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Siria, ribelli fanno strage di civili «disarmati»: almeno 190 vittime nella provincia di Latakia, 200 rapiti

ottobre 11, 2013 Leone Grotti

Il rapporto di Human Rights Watch documenta i crimini contro l’umanità commessi dai ribelli ad agosto. Tra le vittime anche donne, bambini e anziani

Almeno 190 persone sono state uccise dai ribelli nella provincia di Latakia in Siria, altre 200 sono state prese in ostaggio. La denuncia dei crimini contro l’umanità operati dai guerriglieri che combattono contro Bashar Al Assad da due anni e mezzo è stata documentata attraverso un’indagine condotta in loco in un rapporto pubblicato oggi da Human Rights Watch (Hrw).

FUOCO SUI CIVILI. Il 4 agosto, 20 diverse fazioni ribelli, compresi gruppi legati ad Al Qaeda, hanno occupato 10 villaggi alawiti (la setta sciita a cui appartiene Assad). Secondo testimonianze di superstiti, medici e combattenti raccolte da Hrw «i ribelli hanno aperto il fuoco sui civili e hanno giustiziato intere famiglie che si trovavano disarmate nelle loro case o stavano scappando».

«OPERAZIONE PIANIFICATA». Secondo Joe Stork, direttore per il Medio Oriente di Hrw, «non si tratta di crimini commessi per l’iniziativa di singoli combattenti ma di una vera e propria operazione, un attacco coordinato e pianificato contro la popolazione civile», la cui unica colpa era di essere alawita. La strage è andata avanti per 14 giorni: sicuramente 67 persone sono state giustiziate, non è ancora chiaro come siano morte le altre 123. Tra le vittime ce ne sono anche 43 tra donne, bambini e anziani.

BAMBINI RAPITI. Le foto contenute nel rapporto mostrano villaggi distrutti, case sventrate e bruciate, fosse dove sono sepolti i corpi, fori di proiettile e scritte islamiche nei muri delle abitazioni, oltre al sangue rappreso sui pavimenti. Hrw ha chiesto che «il Consiglio di Sicurezza dell’Onu riferisca immediatamente sulla Siria alla Corte penale internazionale». Alcune famiglie siriane hanno dichiarato di aver riconosciuto i loro figli rapiti tra le vittime dell’attacco chimico di Ghouta del 21 agosto, mostrate dai ribelli nei video.

RIBELLI ISLAMISTI. Secondo un rapporto dell’istituto britannico IHS Jane’s i ribelli che combattono in Siria sono divisi in oltre mille brigate armate, per un totale di circa 100 mila combattenti. Quasi la metà sono estremisti islamici e jihadisti. Di recente, 50 gruppi armati si sono riuniti in un’unica fazione appoggiata dall’Arabia Saudita e chiamata Esercito dell’islam. Questi, come del resto anche i gruppi qaedisti Al Nusra e Stato islamico dell’Iraq e del Levante, vogliono trasformare la Siria in un Califfato.

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