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Vota contro il matrimonio gay. Espulsa dal suo partito

settembre 13, 2012 Redazione

Accade a Christina Summers, consigliere comunale per il partito inglese dei Verdi. Accusata di tradimento, replica: «Sono contro il matrimonio gay, non contro l’uguaglianza di tutte le persone».

Ha fatto scalpore in Inghilterra la proposta dei Verdi di espellere dal partito Christina Summers, consigliere comunale di Brighton, colpevole di essersi opposta al matrimonio gay. A luglio Summers, di fede cristiana, era stata denunciata da alcuni colleghi per aver votato contro una mozione che appoggiava la legalizzazione dei matrimoni omosessuali.

L’ORTODOSSIA DEL PARTITO. Benché il suo voto sia stato ininfluente e il suo partito fosse già a conoscenza delle sue posizioni in materia, un comitato incaricato di occuparsi del suo “caso”, ha giudicato i «recenti comportamenti» di Summers come contrari all’ortodossia del partito e ha proposto di espellerla. Nel discorso con cui lei ha motivato il suo voto contrario in Consiglio, aveva detto: «Quando si tocca il matrimonio, si toccano la famiglia e si colpisce al cuore stesso di Dio». Il suo, aveva spiegato, era un problema di coscienza.

DISCRIMINAZIONE. Ma al comitato questa giustificazione non è bastata: «I verdi hanno sempre difeso la libertà di opinione», infatti l’espulsione «non è stata motivata dal suo discorso o dal voto in camera di consiglio o dalle sue opinioni religiose, ma dalla violazione dei suoi impegni come candidato per il consiglio di Brighton». Christina Summers avrebbe sottoscritto un documento a favore dell’«uguaglianza di tutte le persone, senza distinzione di razza, colore, sesso, orientamento sessuale, religione , origine sociale o di qualsiasi altro pregiudizio» e l’avrebbe violato votando a sfavore della mozione. Una motivazione non convincente, secondo Summers, che spiega: «Essere in disaccordo con il matrimonio gay non significa essere contrari all’uguaglianza di tutte le persone». Infine, ha ipotizzato che dietro questa motivazione si nasconda un intento discriminatorio nei suoi confronti.

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28 Commenti

  1. gmtubini scrive:

    Qualcuno ha detto che questi sono verdi come i pomodori, che dopo qualche tempo maturano e diventano rossi.

  2. lu8051 scrive:

    qualche tempo fa, c’era stao un articolo relativo a delle suore americane accusate di essere femministe, e quindi commissariate (e in qualche commento ne si auspicava la riduzione allo stato laicale). Discriminazione ?

  3. Cagliostro scrive:

    Tre domande.
    1) Che definizione date di “discriminazione”?
    2) Se io militassi nell’Udc o in Comunione e Liberazione e mi esprimessi a favore del matrimonio omosessuale potrei essere espulso o no?
    3) Nei partiti italiani di ispirazione cattolica non ci sono mai stati casi di espulsione per divergenza dalla linea del partito?

    • Rodolfo Casadei scrive:

      Risposta alla domanda n. 3: su temi della famiglia e bioetici, no.

      • Cagliostro scrive:

        Rodolfo, perché non ha risposto alle domande 1) e 2)?
        Cosa intende per “temi della famiglia e bioetici”?
        Secondo Lei, su quali temi è possibile divergere dal proprio partito e per quale motivo?
        Restando nell’ambito dell’etica, secondo Lei è ammissibile essere espulsi dal proprio partito per aver aderito a movimenti pacifisti?

        • Rodolfo Casadei scrive:

          Rispondo solo alle domande che voglio perché non sono davanti a un Pm o a un rapitore che mi punta un’arma contro, quindi ho libertà di scelta. Inoltre non rispondo a domande confuse, che mettono insieme cose diverse, sviano il discorso, allargano a questioni non attinenti. La notizia in sè è molto chiara: chi vuole difendere con mezzi politici l’integrità ambientale e magari approva le già esistenti unioni civili fra persone dello stesso sesso (come immagino approvi la signora Summers, avendo presente che persino l’arcivescovo anglicano Carey, che guida la battaglia contro i matrimoni gay, non ha nulla da ridire sulla vigente legislazione sulle unioni), ma non accetta quella contraddizione in termini, quella violenza semantica che è il “matrimonio fra persone dello stesso sesso” , non può militare nel partito dei Verdi. Che dimostrano di essere un partito di “bigots”, come si dice in Inghilterra.

          • Cagliostro scrive:

            Per me può anche rispondere: forse è meglio non rispondere del tutto piuttosto che a rispondere parzialmente.
            Domande confuse? Mi sembrano più che chiare.
            Secondo lei non sono attinenti? Sa quante persone sono state espulse anche da partiti politici cattolici per divergenze anche minori.
            Concordo con lei: chi è contrario al matrimonio omosessuale non può militare nei Verdi. Ma guardi che non esiste nessun diritto ad essere accettato in un partito. Se mi presentassi dall’Udc chiedendo di far parte del partito ed esponessi le mie idee, evidentemente il partito avrebbe tutto il diritto a non accettarmi. Ovviamente non esistendo nessun diritto a far parte per forza di un partito non si può parlare di “discriminazione”. Se i Verdi sono “bigots” lo giudicheranno gli elettori.
            Perché dice che il matrimonio fra persone dello stesso sesso è una “violenza semantica”. Anche l’Accademia della Crusca le darebbe torto.

            • Alberto scrive:

              Dal VOCABOLARIO DEGLI ACCADEMICI DELLA CRUSCA

              MATRIMONIO.
              Lat. matrimonium, connubium.
              Maestruz. Matrimonio è una congiunzione dell’ huomo, e della donna, la quale ritiene una usanza di vita, la quale dividere non si può. E perchè nel matrimonio apparisce più l’ uficio d’ esso nella madre, che nel padre, perciò è determinato più dalla madre, che dal padre. Matrimonio, tanto è a dire, come uficio di madre.
              Introd. alle vir. Matrimonio si è in tre modi, viduale, virginale, e carnale. Matrimonio virginale è tra la vergine, e Dio, cioè quando alcuna vergine schifi marito mondano.
              G. V. 4. 18. 1. E fatta con loro pace, e confermata con matrimonio, lo Re de’ Normandi sì battezzò.
              Dan. Purg. 25. Come virtute, e matrimonio imponne.
              Bocc. n. 29. 11. Dicendo, ch’ al suo contado tornar voleva, e quivi consumare il matrimonio.
              Consumare il matrimonio, venire all’ atto del congiugnersi con la moglie.

              La prossima volta, prima di almanaccare su cose che non conosce, entri in un ristorante “Chick fil a” e ordini uno degli INESISTENTI panini al pollo dall’inverosimile nome”God hates Fags”, che Lei ha servito ai malcapitati lettori del suo blog, come esempio di turpe “omofobia”.
              Nullum mendacium veterascit.

              • Cagliostro scrive:

                Vorrei tanto sapere da dove ha preso quella definizione dell’Accademia della Crusca. Dalle parole usate come “huomo” ho idea che lei abbia preso l’edizione originaria del 1612: guardi che da allora la lingua si è evoluta un pochino. Non le sembra che la definizione che ha postato è un po’ desueta? Qualche dubbio le potrebbe venire.
                L’Accademia della Crusca che – nel suo vocabolario – definisce il matrimonio (punto 1.4) come «Istituzione regolata da determinate leggi, doveri e facoltà nell’ambito morale e giuridico»: ovvio che questa definizione risponde benissimo anche al matrimonio omosessuale qualora dovesse essere introdotto per legge.
                A che livelli siamo……scambiare il linguaggio del 1612 con quello del 2012: sono 400 anni!

                • Alberto scrive:

                  Ma non è lei che ha tirato in ballo la Crusca almanaccando a chi e su cosa essa “darebbe torto”?!
                  E, soprattutto, come diavolo fa ad avere il coraggio di scrivere: “L’Accademia della Crusca che – nel suo vocabolario – definisce il matrimonio (punto 1.4) come «Istituzione regolata da determinate leggi, doveri e facoltà nell’ambito morale e giuridico»: ovvio che questa definizione risponde benissimo anche al matrimonio omosessuale qualora dovesse essere introdotto per legge” pur sapendo perfettamente che la stessa Accademia della Crusca, al punto 1 (UNO) IN REALTA’ il “matrimonio” lo definisce:
                  “Unione di un uomo ed una donna legittimata davanti ad un’autorità civile o religiosa.”?!
                  Si rende conto, infine, che prospettando il mutamento del significato originario del termine, in forza di una “legge”, lei riesce in definitiva a dar ragione, senza accorgersene, al signor Casadei che giustamente parla di “violenza semantica”?
                  Comunque, visto che ci tiene, le faccio leggere una definizione più recente dal Devoto Oli del 2008:
                  MATRIMONIO ‹ma·tri·mò·nio› s.m. (pl. -ni)
                  – Rapporto di convivenza dell’uomo e della donna in accordo con la prassi civile, ed eventualmente religiosa, volto a garantire la sussistenza morale, sociale e giuridica della famiglia ♦ In diritto, l’atto che determina lo stato coniugale sulla base del consenso dei nubendi: m. civile, religioso; l’istituto del m.; il sacramento del m.; fare un buon m., un m. prestigioso, vantaggioso socialmente o economicamente; un m. di convenienza ♦ Il rito, laico o religioso, con cui viene sancito questo rapporto: pubblicazione, partecipazione di m. • DIM. e PEGG. matrimoniùccio. ACCR. matrimonióne. PEGG. matrimoniàccio.
                  ETIMO Dal lat. matrimonium, der. di mater matris ‘madre’
                  DATA sec. XIII.
                  Va bene o devo citare un altro vocabolario?
                  Infine, nel valutare “i livelli” a cui “siamo”, non trascuri di rammentarsi delle sue penose menzogne sul famoso panino “Gods hates Fags”.

                  • Cagliostro scrive:

                    E’ vero: ho tirato io l’Accademia della Crusca ma speravo che fosse così sveglio da capire che mi riferivo alle definizioni date nel 2012 e non a quelle del 1612!!
                    Che perdita di tempo parlare con lei……d’altronde con uno che confonde una definizione del 1612 scambiandola come attuale….
                    Ma è riuscito almeno ad aprire il link che le ho mandato e leggere la definizione che le ho citato? Non dovrebbe essere molto difficile anche per lei.
                    So benissimo cosa dice l’Accademia della Crusca al punto 1 ma le dirò un qualcosa di sconvolgente: una parola ha più definizioni caro signore. Ha mai compreso questo?
                    Allo stesso tempo non esiste una “gerarchia” tra le diverse definizioni (la lingua non è il sistema giuridico delle fonti): se ha tradotto qualche testo di latino o di greco lo dovrebbe sapere.
                    Evidentemente per lei la parola matrimonio rimanda al concetto religioso, eterosessuale, etc (ed è giusto) ma la stessa parola include anche il matrimonio omosessuale.
                    La stessa Real academia spagnola nel suo nuovo vocabolario ha incluso espressamente il “matrimonio omosessuale”.
                    Comunque le faccio un esempio comprensibile anche ad un bambino. Accademia della Crusca o no (forse è troppo per lei) se una persona dicesse “matrimonio omosessuale” tutti capirebbero che si tratta del matrimonio tra due persone dello stesso sesso: basta questo per capire che il termine è entrato – per motivi vari – nel linguaggio corrente, non serve altro.
                    “Violenza semantica”? Ma lei non ha la minima idea di cosa sta parlando. Come le ho detto se io uso l’espressione “matrimonio omosessuale” mi capisce a cosa mi riferisco? Credo di si: e allora qualcuno le ha fatto violenza? Chi sarebbe questo violento? Ma parlate veramente “ad mentula canis”……
                    Ora mi cita il Devoto-Oli del 2008? Un bel miglioramento considerato che prima mi ha riportato una definizione del 1600: se mi riportava la definizione di Cicerone sarebbe stata la stessa cosa.
                    Le dirò qualcosa che la sconvolgerà: nel vocabolario le parole (nelle diverse accezioni) entrano solo dopo (spesso molto tempo dopo) che diventano di uso comune. Conosce una disciplina che si chiama sociolinguistica? Dubito.
                    Certo che se le argomentazioni sono queste siete veramente alla frutta…..

                    • Alberto scrive:

                      Allora proprio non ci arriva! E io che l’avevo sopravvalutata!
                      Il fatto che in seguito ad una banale legge di un banale governo del cappero venga stravolto il significato millenario di un termine, di per sé è una “violenza semantica” come ha giustamente sottolineato il signor Casadei.
                      Ha capito ora?!

            • Rodolfo Casadei scrive:

              Matrimonio viene dal latino “matrem munire”, proteggere la madre. Come può l’unione sessuale di due maschi essere chiamata matrimonio?

              • Cagliostro scrive:

                Se dicesse una cosa simile ad un esame di sociolinguistica sarebbe bocciato immediatamente: non è importante l’origine della parola mail significato che assume nel tempo.
                Anche la parola scaricare era legata alla materialità (scaricare una cassa, etc.) mentre ora è legata all’immaterialità informatica.

                Faccia una cosa. La definizione data dalla nostra Accademia della Crusca l’ho già data. Esprima il suo dubbio anche alla Real Academia spagnola (il corrispondente della nostra Accademia della Crusca) che nel suo vocabolario ha incluso espressamente anche il matrimonio omosessuale ed ascolti cosa le dicono: poi ci faccia sapere.

                • Alberto scrive:

                  Abbiamo trasmesso il tentativo di far comprendere ad un NOTO ANONIMO E ARCINOTO MENTITORE SISTEMATICO (che, tra l’altro, ha avuto il coraggio di spacciare per vera la notizia di un fantomatico panino dal nome “God hates Fags” che secondo un sito satirico americano sarebbe stato compreso nel menu dei ristoranti “Chicken fil a”) che il fatto di ovvia constatazione che chiamare l’unione di due uomini con un termine il cui significato etimologico richiama ai doveri della madre fa letteralmente ridere (e anche un po’ schifo, a pensarci bene) anche dal punto di vista squisitamente linguistico.
                  Il tentativo ha fruttato la supercazzola con tanto di “sociolinguistica” wikipedica, che potete leggere più sopra (e, probabilmente, anche sotto).
                  Rimanete sintonizzati per farvi due risate anche sulla mania per l’ultima parola dell’ANONIMO MENTITORE.
                  Buon divertimento e buonanotte.

                • Rodolfo Casadei scrive:

                  Come “non è importante l’origine della parola”? E’ importante eccome. Non si può chiamare “nave” un “aereo” perché la gente comincia a pensare che solcare le acque o solcare l’aria è la stessa cosa. Per dire la cosa che volete dire voi fate il piacere di inventare una parola che riflette la realtà della cosa: “gaymonio” “lesbimonio” “lgbtmonio” andrebbero benissimo.

  4. Serena scrive:

    Se il programma di questo partito prevede i matrimoni gay, è leggittimo aspettarsi che chi si candida sulla base di quel programma li approvi. Altrimenti si tratterebbe di una truffa. E’ inaccettabile che un politico carpisca i voti ai cittadini dichiarando di sostenere determinate scelte e poi, una volta eletto, faccia l’esatto opposto.
    Se questa Christina Summers non sposa le opinioni di quel partito, dovrebbe evitare di candidarsi sotto le sue insegne, per una questione di serietà e correttezza.
    Abbiamo lo stesso malcostume in Italia mi pare, in forma ben più estesa e devastante. Non dimentichiamoci che l’orientamento delle assemblee elettive deve essere deciso deciso durante le elezioni, non a posteriori secondo una non meglio precisata libertà di coscienza dell’eletto. In caso contrario, il processo elettorale diverrebbe inutile e gli elettori privi di rappresentanza.

  5. Roberto scrive:

    Vi rimando alla mia letttera inviata a commento dell’articolo di Benedetta Frigerio
    “un report inglese racconta…”.Vedi articoli correlati.
    Leggetela.
    Lo dico in particolare alla Gentile Signora Vismara.

  6. Roberto scrive:

    Per la gentile Signora Vismara,
    non ci sono persone che si suicidano per il conflitto della propria coscienza e la visione che si ha della omosessualità nella società e nella Chiesa?
    Le dò solo due nomi, le può cercare su internet:
    Bobby Griffith (ne è stato tratto anche un bellissimo film (Preyer for Bobby),
    Alfredo Ormando che si suicidò in piazza S. Pietro.
    Prima di parlare, gentile signora, si informi e rifletta!

    • giovanna scrive:

      Caro Roberto, con tutto il dispiacere per la tua sofferenza, la pratica dell’omosessualità per la chiesa cattolica, che ha la pretesa di rappresentare in terra Gesù, in continuità con la sua venuta,e addirittura alla sua presenza, è un peccato.Come è considerato un peccato avere rapporti sessuali fuori dal matrimonio, per tutti.Questa è un’indicazione che è data PER NOI, per essere più felici, pur sacrificando qualcosa.La valutazione o meno di un peccato cambia nel corso dei secoli, per la mentalità corrente, oggi praticare l’omosessualità è visto come una faccenda senza conseguenze, così come l’aborto( e chissà quante donne soffrono di grave depressione in seguito ad un aborto) e magari viene percepito come gravissimo il maltrattamento degli animali.La schiavitù non era sentita come una prevaricazione e ti potrei fare mille esempi.Il fatto che cambi la percezione dei peccati non autorizza la chiesa cattolica ad aggiornarsi alle mode, ma essa DEVE sempre proclamare la giusta posizione, che è l’unica che aiuta l’uomo, con tutta la misericordia che Dio ci dona. Sarebbe un controsenso se per sollevare momentaneamente dalla contraddizione, la chiesa spingesse l’uomo a perdersi.Se tu sei sereno nella tua scelta, perseguila.
      Se non sei sereno, non credere che un qualsiasi imprimatur ti possa dare la serenità.
      Scusa alcune approssimazioni, ma non è facile in poche righe ed io non sono un’esperta, sono solo una mamma.

  7. T to TM scrive:

    Ecco gli esiti finali delle grandi democazie occidentali : ESSERE OBBLIGATI A PENSARE TUTTI IN UNA SOLA DIREZIONE ….. esattamente come nelle monarchie assolutiste !

    C’era piu’ democazia ai tempi di Maria Teresa D’Austria

    :-))

    Ps: a proposito ….. A quando la ghigliottina ?!?

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