Google+

VERSO IL MEETING/2 L’editoriale di Luigi Amicone

ottobre 25, 2011 Luigi Amicone

Pubblichiamo l’editoriale di Luigi Amicone presente all’interno dello Speciale Meeting, l’allegato di Tempi dedicato alla manifestazione riminese, che troverete in edicola assieme al numero 30/31 del settimanale sino al 10 agosto

Mai come quest’anno l’evento Meeting viene suo malgrado sfidato a rappresentarsi in tutta la sua estensione, scomoda per i comunicati stampa, ma quanto mai apprezzabile in quest’ora confusa. Meeting di Rimini per l’Amicizia tra i Popoli. E sono passati trentadue anni dal suo primo palcoscenico allestito da gente indigena con il bernoccolo di Dio e il piacere della buona vita. Il titolo di quest’anno vuole indicare che una certa storia è arrivata al dunque? «E l’esistenza diventa un’immensa certezza». Chissà. Resta che l’affermazione è piuttosto impegnativa. Almeno davanti a quel che passa l’attualità. Ma non strampalata per chi ha avuto l’occasione anche solo di inciampare nell’ultima grande festa di popolo rimasta in Italia. D’acchito, come racconta in queste pagine Hossam Mikawi, giudice presidente di Corte d’assise del Cairo, di un tale fenomeno colpisce la pasta umana. “Educata” e “ordinata” si sorprende a notare tanto il musulmano, quanto chiunque di noialtri ci sia stato anche di passaggio. Si venga dalla provincia italiana o dalla celebrata piazza Tahir, da dove, per il secondo anno consecutivo, torna a Rimini una delegazione di giovani intellettuali islamici, colpisce sempre «l’energia che i volontari dimostrano, come se fossero chiamati a rappresentare l’intero popolo italiano» (Mikawi). Educazione, ordine, energia, popolo. E con queste parole si sarebbe detto tutto. Se non che, queste parole rappresentano una descrizione dell’esatto opposto di ciò che si vede generalmente in Italia.

 

C’è voluto un terremoto finanziario per convincere la politica a fare quadrato anche solo sull’approvazione della legge fondamentale che tiene in piedi la baracca comune. Non è bastato neppure il presidente della Repubblica per convincere le corporazioni a promuovere coesione e non disgregazione sociale. E ancora adesso, dopo vent’anni, non basta la gloria a persuadere pezzi importanti del potere togato a non infierire sul già fin troppo impazzito paese con una giustizia da matti. Poi, sempre per ciò che riguarda il disordine diseducato che riempie il mondo, c’è guerra e gran movimento in tutto il Mediterraneo. E, diciamolo, neppure dall’Adriatico al Pacifico le nazioni si sentono tanto bene. Perciò, quando si vedono cose come il Meeting, questa insistenza nell’unire, connettere, costruire, guardare oltre il capriccio individualistico e l’interesse di bottega, fa bene al cuore. E fa bene all’Italia. Una mostra di Madonne abruzzesi ricorda con nitida maestosità che il cristianesimo non è una moneta di valori kantiani, ma è un figlio che ha cominciato in una pancia, che ha succhiato latte da sua madre e poi, più in là, ha investito il mondo con la sola forza del fascino di una personalità che non si trova da nessuna parte. E, appunto, qui comincia l’educazione e tutto il resto. In questa testarda personalità cristiana (che è la ragione sociale dell’evento Rimini) c’è da ammirare una certezza senza misura. Proprio qui e adesso dove tutto si pretende misurabile. Insomma, di immenso c’è quasi più niente in giro. Se non quel mondo lì, di google e di facebook, di twitter e di tutte le altre potenze virtuali fissate da un desk e degne comari di un universo rimasto all’asciutto, arido, deserto di carne e di senso. Così, è in questo modo, ancora troppo poco conosciuto, che il Meeting parasafra lo sconosciuto di Lagerkvist e, in un certo senso, colma il resto del pianeta della sua assenza.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

5 Commenti

  1. mario riva scrive:

    A leggerla, caro Amicone, verrebbe da pensare: Meno male che c’è ancora questa gente, questi giovani che credono nel futuro, non agitano bandiere di Partito, sorridono, sorridono,…

    Poi uno si stropiccia gli occhi e si chiede: Ma questi qui, sono per caso i Comunionisti e liberazionisti, quelli che da tanti anni (40? 50?) riescono sempre a stare dalla parte del potere, quelli che dove comandano hanno costruito sistemi gerarchici di adepti e simpatizzanti che nemmeno il PC in Emilia negli anni 50?

    Sono per caso quelli del Presidente Formigoni che, quando gli dimostrano che avevano taroccato le liste elettorali per eleggerlo, dice: Non me ne frega niente?
    E’ quella li Comunione e Liberazione?

    E magari è pure quella che, quando il Cardinale Tettamanzi disse (ma pensa un pò che Comunista!) , una città come Milano non può non offrire solidarietà a qualche decina di scampati dal NordAfrica e un Leghista (il mite Salvini) si esprime con un gioioso “gaffa”, embè, non uno dei coraggiosi ciellini ha speso una parola. Ah si, c’erano le elezioni, ecco perché.
    E’ anche quella li Comunione e Liberazione?

    Magari, al Meeting, tra un alato discorso e l’altro, qualche parolina su queste cose così terrene, pensate di spanderle?
    D’accordo certi discorsi porterebbero un pò di inquietudine, si smorzerebbero i sorrisi …

    Qualcuno potrebbe perfino cominciare a pensare …

  2. emman scrive:

    caro mario, un po’ di cinismo ci sta ma tu esageri davvero. se sai già tutto, cosa vivi a fare? animo, la vita può riservarti ancora qualche sorpresa. ciao

  3. mario riva scrive:

    Caro emman, già stasera, la vita, una sorpresa me l’ha riservata: Un Ciellino con i doni di ironia e arguzia.
    Già non è poco, quando poi mi si dimostrerà pure che il mio, tu lo chiami cinismo, io lo chiamo disincanto, è fuori luogo, sarà un’altra sorpresona.
    Vale comunque la pena di vivere.
    Cordialissimi saluti.

  4. emman scrive:

    caro mario, cinismo, disincanto, è lo stesso. siamo pieni di corazze, passiamo la vita a difenderci, ci costruiamo un sacco di false certezze. e parlo più per me che per te. ma grazie a Dio la realtà è più forte delle nostre ideologie e qualcosa rompe sempre le barriere che ergiamo. l’unica possibilità, per me come per te, è vedere davvero quello che accade, misurarlo con quello che riteniamo buono bello e giusto. e poi, quando la vita si fa dura e l’altro non si rivela perfetto, guardarsi anche dentro, partendo sempre dalla coscienza che noi siamo i peggiori. così si evita di puntare il dito -gesto tristissimo – e a volte si salvano amicizie, matrimoni e anche un po’ la storia breve cui apparteniamo. potresti andare e vedere, ad esempio, anche a rimini. con molta simpatia, emma

  5. mario riva scrive:

    Cara Emma, a Rimini andranno, come sempre, miei stretti famigliari. Perciò conosco bene (o almeno mi sembra) loro e tanti altri loro e miei amici.
    Ma ci saranno anche tanti altri che da tanto (troppo tempo) usano la loro genuina e purtroppo ingenua voglia di essere riuscendo a fare accettare loro di fare la claque a qualche furbetto del quartierino che riesce facile facile a convogliarli dalla loro parte politica.
    Possiamo dimenticare certe prime file piene di personaggi inqualificabili?
    Perché non si può essere onesti, generosi e Cristiani senza essere compagni di strada, anzi sponsor, di certi arrivisti e profittatori che si riempiono la bocca di paroloni?
    Quando dico queste cose ai miei vedo in loro imbarazzo ed incapacità di replicare nel concreto. Li vedo sempre rifugiarsi, loro si, nell’ideologia, nel tentativo di confondere Dio con le vicende della vita, del tutto simili a quei giovani Mussulmani che se gli chiedi il perché accettano certe regole disumane e medioevali, rispondono: Perché ce lo chiede Allah.
    L’hai detto tu: La realtà è più forte delle nostre ideologie. La percezione della realtà ci è data dalla nostra intelligenza, dalla nostra capacità di superare le insidiose certezze che ideologie e religioni cercano di darci.
    Credo dobbiamo temere e combattere intellettualmente e politicamente chi cerca di imporre certezze, magari mutuate da asservimenti ideologici.
    Ti ringrazio di questa conversazione.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

La Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line è una suv compatta per chi va sempre di corsa ma non per questo manca di praticità. Si parte da 46.000 euro.

L'articolo Prova Volkswagen Tiguan 2.0 BiTDI DSG 4M R-Line proviene da RED Live.

Mentre tutti sono sotto l’ombrellone, la Casa varesina presenta le ultime due moto che mancavano all’appello dell’Euro4: le F3 (675 e 800) e la Dragster 800 RR. E con l’occasione…

L'articolo MV Agusta F3 e Dragster 800 RR Euro4 proviene da RED Live.

La fame del colosso indiano Bajaj sembra non avere fine: dopo aver conquistato il 49% del Gruppo KTM, ora punta a un noto Marchio inglese. Nasce così la partnership (commerciale) Triumph e Bajaj

L'articolo Triumph e Bajaj, insieme per le piccole proviene da RED Live.

Black Jack, come il gioco d’azzardo che coinvolge banco e giocatori. In questo caso, però, il ruolo del casinò viene interpretato dalla Opel e l’oggetto del desiderio non è il classico “21”, bensì la city car Adam in edizione speciale. L’inedito allestimento Black Jack, che esalta l’inclinazione alla personalizzazione tipica dell’utilitaria tedesca, porta in dote […]

L'articolo Opel Adam Black Jack: scommessa vinta proviene da RED Live.

Dopo il successo ottenuto con la 300, Beta allarga ulteriormente la gamma delle enduro “facili”: ora è il momento della Beta XTrainer 250, moto facile per alcune soluzioni ma comunque capace di grandi cose

L'articolo Beta Xtrainer 250 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana