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Uno “statuto delle convivenze” per dimostrare che una legge sulle unioni civili non serve

febbraio 8, 2015 Alfredo Mantovano

Il Comitato Sì alla Famiglia ha elaborato una bozza di testo unico con tutti i diritti già riconosciuti nel nostro ordinamento alle coppie di fatto (non solo etero). Così chi vuole negare la famiglia costituzionale sarà costretto a farlo apertamente

unione-gay-lesbiche-shutterstock_77825764È proprio necessaria una legge sulle unioni civili? Se si resta agganciati al merito, oggi chi fa parte di una convivenza è effettivamente danneggiato nel rapporto col proprio partner? Sono quesiti che, allorché sta entrando nel vivo l’esame del disegno di legge cosiddetto Cirinnà, dal nome della relatrice al Senato, meritano risposta.

Quasi sempre la discussione trascura che i diritti già riconosciuti ai componenti di una coppia di fatto, per via di intervento legislativo o giurisprudenziale, sono numerosissimi; una disamina attenta e oggettiva fa scoprire, per esempio (si riprende una delle voci evocate con maggiore frequenza), che non vi è nessun ostacolo all’assistenza in qualunque struttura sanitaria del convivente nei confronti del proprio partner. Addirittura – quando il paziente non è in condizioni di decidere e in assenza di coniuge – in base a una legge del 1999, il convivente viene informato e può decidere un’operazione di trapianto di organo, la cui invasività è certamente superiore all’ingresso in una stanza di ospedale.

Norme di parificazione del convivente al coniuge, derivanti dalla legge ordinaria o dalla giurisprudenza, ci sono in tema di assistenza da parte dei consultori, di interdizione e inabilitazione, di figli, di successione nella locazione e nell’assegnazione di un alloggio popolare; il partner di fatto ha titolo, a determinate condizioni, al risarcimento del danno subito dall’altro partner; perfino la legislazione sulle vittime di mafia o terrorismo equipara il convivente al coniuge. Tutto ciò accade perché, a partire dagli anni 1980, ogniqualvolta la legge ordinaria ha sancito un diritto per il coniuge, di regola lo ha previsto anche per il convivente; questo modo di procedere è stato affiancato, in parallelo, da numerose sentenze della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione. E questo accade sia che la convivenza riguardi persone di sesso diverso sia che riguardi persone del medesimo sesso.

comitato-si-alla-famigliaAlla fine, è più facile elencare quello che resta ancora fuori: a) la riserva di legittima per la successione; b) la possibilità per i conviventi di adottare figli; c) una parte delle disposizioni penali e processual-penalistiche che toccano le relazioni familiari (se si considerano una per una, esse però non giustificano la costruzione di un modello alternativo di famiglia, bensì – al più – un più modesto intervento di estensione di garanzie e di tutele); d) un regime pensionistico di reversibilità in favore del convivente.

Per questo il Comitato Sì alla Famiglia ha elaborato una bozza di testo unico, che ha messo a disposizione dei parlamentari, sul presupposto che la tutela che l’articolo 29 della Costituzione riserva alla «famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» è più specifica rispetto a quella che l’articolo 2 della stessa Carta fondamentale riserva alle «formazioni sociali intermedie», fra le quali la giurisprudenza colloca le convivenze.

Il buon senso, il senso di realtà e la Costituzione non possono equiparare in tutto e per tutto istituti che pari non sono, come il matrimonio e la convivenza. Lo scopo dei 33 articoli che compongono il testo è far emergere quel che l’ordinamento contiene, esplicitamente o implicitamente, in tema di tutela dei diritti dei conviventi: lo raccoglie e lo rende ordinato, fino a costituire un vero e proprio statuto della convivenza, sulla scorta del diritto vivente.

Il dibattito sulle unioni civili sarà meno ideologizzato se resterà ancorato ai testi in vigore; alla fine, l’esposizione di quanto con chiarezza esiste consente di far uscire allo scoperto chi vuole qualcosa di più, e cioè costruire una forma ulteriore di matrimonio e di famiglia: l’importante è che lo dica con onestà, senza nascondersi dietro l’espressione “unioni civili” e senza evocare discriminazioni che non esistono. L’aggancio alla realtà permette di qualificare il ddl Cirinnà per quello che è: il tentativo ideologico di negare il diritto scritto nella natura e nella Costituzione.

Foto coppia gay da Shutterstock

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25 Commenti

  1. Paolo scrive:

    Mm mm chiedo in quale natura e in quale Costituzione?
    No perchè nè nell’evidenza scientifica che studia i fenomeni naturale nè nella Costituzione vi è quanto sostenuto.

  2. Alberto scrive:

    Se qualche anima buona tra noi cattolici pensa che ” lo statuto delle convivenze” possa risolvere il problema delle convivenze gay si sbaglia.
    Il vero obiettivo della ideologia gender è distruggere la famiglia uomo-donna con slogan come “omofobia, diritti e intolleranza”.
    E’ diventata un’ideologia radicale che pretende di eguagliare ciò che è diverso e agisce in modo prepotente, minaccioso e totalitario, dipingendo le idee a loro opposte come “fanatiche e illegittime”, soffocando il dibattito, stabilendo arbitrariamente quali argomenti sono socialmente accettabili e quali no, criminalizzando di fatto il dissenso e delegittimando gli oppositori.

  3. D. Antonio scrive:

    Si tratta dei diritti umani universali, iscritti nella natura e nella coscienza della persona, non creati dalle Costituzioni e dagli ordinamenti positivi degli Stati, ma semplicemente riconosciuti, in quanto preesistenti ad essi (cfr. ad es. i diritti di cui alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo 10.12.1948 e l’art. 29 Cost.)

  4. maurizio scrive:

    Paolo ed Angela ma dove vivete,in quale realtà vi muovete,quale cognizione ne avete?Per favore,rileggetevi per bene,parola per parola,rifletteci su senza pregiudizi e poi scrivete!!

    • angela scrive:

      caro maurizio, intendevo ricordare a paolo che la costituzione non permette di ipotizzare famiglie FANTASIOSE. è chiaro che non la penso assolutamente come paolo.

  5. Paolo Venisi scrive:

    !! Fate quasi pena: vi state arrapincando sugli specchi per evitare di fare le peggiori brutte figure…
    vi affannate per nulla, è troppo tardi, inutile cercare nomi diversi, nomenclature strane ecc..

    Shiva101 vi dà una notizia:

    due omosessuali, con un bambino (biologico, adottato, ecc..) o senza (come due eterosessuali) … SONO UNA FAMIGLIA o una COPPIA nel secondo caso!

    Sono un nucleo di persone che non credo possa essere chiamato diversamente se non FAMIGLIA!
    Oppure al bambino toccherà spiegare PERCHE’ c’e’ qualcuno che non vuole che lui e i suoi genitori (adottivi, biologici ecc..) siano chiamati famiglia!

    Pertanto tranquilli riposatevi, risparmiate le energie e … fatevi una bella doccia!
    Le famiglia cattoliche se ne faranno una ragione.

    Dice Shiva1010 che siete su un binario morto…

    • To_Ni scrive:

      “Shiva101 vi dà una notizia: … oggi sono pieno d’aria viziata!”
      (questa è una introduzione che ti si addice)

      “due omosessuali, con un bambino (biologico, adottato, ecc..) o senza (come due eterosessuali) … SONO UNA FAMIGLIA o una COPPIA nel secondo caso!”

      Non so in che tipo di famiglia sei cresciuto per dire queste boiate.
      Metti tristezza ad esibirti in performance cosi ridicole.
      Le “brutte figure” le fai tu e chi ti ha vicino.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Ciao To_Ni, vedo che oggi stai facendo volontariato al CIM di Tempi.
        Cerca di non maledire troppo il dott. Basaglia, mi raccomando.

    • paolo scrive:

      ma infatti non si deve arrivare a riconoscere un falso diritto ai due omosessuali di cui parli, il falso “diritto al figlio”.
      Quindi se stai parlando di quel caso su un milione di madre che si scopre omosessuale e si separa, e si tiene i figli, e convive con un’altra donna… questa non dovrà essere riconosciuta come madre (in seconda) dei figli.
      Poi che si chiamino famiglia tra di loro non è affare mio, ma non lo sono
      e a rigor di logica, il binario morto è quello delle coppie omosessuali.

  6. Giovanna scrive:

    Non ho capito il senso del “testo unico” serve per proporlo come legge? ma non si è appena detto che tali problemi sono già affontati dalle leggi vigenti?

    • To_Ni scrive:

      Pure io ho avuto il tuo stesso dubbio, ma credo che il “Testo unico” ha lo scopo di raccogliere in un solo posto tutte le norme esistenti per poter dire : “basta chiacchiere inutili, …. qui c’è tutto!”

      • giovanna scrive:

        Mi scusi Giovanna, capisco che non si possa vantare una esclusiva di un nome così comune, ma siccome scrivo qui da mesi e tutti mi conoscono come Giovanna ( nel bene e nel male ), la pregherei di contraddistinguersi un pochino, che ne so, mettendo un 1 , oppure un 2, o una iniziale di un cognome !
        Non so se era lei, alcuni mesi fa, a cui ho fatto la stessa umile richiesta : quella Giovanna non mi ha accontentato e dopo alcuni interventi è sparita.

        A meno che tu non sia il troll poveraccio, che di solito mi fa dire cose che non penso assolutamente , ma che pensa lui, ma non credo, perché non usi volgarità e simili , anche se non potrebbe essere così peregrina l’ipotesi una presa per i fondelli più soft oppure una specie di prova-troll.
        Mah !
        ( se non mi rispondi, qualche conclusione la traggo ! )

  7. Nino scrive:

    “il tentativo ideologico di negare il diritto scritto nella natura e nella Costituzione” (cit.)

    Mi chiedo da quando estendere un diritto equivale a negarlo … mah …

    • giovanna scrive:

      Ma quanto ti senti furbetto, eh, subdolo Nino ? :-)
      Ma sei proprio un volpino ! :-)

      Certo, pensando che ti sei presentato come un medio padre di famiglia, ci sarebbe da rabbrividire !
      Ma per fortuna sei solo un subdolo e falso propagandista gay !!!

      Dai, è impossibile che un VERO padre di famiglia vada contro tutto ciò che la famiglia rappresenta !

      Non ci crederai, ma la cosa mi solleva, perché io a pensare ad un padre di famiglia che si spenda giorno e notte , come te, per la propaganda gender, per la propaganda sui preservativi, sul matrimonio tra due maschi o due femmine, che gongola per una piccolina di tre anni comprata da due barbuti, che si rivolge ai giovani facendo grossolana propaganda omosessualista, un padre che arranca se gli chiedono cosa voglia dire essere padre per lui, che frequenta coppie sado-maso che raccontano in pubblico le loro pratiche , e frequenta varie coppie che hanno acquistato bambini all’estero….sono contenta che tu sia finto !

    • Sebastiano scrive:

      A’n vedi ar furbetto de Ninuccio nostro, che parla de’ diritti ma se scorda quello der bambino…

      • Nino scrive:

        @Sebastiano: tanto per evitare di buttarla in caciara, qui si parla dei diritti delle coppie di fatto, con o senza bambini

    • To_Ni scrive:

      Nino,
      devo ammettere che hai subito un torto. Nel tratteggiarti Giovanna ha trascurato l’ultima tua presa di posizione o, se preferisci, la tua ultima frontiera: un bimbo può avere anche 3,4,5,6 genitori. Il perché risiede nel fatto che “ai tempi degli emigranti” i bimbi che avevano i genitori lontano crescevano bene (non credo che sia il frutto di uno studio antropologico, ma la dritta da parte della coppia BMDS) e che pure con i nonni possono sostituire padre e madre.
      Per amore di giustizia devo aggiungere che sono d’accordo con Giovanna nelle conclusioni: tu sei papà, come io sono Babbo Natale. Aggiungo, per onesta intellettuale, ed ammettendo umilmente che non sono un cristiano facile e che sono avvezzo alle cadute , che se fossi in mio potere toglierei la patria podestà a tutti quelli che convintamente sostengono le boiate che sostieni tu.

      • Nino scrive:

        bè … che dire … caro Toni … devo dire che ormai non mi sorprendi neanche più. E’ una fortuna che in Italia esiste la possibilità di dire ciò che si pensa anche se si dicono delle cavolate :-) .

  8. fabrizio scrive:

    La legge serve perchè l’unione civile non è solo un fatto privato.

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