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Referendum. Il video degli attori no-triv è un poetico centone di balle

aprile 6, 2016 Emanuele Boffi

Invitano a «fermare le trivelle» e a incontrare «qualche sirena». Ma gli artisti di Greenpeace fanno solo disinformazione

Ci sono Ficarra e Picone, Claudia Gerini, Elio Germano, Nino Frassica, Valeria Golino, Flavio Insinna, Noemi, Piero Pelù e altri. Sono gli attori che hanno prestato il loro volto per la campagna di Greenpeace a favore del “sì” al referendum del 17 aprile. Il filmato invita a «fermare le trivelle», a «difendere il nostro mare», a continuare ad ascoltare «il rumore delle onde» di modo che, magari, un giorno, potremo incontrare «qualche sirena».
Va bene la poetica semplificazione del messaggio, d’accordo che da un filmato di pochi minuti non si possa pretendere precisione scientifica, ok che siamo su Youtube e non a un congresso di esperti, ma almeno una – una! – cosa vera i nostri artisti potevano cercare di comunicarla.

QUALI TRIVELLE? Chi voterà sì, non fermerà nessuna trivella, per il semplice motivo che non c’è nessuna trivella da fermare. Il quesito posto dal referendum – come vi spiegheremo più diffusamente sul settimanale Tempi in edicola da giovedì 7 aprile – non è sulle trivelle, ma sulle concessioni; non riguarda le perforazioni, ma le piattaforme offshore.
Appunto: da nessuna parte si parla di trivelle ma solo di piattaforme e, per di più, solo di quelle poste a 12 miglia (circa 22 chilometri) dalla costa. Quelle più lontane potranno, indipendentemente dall’esito del voto, continuare la loro attività. E non riguarda nemmeno “nuove” fantomatiche trivellazioni entro le 12 miglia, già vietate per legge.

REFERENDUM. Chi vota sì vuole che le piattaforme attive entro le 12 miglia, una volta terminata la concessione (alcune scadono tra pochi anni, altre tra una trentina), rinegozino la loro permanenza con le Regioni e lo Stato. Ergo, non è nemmeno detto che tali estrazioni si debbano interrompere: potrebbero proseguire se la concessione fosse rinnovata.
Chi vota no, oppure se il referendum non raggiunge il quorum, lascia tutto come è ora. Le compagnie possono continuare a estrarre olio o gas fino all’esaurimento del giacimento.

Foto Ansa


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13 Commenti

  1. Sasso Luigi scrive:

    Vorrei che qualcuno mi consigliasse. Fra votare NO e non votare, qual è la migliore strategia?

    • Domenico scrive:

      La cosa migliore e’ astenersi in modo da far fallire completamente il referendum.

    • Cristiano scrive:

      Io vedo cosa succede nei giorni precedenti.
      Se è prevista una grossa affluenza, vado e voto NO, altrimenti la mia idea è quella di non andare per non far raggiungere il quorum, che ne dici?

    • Su Connottu scrive:

      ASTENSIONE

    • patrizia merialdi scrive:

      Votare è un nostro diritto.Io voterò.
      Voterò SI affinché le concessioni per estrazione di idrocarburi entro le 12 miglia abbiano come tutte le altre SCADENZA CERTA.
      Voterò SI affinché LA BONIFICA delle aree marine, prevista a fine concessione, sia concretamente REALIZZATA A SPESE DEL CONCESSIONARIO e non venga rimandata “SINE DIE”.
      Voterò SI per limitare la ricerca di nuovi giacimenti da parte di impianti improduttivi o esausti dopo più di trent’anni di estrazione, ricerca che avviene con immissione di fanghi e solventi ad elevata pressione e notevole profondità nel sottosuolo.

  2. mamifacciailpiacere scrive:

    Ma gli attori facessero gli attori ! se ne sono capaci …. Di messaggi ne abbiamo piene le p…

    • beppe scrive:

      questo genere di artista , senza arte nè parte, può sperare di vivacchiare solo ammiccando continuamente al potente di turno, senza sbagliare mai una dichiarazione o un endorsement….sono dei leccapiedi del potere, e chi li ascolta e li segue mi fa più pena di loro.

  3. Menelik scrive:

    Per me il problema non si pone nemmeno: non farò 900 km tra andata e ritorno per uno stupidissimo referendum.
    Li farei per le politiche o le comunali, ma per uno dei tanti referendum mai e poi mai.
    Comunque io vedo molto favorevolmente tutto ciò che possa arrecare un qualche danno monetario agli sceicchi del petrolio ed i loro aguzzini.
    Dunque petrolio e metano italiano? Ben venga.
    Fosse per me farei anche torio italiano, come voleva Rubbia.
    In quanto alle onde, no problem, ci saranno uguale come adesso.
    Sulle sirene, invece, dubito fortemente, a meno che non sei flippato di trip.
    In quel caso, però, le vedi anche con le piattaforme.

  4. Menelik scrive:

    “Leggo di fantomatici esperti che ne sparano di tutti colori sul referendum, personaggi che non hanno la più pallida idea di come funziona un giacimento, come si sfrutta, qual è la sua vita utile, come funzionano le concessioni.
    Comincio a non poterne più di questa gente e penso che rappresenti il peggio dell’Italia, ambientalisti col petrolio degli altri”.

    Lo copioncollo direttamente da FB, tal quale.
    Lo so, non dà spiegazioni.
    Sarebbero lunghe ed esaustive.
    La persona che ha scritto questo post è laureato in Geologia, borsista all’univ. di FE, collabora con una ditta che si occupa di prospezioni petrolifere.
    Con loro, è andato più volte in trasferta in Norvegia e in Kurdistan.
    In passato gli è stato affidato un lavoro di stima di oro in una miniera di rame, in una zona desertica delle Ande.
    Investigare giacimenti minerari è la sua professione, e dell’argomento ne sa incomparabilmente di più di tutti i politici messi assieme.
    Con lui ho fatto un corso di GPS e sono stato “alle sue dipendenze” (non retributive, per quello in brackets) in ricerche di ambito geochimico nel recente passato.
    E’ per quello che lo conosco abbastanza bene e devo dire di fidarmi della sua competenza.
    Per privacy non dico chi è….ma è un personaggio, un tecnico di alto livello nel settore minerario italiano.

    • Patrizia Merialdi scrive:

      Spacciare il parere di chi lavora nel settore petrolifero come verità assoluta può solo essere suggerito dalla disistima nei confronti di chi legge. Legittimo tutelare i propri interessi di lavoro, meno legittimo far cadere dall’alto le proprie affermazioni.

      Con l’ASTENSIONE DAL VOTO o con il NO le concessioni in essere entro le 12 miglia SARANNO AUTORIZZATE SENZA LIMITE DI TEMPO, diversamente da quelle comunitarie, nonostante NUOVE CONCESSIONI SIANO VIETATE PER LA NOCIVITÀ AMBIENTALE. LA BONIFICA, prevista a fine concessione, POTRÀ ESSERE RIMANDATA PER IL TEMPO CHE IL CONCESSIONARIO RITERRA’ UTILE.
      VOTANDO SI lo sfruttamento energetico entro le 12 miglia cesserà a concessione scaduta (nutro alcune riserve sull’ autorizzazione di proroghe da parte delle Regioni, previste dalla normativa vigente). A fine concessione le piattaforme saranno rimosse e LE AREE BONIFICATE DAGLI EX-CONCESSIONARI.
      La nocività ambientale delle estrazioni di idrocarburi entro le 12 miglia si manifesta con subsidenza delle coste e inquinamento acque con conseguente alterazione di ecosistemi marini.
      La produzione energetica di questi impianti è modesta (inferiore al 2% dei consumi nazionali), meno di un centinaio in tutta Italia i relativi posti di lavoro. Decisamente più numerosi potrebbero essere i posti di lavoro creati nel settore delle rinnovabili dando PRIORITÀ A STRATEGIE ENERGETICHE SOSTENIBILI, richieste dalla Conferenza di Parigi sul clima.

  5. Antonella Facco scrive:

    Il problema è anche politico! Renzi ha affermato sorridendo che (per lo scandalo che riguarda ancora Ministri ed amici del suo Governo) non lo manderanno a casa neanche questa volta: faranno un po’ di show per “campagna elettorale” e poi smetteranno tutti, perché per Grillini, Lega e tutti gli altri, che hanno parlato di mozione di sfiducia, ciò che conta sono le poltrone. Io voto contro perché non sarà un danno economico e servirà a togliere un po’ di protagonismo dittatoriale al Presidente del Consiglio, già ora, prima dei Referendum più importanti.

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