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Risoluzione Onu pro famiglia. L’Italia si è opposta «per unità col resto d’Europa». Ma scherziamo?

luglio 8, 2014 Francesco Belletti

Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Non è questa l’Europa che vogliamo

onuLo scorso 25 giugno il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha votato, in occasione del XX anniversario dell’Anno internazionale della Famiglia, un documento che caldeggia la promozione della famiglia. Un testo molto prudente, quasi ovattato che ribadisce e si premura di specificare che si tratta di principi già affermati, «che la famiglia è l’unità naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato». Un testo al quale nessuno avrebbe potuto dire di no.

Eppure il no è arrivato dai Paesi dell’Unione europea, Italia compresa. Hanno cercato di inserire nel testo frasi per allargare la definizione di famiglia, parlando di «varie forme di famiglia». Ma le mozioni di questo tenore sono state tutte bocciate. Il documento finale riafferma così che è della famiglia «la responsabilità primaria di nutrire e proteggere i bambini e che i bambini, per lo sviluppo completo e armonioso della loro personalità, devono crescere in un ambiente familiare e in un’atmosfera di felicità, amore e comprensione». Con buona pace di chi i bambini li vorrebbe rieducare alla logica del gender fin dalle elementari.

Ma ancora di più si è deciso di creare un gruppo di lavoro per promuovere dei riferimenti positivi alla famiglia e invertire la tendenza che negli ultimi tempi l’ha vista solo come centro di conflitti, problemi e violazione dei diritti umani e di organizzare una tavola rotonda mondiale sulla protezione della famiglia e dei suoi membri.

Qualche riflessione sorge spontanea. Perché l’Italia è stata contraria? Per unità con il resto d’Europa, rispondono alla Farnesina. Ma scherziamo? Si è capito ormai di che panni vestono gli euro-burocrati e che vento tira tra i Paesi di riferimento, e i nostri rappresentanti si affidano alla corrente senza uno straccio di consultazione con l’Esecutivo, sarebbe questo il modo di esercitare la leadership italiana in Europa? E se questa consultazione c’è stata la situazione si fa ancora più grave…

Non è questa l’Europa che vogliamo. Con questo voto l’Italia si è schierata con i Paesi ricchi e le lobby economiche e malthusiane che li rappresentano. Dall’altra parte c’è tutto il resto del mondo, quello povero, certo, ma anche quello socialmente ed umanamente vivace. E i nostri rappresentanti scelgono di stare dalla parte degli oppressori, schiavisti ieri e neocolonialisti oggi, dalla parte che il cammino della storia e della civiltà ha già condannato. Da un governo di sinistra non ce lo saremmo mai aspettati.

Francesco Belletti è presidente Forum associazioni familiari

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25 Commenti

  1. Giovanni Cattivo says:

    Eddai! Se la risoluzione avesse contenuti che non condividete direste che è stata votata dai paesi islamici e dalle dittature comuniste e nazionaliste di Russia e Cina

  2. Gianfri says:

    Chi sono i rappresentanti dell’Italia all’ONU? Sono liberi di votare qualsiasi risoluzione a loro piacimento? Con quale diritto parlano e votano a nome dell’Italia? Che rapporti hanno con il governo italiano? Chi ha dato disposizione di votare contro il documento che caldeggia la promozione della famiglia? E’ possibile avere informazioni documentate in merito?

    • erminio vincenzo says:

      Esimio Gianfranco, i rappresentanti dell’Italia all’ONU devono votare rispecchiando la volontà del popolo italiano e non il vezzo del carpe diem

    • dosto bietola says:

      Puoi levarti dai coglioni insieme ai tuoi amici ciellini se l’italia non ti rappresenta. Nessuni verrà a cercarvi tranquillo.

  3. luca says:

    è esattamente questo il problema di avere al capo dell’onu il rappresentante di un paese in cui se uno è solo sospettato di omosessualità (anche non praticata) va in galera a vita!!!

    • Luca says:

      E’ esattamente questo il problema: che sono finiti i donuts e non so che cosa mangiare.

      • Giovanni Cattivo says:

        Potresti fare come me che sono komunista, mangia bambini 🙂

        • luca says:

          ci vuole tanto a capire che il luca dei dunnats non sono io? va bè, una riconferma della vostra intelligenza.

          non posso neanche più fare il comunista mangia bambini da che sono diventati i vostri migliori alleati. da che putin ha messo le leggi anti-gay voi avete cominciato a guardarlo (e a scriverne qui sopra) come un sant’uomo

        • erminio vincenzo says:

          pane e pomodoro, almeno finché c’è!

    • luca says:

      scusate, non capisco il vostro punto… mica si parla di famiglia etero, famiglia uomo donna o famiglia “tradizionale”… si parla solo di famiglia. mi sembra ovvio che quindi almeno in tutti i paesi in cui i gay possono sposarsi questi sono una famiglia…
      fossi in voi starei poco allegro, a me sembra più un invito a lasciar perdere forme alternative di riconoscimento come i pax (esistono solo per far contenti voi) e parlare direttamente di matrimonio e status di famiglia (anche gay quindi)

  4. filomena says:

    Certo che voi cattolici estremisti siete fissati con le famiglie gay, che sono in effetti una minoranza e che con la crisi del matrimonio non centrano nulla se non altro per una questione di numeri. In realtà il calo dei matrimoni a favore delle convivenze è dato dalle coppie eterosessuali che considerano l’istituto del matrimonio uno strumento legislativo arcaico e non più rispondente ai bisogni della popolazione. Le unioni civili che si vogliono oggi introdurre potrebbero a mio avviso chiamarsi matrimonio riformato e probabilmente potrebbero rappresentare quello che oggi ci si aspetta da una unione tra due persone a prescindere che siano gay o meno.

    • Menelik says:

      A mio avviso non è calato perché percepito “….strumento legislativo arcaico e non più rispondente ai bisogni della popolazione….”
      Assolutamente NON la vedo così.
      E’ calato per una cosa: L’INCERTEZZA DEL FUTURO DELLE NUOVE GENERAZIONI.
      Sono tanti i giovani che si vogliono sposare, ma non se lo possono permettere.
      Perché sono disoccupati o hanno lavori con contratti da precario, che non ti danno futuro.
      E a moglie e figli cosa do da mangiare, se non ho lavoro?
      E dove li alloggio, se non posso pagare un affitto?
      In quanto ad acquistare una casa….non ne parliamo neanche.
      Ecco perché.
      Sono i soldi, non la cultura, la spiegazione.
      Il lavoro è ciò che conta, che da sicurezza, che ti fa vedere un futuro migliore.
      La cultura, è solo un corollario per cammuffare da scelta, una decisione obbligata da motivi materiali e contingenti.

      • filomena says:

        @Menelik
        La scarsità di posti di lavoro è sicuramente uno dei fattori che non consentono di staccarsi dalla famiglia di origine e concordo sul fatto che il lavoro rappresenta la dignità delle persone e consente loro una vita autonoma. Va detto però che il numero di matrimoni è in calo da ben prima della crisi economica e che invece le risorse bene o male per mettere su casa sia pure con fatica si trovano per convivere come dimostrano le indagini demoscopiche. Sinceramente noni è piaciuto il tuo modo di esprimerti quando hai detto in sostanza che non ci si sposa perché non puoi mantenere moglie e figli. In primo luogo come donna (se non per perdita involontaria del lavoro) non mi farei mantenere da nessuno men che meno da mio marito e poi i figli si possono fare quando si raggiunge una stabilità economica ma questo non significa che non si è una famiglia. Si fa un passo alla volta. Questa è oggi la concezione della famiglia e il matrimonio come lo intendete voi non risponde più alle necessità della maggioranza delle persone.

        • Giannino Stoppani says:

          “A mio avviso non è calato perché percepito ‘….strumento legislativo arcaico e non più rispondente ai bisogni della popolazione….”

          “Questa è oggi la concezione della famiglia e il matrimonio come lo intendete voi non risponde più alle necessità della maggioranza delle persone.”

          La differenza tra Menelik e te, al netto della divergenza di opinione, risiede tutta in quel “a mio avviso” che l’Imperatore di Etiopia premette ai suoi ragionamenti.
          C’è chi lascia cadere dall’alto i propri sfondoni ideologici “per vedere di nascosto l’effetto che fa” e chi offre alla discussione la sua opinione.
          Eh, sì.
          Magari poi un giorno, se non andremo “fuggendo di gente in gente”, sapremo perché “la concezione della famiglia e il matrimonio come lo intendete voi ” oggigiorno pare esercitare attrattiva solo per i gay…

        • Toni says:

          Se una donna si vuole “fare mantenere” per crescere i figli perché non dovrebbe farlo se è felice? credi che la sua esistenza si impoverisce ?. E’ scritto da qualche parte che lo schema giusto di esistenza è quello tuo? Non credo che donne che hanno fatto scelte diverse sono necessariamente più riuscite nella vita.
          Ma oltre a ciò non c’è nulla di vetusto nel matrimonio la sua crisi è legata al fatto che si è “lavorato” per creare una cultura contro il matrimonio. La crisi è figlia dei miasmi dei sessantottini e del loro creativo “faccio come mi va” ritenendo che la capacità di assumersi responsabilità nella vita è coercitivo.

      • Ale says:

        @Menelik ma che dici abbiamo un bell’articolo di Tempi.it su una “Normalissima Famiglia felice con Otto Figli” che dimostra come Non Costi Poi Molto Mettere Al Mondo E Mantenere 8 figli tra Pulmino, Corsi di nuoto, corsi di ginnastica mutui per case di proprietà .. E te che te ne esci sostenendo che la gente Non si Sposa Perché Costa Mantenere un Nucleo Banale di due Adulti e massimo uno due figli..

      • mariobon489 says:

        E come spieghi il fatto, incontestabile, che il declino della famiglia e cioè, separazioni in aumento, diminuzione dei matrimoni, riduzione del numero dei figli per coppia, ha avuto inizio, non con la crisi economica, ma, al contrario, come è ben documentato statisticamente, dall’aumento del benessere diffuso, delle possibilità economiche a sempre maggiori strati della popolazione. Sembra in sostanza – ma è una conclusione che lascio ai sociologi – che la diffusione del benessere disincentivi l’impegno verso verso la famiglia, con conseguente calo demografico che ci ha ormai fatto diventare un paese di vecchi, creando altri problemi sociali ed economici e sanitari. I guai non vengono mai da soli, ma sempre in buona compagnia.

  5. augusto says:

    Il governo renzi è un fantoccio in mano alla troika, possono definirsi “di sinistra” o in qualsiasi altro modo , ma la sostanza non cambia.

  6. erminio vincenzo di pierro says:

    Possibile che pur di sentirsi parte di questo “nulla sovrannazionale” chiamata UE bisogna dimenticare le proprie origini?
    – E’ proprio indispensabile abiurare la propria fede in Dio per sentirci al passo coi tempi, sacrificando la prima cellula del suo infinito amore per l’essere umano che è, di fatto, la famiglia sin dalla creazione?
    – Chi di voi ha mai impedito a due gay di convivere? Per rispetto nei loro confronti, mandiamo in galera chi osa dissentire dai loro pensieri? I Gay-pride sono osannati, riveriti e sponsorizzati anche da quelle amministrazioni comunali come Palermo che ha un bilancio con una voragine infinita e che per mancanza di fondi, nega il sussidio ai suoi cittadini, mentre qualsiasi altra manifestazione cattolica avversata?
    – Chi si sente orgoglioso di questo scempio posto in essere da coloro che non vogliono staccarsi dalla poltrona del comando? Chi?

  7. Danni says:

    Bisogna diffondere i nomi di questi nostri rappresentanti. La gente che li ha votati dive sapere quello che fanno.

  8. mariobon489 says:

    E invece sì. E’ proprio da un governo di sinistra che io mi aspetto le più incredibili c………te, come quella appena illustrata. Il fatto è che a sinistra, a fare aggio sul cervello di una persona normale è l’indottrinamento ideologico ed il timore di assumere posizioni che si distaccano dalla massa dei “buroidioti” (ho appena inventato un nuovo neologismo). Ma poiché dalla Farnesina non è arrivata nessuna sconfessione dell’atteggiamento dei nostri rappresentanti, ma solo una giustificazione, bisogna necessariamente concludere che il nostro democratico governo (che sappiamo largamente votato dagli italiani) condivide ed approva. Siamo veram3ente ben messi!

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