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Ramona, la cattolica americana e direttrice di una clinica abortiva che ha aperto gli occhi: «Basta, mi licenzio»

maggio 10, 2015 Benedetta Frigerio

La storia di Ramona Trevino, arrivata a capire che «alla Planned Parenthood delle donne non importava nulla. Erano interessati solo ai soldi»

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Non capita tutti i giorni che la direttrice di un centro abortivo, invece di cacciarli via, chieda di pregare a una schiera di pro life, radunati a dire il rosario all’esterno di una clinica della Planned Parenthood. È quello che è accaduto nell’aprile del 2011 a Sherman, in Texas. La vicenda è raccontata nel libro di recente pubblicazione Redeemed by Grace, scritto dalla protagonista della vicenda, Ramona Trevino.

LA RADIO. La donna, da anni impiegata nella clinica abortiva texana, è stato promossa a direttrice nel 2011. Appena assunto il nuovo incarico, però, cominciò a provare una tristezza profonda: «Cosa c’è che non va, Mona?», si chiese sul tragitto di casa dopo il primo giorno di lavoro come direttrice. In auto, al posto della musica, aveva cominciato ad ascoltare un’emittente cattolica «scoperta solo quattro mesi prima», perché «i programmi mi sfidavano e attraevano nello stesso tempo». Un giorno alla radio sentì queste parole: «La contraccezione è la strada all’aborto, (…) saremo tutti davanti a Dio e penso che ci chiederà: cosa hai fatto?». In quel momento, scrive la donna, «mi feci piccola, era come se Dio stesse parlando a me».

«NON È TARDI!». Tornata a casa scoppiò in lacrime confessando al marito di temere «per la mia anima», perché «è come se mi cadessero delle squame dagli occhi (…) e vedo che tutto quello che ho fatto finora è sbagliato». A Trevino tornarono alla mente le «centinaia di donne» che «cercavano risposte e venivano per trovare qualcuno che desse loro un po’ di speranza». Invece «io gli davo depliant sul sesso sicuro e scatole di pillole».
Anziché aiutarle, «avevo solo peggiorato le cose per ognuna di quelle giovani preziose donne». Disperata, mentre il marito la tranquillizzava offrendole il suo sostegno per cambiare vita, cominciò a sentire dentro di sé una voce che la confortava: «Non è troppo tardi! (…). E provai la pace di stare con Dio».

CATTOLICA ADULTA. Eppure, a differenza di Bernard Nathanson, il primo “convertito” alla causa pro life che svelò le strategie con cui «in soli 5 anni riuscimmo a costringere la Corte Suprema degli Stati Uniti ad emettere la decisione che nel 1973 legalizzò l’aborto», il background di Trevino non è assolutamente quello di un’anticlericale. Anzi, a 12 anni capì che voleva farsi suora come la piccola Bernadette di Lourdes, ma come scrive «un seme piantato nella terra senza il giusto nutrimento non può dare frutto». A 16 anni poi rimase incinta. Non pensò mai all’aborto, ma crebbe come una cattolica convinta che «ognuno ha la sua opinione» e che «se fossi stata pro life allora avrei giudicato qualcuno». Perciò, di fronte al fatto che la Planned Parenthood offriva uno stipendio alto per lavorare solo tre giorni alla settimana, Trevino decise di accettare.

I COLLOQUI. «Mi dicevo che in fondo non contribuivo direttamente all’aborto», dato che la sua funzione era solo quella di fare colloqui. Sebbene «dopo la mia prima consulenza andai nel mio ufficio e piansi. Fu molto difficile, molto, molto dura. Mi sentii davvero in colpa». Ma poi «la mia vita era comoda» ed «è così che il maligno ci inganna, cerca di dipingere un bel quadro di, “beh, questo è un bene per te, questa è una bella immagine, è tutto perfetto in questo momento”. Perché rovinare una cosa buona?».

«NON GLI IMPORTA DELLE DONNE». Trevino andò avanti, finché la Planned Parenthood non le chiese di incrementare il budget facendo più consulenze: «Fu una delle cose che mi permisero di cominciare a vedere che delle donne non gliene importava nulla e che erano interessati solo ai soldi». A influire sul suo cambiamento sono stati anche i video nascosti pubblicati dall’associazione pro life Live Action, che mostrano come alcune dipendenti delle cliniche della Planned Parethood non si facciano problemi a spingere delle minorenni, nel caso di un famoso video attrici presunte schiave della prostituzione, ad abortire per coprire i colpevoli. Di fronte allo scandalo, i responsabili delle cliniche del Texas furono radunati. Trevino si aspettava un incontro per individuare i responsabili, invece furono date istruzioni su come proteggersi da ulteriori tranelli della Live Action. «A quel punto tornai e andai dalla mia collega dicendole: “Basta. Questo è tutto. Devo trovare un altro lavoro”».

LA LETTERA DI DIMISSIONI. Così si arriva a quel giorno del 2011, quando Trevino chiese ai pro life di pregare per lei. Lo fece perché aveva ascoltato alla radio la storia simile di Abby Johnson, l’ex abortista salvata dalle suppliche dei pro life. «Ricominciai a pregare anche io. Dopo tre giorni, fui guarita dalla cecità». Una settimana dopo Pasqua, il primo maggio, Trevino trovò il coraggio di licenziarsi: «Il 6 maggio lasciai la mia lettera di dimissioni sulla loro scrivania e mi assicurai che tutto fosse in ordine. Misi le mie chiavi sul tavolo. E questo era tutto. Non mi sono mai più voltata indietro».


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42 Commenti

  1. angela scrive:

    capito, monsignor galantino? si comincia ascoltando e guardando i volti inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche dove si abortisce. e MONA lo potremmo dire a lei, MONsignore.

    • Cisco scrive:

      @Angela
      Concordo pienamente.
      Peraltro Planned Patenthood e’ una associazione a delinquere finanziata da Obama: bisognerebbe chiamare MONA soprattutto l’inventore del “#Loveislove”.

  2. Emanuele scrive:

    …strano, ancora non leggo le repliche dei nostri amici love-is-love… già me le immagino: una rondine non fa primavera, è un ipocrita, se prima la pagava la clinica ora la paga il vaticano, etc., etc.

    • Michele L scrive:

      Lei baruffa da solo. Si può lottare contro l’aborto e l’eutanasia e allo stesso tempo si può essere per la laicità dello stato e per il riconoscimento delle unioni anche tra persone dello stesso sesso, senza dunque rinunciare al valore della vita umana (che non si riduce alla filiazione).
      La destra europea ha molti esempi concreti di una tale corrente di pensiero.

      • To_Ni scrive:

        Ma di fatto non è così. Di solito quelli che amano l’aborto e l’eutanasia sono nel contempo per divorzi brevi e brevissimi, per i matrimoni e l’adozione gay e portano con se una idea di laicità che mira ha defraudare gli altri della propria identità (pensando che la sua è “bella e giusta”).
        Vengono tutti dalla stessa cava.
        Certo poi c’è quello che si distingue, arzigogola, prende le distanze, dice che non è inquadrato in nessuna ideologia…. balle…. è un illiberale aggressivo travestito da coniglio.

        • Michele L scrive:

          Illiberale? Aggressivo? Posi lo specchio To_Ni.
          Io non sono il suo mulino a vento. Chi lavora nella cava è lei, che cerca un avversario anche là dove non ce n’è. E poi sono io quello aggressivo! 😀

          • To_Ni scrive:

            Carissimo Michele L ,
            non cerco avversari, sono sincero verso chi non sa dare il giusto peso a quello che scrive, pensando che la civiltà ed il rispetto del prossimo passi attraverso semplici formule di cortesia.

            Qualche volta mi informi su quale dizionario hai trovato la “lapalissiana” definizione di “religione”.

      • Emanuele scrive:

        …bene mi fa piacere che tu sia contrario sia all’aborto sia all’eutanasia.

  3. Nino scrive:

    quali repliche ti aspettavi? è una persona, ha fatto una scelta, come tutte le scelte personali vanno rispettate

    • To_NI scrive:

      Tu rispetti tutte le scelte personali?
      E’ una frase impegnativa.
      Non tutte le scelte hanno lo stesso peso. C’è la scelta di chi sta con il più forte , che lo porta ad essere garantito e coperto ed alla moda. Quella di Ramona è diversa , va in tutt’altra direzione e pretende coraggio.

    • Emanuele scrive:

      …mi pare vi un po’ meno sicuro sulle scelte personali degli obiettori… ma forse mi ricordo male. Può darsi ti confondo con altri, se così fosse scusami.

      • Nino scrive:

        Io rispetto pienamente la scelta dei medici obiettori … non condivido la scelta dello stato di assumerli, da quel punto di vista è lo stato che sbaglia, non certo il medico obiettore. E lo so che mi obietterai che così gli si impedisce di lavorare, ma non è vero. Gli si impedisce di avere un particolare tipo di impiego che è incompatibile con le sue opinioni. Per fortuna un ginecologo ha moltissime opportunità di lavoro anche in campo privato, non è obbligato a lavorare nel pubblico. E’ come dire assumere un medico testimone di geova in ospedale e consentirgli di non effettuare trasfusioni perché contrarie alla sua religione

        • Michele L scrive:

          Penso sia il modo sbagliato di risolvere la questione. Se assumiamo tutti medici obiettori finiremo come nell’epoca dell’illegalità con ferri da maglia che trafiggono i feti. La via è quella della responsabilizzazione sociale della gravidanza.
          Ma d’altra parte la scelta dell’obiezione di coscienza è nobilissima, che va rispettata. Il fatto è che non è questo il punto.
          Una gravidanza dovrebbe essere una responsabilità per tutti, non solo per la donna. Ogni donna che sceglie l’aborto lo fa perchè il suo passato è costellato di dolore e sofferenza. Cancelliamo questo dolore, cancelliamo questa sofferenza e cancelleremo gli aborti. Utopia?
          Non credo proprio. Credo che sia l’unica via, per sconfiggere non solo la piaga dell’aborto, ma anche molte altre che sorgono dall’emarginazione, dalla de-responsabilizzazione, dall’individualismo, dalla celebrazione del possedere sull’essere. Finchè non si risolverà il problema alla radice, non ci sarà mai una soluzione.
          Concretamente? Reddito di cittadinanza, rendere l’evasione fiscale un reato penale, IVA progressiva sul valore medio della merce (i prodotti di lusso pagano via via più imposte), dazi verso le nazioni che non rispettano i diritti sul luogo di lavoro (contro la “cinesizzazione” del lavoro europeo), 50% dei voti nelle S.p.A. ai dipendenti dell’azienda, aiuti alle aziende solo sotto forma di beni immobili che vengono persi in caso di delocalizzazione, eredità limitata a 100 volte il patrimonio mediano (ciascuno sia l’artefice della sua fortuna), sgravi fiscali progressivi sul lavoro femminile in proporzione alla disoccupazione femminile per quel settore (contro la disoccupazione femminile), ritenuta fiscale alla fonte per i redditi locali di multinazionali straniere (contro l’evasione fiscale internazionale), e via di questo passo, verso una maggiore giustizia sociale.

          • To_Ni scrive:

            “Ogni donna che sceglie l’aborto lo fa perchè il suo passato è costellato di dolore e sofferenza”

            SVEGLIA!!!

            su questo sito sono passate Filumene che hanno paragonato il “feto” alla proprietà della “suola” di scarpa, ad un “parassita” mangia a sbafo (Lena ) ad un distruttore di donne.

            • Michele L scrive:

              Appunto.

              • To_Ni scrive:

                E’ una finezza la tua? Vuoi darmi ad intendere che è perché sono lacerate dal “dolore” che le porta a reputare il bambino ad un “parassita”?

                • Michele L scrive:

                  No?

                  • To_Ni scrive:

                    lo pensi? ….dai…. che tenero!

                    • Michele L scrive:

                      Sì. Lei no?

                    • To_Ni scrive:

                      Ovvio che no (benché esistono quelli che lo fanno per necessità … ma delle quali si curano in pochi). Non è la causa sufficiente a spiegare quello che succede.
                      Non hai colto la bellezza nell’inneggiare al “diritto”?
                      Quel sapiente passaggio da soppressione a “rimozione” di una escrescenza organica?

                      Così mi spiazzi

                      PS: Credi nel mito “buon selvaggio”?

          • Emanuele scrive:

            …i ferri da maglia esistono ancora. In Italia si stimano 30.000 aborti clandestini l’anno (soprattutto tra extracomunitarie , prostitute, etc.). Sveglia!

            Il male non si combatte con il male, ma con il bene: sostegno alle madri, abolizione della prostituzione e relativa tratta, commercio di esseri umani, esaltazione della maternità, tutele sul lavoro…

            In Italia ci sono migliaia di genitori disposti ad adottare… Questi bambini li facciamo almeno nascere e li affidiamo a chi li ama? Lo facciamo con i cani abbandonati, non possiamo farlo con gli esseri umani?

        • To_Ni scrive:

          Nino

          Certo, candido Nino, civilissimo come sempre. Lo Stato non dovrebbe assumerli gli obbiettori e lo Stato può rimodellare come vuole la professione dei medici. Se domani stabilisse di sopprimere (naturalmente dopo un consenso stabilito democraticamente) un neonato…. potrebbe farlo. Ed i medici, fino al giorno prima semplici abortisti, devono adeguarsi per riconoscere il nuovo diritto.

          Nino….sei una bellezza ed una garanzia per l’umanità

          • Nino scrive:

            @To_Ni: lo stato, nel momento in cui fa una legge, dovrebbe fare in modo di renderla operativa. A mio avviso la norma sulla obiezione di coscienza andava benissimo (anzi era doverosa) come norma transitoria, per salvaguardare chi operava già negli ospedali pubblici ed era per coscienza contrario all’aborto, ma non come norma definitiva.

            Poi, a proposito della operatività di una legge, ci sono molte cose nella 194, relative alla prevenzione, che sono purtroppo rimaste solo sulla carta. E lo stato ritiene di essersi ripulito la coscienza con la legge 194 dimenticando che ogni aborto è un fallimento della società, e quindi dello stato che questa società rappresenta

            • To_Ni scrive:

              Mi sembra che ti ho posto in termini chiari la mio obbiezione. O no?

              Ma con te devo sempre impegnarmi più del giusto. Parto da lontano e ti chiedo: Quali sono i limiti “democratici” che ha lo Stato ha per legiferare ?

              • Nino scrive:

                Cosa intendi per limiti “democratici” ? Lo stato legifera per mezzo dei legislatori che, in democrazia, sono eletti dai cittadini e ne rappresentano gli interessi.

                • To_NI scrive:

                  La democrazia ha limiti nel legiferare?

                  • To_Ni scrive:

                    O se preferisci:
                    Il popolo sovrano, per mezzo dei propri rappresentanti, ha limiti a legiferare?

                    • Nino scrive:

                      bè … la risposta, banale, è che il limite è dato dalla costituzione. Tanto è vero che quando questo limite (più o meno consapevolmente) viene superato dal legislatore la corte costituzionale provvede a riportare il corpus legis nell’ambito costituzionale

                    • To_Ni scrive:

                      Che dolce che sei, …. mi dai la risposta molto banale. Ma non mi aspettavo di meglio.
                      Mi vuoi dire che se fosse spostato, per legge democratica, i “termini” di 90 gg per abortire e li portassero a 8 mesi … la corte costituzionale si incazza e dice: “No e poi NO…. non esagerate !!!”

        • Emanuele scrive:

          Nino,

          giusto mettere i puntini sulle i… Le scelte personali vanno rispettate, ma solo se avvengono nella vita privata. Guai dare a loro una visibilità pubblica. Insomma, rispetto sì, ma solo a parole…

          O meglio, forse intendi rispetto a corrente alternata: limitato, quando una categoria vuole il riconoscimento del diritto di obiezione (cosa prevista ancor prima della legge 194 dal codice deontologico ); assoluto, quando si tratta di riconoscere i diritti degli omosessuali (questi sì, regolabili solo con contratti privati).

          …bene, grazie per le precisazioni.

          • Nino scrive:

            No, non sono d’accordo sul tuo riferimento alla corrente alternata.Il diritto di obiezione è previsto dalla legge 194, ed è un dato di fatto. Poi la mia opinione è che è sbagliato permettere ai medici DOPO che è stata approvata la legge 194 di accedere ad una posizione che prevede che si facciano tutta una serie di attività consentendo loro di dire che alcune attività non le faranno. I medici in servizio quando è entrata in vigore la legge avevano tutto il diritto di obiettare, ed anche i nuovi medici hanno il diritto di esprimere pubblicamente le proprie idee, non sono certo loro che sbagliano. E’ lo stato che dovrebbe agire diversamente, a mio avviso. Nessuno può obbligare un medico a praticare aborti (tra l’altro io, se fossi medico, sarei obiettore) quindi il riconoscimento all’obiezione di coscienza per me è per me un diritto assoluto. E’ l’accesso a determinati posti di lavoro pubblico che è condizionato alla disponibilità a farsi carico di tutti gli obblighi che quel posto implica. E’ un difetto (a mio avviso) della legge.

            I diritti delle coppie omosessuali (e non degli omosessuali) non sono tutti regolabili attraverso contratti privati.

  4. Jadexxx scrive:

    Mi sembra eccessivo mettere sullo stesso piano contraccezione e aborto… così si finisce x prestare il fianco agli abortisti. La contraccezione è affare tra medico e paziente, l’aborto è l’uccisione di un essere umano. Conosco più di una donna o anche coppia che, quando la contraccezione ha fallito, sono sttai ben contenti di diventare genitori (dopo il primo attimo di smarrimento, dovuto per lo più al fatto che non lo credevano possibile). Vi sono anche molte idiote e idioti che non usano i contraccettivi e poi abortiscono, ho sconosciuto anche questi. Non ho invece mai conosciuto nessuno che ha scelto di abortire quando la contraccezione ha fallito (ce ne sono ovviamente, solo che non li conosco). L’esperienza mia personale mi insegna che chi usa i contraccettivi lo fa perché appunto esclude l’aborto anche quando non desidera un figlio, altrimenti se ne fregherebbe altamente e risparmierebbe soldi (perchè la contraccezione costa, l’aborto no, almeno qui in Italia).

    • Emanuele scrive:

      Invece purtroppo io ho conosciuto una ragazza che ha abortito due volte perché i contraccettivi non avevano funzionato…

      Apparte i casi personali, non è assolutamente scontato che un aumento della diffusione dei contraccettivi porti ad una diminuzione degli aborti, anzi. .. In Inghilterra, i contraccettivi sono di libera vendita, sono stati distribuiti gratuitamente nelle scuole ed il loro uso è ben spiegato da corsi di educazione sessuale capillare.

      Nonostante ciò, l’Inghilterra ha il record di gravidanze indesiderate tra le minorenni e di aborti tra le minorenni. Situazioni simili si riscontrano in altri paesi nordici.

      L’uso massiccio dei contraccettivi porta ad una visione distorta della sessualità… si critica il fast food, ma si propone al contempo una sessualità mordi e fuggi. Credi davvero che due giovani abituati a fare sesso sempre e comunque rinuncino perché hanno finito i preservativi? Se a questo sommi una buona dose d’alcool o droghe (sempre più diffusi tra i giovanissimi), il rischio di errore è molto elevato.

      Si inizi a parlare di educazione all’affettività è si insegni veramente come funziona il corpo umano. Essere feconde non è una malattia da curare, si può conoscere e rispettare il proprio corpo senza bisogno di pillole e plastiche intime.

      I contraccettivi sono figli dell’ignoranza, di chi preferisce non insegnare le cose ai figli… Sarebbe come dare un auto con abs e airbag ad un figlio senza patente… prima insegnamoli a guidare.

      Da qui la mia perplessità sui contraccettivi.

      • Jadexxx scrive:

        @Emanuele: sì, ci sono giovani che quando hanno finito i preservativi rinunciano a fare sesso. Esistono. Perdonami ma credo davvero che la contraccezione sia questione tra medico e paziente. L’aborto è tutt’altra cosa. Insegnare ” a guidare” ai figli significa tante cose. Io sono stata educata ad una sessualità consapevole, certo che se avesso abortito e mia madre lo avesse scoperto mi avrebbe buttata fuori di casa. Il metodo era discutibile ma è servito, anche alle mie amiche. Anche aver fatto educaizone sessuale alle scuole superiori è servito: eravamo quasi tutti casti come angioletti e i nostri compagni e compagne che precocemente si ingarbugliavano in un inferno di consultori e analisi del sangue ci preoccupavano. Oggi siamo in molti sposati con almeno due figli… mio marito ha invece frequentato uan scuola religiosa dove i sacerdoti avrebbero voluto fare educazione sessuale ma si scontravano con i genitori che la temevano. Risultato: i ragazzi lo facevano nelle cabine in spiaggia, ma non tra coppie stabili, anzi… quando confrontiamo le nostre adolescenze, io sembro semppre quella uscita dal convento! Con simpatia, comunque e sempre :-)

  5. vita di donna onlus scrive:

    L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 maggio 2015 la delibera che permette la vendita della Ellaone, la pillola dei 5 giorni dopo, senza ricetta medica e senza l’obbligo di test di gravidanza. Vale solo per le donne maggiorenni. Finalmente la contraccezione di emergenza diventa libera anche in Italia., una giornata storica per la libertà di scelta delle donne che potranno ottenere il farmaco senza la necessità di esibire la ricetta del medico. Ora anche le donne italiane, in termini diritti, sono un po’ più vicine a quelle europee, che certamente non hanno vissuto per decenni il problema dell’obiezione di coscienza legato anche alla contraccezione di emergenza. Dopo la disposizione dell’Agenzia europea dei farmaci (Ema), è stato tentato di tutto pur di non rendere la Ellaone liberamente disponibile. L’Aifa ha coinvolto il ministero della Salute, che a sua volta ha chiamato in causa il Consiglio superiore di sanità (Css). Quasi a voler passare la patata bollente per evitare, o ritardare, un decisione non certo condivisa dalle gerarchie ecclesiastiche. Così il Css si espresso per il mantenimento della prescrizione medica, ma per fortuna si è trattato di un parere non vincolante. La palla è poi tornata all’Aifa che non poteva non tener conto delle evidenze scientifiche e del parere della massima autorità europea in materia di farmaci ed ha autorizzato il farmaco senza ricetta. L’Italia era infatti il solo Paese, dei 61 Stati del mondo che pur autorizzando la commercializzazione del farmaco contraccettivo di emergenza, aveva reso obbligatorio il test da eseguirsi davanti al medico. Per questo, Vita di Donna dal 2008 ha istituito il servizio “SoS pillola del giorno dopo”, in questi anni sono migliaia le donne aiutate attraverso la rete di medici prescrittori. Donne che non avevano ottenuto la prescrizione dal proprio medico curante, o dalla guardia medica, o da un pronto soccorso. L’obiezione di coscienza era quasi sempre alla base del rifiuto di prescrivere un farmaco, che ricordiamo, è classificato come contraccettivo di emergenza e non come abortivo. Da oggi siamo tutti un po’ più liberi. Le donne, ma anche i medici obiettori che si potranno risparmiare la penosa sceneggiata dell’obiezione. Restano fuori le minori, ma per loro ci sarà ancora la nostra rete di medici che prescrivono.

    Vita di Donna Onlus

    • To_Ni scrive:

      Ciao Filomena,
      non ho letto il tuo post (la solita palla ed insopportabile copia incolla), conoscendoti è la solita garbata cacca necrofila.
      Ho una discussione sopra con Michele, cadi a fagiolo, e mi interessa molto il tuo autorevole parere di estimatrice dell’aborto quale estrema ratio in caso di preservativo rotto (senza nulla togliere alle tue autorevoli definizioni di feto suola di scarpa, parassita ecc) …. secondo te le donne ricorrono all’aborto “perché il suo passato è costellato di dolore e sofferenza”?

      • giovanna scrive:

        Quasi sicuramente è stata Filomena a postare , ma credo sia stato un copia e incolla ( lei è maestra insuperata del copia e incolla, anche perché quando scrive di testa sua, è di un palloso unico e allora si adatta ad usare la testa altrui ! ) di una, malefica e nemica delle donne, associazione che esiste veramente.
        Sono dei fanatici , veramente fanatici : tempo fa provai ad interagire con loro attraverso una mail scritta su settimanali che avevano pubblicato articoli ispirati da loro , infarciti di pesanti inesattezze e svarioni incredibili, sullo stile della sbobba di cui sopra, veramente indigeribile.
        Persino una ginecologa si assumeva la responsabilità di autentiche boiate dal punto di vista sia scientifico, che legislativo, sempre come sopra.
        Chiesi conto di tali assurdità : secondo voi mi hanno minimamente risposto ?
        Tra l’altro in questi articoli invitavano alla delazione nei confronti di medici e farmacisti obiettori : proprio bella gente, di quella che faresti volentieri frequentare a una figlia !
        Io credo che Filomena e gente come lei , abbiano fatto la cosa migliore della loro vita a non mettere al mondo dei figli ! Anche se sono lì come avvoltoi contro i nostri figli !Me le vedo, queste Filomene ad attirare con false promesse di felicità tutte le minorenni che cadranno nella loro malefica rete !
        Ma almeno non ci sono “gemelli” che soffrono peggio che in un lager !

    • Emanuele scrive:

      Questa associazione che si vorrebbe occupare di salute viola il primo principio della medicina: l’alleanza tra medico e paziente che, tra l’altro consiste nel dare corrette informazioni.

      1. Ellaone ha un effetto abortivo se assunto dopo il concepimento. Infatti, avvenuta l’ovulazione non si torna indietro e il sistema di blocco della gravidanza diventa antinidiatorio (cioè si impedisce all’embrione di attaccarsi alla parete dell’utero).

      2. Per poterlo far passare come contraccettivo, si è ricorso ad un inganno. Sotto la pressione delle lobby abortiste (cliniche private USA), si è spostato l’inizio della gravidanza all’attecchimento dell’embrione all’utero e non al suo concepimento (che sarebbe come dire che un bambino e nato non quando esce dal corpo della madre, ma quando si attacca al seno). Poiché tra concepimento e annidiamento passa qualche giorno, questi farmaci intervengono in questo lasso di tempo, impedendo all’embrione di attaccarsi alla madre e condannando lo a morte.

      3. Ovviamente le case farmaceutiche ed i loro sodali abortisti ben ci tengono a mantenere nell’ombra queste cose. Infatti, un sondaggio in Spagna ha rivelato che il 40% delle donne non assumerebbe un contraccettivo di emergenza se può avere effetti abortivi.

      4. Ovviamente, nessuna informazione sugli effetti collaterali di questi farmaci che stimolano pesantemente il sistema endocrino.

      Quindi, complimenti a questa associazione per l’ottimo servizio a favore di ditte farmaceutiche che ringraziano sentitamente.

      • Jadexxx scrive:

        Scusami tanto Emanuele, vorrei precisare una cosa. Il mio ginecologo (obiettore) mi ha spesso detto che tra fecondazione e annidamento dell’ovulo fecondato c’è una bella differenza. Molti ovuli vengono fecondati, pochi si annidano e ancora meno si sviluppano. E’ un meccanismo naturale. Se fosse come dici tu, allora noi donne abortiremmo di continuo… tu pensa ad una coppia che desidera un figlio, che non usa precauzioni di nessun genere: prima di arrivare ad una gravidanza completa, che strage dovrebbe compiersi? Io ho qualche dubbio che l’ovulo fecondato sia vivo, ossia che abbia un’anima. Ciononostante, ritengo che debba essere rispettato da subito perché è portatore di vita (come si fa quando si evitano certi farmaci mentre si è in cerca di una gravidanza, per esempio…).

        • giovanna scrive:

          Cara Jadexx, scusa se mi intrometto, ma forse il tuo ginecologo si è spiegato male : l’ovulo fecondato è il primo stadio della vita umana, di QUELLA vita umana, unica ed irripetibile in tutta la storia del mondo.
          Il fatto che l’ovulo fecondato si annidi o meno, non cambia niente di niente nel suo patrimonio genetico: è sempre la stessa vita umana, una vita umana che si annida per nutrirsi. Come un essere umano che mangia una bistecca, ma non per questo è “più ” essere umano !
          Questa spiegazione scientifica , oltre che in tutti i testi a livello universitario del mondo, l’ho trovata anche nel libro di scienze delle medie di mio figlio: se hai figli di quell’età , dai un’occhiata !

          Per quanto riguarda la tua obiezione sulla strage di vite umane, bè , è proprio così : ogni mese c’è la possibilità di una fecondazione che non vada a buon fine. Addirittura, più di una donna, in età fertile, su dieci, subisce un aborto spontaneo di cui si rende conto. Per esempio, conosco varie donne, alcune proprio sono mie amiche, che hanno avuto un aborto spontaneo e credo che , pur nella sofferenza, perché è una sofferenza !, abbiano ben presente la differenza di esperienza con altre madri che uccidono il proprio figlio !
          La differenza con l’aborto volontario è che nel caso di un aborto naturale non c’è volontarietà ! Quanti bambini muoiono al mondo ogni giorno per malattia ? Non per questo si legittima l’omicidio dei bambini !
          Spero di averti chiarito alcune questioni.
          E per quanto riguarda tua figlia, stai tranquilla, dubito che possa cadere nelle grinfie di questi medici senza scrupoli : credo che abbia una mamma attenta e premurosa .

        • Emanuele scrive:

          Cara,

          purtroppo tu e il tuo ginecologo siete vittime di decenni di disinformazione, lo dico in senso buono e senza offese…

          Quando spermatozoo ed ovulo si incontrano, il loro DNA si fonde e nasce un individuo nuovo ed irripetibile. La cellula fecondata (zigote) inizia a dividersi e crescere in modo esponenziale formando quella che si chiama morula. Nella morula sono già presenti gli abbozzi di quello che sarà un essere umano, le cellule iniziano a specializzarsi, si iniziano a distinguere le varie parti. In questa fase l’embrione (Sì, perché a partire dallo zigote tecnicamente si parla di embrione ) si nutro del muco presente nelle tube e nell’utero.

          Quando l’embrione e troppo grande , inizia a mandare una serie di segnali chimici, comunicando al corpo della madre che ha bisogno di più nutrimento. Il corpo della donna riconosce il bambino è il suo sistema immunitario permette l’annidiamento. Da qui la storia la sappiamo.

          Come è possibile definire questa prima fase, che dura diversi giorni, non-vita? Un nuovo essere sta crescendo, si nutre, comunica con la madre… Cos’è se non è vita?

          D’altra parte il tuo dottore ha ragione : un buon numero di embrioni non riesce ad attecchire e muore… è molto brutto, ma la natura è fatta così: bambini che muoiono di varie malattie, terremoti che fanno stragi e via dicendo. Ma basta tutto ciò per giustificare la soppressione volontaria di un innocente? Scusa il paragone al limite dell’assurdo, ma giustificare l’aborto, sebbene in queste prime fasi, sarebbe come giustificare gli omicidi perché la stragrande maggioranza delle persone muore prima o poi di cause naturali.

          Come dici tu, è giusto tutelare la vita dal primo istante. Domandiamoci cOme mai tanti embrioni vengono abortiti spontaneamente. .. la fertilità nei paesi occidentali è in drastica diminuzione e sempre più coppie hanno difficoltà ad avere figli (spesso proprio per problemi legati all’annidiamento ). Quali sono gli effetti dell’inquinamento su questi delicati meccanismi? Sommiamo poi alcool, fumo, droghe, farmaci ed uno stile di vita stressato… non diamo sempre le colpe alla natura o a Dio…

    • Jadexxx scrive:

      Sarà, ma io n on mi sernto affatto più libera così. Non credo che nemmeno mia figlia sia più libera, non mi conforta affatto sapere che ci sono frotte di medici della vostra rete che le prescriveranno quella pillola. No grazie, questo non fa per me / per noi.

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