Ucraina. La “guerra ibrida” che non interessa più a nessuno

Ci ha pensato il Papa a riaccendere i riflettori su un paese quasi dimenticato e una guerra civile di cui nessuno vuole più sentir parlare. Francesco ha chiesto a tutte le parrocchie europee di promuovere una colletta per aiutare il popolo ucraino e «questa terra tanto provata».
9.000 MORTI. Dopo lāEuromaidan, la cacciataĀ del presidente troppo vicino alla Russia Viktor Yanukovich e l’annessione della Crimea alla Russia, l’Ucraina si ĆØ ritrovata inĀ mezzo a una guerra civile nell’aprile del 2014. Dopo due anni sono morte più di 9 mila persone, mentre 3,5 milioni necessitano di aiuti alimentari e sanitari per sopravvivere. L’Occidente, che prima ha soffiato sul fuoco e poi ha favorito una riconciliazione traĀ Mosca e Kiev solo quando la situazione era ormai degenerata, ha promossoĀ gli accordi di pace di Minsk II: firmati nel febbraio del 2015, non sono mai stati davvero implementati.
PAESE DIVISO IN DUE.Ā Il paese ĆØ tuttora diviso tra una parte occidentale governata da Kiev e dal presidente oligarca Petro Poroshenko (nella foto, tra l’altro pluricitato nei Panama Papers) e una orientale in mano ai cosiddetti separatisti filorussi, che hanno hanno costituito le repubbliche indipendenti (auto-proclamate) di Donetsk e Lugansk. In base agli accordi, al cessate il fuoco sarebbero dovuti seguire una nuova Costituzione, nuove elezioni, uno scambio di prigionieri e la cessione del controllo dei confini con la Russia a Kiev. Niente di tutto ciò ĆØ avvenuto.
MINSK II SALTA. Per quanto riguarda la cessazione delle ostilitĆ , solo quest’anno sono morte più di 30 persone. Le elezioni che dovevano tenersi a Donetsk e Lugansk a ottobre sono state rimandate a febbraio, e a febbraio a data da destinarsi.Ā I separatisti danno la colpa a Kiev, che non ha approvato la nuova Costituzione per garantireĀ più autonomia alle due province, il governo ucraino rinfaccia invece di non aver mai avuto accesso al confine con la Russia, per controllarlo.
Ā«CONFLITTO A BASSA INTENSITĆĀ». Secondo un’accurataĀ analisiĀ di Sigrid Lipott per AnalisiDifesa, la guerra ĆØ ormai sfociata Ā«in un conflitto a bassa intensitĆ o guerra ibrida. Evidentemente, un vero cessate il fuoco non ĆØ mai stato raggiuntoĀ» e negli ultimiĀ mesi i bombardamenti da entrambe le parti sono aumentati. Le truppe e gli armamenti che gli schieramentiĀ dovevano ritirare dalla zona dei combattimentiĀ per creare un’area cuscinetto di sicurezzaĀ (50 chilometri nel caso di sistemi di artiglieria del calibro di oltre 100 millimetri e più di 140 chilometri per i lanciarazzi campali), sono ancoraĀ dov’erano prima, anche se lo smantellamento doveva essere completato nel marzo del 2015.
RUSSIA NEL DONBASS. Per quanto riguarda lo scambio dei prigionieri a cinque giorni dalla firma dell’accordo, secondo lo schema “all for all”, non ĆØ mai avvenuto dal momento che il cessate il fuoco non ĆØ mai stato davvero attuato. Senza l’attuazione delle cosiddette clausole di sicurezza, Kiev non ha approvato la riforma costituzionale e cosƬ non ci sono state neanche le elezioni.Ā Un terzo del Donbass, poi, ĆØ tuttora in mano a ribelli che rispondono alla Russia e questo rende difficileĀ l’organizzazione di elezioni libere. Ā«Le violazioni degli accordi di MinskĀ», insomma, Ā«sono perpetrate da entrambe le parti, sono numerose e costantiĀ». E la diplomazia europea latita.
Foto Ansa e Ansa/Ap
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1 commento
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@Clara Berliner
Se ti piacciono tanto i banderisti perchĆØ non te li porti a casa tua ? Riguardo alla Crimea…non commento neppure l’enormitĆ delle tue affermazioni.