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Procuratore capo Bologna: «Poca trasparenza nell’affidamento della bimba alla coppia gay»

novembre 15, 2013 Emanuele Boffi

Ugo Pastore a tempi.it: «Non è stata fatta comparazione con altre coppie. I due omosessuali risultano avere due residenze diverse. Inizialmente c’era solo la firma della madre»

«Vi sono diverse approssimazioni nella procedura», spiega a tempi.it Ugo Pastore, procuratore capo della Procura dei minori di Bologna. Pastore ha impugnato il provvedimento del Tribunale dei minori dell’Emilia-Romagna presieduto dal giudice Giuseppe Spadaro, che ha affidato una bambina di tre anni a una coppia di omosessuali.

Procuratore Pastore, lei ha già detto che nella decisione del Tribunale c’è poca «trasparenza». Cosa intende?
C’è poca trasparenza perché la legge sull’affidamento prevede all’articolo 2 che si dia preferenza a famiglie che hanno figli minori. Dovendo fare una scelta bisogna dare la precedenza a nuclei familiari di questo tipo. Ma, riguardo al caso di cui stiamo discutendo, non si capisce se questa possibilità sia stata valutata o meno. Noi abbiamo impugnato il provvedimento perché, a nostro parere, non si danno sufficienti garanzie che l’articolo 2 sia stato rispettato.

Il tribunale ha deciso altrimenti, dando in affido la bambina alla coppia di omosessuali.
Chiariamo subito un aspetto importante: che la coppia sia omosessuale o meno è, per quanto riguarda la nostra impugnazione, indifferente. Per noi il problema è che sia rispettato l’articolo 2 che, sottolineo, ha un’importanza fondamentale. Invece, il Tribunale ha deciso altrimenti e noi ne prendiamo atto. Ma rileviamo che non è stata fatta alcuna comparazione con altre coppie. Perché è stata scelta questa e non altre? Non si capisce. È una scelta che non è stata motivata. Ma se passa questo principio – e non che, a parità di condizioni, sia preferita una coppia con figli minori – poi si può avallare tutto, con rischi non indifferenti. Infatti, ragionando per assurdo, si potrebbe arrivare a preferire una famiglia a un’altra secondo criteri astrusi, come la simpatia per esempio.

La legge prevede che un minore possa essere affidato anche a un single. Il Resto del Carlino ha scritto che, secondo fonti giudiziarie, la coppia di omosessuali sarebbe stata considerata come due singoli individui. È così?
No, questo è sbagliato. La coppia è stata considerata proprio come coppia, non come due singoli individui. Solo che, anche in questo caso, c’è un’incongruenza.

Quale?
Si dice che sono una coppia, ma i due uomini risultano avere due residenze diverse. Quindi: sono una coppia o no? C’è poi un altro aspetto poco chiaro: secondo la legge entrambi i genitori della famiglia d’origine devono essere d’accordo sull’affidamento temporaneo. Per questo servono le firme di entrambi. Qui, invece, avevamo inizialmente solo la firma della madre, mentre mancava quella del padre che è all’estero. Si tratta di una famiglia di stranieri e io spero che abbiano capito bene quali sono le implicazioni della loro scelta.

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23 Commenti

  1. Giovanni scrive:

    Le considerazioni del Pm sono tecniche, non sono sicuri che la procedura sia stata rispettata. La legge dice che, A PARITA’ DI CONDIZIONI, una famiglia con figli minori sia preferita. E’ una cosa ragionevole, ma in questo caso ci potrebbero essere motivi, ad esempio il rapporto della bimba con la coppia (li conosce e li chiama zii) che creano una disparità di condizioni tale da far preferire i due gay. Poici sono questioni formali tipo le due residenze (magari uno non l’ha cambiata per motivi fiscali, ma questo non significa che non convivano da anni come sembra) e il padre che non ha firmato (perchè è irreperibile o comunque lontano)

    Le cose importanti mi sembrano altre: NESSUNO, nè il PM che dice chiaramente che i suoi dubbi non riguardano l’orientamento sessuale dei genitori affidatari, nè i servizi sociali che hanno dato il parere favorevole dopo 9 colloqui e una visita domiciliare, nè ovviamente il Tribunale escludono a priori che due gay possano avere bambini in affido. Del resto in merito si era già espressa la Cassazione.

    I vostri pregiudizi vanno in pezzi, l’unico posto dove ancora vi ascoltano è il Parlamento che è il luogo più screditato d’Italia.

    • Mara scrive:

      La tua propaganda gender, Giovanna, è indegna e miserrima. Non vi fermate neppure di fronte ai corpi dei bambini, vergognatevi. Lasciate stare i bambini, fatelo se vi è rimasta ancora un pò di dignità. Che schifo

      • giovanna scrive:

        Ehem, Mara, suppongo volessi dire “giovanni “, dato che per me il bambino è sacro e di sicura la propaganda gender mi fa schifo quanto te.

    • giovanna scrive:

      Questa volta sono d’accordo con te, dall’articolo non sembra che il problema sia che la bambina verrebbe privata per lungo tempo o per sempre della figura materna, e costretta a convivere con due uomini omosessuali: credo che se anche lontanamente qualcuno delle parti l’avesse detto, avrebbe avuto un can can mediatico tremendo, con le solite minacce e intimidazioni in cui i gay sono indiscussi esperti mondiali, senza che sia di già indispensabile una legge-bavaglio per condannare la bambina.
      Speriamo che bastino i problemi procedurali a salvare la povera piccola
      ( una bambina di TRE anni, straniera, abbandonata dai genitori, ma che altro le deve capitare a ‘sta creatura ? ).

  2. AndreaB scrive:

    Buonasera, credo non sia sufficienfe affrontare un problema del genere esclusivamente dal punto di vista legale, per quanto in maniera egregia possa essere fatto. Un bimbo abbandonato, forse seriamente maltrattato o addirittura abusato, dovrebbe avere sempre il meglio possibile come famiglia di affidamento o adottiva. Il punto e’ definire quale sia il meglio. Presunta la perfetta buona fede nel desiderio di aiutare il bambino, cosa che non e’ sempre scontata, e’ meglio una famiglia formata da uomo e donna, magari gia’ con qualche fratellino, oppure e’ meglio una coppia di amanti uomini, o ancora di amanti donne? Sicuramente non e’ uguale, ma cosa e’ meglio e da che cosa dipende? E’ meglio una famiglia formata da due persone stabilmente unite da molto tempo, magari non piu’ tanto giovani, con altri figli gia’ grandicelli oppure una famiglia formata da due persone giovani, appena sposate? E’ meglio una famiglia con figli seguiti da assistenti sociali o una famiglia con figli senza alcun problema apparente? E’ meglio una famiglia standard secondo la media matematica o qualcosa di diverso. La prima cosa da chiedersi, se ne abbiamo, e’ cosa vorremmo noi per i nostri figli, o cosa avremmo voluto noi o cosa abbiamo apprezzato nei nostri genitori, ma non e’ sufficiente…La parola agli esperti.

    • giovanna scrive:

      Il mestiere di scegliere una famiglia affidataria tra quelle disponibili per una bambino abbandonato non è il nostro mestiere, ma come persone con cuore e cervello DI SICURO possiamo dire che la situazione migliore in assoluto per un bambino già provato dalla vita sia quella di crescere con una mamma e un papà.

  3. MALTA1991 scrive:

    Io sono Maltese e non sono credente , qui a Malta l aborto è illegale ed il divorzio è stato legalizzato soalmente nel 2011 (tramite Referendum) .
    Io penso che se una coppia omosessuale voglia amare , perchè negargli il diritto di crearsi una famiglia? Perchè partire dal presupposto che non possano dargli lo stesso amore di una coppia etero?
    Ovviamente nulla contro il mondo Cristiano , anzi sempre con rispetto e stima.

    • Orazio Pecci scrive:

      Malta 1991, lei chiede «Perchè partire dal presupposto che non possano dargli lo stesso amore di una coppia etero?»

      E perché partire dal presupposto che lo possano fare? Perché fare l’esperimento sulla pelle di una bimba di tre anni che già di problemi ne ha parecchi?

      Del resto ci sono diversi casi di persone cresciute con un padre (o madre) omosessuale e i relativi compagni e che – una volta diventati adulti – hanno raccontato le loro esperienze. Perché non provare a sentire il LORO punto di vista? Qui ne trova uno
      http://www.lifesitenews.com/author/guest/robert-oscar-lopez/

    • Giovanni scrive:

      La bimba vive da febbraio con queste due persone, giudicate idonee dai servizi sociali che li hanno incontrati 10 volte, non una. Li conosceva già prima, li chiama zii erano in buoni rapporti con la madre. La bimba una madre la ha. non è orfana, può vederla. Dire che bisogna rompere questa catena di affetti e dare la bimba a sconosciuti solo per rispettare il sacro principo che le uniche famiglie possibili sono quelle etero non è agire per il bene della piccola, è forzare la realtà dentro gli schemi del cristianesimo bigotto.

      • DR scrive:

        @giovanni, quanto sostieni è molto chiaro. E forse, in questo caso, verificata la correttezza della procedura, potremmo trovare anche le ragioni perchè l’affidamento ai due uomini (vicini di casa) sia stato giusto. Il problema sta nell’insistenza con cui si tiene ad evidenziare il fatto che siano “una coppia” e “omosessuali” (tralasciando ad esempio l’aspetto dell’età). Quasi che l’interesse verso la bimba sia secondario, perchè prima c’è da affermare un principio che DEVE essere accettato, deve essere assimilato, direi addirittura “imposto”. Il principio che la famiglia (sic!) sia un diritto (e chi l’ha detto? ho amici single che vorrebbero farsi una famiglia, ma non trovano con chi realizzarla…). E che basti volersi bene per poter crescere un figlio (e cosa vuol dire “volersi bene”? tanto non lo si può misurare!). Questi miei sono spunti di riflessione. Ciao

        • Giovanni scrive:

          Io penso che i giudici e gli assistenti sociali abbiano avuto come obiettivo solo il benessere della piccola. Se a loro giudizio la soluzione migliore fosse stata affidarle a due signore zitelle Dame di San Vincenzo non fareste nessuna questione.

      • giovanna scrive:

        Il fatto di conoscere o meno questi due signori non compenserà mai e poi mai questa povera bambina dell’essere privata di una figura materna.
        Quando la notte si sveglierà piangendo, vorrà una mamma accanto e in milioni di altre occasioni in cui una bambina cerca la mamma, da quando si sveglia a quando torna da scuola.
        Certa gente non ha mai visto un bambino da vicino e si mette a disquisire sulla vita dei bambini !
        Che vuol dire “dare la bimba a sconosciuti “? Appena vedrà un papà e una mamma li conoscerà: li aspettava da sempre ! A noi tante volte è successo così, mai e poi mai ci siamo posti il problema di essere degli “sconosciuti” per i nostri bambini in affido, né tantomeno se lo sono posto i bambini, avevano un bisogno disperato di mamma e papà !
        I signori barbuti li potrà sempre vedere, la catena non si spezzerebbe, anche se in tutta sincerità non farei frequentare mia figlia a due tizi che si propongono per privarla da piccolina della speranza di una mamma che viva con lei ! Cioè, voglio dire, due uomini che credono di poter sostituire la figura materna per una bambina di tre anni…gente pericolosa ! Se le volessero veramente bene, se pensassero al bene della piccola, non si sarebbero mai e poi mai fatti avanti .

        • Giovanni scrive:

          La tua esperienza ti qualifica a dire che i bambini che vengono affidati ad una famiglia formata da un uomo ed una donna con figli trovano un ambiente favorevole. NON ti autorizza a dire che bambini che vivono situazioni diverse siano penalizzati o adirittura possano subire danni. L’affermazione che chi mangia ogni giorno un chilo di dolci ingrassa non vuol dire che chi non lo fa non ingrassa. Se si ingozza di focaccia o di salsiccia ingrassa lo stesso.

          Bisogna fare unostudio specifico su ogni singolo caso. Questo è stato fatto e il risultato è che conta di più la qualità del rapporto che la configurazione della famiglia. Per questo l’affido è stato aperto anche ai single e ora alle coppie gay. Non ho esperienza di bambini piccoli, ma una mia ex, pittrice single tendenzialmente poliamorosa, ha avuto in affido una undicenne rom che mai si sarebbe adattata ai ritmi e alle regole di una famiglia ordinaria. A distanza di anni si scrivono ancora e per lei quell’anno è stato il periodo in cui davvero si è sentita amata e accudita. I progetti a favore dei bambini di strada che prevedevano l’affido a famiglie sono falliti tutti, con loro funziona una strttura dove possono andare e venire gestita da peer educators, ragazzi grandi che hanno fatto le stesse esperienze.

          Se ci sono ombre è giusto che si vada a fondo, i vari gradi di giudizio ci sono per quello, ma perchè escludere che quella indicata da Tribunale e Servizi sociali sia la soluzione giusta per la piccola?

    • Roberto Coletta scrive:

      Il cristiano guarda solo alla famiglia di Nazaret, che si chiama appunto Sacra Famiglia: Non so per quale ragione il Creatore ha creato l’uomo e la donna, posso intuire che avesse bisogno di entrambi i sessi quando disse ad Abramo – Ti darò una discendenza numerosa più della sabbia del mare.

  4. beppe scrive:

    davanti a fatti come questo stiamo ancora ad avere dei dubbi su quale è il vero obiettivo della legge scalfarotto? ottenuto quel baluardo difensivo vedremo scatenarsi le pretese dei gay ( che io considero altra cosa dagli omosessuali ) che si avventeranno come falchi sui pochi bambini adottabili ( solo quelli che fanno comodo a loro) e sugli uteri del terzo mondo. carne da macello

  5. sergio scrive:

    Avevo detto subito anch’io che la cosa era alquanto inusuale, se non addirittura controlegge, per due motivi assai semplici: innanzitutto normalmente si tiene conto del fatto che la famiglia “affidataria”, sia il più possibile simile ad una famiglia naturale identica a quella in cui è nata la bambina, ossia un padre ed una madre, e possibilmente regolarmente sposata e con altri figli minori, che possano garantire sulla assoluta capacità genitoriale degli affidatari e di un ambiente familiare reale stabile e collaudato. Quindi non si capisce cosa centrino due gay, che non sono ovviamente sposati, ne nessuno dei due può garantire la presenza dei due aspetti umani del maschio e della femmina, nè tantomeno garantire sulla capacità educativa e di nucleo familiare stabile e consolidato, con altri eventuali minori a fare da compagnia all’affidato. Siamo in presenza di una vera e propria propaganda mediatica ideologica pro gay assolutamente abusiva e vergognosa. Il giudice andrebbe immediatamente sospeso per abuso d’ufficio e incauto affidamento.

  6. Nino scrive:

    Una bambina di 3 anni che viene da una famiglia disastrata…. come stupirsi se per lei vanno bene pure due zii? Per il resto ordinaria miseria… giudice ed assistenti sociali non hanno certo sudato sette camicie per trovare qualcosa di meglio per la piccola che sicuramente avrebbe preferito un rapporto con una famiglia affettuosa e con coetanei (gli “zii” sarebbero stati dimenticati dopo 5 minuti)
    Invece, come da abitudine, la legge è stata forzata con l’interpretazione e si è scelta la strada più facile. Inoltre non mi meraviglia se giudice ed assistenti sociali, visto la fine che fanno quelli che oggi esprimono dissenso, hanno migliorato il curriculum agli occhi della potentissima ed invasiva lobby gay. E la bambina è stato solo un mezzo.

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