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E allora separeremo la donna dalla maternità. Sarà emozionante nascere in un «contenitore di plastica»

gennaio 25, 2014 Luigi Amicone

Spottone di Repubblica a un libro divulgativo sulla pseudo-tecno-scienza. Un grazioso “Like a virgin” che «fa circuitare la Madonna e Madonna. In nome del parto virginale»

repubblica-madri«Avere un bambino non è né maschile né femminile. È semplicemente umano», ha dichiarato allora ai giornali. E nello stesso anno, in Australia gli scienziati del Dipartimento di medicina del New South Wales, hanno creato il primo utero artificiale servendosi di un oggetto comunissimo ed economicissimo come un contenitore di plastica. Con buona pace della sacralità dell’utero materno. Da quel momento anche i maschietti possono far propria una rivendicazione femminista come «l’utero è mio e me lo gestisco io». E forse in un futuro neanche troppo lontano, il vero uomo sarà quello che affronta coraggiosamente i dolori del parto.
Siamo tutti madri, Repubblica, 24 gennaio 2014

Potevano titolarlo «La misoginìa della tecnoscienza e suoi servizi all’agenda Lgbt». La luce del riflettore di Repubblica ha scelto la solita parzialità sentimentale: «Siamo tutti madri». È interessante che sia un uomo, Mario Niola, a firmare R2 cultura (24 gennaio) una eccellente e, perciò, quanto più sbalorditiva recensione a un libro che comunque converrà leggere. Almeno a chi sta di guardia ai fatti “nei tempi bui”, come direbbe Hannah Ardent.

I fatti che fanno inorgoglire e gongolare il quotidiano debenedettiano, sono contenuti nel verbo del libro Storia naturale del concepimento. Come la scienza può cambiare le regole del sesso (Bollati Boringhieri, pag. 320, euro 22) di Aarathi Prasad. Autrice di origini indiane che, con un pizzico di sapiente dissimulazione, il recensore presenta come una compassata, autorevole genetista inglese, modello di autorità scientifica. Troppa grazia. C’è un po’ di più e un po’ di meno nel profilo della bella Aarathi.

Da un passato di biologa ricercatrice, la dottoressa Aarathi è transitata a un presente di pubblicista e divulgatrice scientifica. La televisione e il laboratorio mal si sposano. Però forse si guadagna di più nel mondo dello spettacolo che in quello dei veri ricercatori. Così, la signora è approdata a Chanel 4 è ha animato discussioni tipo se sia “Meglio essere di razza mista” o nel “Nuovo Mondo con Stephen Hawking”. Insomma, un’affascinante testimonial di un certo tipo di ideologia scientista (per esempio quella specializzata nella promozione dell’industria visionaria di linee cellule embrionali umane e chimere uomo-animali), servita alle masse come cervellona piegata “sulle sudate carte”.

Forse si sarebbe potuto avvertire il lettore di Repubblica che più che una “scienziata”, come sottolinea Nioli, la Aarathi è un’autrice giornalistica come ce ne sono tante, specializzata in tematiche di carattere scientifico. Così, al netto dell’esagerazione e della supponenza, si staglia in pagina una bella storia da attualissima e inquietante ubriacatura ideologica.

Altro che cibi Frankenstein. Altro che al lupo al lupo Ogm. La pecorella del saggio in questione spunta già nel titolo dell’originale versione inglese. Un grazioso Like a virgin che, scrive Niola «fa circuitare la Madonna e Madonna. In nome del parto virginale». «Quella partogenesi – aggiunge l’entusiasta recensore – che oggi rappresenta la versione scientifica dell’immacolata concezione».

Si capisce già qui a cosa miri l’operazione spot. Ed ecco la per nulla nuova buona novella: «La tesi di Prasad è che dell’antica idea della donna come madre per natura stiamo entrando in una nuova era della procreazione in cui a dettare legge non è più la natura, ma la scienza e la tecnologia che offrono agli individui una libertà di scelta finora impensabile». Lo strapotere della tecnoscienza sarebbe “libertà impensabile”. Dunque, è un vero peccato che quel portento di scienza e tecnologia che è la bomba al neutrone sia stata reazionariamente biasimata e messa al bando dal consesso delle nazioni civili. Ma questa non è la bomba H.

Non è una bomba? Libertà impensabile, prosegue il recensore, «nel senso che la fecondazione assistita sta progressivamente mettendo fuori gioco il pensiero unico della maternità. Quello che dalla notte dei tempi considera la donna il solo essere concepito per concepire. Un’incubatrice ambulante. Una portatrice passiva». “Pensiero unico”? “Notte dei tempi?” E noi che abbiamo sempre pensato che la maternità è un fatto e pure solare, gioioso. Mentre, esattamente all’opposto, il pensiero unico è proprio questa ideologia nottambula e mortifera dell’uomo separato dalla donna, del sesso separato dalla riproduzione, i figli dai genitori e, ora, definitivamente, la maternità dalla donna. Un programma lievemente nazistello, che dite? Dove i protagonisti sarebbero i nuovi Mengele in doppio petto e gli accessori i governi, distrutta la politica e i parlamenti, ridotti a cinghie di trasmissione delle volontà di potenza e business sui corpi umani quotati in Borsa.

E questo sarebbe il mondo da favola che piace alle gente che piace. Secondo lapsus freudiano per quale felice e libero Nuovo Mondo? Quello che il bravo articolista di Repubblica lascia trasparire dietro l’encomio al grande precursore della tecnoscienza, «il grande filosofo e alchimista Paracelso che cercò di riprodurre l’origine della vita sigillando del seme maschile in un’ampollina di vetro e magnetizzandolo».

E questo è tutto. Tutto lo spirito di un libro “divulgativo” e iniziatico all’alchimismo del secondo millennio. A cui Repubblica aggiunge soltanto tutto l’entusiasmo che si deve a un genere di pseudoscienza che supporta le battaglie dell’agenda Lgbt.

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19 Commenti

  1. Davide says:

    Poveri noi…
    Davvero Huxley aveva capito tutto?
    Quanto vorrei che si fosse sbagliato! Ma i fatti, ogni giorno, sembrano dargli più ragione…
    Saremo costretti a emigrare in amazzonia noi trogloditi che crediamo ancora in certe usanze barbariche (tipo legame sessualità-vita, maternità-donna, ecc)?

  2. toni says:

    Cercano di dare corpo ad ogni convulsione mentale per vestirla di scientificità . Poi l’ingiuriano evoluzione e/o progresso. Io sono speranzoso , alla fine sarà la realtà , come sempre, a prenderli a calci.

  3. Saverio says:

    Forse quel che segue parrà un ex-agerare, ma non lo è.
    Leggere queste righe richiama alla mente parole che oggi “la Repubblica” ritiene sante e che, assieme a quel foglio sulfureo, santificano i cultori colti del materialismo e del nichilismo, visioni così apparentemente distanti, eppure così telogicamente prossime: “Chi sono io per giudicare?”.
    In questa frase, nei rapporti fra Scalfari/la Repubblica ed i vertici della Chiesa, nella demonizzazione del proselitismo – termine che volgarizza e sfregia il concetto di apostolato, senza però mutarne il senso – definito una “solenne sciocchezza”, sta la cifra della crisi di un’epoca.
    Cristo professato, ma al contempo rinnegato.
    Cristo inalberato sui vessilli… vessili con cui ci si soffia il naso.
    Alessandro VI era Alessandro VI, vero; resta però che il peccato carnale non è il più grave dei peccati.

  4. Picchus says:

    Ah ma io sono felice. Le adozioni gay testimoniano che la figura femminile è inutile, facilmente sostituibile con un bel barbuto. Gli uteri artificiali sanciranno che le donne sono di fatto inutili anche per generare. A cosa servono allora le donne Finalmente potremo rimettere le donne al loro posto, schiave silenziose e utili solo per il divertimento sessuale, pulire e cucinare. Almeno sino a che non inventeremo una bambola sessuale neuronica e uno sfornatutto più bravo. Gli aborti selettivi permetteranno infine di regolarne il numero in base alle esigenza di mercato. Un grazie di cuore alle femministe che con le loro decennali battaglie ci fanno intravedere la prospettiva di un’umanità finalmente libera da quella iattura che sono le donne. Non è meraviglioso?

    • riequilibrio says:

      “rimettere le donne al loro posto, schiave silenziose e utili solo per il divertimento sessuale, pulire e cucinare”.
      aggiungici la funzione riproduttiva, e hai descritto il ruolo delle donne nel cattolicesimo.

      complimenti, hai il dono della sintesi.

      • Picchus says:

        Cavolo, certo che sei sommerso di pregiudizi! In confronto a te uno del KKK è un libero pensatore…

      • diabolik says:

        AH riequilibrio, ma de quale cattolicesimo parli? ah ah ah della serie: Piove ? colpa dei cattolici, ovvio no ?Comunque ,ragazzi togliete il vino a quelli de Repubblica !

      • Q.B. says:

        Dono della sintesi … dono della sintesi … hum … c’era uno tempo fa che batteva queste sponde e in quanto a lessico e contenuti somiglia tanto a riequilibrio. Come peraltro c’èra un altro che parlava di suo “marito” proprio come fa Luca.

        Ma no dai, cosa vado a pensare …

        • Koimi says:

          Sono io il marito di Luca, ma lui mi trascura.

          • Koimi says:

            Che poi io a Luca gliel’ho detto chiaro e tondo che non voglio più essere suo marito ma sua moglie e lui mi ha rifilato uno sganassone dandomi del relativista.

  5. Picchus says:

    Ah ma io sono felice. Le adozioni gay testimoniano che la figura femminile è inutile, facilmente sostituibile con un bel barbuto. Gli uteri artificiali sanciranno che le donne sono di fatto inutili anche per generare. A cosa servono allora le donne? Finalmente potremo rimettere le donne al loro posto, schiave silenziose e utili solo per il divertimento sessuale, pulire e cucinare. Almeno sino a che non inventeremo una bambola sessuale neuronica e uno sfornatutto più bravo. Gli aborti selettivi permetteranno infine di regolarne il numero e le caratteristiche in base alle esigenza di mercato. Un grazie di cuore alle femministe che con le loro decennali battaglie ci fanno intravedere la prospettiva di un’umanità finalmente libera da quella iattura che sono le donne. Non è meraviglioso?

  6. Toni says:

    Se ne dicono banalità sul “ruolo della donna nel cattolicesimo”. Ed io banalmente trovo che fuori da una visione cattolica si riesce solo a ridurla a cosa (ed oggi questo è sotto gli occhi di tutti). E non hanno mezzi per fare di meglio.

  7. Luca, Riequilibrio, Paolo, Remo says:

    Noi odiamo i cristiani perché ci ricordano che non tutto ci è lecito, per questo vorremmo vederli decapitati come Giovanni Battista.

  8. VivalItalia says:

    Nel mondo ste meschinità.. nella vita quotidiana tanta drammaticità.
    A non esse banali bisognerebbe solo gridà!!

    C’è Uno che risponne sempre!

  9. Sara says:

    cccon la differenza ke una cristiana come me se viene decapitata salva l’anima e anke se dopo tanto purgatorio x il mio pessimo carattere in Paradiso ci arrivo ma i derisori,i giuda e quelli ke sputtanano la chiesa xkè va di moda o gli va scomoda…..dopo la loro morte e il faccia a faccia con Gesù…kissà ke fine fanno………..leggere la Valtorta ,il 10mo libro “La Ressurezione”

  10. filomena says:

    Se l’onere di portare avanti la gravidanza con tutti i rischi che comporta per la salute delle donne fosse stato degli uomini, a quest’ora sarebbe stata inventata la gravidanza extracorporea.

  11. filomena says:

    La maternità è soprattutto un fatto solare e gioioso per gli uomini che sono così fortunati da avere figli senza fare nessuna fatica….anzi. In ogni caso forse è più importante considerare la persona in quanto tale ancora prima di essere uomo o donna. Avere dei figli può essere una cosa importante per ognuno di noi ma non è comunque l’unica cosa importante nella vita di un individuo. Magari è un evento che arriva dopo il completamento di un percorso di autorealizzazione personale e di condivisione di obiettivi con un’altra persona. O ancora proprio non arriva perchè non è una priorità. Alla fine quello che conta è vivere al meglio la propria vita perchè è una sola e non vale la pena di essere costretti a fare cose che ci penalizzano. I figli vanno pianificati molto accuratamente perchè non è come il matrimonio che se non ci piace più basta andarsene, i figli restano e te li devi tenere anche se non rientrano più tra le tue priorità.
    le donne poi storicamente hanno pagato un prezzo altissimo per il ruolo che la società ha assegnato loro e forse è giunto il momento di dire basta ad essere sempre sottomesse e confinate tra 4 mura. Fuori c’è un mondo che ci aspetta e che finora solo gli uomini hanno potuto vedere. Magari tra 100 anni anche noi potremmo dire abbiamo avuto dei figli ma non abbiamo rinunciato ad essere prima che figlia, sorella, mamma, moglie, semplicemente persona.

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