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Perché Whirlpool chiude in Svezia e investe 250 milioni in Lombardia

gennaio 23, 2014 Matteo Rigamonti

La multinazionale americana punta su Cassinetta di Biandronno. Follia? No. È una strategia per aprire una porta sull’Africa e il Medio Oriente

Whirlpool chiude in Svezia per puntare sull’Italia. La multinazionale americana del bianco (elettrodomestici, frigoriferi, lavatrici, ecc…) ha, infatti, ha annunciato la chiusura della fabbrica di Norrkoeping per trasferire la produzione degli elettrodomestici da incasso in Italia, nel varesotto, a Cassinetta di Biandronno, dove si trova uno dei più importanti stabilimenti Whirlpool. E dove Whirlpool investirà nei prossimi quattro anni 250 milioni di euro.

ABBATTERE I COSTI. «L’assetto produttivo attuale dell’incasso non è più competitivo», ha spiegato al Corriere Davide Castiglioni, amministratore delegato di Whirlpool Europa (qui la sua intervista a tempi.it). «Questo piano ci aiuterà a migliorare la nostra posizione sui costi e creerà consistenti economie di scala» con potenziali ricadute in termini di indotto e occupazionali. Castiglioni aveva già anticipato a tempi.it l’«importanza da un punto di vista strategico» dello stabilimento di Cassinetta di Biandronno. Qui, infatti, si concentra una produzione annua di 1,7 milioni di elettrodomestici da incasso, che «mirano alla fascia medio-alta del mercato», e a cui lavorano circa duemila persone. «Si tratta di prodotti dall’elevato valore aggiunto, complessi a livello di progettazione e che necessitano di tempi di consegna piuttosto rapidi». In questo senso, la decisione di spostarsi in Italia è stata motivata anche dal fatto che Cassinetta, nei piani della multinazionale, dovrebbe diventare la porta d’ingresso per i mercati africano e del Medio Oriente, che offrono potenzialità oggi non ancora pienamente sfruttate.

COME LA TOYOTA. Per conseguire l’obiettivo dichiarato di fare di Cassinetta di Biandronno «l’hub europeo degli elettrodomestici da incasso, Whirlpool punterà sull’innovazione dei processi produttivi, ispirandosi alla lean manifacturing, di nipponica provenienza, ovvero la produzione snella lanciata da Toyota che mira a eliminare gli sprechi, ottimizzare la produzione adeguandola di volta in volta alla domanda del mercato e mettendo sempre le esigenze del cliente al centro», aveva dichiarato Castiglioni a tempi.it. Perciò i 250 milioni di investimenti «riguarderanno anche la ricerca finalizzata all’innovazione tecnologica, la formazione e riqualificazione del personale, l’inserimento di giovani in azienda e saranno un volano per favorire la formazione di cluster, aggregazioni di diversi soggetti come Pmi, università e multinazionali». «Sarà un cambiamento radicale nel modo di lavorare in azienda, una rivoluzione che abbatterà i costi, incrementerà la qualità e renderà l’azienda più flessibile e competitiva».

MENO BUROCRAZIA. Whirlpool deve risollevarsi da un rosso di 14 milioni di dollari in Europa nel 2013, fa notare il Corriere. Ma perché tutto ciò si possa effettivamente realizzare una condizione è necessaria ed è quella di «semplificare la burocrazia e snellire le procedure», come dichiarato a tempi.it da Castiglioni. Altrimenti non si va da nessuna parte. Ed è per questo motivo che Whirlpool ha preventivamente siglato un accordo con Regione Lombardia dove la Regione, a fronte del consistente investimento da 250 milioni di euro da parte della multinazionale, si è impegnata a lavorare per rendere la burocrazia più semplice, a sviluppare le infrastrutture, come il trasporto su rotaia, e a promuovere le attività di ricerca e sviluppo, favorendo le sinergie tra enti, istituti di ricerca e imprese del territorio.

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1 Commenti

  1. marzio says:

    Con sommo dispiacere per i disfattisti nostrani, ma come la Whirlpool abbandona quel Paradiso che è la Svezia per venire in Italia, la Patria del pressapochismo,dello “statalismo”,delle furberie ecc,,? Per i comuni mortali Italiani è invece una ottima notizia.

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