sono state adottate politiche diverse tra loro per contrastarla. Da vedere se ne saranno convinti anche i giudici, in caso di processo.

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