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Se non ti metti a dieta, non ti curo. Inghilterra, liberi di fare tutto, ma non di mangiare

marzo 4, 2015 Benedetta Frigerio

Il governo prevede che il 60 per cento degli adulti nel 2050 sarà obeso. Ecco perché Cameron ha proposto di tagliare la sanità a coloro che non dimagriscono

grasso-grassi-obeso-obesitàSe non ti metti a dieta, non ti curo. La ricetta del premier inglese David Cameron, in vista delle prossime elezioni, prevede inediti tagli alla copertura sanitaria per gli obesi che non si impegnano a dimagrire. L’annuncio è arrivato dopo una campagna che da mesi martella sul problema della compulsione da cibo, trattandola come uno dei morbi peggiori che affliggono l’Occidente. Il problema, in parte, è reale: nel Regno Unito, il 67 per cento degli uomini e il 57 per cento delle donne sono in sovrappeso, come indicano le stime del Global Burden of Disease, pubblicate sulla rivista scientifica Lancet. Oltre l’8 per cento della popolazione, invece, è affetta da disturbi alimentari come anoressia o bulimia. 

SALUTISTI CRONICI IN AUMENTO. Queste due patologie si diffondono paradossalmente proprio nei paesi sviluppati, dove l’alimentazione non dovrebbe rappresentare un problema. In realtà, il cibo ha ricevuto così tante attenzioni ed è stato caricato di un significato tale, che una persona viene giudicata buona o cattiva a seconda di quello che ingerisce. Come accade nel caso dell’ossessione crescente per il cibo sano. Ursula Philpot, presidente del gruppo di salute mentale della British Dietetic Association, ha chiarito che i “salutisti cronici”«sono in aumento e guardano solamente alla qualità del cibo che ingeriscono (…) sulla base della loro idea personale di quali alimenti siano davvero “puri”». Ovviamente, i più soggetti a questa nevrosi sono «le persone della classe media, istruite (…), che hanno il tempo e il denaro per procurarsi quelle che ritengono essere le alternative più pure». 

OBESI NEL 2050. L’assillo per il cibo determina costi sanitari crescenti, aggiungendosi al problema dilagante dei ricoveri legati all’uso di droga e alcol. E, a meno che non si trovi una soluzione difficilmente reperibile nel breve periodo, il governo prospetta che il 60 per cento degli adulti e il 25 dei bambini nel 2050 saranno obesi. Per questo motivo, se da una parte Londra, al pari di altri Stati occidentali, predica una libertà di scelta senza limiti, dall’altra interviene con un paternalismo senza precedenti. Cameron è riuscito a giustificare il suo piano di non curare i ciccioni, puntando il dito sul fatto che i meno abbienti, con un reddito inferiore a 35 mila euro, ottengono assegni dallo Stato senza curarsi. Ma il governo sta pensando anche a chiudere i fast food vicini alle scuole, oltre che a incrementare gli obblighi sulle calorie da mostrare nei menù dei ristoranti e sulle confezioni di cibo. Con vincoli che però rischiano di peggiorare soltanto l’ossessione per il cibo.

CAUSE ANTROPOLOGICHE. Secondo una raccolta degli studi più recenti in merito alle patologie legate all’assunzione orale di sostanze, molti disturbi moderni hanno cause antropologiche. La pubblicazione, che si intitola “Processi biologici e psicologici legati allo stress familiare cronico che inducono all’abuso di sostanze e all’obesità”, spiega che «l’incapacità di controllo» è spesso legata a fattori di compensazione psicologica, come «la mancanza di stabilità in casa o i continui cambiamenti di partner del genitore». Fra gli studi citati, diversi correlano la vulnerabilità moderna delle relazioni alla compulsione da cibo, sottolineando, ad esempio, l’incremento di patologie «nelle case con un solo genitore rispetto a quelle in cui ci sono genitori stabilmente sposati». Anche il Royal College inglese degli psichiatri ha ammesso che la «preoccupazione e lo stress alleviati dal cibo» sono spesso causati dalla «rottura della famiglia» o da una «separazione». Un maggiore accesso al cibo, l’ossessione del corpo o altri eventi scatenanti, «come la perdita di un amico, una presa in giro o gli esami scolastici», sarebbero solo «l’innesco in una personalità già vulnerabile».

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17 Commenti

  1. Daniele Arboscelli says:

    Purtroppo l’articolo riporta incorrettamente quello scritto nell’articolo citato.

    Non c’e’ scritto da nessuna parte che bulimia e anoressia “sono spesso causati dalla «rottura della famiglia» o da una «separazione»”.

    E’ stato corretto non citare la parola “spesso” tra le virgolette perche’ non e’ una citazione da quella pagina. Meno corretto metterla li’ sperando che nessuno se ne accorga.

    Se un articolo non conferma la teoria che si vuole proporre allora non si cita niente, o si dice che ci sono pareri discordanti. Non si prendono lavori di persone serie facendogli poi dire qualcosa di diverso Se non mi sbaglio e’ anche discutibile da un punto di vista relgioso?

    Nell’articolo “vero” si parla dello stress che puo’ essere causato dalla rottura della famiglia come uno dei tanti possibili fattori scatenanti.

    In “Processi biologici e psicologici legati allo stress familiare cronico che inducono all’abuso di sostanze e all’obesità” che e’ un capitolo della pubblicazione, e non il titolo della pubblicazione, si citano parecchi fattori.

    Quello che il governo sta proponendo e’ il responsabilizzare la gente a farsi carico delle conseguenza delle proprie scelte, non a limitare le liberta’ individuali.

    Ognuno e’ libero di essere obeso, ma visto che la scelta di mangiare troppo puo’ provocare problemi di salute, se te li tiri addosso poi ti arrangi te. Patologie non legate sarebbero, quindi ancora a carico del sistema di sanita’ nazionale. Ossa rotte in caso di incidente, per esempio, problemi ai polmoni e cosi’ via. Questo naturalmente se l’obesita’ non e’ causata da problemi fisici non controllabili dall’individuo.
    Per esempio ipotiroidismo, se non mi sbaglio. Stessa storia per i fumatori. I danni legati al fumo sarebbero a carico dell’individuo, una cataratta no.

    Il titolo scelto, e il contenuto dell’articolo, possono solo essere stati concepiti in cattiva fede o da una persona che non dovrebbe avere accesso a media che possono influenzare l’opinione della gente perche’ incapace di gestire questa responsabilita’.

    • giovanna says:

      Daniele, ma che ti ha preso, il morbo di Nino ? 🙂
      Cioè scrivere contestando l’articolo e poi confermarlo in pieno ??

      Saint, ciao ! Mi sei mancato !

      • Daniele Arboscelli says:

        No, ma non ho tempo di spiegarti sempre tutto, e tanto poi fai finta di non capire lo stesso…

        • giovanna says:

          Dai, Daniele, rileggiti l’articolo con calma e renditi conto che hai contestato cose che non ci sono scritte e hai confermato le cose che ci sono scritte !
          D’altra parte è un articolo pieno di link, è semplice verificare: qualcosa ho verificato e riporta tutto !
          A meno che non ti voglia attaccare alla differenza sostanziale tra “pubblicazione” e “capitolo di una pubblicazione ” !
          Giornata storta, eh ? 🙂

          • Daniele Arboscelli says:

            Da come e’ stato scritto l’articolo l’autrice cerca di far venire il dubbio alle persone piu’ semplici che le persone obese siano totalmente escluse dal sistema sanitario, invece non e’ cosi’. Per fare un esempio che magari ti e’ piu’ vicino e’ un po’ come se una persona scrivesse “secondo la bibbia i bambini vanno uccisi”, mentre invece si parla solo di lapidare quelli disubbidienti e quelli di un villaggio antipatico all’entita’ protagonista dell’opera. Forse anche altri, ma non tutti…

            Dove l’hai trovato il riferimento al fatto che i disturbi alimentari sono *spesso* causati da rotture familiari? Sto *spesso* non e’ da nessuna parte.

            Alla fine poi che sia giusto responsabilizzare la gente verso le proprie azioni siamo tutti d’accordo, no? Facevo solo una critica all’autrice per come esponeva le cose…

            • giovanna says:

              “Dove l’hai trovato il riferimento al fatto che i disturbi alimentari sono *spesso* causati da rotture familiari? Sto *spesso* non e’ da nessuna parte”
              Veramente la frase, come la riporti tu, non è nemmeno nell’articolo !

              Nel link risulta :•Anorexia or bulimia can develop as a complication of more extreme dieting, perhaps triggered by an upsetting event, such as family break-down, death or separation in the family, bullying at school or abuse.

              Lo “spesso ” mi sembra abbondantemente sottinteso ! Il “forse ” si riferisce ad una alternativa tra le ipotesi.

              E comunque, si vede che non frequenti famiglie : chiunque abbia figli in età scolastica te lo confermerebbe !

  2. Saint-Juste says:

    Io vivo a Londra e vi posso dire che e’ vero che c’e’ un emergenza obesita’. Forse il metodo e’ sbagliato ma oggettivamente la gente mangia male e anche se non si guadagnano tanti soldi non ci vuole molto a mangiare bene ve lo posso garantire. Inoltre quello che ho notato e’ che manca una “portion control” si ingozzano anche di un solo tipo di cibo. Posso capire mettere su qualche chilo se sei in italia (le prelibatezze che abbiamo noi vedi le cucine regionali) soprattutto se vieni dalla Romagna come me…ma ingrassare in UK…e’ veramente un peccato mortale…

  3. claudio says:

    Bene, bene…
    Facciamo qualche esempio terra terra…
    Se questo fosse il criterio per accedere alle cure pubbliche state molto attenti.
    Chi va troppo veloce in auto e si schianta? Lo si lascia lì. Hai dei comportamenti sessuali a rischio e ti becchi l’aids?
    Tenti il suicidio e ti va male? Vi arrangiate! Ve la siete cercata! Bravo Cameron!
    Sei una donna di 50 anni e vuoi avere un bambino con il Dna di Elvis e quello di Marilyn? NON C’È PROBLEMA! PAGA IL SSN,NO?

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