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Il poeta Vendola si oppone «all’emigrazione culturale» dei giovani al Nord. Nostra parafrasi

agosto 23, 2013 Antonio Gurrado

Il Governatore pugliese contrario alla chiusura dell’Università di Bari. «Noi non lo permetteremo», plurale majestatis. Che in parole spicce significa quanto segue

Tratto dal blog di Antonio Gurrado Io purtroppo voto in Puglia quindi qualche anno fa un signore mi aveva chiamato apposta per dirmi: “Non m’importa di cosa pensi dei comunisti, non m’importa di cosa pensi degli omosessuali, parlo a te in quanto giovane; stavolta non puoi non votare Nichi Vendola, perché non è un politicante ma un poeta”. Lì per lì non ho trovato di meglio che rispondere che Nichi Vendola non lo avrei votato affatto: nulla contro gli omosessuali, figuriamoci contro i comunisti, ma lo scrivere poesie mi sembrava una responsabilità troppo grande per passarla sotto silenzio. Da allora sono trascorsi quasi due mandati da governatore della Puglia e ho sempre mantenuto nei confronti di Vendola un’istintiva diffidenza, come di fronte a un nemico conclamato, di un’intensità tale che nemmeno decine di sillogi versificate sarebbero in grado di giustificare.

Finché stamattina (ieri, ndr) sul dorsetto barese del Corriere della Sera ho letto un articolo sul governatore dell’Abruzzo Gianni Chiodi il quale suggerisce di chiudere l’Università di Bari per i magri risultati che ha mietuto nella graduatoria nazionale di valutazione della ricerca. Nella polemica è intervenuto Nichi Vendola, il quale prima mi informa che in Italia ci sono troppo pochi laureati, mentre io erroneamente credevo che ci fossero troppi laureati disoccupati; poi contesta un’iniziativa del governo Letta volta a incentivare con apposite borse di studio gli studenti meritevoli che decidano di andare a studiare fuori dalla propria regione. “Se ciò accadesse”, dichiara Vendola, “sarebbe l’anticamera di una vera e propria emigrazione culturale verso le Università del Nord e noi non lo permetteremo”, plurale majestatis.

Se ne deduce che la Puglia brulica di studenti meritevoli i quali, se solo qualcuno li finanziasse, vorrebbero scappare a studiare al Nord; ma Nichi Vendola, l’eroe di noi giovani, è pronto a tutto pur d’impedirlo, proferendo loro queste parole di cui faccio la parafrasi in prosa corrente: “Io vi salverò, io non permetterò che le migliori menti della mia regione siano costrette ad andare a studiare in università lontane, magari classificate ai primi posti della graduatoria Anvur per la valutazione della ricerca, col rischio che i pugliesi di domani vengano posti di fronte a una proporzione studenti/professori inferiore all’ordine delle tre cifre o che addirittura, in un futuro non troppo lontano, trovino un lavoro retribuito. Né lascerò che siano sottoposti a esami che si svolgono nella data prestabilita, alla mercé di docenti reperibili negli orari di ricevimento, venendo magari alloggiati in strutture non fatiscenti e talvolta perfino finanziate da benefattori e mecenati. Non voglio che gli studenti pugliesi vadano a finire in regioni più ricche e produttive, né che si confrontino con realtà estranee, e dovrà passare sul mio cadavere chiunque voglia surrettiziamente spingerli a maturare allontanandosi da papà e mammà. Perché a un giovane meritevole, solo perché è nato in Puglia, non devono essere negate le stesse opportunità di un giovane nato al Nord?”.

Già, perché? Io non lo so con precisione ma da oggi so perché, quando vedo una foto di Nichi Vendola, mi si rizza il pelo sulla schiena come ai gatti.

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6 Commenti

  1. antonio rivolta scrive:

    sei ancora fortunato che non ti si rizzi qualcos’altro

  2. blues188 scrive:

    Se fosse una cosa seria, ci sarebbe da ridere… Ma Vendola (purtroppo) è fatto così. In quanto all’esportazione culturale, bisognava aspettarselo che qualche cervello bacato lo dicesse. Ma rattrista che i meridionali vengano tutti al Nord, poi, una volta qua, sentono qualche strana puzzetta sotto il naso e si mettono a strillare come tacchini che migliori di loro non ce ne sono. Però… però non sono mai riusciti a fare niente da soli, infatti le Casse del Mezzogiorno ci sono per quello e lo dimostrano con ampi margini

  3. Cisco scrive:

    “…dovrà passare sul mio cadavere chiunque voglia surrettiziamente spingerli a maturare allontanandosi da papà e mammà.”

    Se non altro si ricorda che sarebbe opportuno avere sia papà che mammà, non so se sia diventato surrettiziamente omofobo oltre che nordofobo.

  4. Lela scrive:

    Mi sono laureata al Politecnico di Milano, studiando insieme ad un mio amico pugliese, proprio di Bari. Una volta sono venuti a trovarlo dei suoi amici dalla puglia, che frequentavano la stessa nostra facoltà, ma a Bari. Questi ragazzi sono rimasti sbalorditi (con una certa “invidia buona” anche) dal fatto che “laboratorio di Chimica” per noi significasse stare diversi pomeriggi in laboratorio a fare degli esperimenti, con le nostre mani, e raccogliere i dati a partire dai quali dovevamo redarre una relazione scritta che costituiva prerequisito per il sostenimento dell’esame. Per loro “laboratorio di chimica” significava stare seduti per un paio di orette in un’aula a guardare un professore che alla cattedra faceva l’esperimento, al termine del quale, liberi tutti.

    Capisco la frustrazione del governatore, ma se i giovani baresi fuggono da quell’università ci sarà un motivo…

  5. Franco scrive:

    “Nelle Puglie, dovete rimanere nelle Puglie, vi aiuteró io a sconfiggere l’inefficienza di chi vi governa…..azzo…ma sono io!”

  6. Vincenzo scrive:

    La tua ironica posizione fa immaginare che tu non abbia avuto problemi ad andartene via dalla tua Regione. Per fortuna ci sono tanti giovani che hanno la voglia (e il diritto) di studiare al Sud, in università con professori che non hanno niente da invidiare rispetto a quelli del nord. Purtroppo il divario circa le risorse è enorme e già oggi milioni di studenti (e laureati) emigrano a Trieste, a Milano e a Torino cercando di ripulire agli occhi del selezionatore dal proprio curriculum le proprie origini.
    Considerando che poi non tutti possono permettersi di emigrare togliere al Sud le sue università vorrebbe dire impoverire il Mezzogiorno dell’unica risorsa che ha che è la cultura. Puoi esprimere tutta la tua antipatia politica per Vendola ma un pugliese dovrebbe difendere con i denti l’università di Bari e non appoggiare uno strisciante Nordismo che arricchisce chi è già ricco e impoverisce chi vive al di sotto del Tevere.

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