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Per vivere felici basta un sorriso, un paracadute e un corso di pilates. O no?

giugno 25, 2012 Paola D'Antuono

Su Internet e nelle librerie spopolano decaloghi, consigli e trucchi per imparare a essere felici. Peccato che a metterli in pratica si rischino più che altro stiramenti e un paio d’imprevisti poco piacevoli.

Chi conosce la ricetta giusta per essere felici? A quanto pare sono in molti, ognuno con il suo personale decalogo. Su una cosa sono quasi tutti d’accordo, per essere felici bisogna superare almeno i sessant’anni. Prima ci sono troppe ansie, troppe incertezze che ci portano a lunghi periodi di tristezza. Da bambini si è tristi perché si deve andare a letto troppo presto, da adolescenti perché il ragazzo dei nostri sogni ama la nostra migliore amica, da giovani perché si vive nel costante precariato economico e sentimentale, verso i quarant’anni siamo sommersi di responsabilità familiari e lavorative e i cinquant’anni ci dimostrano che mancano ancora tanti anni alla pensione. Con la maturità, invece, la musica cambia. Ma anche chi non ha ancora nemmeno vent’anni può provare ad ascoltare i consigli che si trovano in rete.

Sorridi sempre. Anche se sei incazzato nero, anche se la tua fidanzata ti ha appena mollato, ti hanno bocciato all’esame, devi ripetere il test per la patente per la quarta volta, ti hanno rubato il portafogli e hai perso il gatto e ti è successo tutto nello stesso giorno, sorridi. Sorridere fa bene al viso, alla pelle, all’umore, praticamente è la panacea di tutti i mali e ti conduce alla felicità. Stai sorridendo davanti al pc?

Prova nuove emozioni. Un lancio con il paracadute, una giornata come vittima di un lanciatore di coltelli, un bagno in mezzo agli squali. Per essere felici bisogna vincere le proprie paure. E mentre il terrore si stampa sul vostro viso e v’impedisce anche di parlare, voi non smettete di sorridere e lanciatevi nel vuoto. Se sopravvivrete, avrete di certo un motivo per gioire.

Fai molto esercizio fisico e cura la tua respirazione. Non ho mai capito perché chi insegna yoga o pilates inizia sempre i corsi con questa frase: «L’essere umano non sa respirare». Ma probabilmente avranno anche ragione, visto che curare la respirazione è uno dei punti cardine del Decalogo della felicità. Controllate il respiro, inspirate con il naso ed espirate con la bocca, tutto il giorno. Non si sa perché, ma ne trarrete un felice beneficio. E non dimenticate di fare tanto sport. L’acido lattico vi renderà tristi solo per i primi due giorni (e questo solo perché vi ostinate a non sorridere), passati quelli il vostro corpo vi ringrazierà. Nuotate, andate in bici, scalate l’Everest.

Dormi bene. Serenità vuol dire anche riposare come si deve. Comprate il materasso adeguato, il cuscino giusto, aerate bene la stanza per combattere Scipione, Caronte e tutti quei cattivissimi anticicloni che potrebbe disturbare il vostro riposo notturno. Soffrite d’insonnia? I medicinali sono banditi, provate con i Fiori di Bach e, ormai dovreste saperlo, sorridete e respirate bene.

Confessa una cosa di cui ti vergogni, sottotitolo Togli alla debolezza il suo potere. Le debolezze spiattellate in piazza sembrano un ottimo modo per conquistare la felicità eterna. Forse però, in cambio perderemo qualche caro amico, ma tutto ha un prezzo, anche la felicità.

Cambia vita. Quest’ultimo punto, di questi tempi, sembra il più difficile da realizzare. Ma secondo i guru della felicità è la condizione essenziale per eliminare l’infelicità dalla nostra vita. Perché non mollare davvero il lavoro e aprire un chiosco di banane a Cuba? Prima di farlo, però, forse è meglio conoscere qualcuno che l’abbia fatto, così per precauzione. E sempre sorridendo, s’intende.

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