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La Vergine Pellegrina di Fatima in Siria. «Rispondiamo all’appello della Chiesa martoriata»

agosto 21, 2015 Redazione

Il suo viaggio inizierà da Damasco il 7 settembre, giorno precedente alla data in cui la Chiesa festeggia la natività di Maria

madonna-fatima-ansa

La Chiesa di Fatima ha deciso di organizzare un viaggio della statua della Madonna Pellegrina in Siria. La Vergine incomincerà il suo viaggio da Damasco il 7 settembre, giorno precedente alla data in cui la Chiesa festeggia la natività di Maria. «In questo modo – ha spiegato alla Radio Vaticana il vescovo di Leiria-Fatima, monsignor António Augusto dos Santos Marto – vogliamo rispondere all’appello dei vescovi della regione mediorientale, testimoni dello sterminio dei cristiani di fronte all’indifferenza della comunità internazionale». L’annuncio del pellegrinaggio è stato dato dal rettore del santuario, padre Carlos Cabecinhas, dopo che il patriarca della Chiesa Cattolica Greco-Melchita, Gregorio III, ne aveva fatto richiesta.

LA STORIA. La prima statua della Vergine Pellegrina di Fatima, costruita secondo le indicazioni della veggente suor Lucia, fu offerta dal vescovo della diocesi e incoronata solennemente dall’arcivescovo di Evora il 13 maggio 1947, trent’anni dopo la data della prima apparizione. E così, subito dopo il conflitto mondiale, su suggerimento di un parroco di Berlino che propose di farle visitare tutte le capitali e le sedi vescovili europee sino alla frontiera Russa, l’icona cominciò a girare il mondo portando con sé i messaggi della Vergine. E per i seguenti cinquant’anni la Madonna ha visitato 64 paesi, dopodiché si decise di far uscire la statua solo in circostanze speciali.

SOLIDARIETA’ URGENTE. Nell’editoriale del bollettino Fatima Luce e Pace, la pubblicazione ufficiale del Santuario editata in sette lingue ed inviata in 172 Paesi, il rettore ha dedicato al pellegrinaggio in Siria l’editoriale di agosto, sottolineando il legame fra i messaggi della Madonna e la guerra in corso. Cabecinhas ha ricordato l’offerta di tre bossoli ed un foulard da parte di un gruppo di suore siriane al vescovo di Leiria-Fatima, in memoria del martirio di tre cristiani avvenuto in Siria nel 2013, evidenziando che la terza parte del “segreto” di Fatima annuncia proprio il martirio cristiano. Viene poi citato quanto disse in merito ai messaggi l’allora cardinale Joseph Ratzinger, spiegando che «nessuna sofferenza è vana» e che il terzo “segreto”, sebbene solo all’inizio della sua realizzazione, si concludeva «con un’immagine di speranza».
Il rettore ha poi sottolineato che quello di Fatima è un messaggio di pace, che si ottiene con la preghiera. Perciò ha chiesto ai fedeli di pregare durante il pellegrinaggio della Vergine «affinché il Signore conceda la pace alla Siria e renda forti i cristiani che vivono là». Infine, il vescovo Santos Marto ha incoraggiato all’azione, perché la Siria «reclama una solidarietà urgente, concreta, efficace a livello internazionale».

Foto Ansa


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1 Commenti

  1. Ale scrive:

    Provo sentimenti contrastanti verso quelli che vengono definiti migranti..ovvero non mi bevo la storiella del povero africano che fugge da dittature e persecuzioni, ma dobbiamo ammettere che è tragico vedere famiglie intere, con bimbi piccoli e anziani, strappate ai loro luoghi di origine, come nel caso dei siriani o prima degli iracheni, luoghi dove era ammesso un pluralismo religioso… Non sono fanatica delle religioni ma del lasciare ad ognuno le proprie libertà, credere o no, e professare quello che si vuole, nel rispetto degli altri..e quello che è arrivato dopo la caduta dei cosiddetti dittatori.. ecco è peggio. Il Medioriente è nel caos più completo ed i responsabili della caduta o destabilizzazione di dittatori non hanno certo portato la democrazia, ormai è palese che gli USA hanno fatto un gran casino e con loro inglesi, francesi e noi …a ubbidire, favorendo indirettamente l’arrivo dei pazzoidi dell’Isis. Ricordo bene i politici che parlavano con simpatia per le manifestazioni italiane a favore delle primavere arabe..tranne poi scontrarsi con i morti del museo del Bardo.. Il Papa parla di accoglienza e ben venga ma solo a chi bisognoso..tuttavia anche in questo stanno lucrando persone che non sfuggono da persecuzioni come i siriani ed iracheni “non musulmani” …ovvero yazidi e cristiani ma personaggi, guarda caso africani di ex colonie inglesi, che tentano la fortuna in Europa. Questi pretendono di vivere in Nord Europa, spesso con prepotenza rischiando anche la vita, e mentendo circa fantomatiche persecuzioni in patria. Gli svizzeri si stanno chiedendo perché gli africani che hanno avuto il titolo di rifugiati politici poi richiedano permessi per recarsi in paesi limitrofi a quello da cui fuggiti, ovvero un escamotage per ritornare in patria , senza perdere i diritti e benefit di rifugiato ed è strano che tornino là visto che dai racconti, fatti alle autorità elvetiche , emerge sempre il rischiare la vita per persecuzioni ad opera di parenti o regime.. Quindi diventa impossibile distinguere tra chi ha bisogno e tra chi finge.. Capisco il soccorso in mare ma troverei utile voli immediati per riportarli indietro oppure lasciarli arrivare da soli sulle nostre coste perché è sciocco salvarli dal mare per poi lasciarli arrostire su scogli o permettere la creazione di “giungle” tipo Caleis. Un servizio interessante di La Stampa faceva vedere che l’economia di interi villaggi africani ormai si regge sull’invio di soldi da parte di questi giovani a casa mentre prima si reggeva su pastorizia e coltivazione di qualche ortaggio..quindi aiutiamoli laggiù..bastano meno soldi di quelli spesi oggi per soccorsi in mare e ospitate in alberghi..e soprattutto limitiamo le azioni future di USA, Francia e Inghilterra in Medioriente portando e facendo giustamente pesare il caos ad oggi da loro favorito..che pesa in primis su Italia e Grecia, primi lidi di arrivo.

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