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Il mistero nuziale e la sfida di non lasciare le nuove generazioni davanti a un «vuoto d’origine»

maggio 20, 2014 Redazione

La recensione del libro del cardinale Scola firmata da Eugenia Scabini: «Occorre ritornare al messaggio che ci proviene da quell’antropologia del Principio che ci riconduce all’atto creativo di Dio»

Questa sera a Roma sarà presentato Il mistero nuziale, il libro del cardinale di Milano Angelo Scola di cui Tempi vi ha già parlato grazie alle recensioni di Mattia Feltri e Luigi Amicone. Oggi su Avvenire compare un altro interessante contributo a firma di Eugenia Scabini, professoressa di Psicologia dei legami familiari presso la facoltà di Psicologia dell’Università cattolica di Milano, di cui è stata preside dal 1999 al 2011.

LA CRISI DELLA COPPIA. Nella sua recensione, Scabini plaude alla ripubblicazione del volume che affronta in un momento opportuno importanti questioni che ci interpellano ormai ogni giorno, sollecitate da casi di cronaca e cambiamenti sociali. Come scrive la professoressa, «la crisi dei fondamentali dell’umano (che cosa sia l’amore, il significato della differenza sessuale, della procreazione, della trasmissione tra le generazioni) è certamente assai più palpabile ora che quindici anni fa quando è uscita la prima edizione del libro». Oggi, infatti, come già notò Benedetto XVI, «l’uomo può distruggere se stesso» e «smarrire ciò che costituisce il cuore del suo essere uomo».
«Si usa dire – nota Scabini – che in crisi è la famiglia ma più propriamente è in crisi la coppia, il legame che li unisce, elemento fondamentale e sorgivo della famiglia e anche, non dimentichiamolo, anello di congiunzione e mediatore culturale tra le generazioni».

scola-mistero-nuzialeMASCHILE E FEMMINILE. «L’umanità è strutturata al maschile e al femminile. L’essere maschio o femmina non è solo differenza anatomica ma investe tutta la persona umana, le dà forma, una forma corporea, di un corpo vivente e “animato”, della cui riscoperta ora più che mai abbisogna l’uomo post moderno che, all’opposto, tende a depersonalizzare il corpo, facendolo diventare un oggetto muto facilmente pilotabile da manipolazioni biotecnologiche». Oggi, infatti, nel ricco Occidente accade che il giusto tentativo di «mantenere la differenza senza relegarla nella subordinazione», ha preso «la strada di una uguaglianza neutrale, senza volto quindi senza identità che, in alcune punte estreme, tenta l’azzardo prometeico del generare in situazione omogenee mettendo così i nuovi nati nella condizione di affacciarsi alla vita con un “vuoto d’origine”».

RITORNARE AI FONDAMENTI. È proprio di fronte a queste derive, avverte Scabini, che occorre «ritornare ai fondamenti, all’origine, al messaggio che ci proviene da quell’antropologia del Principio che ci riconduce all’atto creativo di Dio che ha fatto l’uomo a Sua immagine e somiglianza e lo ha fatto esistere come maschio e femmina». Per questo, gli uomini del nostro tempo hanno di fronte a sé la sfida di «riuscire a vivere un legame profondo che sappia mantenere viva la loro specificità, consapevoli al tempo stesso che il proprio compimento si realizza nella comunione con l’altro».

DIFFERENZA INSUPERABILE. Il libro di Scola, dunque, prospetta un compito: «Dare vita a una reciprocità non omologante, “asimmetrica”, per significare che la differenza è insuperabile. Tale sfida ha il suo punto elettivo nell’unione coniugale che emblematicamente realizza il mistero nuziale, intrecci virtuoso tra differenza sessuale, apertura amorosa all’altro e fecondità». Ogni coppia non dovrà cominciare da capo questo cammino, ma potrà contare sul «patrimonio che le arriva dalla nostra ricchissima tradizione», che le consegnerà «i fondamenti su cui poggiare. «Torniamo così insieme – conclude Scabini – all’origine, a quel mistero nuziale che ci consente di essere generativi e che fa sì che possano esserlo le nuove generazioni, con il loro irripetibile volto».

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45 Commenti

  1. filomena scrive:

    Il vizio di forma e non solo mella concezione tradizionale del rapporto uomo donna inteso dalla cultura cattolica non sta nel fatto che risultano inaccettabili le differenze tra i due. Questo rifiuto è semplicemente il risultato di una concezione che invece di mettere eventualmente l’accento sulla reciprocità tra uomo e donna, mette l’accento sulla complementarietà. Se invece di dire che ci possono essere delle differenze ma che a nessuno dei due viene dato il potere decisionale sull’altro, si dice che l’uomo è dotato di saggezza e autoritá (quindi potere decisionale) e la donna di essere accogliente e emotiva (quindi instabile nel prendere le decisioni), è chiaro che questo produce una comprensibile reazione che porta a rifiutare una simile subordinazione e a negare anche le differenze esteriori oggettive. Io sono una donna ma mi ritengo e sono giudicata normalmente sufficientemente razionale per prendere qualsiasi tipo di decisione al pari di un uomo e non si capisce perché dovrei lasciare che sia il mio compagno a prendere le decisioni che riguardano entrambi. Per contro lui è molto più creativo di me ma quando serve è assolutamente in grado di decidere la cosa giusta da fare.
    Alla fine il problema spiace dirlo è dovuto al fatto che dietro queste valutazioni “tradizionali” c’è sempre stata una gestione del potere che è stata ingiustamente data solo agli uomini e solo quando le donne hanno cominciato a prendere coscienza delle proprie potenzialità hanno iniziato a reagire riappropriandosi della loro dignità di persone capaci in tutto al pari degli uomini.

    • Franco scrive:

      Che pippone! Pare di leggere “Lotta continua”!
      Mettici un altro pregiudizio che fai il record!

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      Ho l’impressione che parti dal presupposto che tu sei la testata d’angolo su cui fondare la consapevolezza di ciò che deve essere una donna. E non capisco perché le donne “giuste” rientrano necessariamente nel tuo schema . Crei delle dicotomie conflittuali, secondo un vecchio di retaggio comunista. Non ci sono padroni e serve, come non ci sono capitalisti ed una vessata classe operaia. Non riesci a considerare che ci possono essere donne perfettamente libere che (per es.)non voglio andare a lavorare, che vogliono crescere i loro figli, che amano e sono ricambiate dai loro mariti. Pure loro discutono e prendono decisioni. Poi vogliono reputare ( e lo pretendono) il loro marito un capo di famiglia se ne è all’altezza. Non c’è coercizione e non c’è sofferenza… la quale esiste solo nella tua mente.
      Inoltre, in assoluto, NON C’E’ coercizione e violenza legittimata dalla nostra fede in Dio e, ….soprattutto,…. ribadisco che scelte di vita come la tua non solo non costituiscono PER FORZA il giusto modo di essere donna ma e non sono titolate di nessuna superiorità, rispetto a quelle di altre persone che sono distanti anni luce da esse.

    • Toni scrive:

      Dov’è il post ?

  2. marco53 scrive:

    “più propriamente è in crisi la coppia, il legame che li unisce, elemento fondamentale e sorgivo della famiglia e anche, non dimentichiamolo, anello di congiunzione e mediatore culturale tra le generazioni».
    Parole sante! la stabilità della coppia si instaura solo nell’apertura alla verità. Di qui viene la trasmissione di quel che veramente conta alla generazione che segue, la vera tradizione umana.

    • filomena scrive:

      Il problema non è se il rapporto di coppia è importante o meno. Su questo tutti convergono sul fatto che è importante. Il vero problema è come si sviluppa questo rapporto. Se oggi è in crisi evidentemente le dinamiche interne come erano intese fino alla generazione passata non funzionano più e se vogliamo salvarlo dobbiamo ripensare o meglio riequilibrare i rapporti dentro la coppia.

      • Cisco scrive:

        @filomena
        Sei proprio di un’altra generazione! La differenza tra maschio e femmina non significa che la donna e’ necessariamente più emotiva di un uomo o un uomo più razionale di una donna. Queste stupidaggini non sono retaggio della fede cattolica, ma del maschilismo, che è presente in molte culture e che il cristianesimo, fin dalle origini, ha tentato di superare attraverso l’educazione. Dato che l’educazione è un rischio, perché di fronte si hanno persone libere, non esisterà mai una società con rapporti “equilibrati”, perché in ultima analisi domina chi ha il potere di farlo. Quindi fanno bene le donne a rivendicare la propria autonomia, ma fanno male le femministe a non riconoscere le differenze tra i sessi, riducendole a quelle anatomiche.

        • filomena scrive:

          Guarda che il cristianesimo fin dalle origini ha portato avanti quel ragionamento tant’è che lo ritrovi anche in generazioni attuali (per esempio la Miriano)
          Poi se dici che le donne hanno ragione di rivendicare la loro autonomia forse qualche motivo ce l’hanno o pensi che il maachilismo da noi sia una invenzione?

          • Giannino Stoppani scrive:

            Negare le differenze e, di conseguenza, la complementarietà tra uomo e donna è semplicemente RIDICOLO.
            E’ pure STUPIDO sostenere che per essere sullo stesso piano si debba essere uguali.
            L’approccio ideologico vetero-femminista palesemente finalizzato alla distruzione della società “borghese” basata sulla famiglia ha fatto il suo tempo come il libretto rosso di Mao.
            Siamo nel 2014 e ancora la menate con queste paleoideologie.
            Lo so che per giustificare i matrimoni gay a questo vi dovete attaccare, ma un po’ di innovazione, diamine!

          • Fran scrive:

            Cioe’, Filomena, non ho capito, la Miriano e’ maschilista?
            Costanza Miriano, quella che ha scritto “Sposala e muori per lei?”
            Se cosi’ sostieni, hai letto il libro o hai visto solo titolo e figure?

            • filomena scrive:

              E lei in diverse interviste (reperibili facilmente in rete) a sostenere le tesi che ho descritto sopra
              In ogni caso queste idee sono note e arcinote. Non hai mai sentito parlare del “capofamiglia” cioè naturalmente il padre di famiglia che appunto è il capo degli altri componenti, moglie compresa? Vedo che avete la memoria corta. Già dimenticato che fino a 40 anni fa esisteva la “potestà maritale”?

              • Fran'cesco = Fran scrive:

                Filomena, dipende anche da come la vuoi leggere un’intervista, un libro etc etc.
                Ripeto “sposala e muori per lei”…

                Non sapevo che il “capofamiglia” fosse stato inventato dal cristianesimo. Pensavo fosse un retaggio delle culture preistoriche.
                E nemmeno la “potesta’ maritale” (che non ho idea di cosa sia).
                Io so solo che 2000 anni fa il nostro creatore ha scelto una donna per essere la madre di suo figlio…

                • filomena scrive:

                  Caro Francesco,
                  mi stupisco che tu conosca così poco le norme che hanno regolato il diritto di famiglia a partire dal codice civile e le sue successive modificazioni. Non si può conoscere a memoria la dottrina e un certo tipo di morale e poi ignorare la storia e la legge di famiglia. Prima di decantare tanto la morale religiosa (su cui ci sarebbe anche molto da dire….) forse dovresti confrontati con la storia reale.
                  Se vuoi ti do molti riferimenti tutti rigorosamente di legge dove conoscere i fatti non i principi.

                  • Fran'cesco scrive:

                    Io non conosco a memoria la dottrina, mi sforzo di conoscere Gesu’ e quello che ci ha insegnato, che e’ anche una garanzia per rispettare le leggi, almeno quelle umanamente giuste.
                    Sai, assieme – e grazie – a tanti amici piu’ saggi di me ho scoperto che vale la pena di vivere il cristianesimo perche’ vale la pena essere uomo. Cristo si e’ fatto uomo per questo, per noi.

                    Lascio agli studiosi approfondire certe tematiche, a me interessa vivere la vita che Dio ci ha donato, crescere una famiglia secondo questi principi, condividere con chi ci sta questi valori e provare a testimoniarli, anche qui, si.

                    Ebbene si, mi dichiaro ignorante in materia, ma non cambierei per niente al mondo quel poco di cristiano che ho.

                    • filomena scrive:

                      Sei disarmante perché mi rendo conto che (a differenza di altri cui non vale la pena neppure di rispondere) probabilmente in buona fede sostieni dei principi senza averli approfonditi e senza averli rapportati con la realtà storico legislativa della famiglia. Come puoi ignorare qualsiasi ricostruzione storica sulle ragioni di una concezione patriarcale della famiglia non solo, ma anche legata alla religione cattolica?
                      Vai a leggerti alcune esternazioni di personaggi per la chiesa molto autorevoli tipo sant’Agostino o altri.
                      Su questo con te o con Toni sono disposta a confrontarmi anche con riferimenti di letteratura.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Filomena, se tu sei disarmata e’ perche’ io non ho sostenuto nessun principio; ho solo osservato la realta'; ti riassumo le mie ultime affermazioni:

                      – Costanza ha scritto “sposala e muori per lei”
                      – 2000 anni fa il nostro creatore ha scelto una donna per essere la madre di suo figlio
                      – non conosco a memoria la dottrina
                      – conoscere Gesu’ e quello che ci ha insegnato e’ anche una garanzia per rispettare le leggi
                      – vale la pena di vivere il cristianesimo
                      – si e’ fatto uomo

                      Dove li vedi i principi?
                      Se sono in buona fede lo giudichera’ Lui quando sara’ tempo.
                      Non ho gli strumenti culturali per leggere Agostino e tradurlo nella mia vita; mica a tutti e’ donato lo stesso dono…
                      Tu magari non sei esperta di pedagogia e quando vuoi crescere i tuoi figli ti fidi delle persone che (esperte, studiose, o in gamba) gia’ si sono attrezzate.

                      Voglio essere onesto con te: tu spesso non rispondi alle domande che ti vengono fatte, cambi discorso, non sempre ci casco sai?

                    • filomena scrive:

                      Chiariamo subito una cosa: qui ognuno liberamente esprime le sue opinioni e chi più chi meno le argomenta. Io non voglio assolutamente cambiare discorso ne’ tantomeno farti cascare da nessuna parte. Stavo dicendo che alcune nostre convinzioni si basano come dici tu su quanto sostiene persone più attrezzate di noi. Questo però non ci impedisce di approfondire le ragioni e da dove derivano certi comportamenti o ruoli non proprio rispettosi della persona
                      Il fatto di spingersi a conoscere altri modi di ragionare anche basati su principi diversi dovrebbe servire anche a mettersi in discussione. Alla fine magari si resta della stessa idea e il confronto contribuisce a rafforzarla ma chiedersi sempre se la nostra è l’unica strada possibile ci aiuta ad capire la realtà. Non penserai mica che esiste solo la famiglia del mulino bianco e le ragioni per cui la realtà spesso è tutt’altro sono tante. Una di queste è la concezione patriarcale. Come dice Toni sarà pure che alcune donne come la Miriano scelgono liberamente di obbedire tutta la via al marito ma mi chiedo quanto ha influito in questa decisione secoli di maschilismo? Perché se non fosse così oggi vedremo anche uomini che liberamente decidono e si vantano di ubbidire alla moglie, non ti pare?
                      Come mai sono sempre le donne a “scegliere” di essere sottomesse al marito e non viceversa?
                      Io non voglio che nessuno muoia per me ma non voglio nemmeno essere sottomessa o ubbidire a qualcuno.
                      Questo non significa che nella coppia non ci sia amore ma che ci si ponga entrambi sullo stesso piano
                      Scusami senza offese per nessunoa i cani ubbidiscono non le mogli.

                    • Fran'cesco scrive:

                      Filomena, per la terza volta:
                      stai parlando della Miriano che ha scritto “Sposala e muori per lei”? No, perche’ se non l’hai capito si riferisce all’uomo, non alla donna.

                    • Toni scrive:

                      @ Filomena
                      Forse è il normale dispiegarsi della naturalità delle cose ed il maschilismo ne ha costituito solo una degenerazione.
                      Essere sullo stesso piano di dignità non esclude l’avere ruoli diversi e responsabilità diverse. Tu forzi la discussione ponendola in termini di dominio, cosa che in un autentico rapporto tra marito e moglie non esiste e che per comprendere ciò bisogna avere esperienza. Si amano ed ognuno svolge i suoi ruoli.
                      Tu non vuoi essere “sottomessa” ad un marito che ami, ma ciò non cambia la tua natura e la tua inadeguatezza in certe circostanze. Io conosco altre che pensano come te , non “sottomesse” , ma hanno spostato la sottomissione ad altre cose e persone. Non vogliono nessuno che sia disposto a morire per loro e non sono disposte a dare niente a nessuno (per questo generano al loro interno amore per l’aborto, eutanasia confusione sessuale ecc.) . Costipate emotive. Il fine… nulla.
                      Non ne sei consapevole di certe cose forse perché non hai una vera famiglia. Ma io mi son fatto una idea in una vecchia nostra discussione (parlavamo di un figlio che non vuole alzarsi la mattina dal letto). Tu hai fatto la diagnosi e risolvevi la situazione con una bella discussione. Da lì ho capito che non hai neanche la più pallida idea degli uomini reali. Ti manca la visione complementare.
                      Certi discorsi possono andare bene in un rapporto a scadenza e senza responsabilità, per partner che hanno già fatto i suoi conti, quando le cose andranno a spegnersi, ed hanno già previsto con ampio anticipo come andrà a finire.
                      Forse per te questo è normale, … per me è triste.

                    • Toni scrive:

                      Mi dici delle esternazioni su sant’Agostino che ti hanno portato turbamento?
                      Mi hai scritto di confronto e mi hai fatto felice.
                      Naturalmente se non sei troppo impegnata e non hai altro da fare.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Le solite balle rigorosamente fondate sull’ignoranza!
                    Il codice civile è del tempo del fascismo ed è di quell’ideologia che risente, non certo del cattolicesimo, che ha sempre avuto rapporti burrascosi con il Regno d’Italia, fondato a suon di soprusi e imbrogli da una élite massonica borghese guidata da uno stato canaglia la cui essenza anticristiana ha trovato nel fascismo il proprio acme ideologico!
                    (T)rollare di meno e studiare di più!

                    • Toni scrive:

                      Leggo da wiki che maschilismo è : “una forma di sessismo ovvero un atteggiamento culturale e sociale basato sulla presunta superiorità dell’uomo sulla donna”. Non vedo perché questo si deve equiparare alla possibilità che ha una persona di scegliere “liberamente” un certo ruolo in una famiglia. Se una donna sceglie di accogliere dei figli, rinunciare ad una emancipazione sul modello di quello di Filomena, perché ci troviamo di fronte a maschilismo? La Miriano parla di un “atteggiamento, una disposizione spirituale di dolcezza, di accoglienza, di obbedienza a un solo marito, sempre allo stesso, a un uomo che sarà pronto a morire, cioè a dare tutto alla sposa senza risparmiare niente….”. Ed io, su questo, vorrei capire il perché una donna può essere, come dice in tanti post Filomena, “liberamente” e “consapevolmente” oggetto di gioco sessuale, in tutte le sfumature di grigio (e chissà in quanti altri colori, con tanta passione e guinzaglio al collo), e questo tipo di “dono” al maschio “va bene” , ma se invece il “dono” è fedeltà, accoglienza alla vita amore verso il proprio marito (naturalmente si esige da questo un pari impegno) no! In questo caso siamo nel maschilismo.
                      Filomena, a mio avviso , non capisce le differenze. Ne sono ….convinto!

          • Zarathustra scrive:

            Ma naturale.
            Infatti è proprio nelle coppie cristiane stabili e fedeli che credono nell’indissolubilità del matrimonio che il maschilismo è più diffuso.

            Tanto vale scrivere un libro sulla falsità del principio di non contraddizione. Avrebbe lo stesso rigore logico.

          • Cisco scrive:

            @ Filomena
            Ma chi ha detto che da noi non esiste il maschilismo? Se è per questo ci sono anche furti, rapine, mafia, evasione etc, ma che c’entra il cristianesimo? La Miriano? Non penso dica che l’uomo deve decidere per la donna….

      • Toni scrive:

        Le dinamiche interne forse oggi non funzionano più perché l’uomo è stato privato di ogni ruolo. Tra uomo e donna si è stabilita una uguaglianza fondata sul basso conformismo. La donna , aldilà dell’apparente conquista, si rapporta con una figura maschile di fatto inadeguata inappagante e fallimentare.
        Non è il modello della generazione passata (che come tutte le cose aveva una naturale evoluzione) ciò che è fallito è stata la sua distruzione e sostituzione.
        Le cose per come sono oggi possono andare per un rapporto a “scadenza” (ovvero: finché mi va, con tanta passione ed emozione ecc.) ma non assolutamente in uno basato su fondamenta più solide.

        • Ester scrive:

          Filomena , il tuo pregiudizio è terribilmente evidente , perché di teologia cristiana , in particolare cattolica, dai la netta impressione di non sapere proprio niente.
          La Vergine Maria è l’unica creatura umana , indubitabilmente donna,, proclamata sin dall’inizio Regina degli Angeli e dei Santi e Mediatrice tra Dio e gli uomini.
          Nessuna ideologia o cultura laica ha mai messo la donna così in alto.
          Certo non il femminismo .

          • filomena scrive:

            @Ester
            parliamo di ruoli agiti di cose concrete. La Madonna sarà stata anche quello che dici tu ma di fatto il ruolo delle donne nelle famiglia era e spesso lo è tuttora molto meno “alto”.
            Vorrai negare per esempio rispetto alla chiesa che il potete all’interno di essa è sempre stato nelle mani degli uomini? Non mi risulta che il Papa venga eletto per esempio anche da donne
            Io non sarò una esperta di cattolicesimo ma ho gli occhi per vedere la realtá dei e quello che vedo non mi piace tanto.

            • Toni scrive:

              La Madonna è il punto più alto dell’umanità. Il papa si affida alla Madonna.
              Le donne non sono chiamate a fare il papa e questo non implica nulla. Sono idonee ad altro.
              Nella Chiesa medievale le donne avevano un ruolo “alto”, anche più dei vescovi (nella Chiesa e nella cultura).
              Ma tu non sei una esperta di cattolicesimo … ma parli lo stesso e tiri conclusioni.

              • Ester scrive:

                Filomena, lo sai che nel XII secolo , in pieno Medio Evo, Ildegarda di Bingen, monaca e donna di grande e poliedrica cultura , era chiamata a predicare ai vescovi nelle chiese e che i suoi consigli erano richiesti anche da Federico Barbarossa ?

                • filomena scrive:

                  La storia di Ildegarda di Bingen è abbastanza nota anche perché viene citata come unico esempio di donna “forte” in tutte le lezioni di storia delle religioni anche a livello universitario ma….una rondine però non fa primavera.

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Se una rondine non ti basta, eccotene uno stormo: Santa Caterina da Siena, Santa Elisabetta d’Ungheria, Santa Giovanna d’Arco, Santa Chiara d’Assisi.
                    Queste son le prime donne di un certo spessore che mi vengono in mente senza neanche mettermi a cercare.
                    Ti rendi conto di quale sia il livello di insipienza che traspare da codesti tuoi commenti?
                    Sutor ne ultra crepidam!

              • filomena scrive:

                Sul fatto di sapere cosa dico sulle origini cristiano cattoliche del ruolo della donna ti ho scritto un lungo post ma l’hanno messo in moderazione, devi avere un po’ di pazienza

        • filomena scrive:

          @Toni
          “una figura maschile di fatto inadeguata inappagante e fallimentare”
          Potresti declinare meglio in che modo e quale sarebbe invece adeguato ed appagante il ruolo dell’uomo?

          • Toni scrive:

            Filomena
            scusa se è scritto male, ma vado di getto , e se ti sembra poco continuo in altro post. Puoi fare le deduzioni che ritieni opportune.
            Un bamboccio che segue le mode, che sbava per ogni gadget, senza vero carattere e che cerca nella donna ” una spalla per piangere”dopo aver vissuto gran parte della vita sulle spalle dei suoi genitori, che pensa ai profumi ed alle cremine per le rughe, che non sa promettere e non sa mantenere, un pessimo padre e marito,che non ha coraggio di difendere sua moglie ed i suoi figli, che non li comprende emotivamente e se ne frega se li perde…. Filomena, la lista può continuare , ma da qualche parte ho letto un neologismo che gran parte sintetizza il mio quadro negativo ma costituisce un tuo possibile modello ideale: il pecoroporco..
            Pecoro , perché è ubbidiente servizievole e insipido ;
            porco- perché è un debosciato aperto a tutte le mode sessuali

            Si tiene finche dura e poi si cambia.

            • Toni scrive:

              Dimenticavo (sai… l’ora tarda) , crea una figura speculare ed ottieni quale sarebbe invece l’adeguato ed appagante ruolo di uomo.

  3. filomena scrive:

    @Fran’cesco

    Per prima cosa “il normale dispiegarsi della naturalità delle cose” cosa significa in concreto, che il potere decisionale (attenzione non dominio) fa naturalmente capo all’uomo e che bontà sua se non è un degenerato maschilista, concede alla donna un minimo di autonomia? Perché se è così il maschilismo non è una degenerazione, è la normale conseguenza.
    In secondo luogo pari dignità non esiste se il “capofamiglia è necessariamente il marito. Poi che all’interno della coppia ci siano ruoli diversi questo dipende dal carattere non dal sesso.
    Perdonami ma inadeguato e costipato emotivo sarà qualcun altro e non si capisce inoltre perché dovrebbe essere la donna inadeguata e non invece l’uomo naturalmente sempre in certe circostanze (che non si poi quali).
    Inoltre tu cosa ne sai della mia famiglia che è esattamente come io la desidero ed è migliore di tante altre.
    il fine è essere felici insieme che è la cosa che conta di più. I rapporti non sono a scadenza, devono darti qualcosa reciprocamente e questo può durare un giorno o una vita ma questo lo sai solo alla fine perché i rapporti si costruiscono giorno per giorno.
    Infine sinceramente non mi ricordo la discussione che citi, ma posso sbagliare se mi ricordi meglio l’argomento forse mi torna in mente. Sicuro che ero io che facevo la diagnosi…..o magari qualcun altro?

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      Il fatto che la donna cerca protezione e sicurezza in un uomo lo vedo come qualcosa di atavico e presente in tutte le culture(con rare eccezioni). L’uomo ha sempre avuto la necessità di dimostrare valore pe avere una donna, la quale lo avrebbe rifiutato se non fosse stato in grado di proteggere lei ed i suoi “cuccioli” . Il maschilismo si pone come un elemento di sopraffazione indipendentemente dal valore o meno di quest’uomo. Intendo dire inoltre che un uomo capace non ha bisogno di essere maschilista.

      Il cristianesimo tiene conto di questa “realtà” (non mi riferisco al maschilismo) ed aggiunge un elemento nuovo : i due diventano una sola carne (Mt 19,6). E’ ovvio che l’autorità va esercitata di comune accordo. Il governo della casa spetta all’unica volontà decisionale dei coniugi. Tu mi obbietterai…. ma San Paolo? Prestami attenzione Filomena, non deformare il mio discorso: San Paolo ha scritto lettere apostoliche …. frutto del tempo e della cultura in cui sono state scritte …. sono lettere, e pertanto scritti occasionali. Non puoi pretendere un San Paolo avulso dalla cultura del suo tempo. Ma nel contempo San Paolo costituisce un enorme passo avanti verso l’uguaglianza delle donne rispetto a tutte le culture precedenti: “Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l’uomo, né l’uomo è senza la donna” (1 Cor 11,11)” “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più UOMO NÉ DONNA, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. Ma anche il tuo versetto nemico principe “voi donne state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore” (Ef 5,21) è da intendere (lo diceva S. Giovanni Paolo II), alla luce del versetto precedente: “state sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo” (che significa che anche i mariti devono essere sottomessi alle mogli in riferimento a Cristo). Tu mi obbietterai …. Ma allora , quello che è successo dopo ? Ne possiamo parlare, partendo anche da S. Agostino.
      Sul “Perdonami ma inadeguato e costipato emotivo sarà qualcun altro e non si capisce inoltre perché dovrebbe essere la donna inadeguata e non invece l’uomo naturalmente sempre in certe circostanze (che non si poi quali).” Non essere permalosa, poi sono d’accordo con te non è solo colpa della donna se è diventata umanamente zero,…. ha un equivalente in uomini da nulla. Sono degni compari.
      “Inoltre tu cosa ne sai della mia famiglia che è esattamente come io la desidero ed è migliore di tante altre.” Tu hai raccontato in precedente post che convivi da 7 anni e non sei sposata e che sei felice così. Io , dal mio punto di vista, intendo solo un tipo di famiglia aperta alla nuova vita.. Il resto mi sembra un egoismo a due. (ma comunque scusami… riconosco di aver scritto male)
      La discussione che non ricordi è stato in nostro primo post condiviso, se non fosse che litighiamo sempre è questo quasi un momento rosa. Tu ad un figlio che non si alza dal letto per pigrizia, dicevi che gli avresti parlato e gli avresti fatto capire ecc. Io ho vissuto la situazione, e mia moglie quasi la pensava come te ma l’ho risolta in maniera diversa (comunque niente botte). Ma ti assicuro che si ama lo stesso anche quando sembri cattivo e crei timore. E mio figlio oggi lo sa.
      Aggiungo in conclusione che nei miei post, forse per furore polemico assolutizzo il mio punto di vista , ma è evidente che non esiste “obbedienza” che non sia reciproca. Per questo quando scrivo della donna che si dona al proprio marito aggiungo “naturalmente si esige da questo un pari impegno”.

    • Toni scrive:

      @Filomena
      Ti ho risposto, ma sono sotto moderazione.

    • Fran'cesco scrive:

      Filomena,
      la tua risposta era per Toni, ma intanto dico la mia.
      Che alcuni ruoli nella famiglia siano legati al sesso e’ normale. Ti do’ una notizia, i figli nascono dalla donna.
      Poi possiamo discutere se e’ giusto che il cognome venga dal marito (ma sono questi i problemi reali?)

      Ti do’ un’altra notizia: in Italia il “capofamiglia” (che era tale solo anagraficamente) da tempo non e’ piu’ il marito.
      Tant’e’ vero che (purtroppo) “agli effetti anagrafici per famiglia si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune.” (DPR 30 maggio 1989, n. 223)
      Come fa ad essere un uomo se coabitano 2 donne???

      • Toni scrive:

        @ Fran’cesco
        non sottovalutare la cosa del cognome. La madre è una, il padre potrebbe essere chiunque. Dare il cognome del padre fissa un qualcosa che definisce meglio legami e famiglia (pone una certezza che ha poco a vedere con la subordinazione uomo donna, essendo una esigenza “tecnica”) . Filomena ed altri come lei hanno una idea di comodo di famiglia che altro non è che un prodotto culturale legato al momento. Domani, se la cultura umana (priva di “natura umana” e su questo non scherzano !) stabilisse che il cane è un marito o un figlio, per loro potrebbe andare bene.

        • Fran'cesco scrive:

          Toni,
          Ragionavo nell’ottica della nuova famiglia e del rapporto uomo-donna.
          Da tempo all’anagrafe il capofamiglia puo’ essere anche la donna… aggiungo purtroppo, perche’ tecnicamente il doppio cognome, il cognome a scelta (marito o moglie) etc etc apre a confusione e basta. Le cose importanti sono altre.

  4. filomena scrive:

    @Toni
    Su sant’Agostino ho fatto solo un esempio e visto che lo chiedi ti cito anche altre esternazioni di altri personaggi della Chiesa con anche i riferimenti di letteratura.

    Le radici culturali del cattolicesimo derivano dal diritto naturale e dall’antropologia biblica riportata nei Vangeli dagli Apostoli.

    San Paolo nella prima lettera a Timoteo, 2:11-15, ricorda a chiunque avesse dei dubbi che nella creazione dell’universo: prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo
    figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia
    (San Paolo Prima lettera a Timoteo, 2:11-15).

    Nell’Antico Testamento inoltre vengono anche definite le modalità con cui Eva dovrà scontare la pena per aver commesso il peccato originale: alla donna disse: Io moltiplicherò grandemente le tue pene e i dolori della tua gravidanza; con dolore partorirai figli; i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominerà su di te (Libro della Genesi 3, 16).

    Secondo i Vangeli, il Magistero e la Tradizione il giusto rapporto tra uomo e donna non può e non deve essere egualitario, ma complementare, come viene perentoriamente indicato dall’apostolo Paolo nella controversa lettera agli Efesini, citata nella Sacra Scrittura: mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come al Signore; il marito infatti è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa, lui, che è il Salvatore del corpo. Ora come la chiesa è sottomessa a Cristo, così anche le mogli devono essere sottomesse ai loro mariti in ogni cosa (Lettera di San Paolo Efesini 5:22-33).

    Queste teorie misogine, in realtà permangono a lungo all’interno della Chiesa e vengono ribadite dopo molti secoli anche da due suoi illustri personaggi.
    San’Agostino per esempio ritiene che: la donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell’ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio
    che gli inferiori servano i superiori.[..] (Questioni sull’Eptateuco, Libro I, § 153).

    San Tommaso d’Aquino invece arriva addirittura a sostenere contemporaneamente in una Summa Teologica, un principio di inferiorità fisica e spirituale della donna rispetto all’uomo: la donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito (SummaTeologica, 1,q. 92, art 1).

    Ti basta o devo continuare? La fonte del testo è una tesi di laurea che ha meritato 110/110

    • Toni scrive:

      @ Filomena
      Non continuare, perchè perseverare nell’errore è diabolico. L’errore risiede nell’ignorare ciò che ti avevo accennato nel precedente post (non l’avrai letto subito per via dell’ora e del moderatore) in merito a San Paolo il quale “ha scritto lettere apostoliche …. frutto del tempo e della cultura in cui sono state scritte …. sono lettere, e pertanto scritti occasionali. Non puoi pretendere un San Paolo AVULSO DALLA CULTURA DEL SUO TEMPO”. Corollario a questo errore, e mi meraviglia che glissi su questo aspetto, è l’influenza determinante della cultura greca prima e romana dopo che nell’assimilarsi nel cattolicesimo ne ha determinato la civiltà cristiana.
      La posizione di Sant’Agostino in merito alla donna è stata mutuata in toto da Aristotele, questo tizio nel Medio evo non era un semplice filosofo della natura, ma il filosofo della natura per antonomasia. Quindi non si poteva contraddirlo. Per Aristotele la donna sarebbe un maschio mancato perché anatomicamente priva di “cosino”.
      San Tommaso non si sogna di contraddire Aristotele e la sua grande intuizione ( ma neanche filosofi arabi prima di lui osarono tanto) . Ma precisa che “la femmina è un essere difettoso e manchevole” per quanto riguarda un aspetto fortuito della natura ( “natura particolare”). “Infatti la virtù attiva racchiusa nel seme del maschio tende a produrre un essere perfetto simile a sé, di sesso maschile, e il fatto che ne derivi una femmina può dipendere dalla debolezza della virtù attiva, o da una indisposizione della materia, o da una trasmutazione causata dal di fuori, p. es. dai venti australi, che sono umidi, come dice il Filosofo” (De gen. animal. 4, 21). Ma a differenza di Aristotele per quanto riguarda la dignità della persona ( “natura nella sua universalità”) “la femmina non è un essere mancato, ma è espressamente voluto da Dio in ordine alla generazione” (Somma teologica, I, 92, 1, ad 1). Nella questione 99 afferma che “la diversità dei sessi rientra nella perfezione della natura umana” (Somma teologica, I, 99, 2, ad 1). Ergo San Tommaso, pur se condizionato da Aristotele e non riesce a contraddirlo (sarebbe stato da presuntuosi a quei tempi ed anche dopo se ricordi cosa è successo a Giordano Bruno a Ginevra), ha accettato la sua affermazione solo a metà. Ma se avesse avuto le conoscenze che possediamo noi, non avrebbe accettato neanche quella.
      Tu, Filomena, che sei tollerante, certo non gli faresti una colpa a San Tommaso se solo nel 1827 Von Baer scoprirà che la donna interviene nella generazione di un nuovo essere umano nella medesima porzione del maschio. Se prima si pensava che solo il maschio fosse capace di generare e che la donna offrisse semplicemente il terreno di coltura. Se sull’ essere maschio e femmina si dava la colpa allo “scarso sforzo” della natura (per la generazione del maschio la natura compie il suo corso perfetto, mentre nella generazione della donna la natura si arresterebbe prima, e quindi concludevano che la donna sarebbe un uomo al quale manca quella cosa).
      Non poteva sapere San Tommaso che quest’eventualità dipendesse dall’incrocio del cromosoma maschile y o x con quello femminile (x).
      Per anticipare eventuali cavilli preciso sul valutare la cultura del tempo rubo a piene mani un esempio elaborato in un saggio di Fromm su Freud: Freud ha limitato la portata delle sue scoperte per i limiti posti dalla sua epoca sul piano concettuale ed emotivo . Per questo nevrosi , io, super io, inconscio, venivano intrise dalla repressiva (sul piano sessuale) cultura vittoriana della sua epoca. E’ uguale per San Tommaso, ….. certi pensieri, nonostante l’intuizioni , non raggiungono tutta la loro portata. Non dare colpe a San Tommaso, Sant’Agostino, San Paolo) come non li daresti a Freud.
      Ti basta o devo continuare? Ma mia di fonte del testo non è una tesi di laurea che ha meritato 110/110, ma il mio diploma di geometra.

      PS San Tommaso venerava , con sincera devozione “l’imperfetta” Beata Vergine Maria e “l’imperfetta” sant’Agnese (aveva una reliquia sempre con sé ) … Filomena , un poco di di elasticità mentale e …. lascia in pace la Chiesa.

    • Toni scrive:

      Mi stanno moderando… ma aspettami.

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