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Niente servizio alle nozze gay. Agenzia fotografica Usa multata per discriminazione sessuale

settembre 2, 2013 Elisabetta Longo

Nel New Mexico, un giudice ha condannato due fotografi cristiani a pagare 6 mila dollari di risarcimento alla coppia di lesbiche che si erano rifiutati di immortalare

Nel 2006 l’agenzia fotografica Elane Photography, del New Mexico, Stati Uniti, era stata denunciata per essersi rifiutata di realizzare un servizio fotografico a un matrimonio tra due lesbiche. I proprietari della società Jonathan e Elane Hagueni si erano rifiutatati di prendere le due donne come clienti perché l’evento da immortalare contrastava con la loro fede cristiana. La signora Vanessa Willock, una delle due “spose”, aveva portato l’agenzia in tribunale, chiedendo un risarcimento danni. Ora si è giunti alla sentenza e il giudice del New Mexico ha stabilito un risarcimento danni per la signora Willock di 6.637 dollari, sancendo che la coppia di fotografi ha discriminato sessualmente i suoi clienti. Il giudice Richard C. Bosson ha detto: «Questo caso insegna che a un certo della nostra vita dobbiamo saper compromettere un po’ i nostri valori per accogliere quelli contrastanti di altri». E ha aggiunto: «Questo compromesso riesce a tenere la nazione unita», specificando che d’ora in poi la Elane Photography dovrà elargire ai suoi clienti i servizi fotografici richiesti senza guardare a razza, sesso o orientamento sessuale.

LIBERTÀ RELIGIOSA. A difendere la Elane Photography ci penserà ora l’associazione “Alliance Defending Freedom – For faith. For Justice”, che ha fatto appello alla Corte suprema degli Stati uniti. L’Alliance Defending Freedom, fondata nel 1994, ha come scopo la difesa della libertà religiosa in tutti i contesti, dalla sacralità della vita a quella del matrimonio e della famiglia, e offre aiuto e consulenze legali. Sul caso dell’agenzia fotografica del New Mexico è intervenuta anche la Heritage Foundation, che si batte per la difesa del matrimonio nella sua forma tradizionale. «Sono molti i casi in cui il governo non ha rispettato le convinzioni degli americani», è il giudizio della fondazione. «I cittadini devono essere attenti a che il governo non discrimini coloro che sostengono la definizione storica di matrimonio».

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20 Commenti

  1. Mappo says:

    Con questo criterio un fotografo ebreo non potrebbe rifiutarsi di immortalare una coppia di sposi neonazi che decidesse di sposarsi in divisa da SS in un profluvio di svastiche e canti nazisti……
    Tutto ciò che attiene alla mia capacità artistica, che si tratti di un servizio fotografico o di una torta, non può essere violentato e costretto a sottomettersi ad un’ideologia o ad una concezione di vita che non approvo.
    Un conto è se un omosessuale entra nel negozio del fotografo e chiede di acquistare un rullino, mai e in nessun caso il fotografo potrebbe negargli la vendita per il fatto che il cliente è omosessuale, ma dove entra in gioco la mia libertà come nel caso di un servizio fotografico allora deve prevalere la libertà del fotografo sul diritto della coppia omosessuale di aver il servizio fotografico. Mi chiedo inoltre se il ripetersi di casi del genere non sia voluto e ricercato ad hoc da coppie o presunte coppie omosessuali per danneggiare ed intimidire con metodi mafiosi chi non si sottomette all’ideologia omosessualista. Oltretutto se io voglio un servizio fotografico per qualcosa di importante mi rivolgo a qualcuno di mia fiducia e una persona che disapprova i miei gusti sessuali non è certo una persona su cui posso aver fiducia. Da qui il sospetto che si tratti solo di iniziative provocatorie ed intimidatorie.

    • Antony says:

      Ma non ce l’hanno scritto in fronte che sono gay!!!

      • Mappo says:

        Antony, cosa vuol dire che non ce l’hanno scritto in faccia? Quando chiedi un servizio fotografico non ti presenti allo studio per concordare i particolari? Se si presentano due donne/uomini mano nella mano che si scambiano occhiate tenere è necessario che lo abbiano scritto in fronte che sono due omosessuali? Se ti presenti da un pasticcere per chiedere una torta nuziale e chiedi che sopra ci siano i nomi di due donne/uomini o le figurine di due sposi dello stesso sesso occorre averlo scritto in faccia?

    • beppe says:

      bravo mappo, questo è un comportamento mafioso. infatti se uno ti rifiuta un servizio, ti rivolgi alla concorrenza, mica gli fai causa. proprio simpatici questi rappresentanti della nuova umanità libera dai retaggi retrogradi di noialtri. soprattutto molto amici di avvocati e giudici, vere macchine mangiasoldi. merde ( c’est francais)

      • Italo Sgrò says:

        Perché qualcuno pensa che i due “””””sposi””””” si siano rivolti a quel negozio solo perché gli piaceva più di altri? L’hanno fatto apposta per creare grane ai due cristiani, è ovvio.

        La lobby, dopo aver puntato la pistola alla tempia di psichiatri e psicologi, ora lo sta facendo con giudici, poliziotti, avvocati, commercianti…

        • Remo says:

          A parte il fatto che la probabilità di imbattersi in un fotografo cristiano in America sarà dell’80% (fonte Wikipedia), ma come facevano le due a sapere che quelli erano fotografi cristiani: dalle croci appese in vetrina?

    • Remo says:

      Certamente alla fine mica si sarebbero rivolti a loro, ma il problema è un altro come hanno fatto le due a capire/sapere che il rifiuto del fotografo era dovuto alla loro omosessualità? lo hanna saputo per caso, oppure magari perché il fotografo lo ha manifestato, magari apostrovandole in qualche modo, invece dire semplicemente che aveva altri impegni per quel giorno?

      Un datore di lavore razzista, un po’ furbo, non rifiuta l’assunzione di un lavoratore extracomunitario dicendogli: “no, perchè sei negro!”, ma normalmente dice semplicemente che ha già assunto un altro.

  2. Cisco says:

    Ci risiamo: il problema non è l’omosessualità e non è la libertà religiosa. Il problema e’ la libertà di impresa e di scegliersi i clienti. Non regge il paragone con un nero, qui conta il matrimonio tra due persone dello stesso sesso, che teoricamente potrebbero anche essere etero: non penso che il fotografo abbia chiesto di verificare l’orientamento sessuale dei coniugi e non penso avrebbe avuto problemi a fotografare una festa di compleanno gay.

    • Remo says:

      Se la metti sulla libertà di impresa hai ancora meno appigli, perchè altrimenti io società di trasporti mi arrogo i diritto di decide se far salire sulla mia linea i bianchi o i neri, gli etero o i gay.

      • Cisco says:

        Come dicevo il problema e’ il matrimonio. E il “trasporto” e’ un servizio universale che non c’entra nulla con il matrimonio, a differenza di un servizio fotografico per le nozze.

        • Remo says:

          E come t’ho già detto se ti appigli alla “libertà di impresa” di appigli non ne hai proprio, un servizio è un servizio che sia il trasporto che sia il servizio fotografico, allora ti devi appellare alla libertà di coscienza o altre amenità del genere.

          • Biglia says:

            Non è vero che tutti i servizi sono uguali un dottore che non opera al cuore un paziente perchè quest’ultimo è omosessuale ne mette a rischio la vita e per questo va rinchiuso in galera, un fotografo che rifiuta un cliente per qualsiasi motivo, giusto o sbagliato che sia, ci perde solo lui.
            Dubito che la coppia in questione abbia fatto tanta fatica a trovare un’altra agenzia fotografica da dover raggirare chi si era rifiutato.

  3. Giovanni says:

    Nessuno di noi tollererebbe che un fotografo rifuti di fare un servizio al matrimonio di una bianca con un nero perchè questa unione va contro le sue convinzioni. E il punto fondamentale sta proprio qui: la discriminazione per orientamento sessuale è assimilabile a quella razziale?. Se non risolviamo questo punto il nostro diventa un dialogo tra sordi.

    Secondo me omofobia e razzismo usano gli strssi processi mentali, anche il razzismo ritiene che le razze siano un dato evidente di natura, mentre le ricerche scientifiche (vedi ad esempio i lavori del prof Cavalli Sforza sulla genetica delle popolazioni) dimostrano che le razze neppure esistono, che le diferenze tra due fratelli sono maggiori di quelle medie tra uno svedese e un congolese e il concetto di razza si basa su “tipi” che esprimono proprio i caratteri medi di una popolazione.

    Anche il razzismo ritiene che ci siano attività che devono essere vietate alle “razze inferiori” perchè gli appartenenti a questi gruppi non hanno i requisiti per avolgerle. E ritiene che questo sia un fatto evidente e “naturale”. Per i neri è governare, per i gay adottare bambini. Anche in questo caso ignorando completamente i risultati dell’osservazione scientifica.

    Anche il razzismo può portare a suo sostegno l’opinione di grandi del passato e anche parecchi passi di vari liberi sacri e fino a non molto tempo fa era il senso comune. Superarlo è stata una conquista di civiltà, ottenuita ignorando le giaculatorie di chi diceva che l’uguaglianza delle razze avrebbe distrutto la società. Succederà così anche per l’omofobia.

    • Armolodico says:

      Ottimo, concordo con Giovanni. Cosa c’entra il confronto con l’ideologia nazista? Che è un’ideologia omicida e contro la legge. Purtroppo Tempi fa questi articoli che vorrebbero essere di denuncia e invece sono solo una zappa sui piedi perchè smentiscono implicitamente quello che vorrebbero sostenere (sarebbe come fare un articolo che dice “Vedete lo scandalo? Hanno denunciato uno perchè ha dato uno schiaffo a un bambino”. Ma, appunto, dare uno schiaffo a un bambino è sbagliato.)

  4. KeesPopinga says:

    Ottimo, concordo con Giovanni. Cosa c’entra il confronto con l’ideologia nazista? Che è un’ideologia omicida e contro la legge. Purtroppo Tempi fa questi articoli che vorrebbero essere di denuncia e invece sono solo una zappa sui piedi perchè smentiscono implicitamente quello che vorrebbero sostenere (sarebbe come fare un articolo che dice “Vedete lo scandalo? Hanno denunciato uno perchè ha dato uno schiaffo a un bambino”. Ma, appunto, dare uno schiaffo a un bambino è sbagliato.)

    • Aurelio says:

      E bravi troll.
      Peccato che il razzismo non c’entri una mazza.
      I fotografi non si sono rifiutati di servire dei gay in quanto tali, (che so, una bella foto tessera da mettere sul passaporto per andarsene a quel paese!) ma si sono rifiutati di rendersi complici di un abominio quale essi considerano il matrimonio gay.
      Puoi costringere un macellaio musulmano a vendere maiale per non discriminare i membri dell’accademia del culatello? No di certo, perché la libertà di coscienza del macellaio prevale sul porco comodo altrui.
      Sulla base di questa considerazione anche un cretino capisce che il parallelo col razzismo è semplicemente ridicolo.
      Quindi per favore non la menate più con questa sciocchezza.

      • KeesPopinga says:

        Rifiutarsi perché il matrimonio è un matrimonio gay, significa proprio rifiutarsi perché gli sposti sono gay in quanto tali. Anche se cambi le parole la sostanza è la stessa.

        • Aurelio says:

          Fai finta di non capire o non capisci veramente?
          Se fai finta di non capire sperando che ripetere a pappagallo la solita solfa ti faccia diventare intelligente ti informo che sei sulla strada sbagliata, se invece non hai capito allora mi spiace tanto per te.
          Non sono le persone che non vanno, ma l’atto di cui si rendono protagoniste che non va a questi.
          Come se fosse la stessa cosa, per un fotografo, riprendere due persone vestite oppure due persone nude che fanno l’amore.
          Le persone sono le stesse, ma la circostanza cambia e di molto.
          Quindi non c”è discriminazione tra persone, ma la volontà di non rendersi complici di quello che viene considerato un misfatto.

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