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La presentatrice americana Sherri Shepherd affitta un utero e poi divorzia: «Non voglio più il bambino»

luglio 13, 2014 Benedetta Frigerio

Ha detto di amare il figlio, ma poi i piani sono cambiati e ha fatto ricorso chiedendo che le sia tolta la potestà genitoriale

Aveva detto di volere a tutti i costi un figlio, poi aveva annunciato il suo divorzio e infine di non voler più quel bambino che con lei «non avrebbe nulla a che fare». Così l’attrice e presentatrice americana Sherri Shepherd (nella foto a destra), sposata in seconde nozze con lo sceneggiatore Lamar Sally, ha fatto causa affinché il tribunale le revochi la potestà genitoriale.
L’odissea della coppia di vip era cominciata quando i due avevano raccontato di essersi sottoposti alla fecondazione assistita. Visto l’insuccesso, però, gli sposi erano passati all’eterologa, scegliendo di usare lo sperma di Sally e di comprare un ovulo per concepire un figlio da impiantare a pagamento nell’utero di un’altra donna. Ora, data la mancanza di legami genetici fra Shepherd e il bambino, e data la fine del matrimonio, la presentatrice ha spiegato di non volersi prendere la responsabilità di crescerlo.

IL CORTOCIRCUITO DEI DIRITTI. La vicenda mette in luce il cortocircuito di una pratica innaturale, che apre un’infinità di possibilità e quindi di conseguenze. Sopratutto per il fatto che la legalizzazione dell’utero in affitto permette la vendita di ovuli togliendo alle madri genetiche ogni responsabilità. Non solo, i genitori non biologici possono addirittura decidere di abbandonare il piccolo, interrompendo la gravidanza, come già successo in alcuni casi come quello denunciato da Crystal Kelley. Chi dunque si occuperà del bambino, dato che per la legislazione americana la gestante non ha alcuna potestà su di lui? Negli stati americani in cui l’eterologa e l’utero in affitto sono permessi ci sono diverse regole, in alcuni casi scritte, in altri lasciate alla prassi. Così in nome del sistema della common law, fondato sul diritto consuetudinario, si stia alimentando un mercato miliardario. Le leggi poi cambiano a seconda degli stati cosiddetti “surrogacy friendly” come la California, il Maryland, New York. In alcuni, il padre biologico e la moglie sono riconosciuti come genitori legali del bambino solo dopo la nascita, anche se la moglie non è geneticamente legato al bambino, in altri i contratti sono lasciati ai privati. Ma le regole mutano anche a seconda della provenienza della madre “surrogata”. Non si sa quindi cosa deciderà il tribunale nel caso specifico.

«BASTA SCROLLARE LA POLVERE». Non a caso il giudice che segue la causa di Shepherd le aveva detto che avrebbe potuto parlare pubblicamente e quanto voleva della fine del suo matrimonio, ma di non rivelare nulla sull’identità della donna che ha “affittato” il proprio utero. La presentatrice aveva quindi parlato a Us Magazine, spiegando che «quando ti accorgi che avevi fatto la scelta sbagliata», poi basta «fare un lavoro introspettivo e cercare di non fare lo stesso errore». Ma come affrontare le conseguenze? «Torna indietro, scrolla la polvere dai piedi e comincia a camminare in avanti». Poi pensando al “bene” di suo figlio aveva chiarito: «Non posso permettere che il mio bambino veda sua madre con un esaurimento nervoso. Non è nei miei piani». Peccato solo che i piani siano cambiati.

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18 Commenti

  1. beppino says:

    Degna figlia di una società senza futuro…

  2. filomena says:

    Questo genere di articoli sono surreali, dove li andate a pescare? Perché qualche volta non pubblicate storie di bambini abusati nelle famiglie del Mulino Bianco, sono assai più frequenti come conferma anche oggi Papa Francesco nel suo colloquio con Scalfari.

    • EquesFidus says:

      Discorso riportato a memoria e, probabilmente, modificato per portare acqua al proprio mulino ideologico dal capoccia di “Repubblica”, esattamente come la prima intervista al Papa che poi risultò almeno parzialmente falsa. Certo, talvolta quest’ultimo ci mette del suo a confondere situazioni di per sé chiarissime alla luce della Santa Dottrina, ma non mi sembra questo il caso, né tantomeno quello di ritenere che questa “intervista” (pubblicata dopo che il Papa gli aveva detto di tenersela per sé, il che già indica cosa interessi davvero a Kakogenio Scalfari) abbia una qualsiasi valenza al di fuori della solita propaganda anticlericale, che mira ad insinuare il dubbio e l’eresia tra le membra della Chiesa.

      • filomena says:

        E’ incredibile ve la prendete pure col Papa pur di screditare i mass media e attaccarvi alla dottrina solo per difendere le vostre posizioni conservatrici. E’ inutile chi non vuole vedere la realtà si rifugia nei casi limite e semplicemente chiude gli occhi su tutto il resto.

        • EquesFidus says:

          Ragionamento irrilevante e fatto per screditare i cattolici il Suo, resta il fatto che nel discorso di Scalfari ci sono molti, troppi virgolettati; come ha ammesso nella sua precedente “intervista”, ha riportato le frasi a memoria e, plausibilmente, modificandole per adattarle al suo pensiero. Ma chi se ne importa dell’essere conservatori, l’unica cosa che importa è aderire alla Santa Dottrina: e questo, anche se un Papa dicesse il contrario, è la cosa più importante perché non si può amare il Cristo senza conoscerLo.
          Inoltre, non sono certo i cattolici che si rifugiano nei casi limite per usarli come grimaldello per scardinale l’etica e la morale pubblica.

        • Orazio Pecci says:

          Signora Filomena, ma lei è proprio così o la disegnano in questo modo?

    • Toni says:

      I bambini sono abusati non per via della famiglia del mulino bianco , ma per aver contribuito a mettere in piedi una cultura contro l’essere umano che lo ha ridotto ad essere solo un coacervo di desideri.
      Queste storie (che chiami surreali) invece sono indicative del tipo di mondo che volete costruire. Un mondo ovviamente coerente con le vostre premesse.

    • Sebastiano says:

      A parte che il giornalistucolo ne ha combinata un’altra delle sue (come fa a fare ancora il suo mestiere se ogni volta si becca smentite in diretta mondiale…), non capisco cosa intendi quando dici “Questo genere di articoli sono surreali, dove li andate a pescare?”. Ma ti dà fastidio che vengano pubblicati? O ti dà fastidio leggerli? O ti dà fastidio che esistano questi fatti? O ti dà fastidio che la tua stessa coscienza si ribelli a questa schifezza? Oppure vuoi dire che nessuno dovrebbe scriverli, cosi da mettere il silenziatore a questa scempiaggine e non essere costretti a riconoscere che la propaganda (vostra) dei “diritti ad ogni costo” ha questi effetti? E voi sareste quelli dalla “mentalità aperta”, “contro l’oscurantismo” e balordaggini varie in sequenza…

    • Giuseppe says:

      Filomena, aggiòrnati. Mulino Bianco è Barilla, quindi ormai – dopo la conversione del buon Guido – avvenuta nel campo di rieducazione mediatico all’uopo predisposto – le famiglie del Mulino Bianco sono tutte “davvero felici” con due papà oppure due mamme (e magari un bell’utero in affitto). Così come le tenere coppiette Findus (il vecchio capitano è andato in pensione; al suo posto c’è la mammina sorniona che “lo sapeva già” …..).
      Pazienza.
      [Tra l’altro, ci sono altre ottime marche di biscotti e surgelati, di produzione italiana, che non hanno nulla da invidiare alle due suddette, anzi! Provare per credere].

  3. TtoTM says:

    Povera donna ….. Ma soprattutto povero bimbo …. Usato come un pupazzo

  4. Gio CATTIVO says:

    Ma possibile che non ne azzeccate mai una? La “signora” in questione può fare questioni solo perchè ha intentato causa in uno stato che NON riconosce la maternità surrogata. Dove questa è regolementata ha nei confronti del bambino le stesse responsabilità che se fosse suo. Altre che “non ha nulla a che fare con me”

  5. Ale says:

    Da quello che so anche una madre naturale può partorire e non riconoscere il bambino, che poi viene dato in adozione, se ritiene di non volere o di non essere in grado di fare da madre a quel bambino. Quindi anche in questo caso meglio la sincerità “brutale” di questa donna e la possibilità del bambino di essere adottato da persone che siano in grado e che vogliano prendersene cura.

    • Toni says:

      @Ale
      Non la noti una certa differenza “qualitativa” rispetto ad una madre naturale che non vuole riconoscere il bambino?. Ti sembrano situazioni equiparabili? Personalmente la sincerità “brutale” di questa signora mi sembra più quella di una giocherellona. Io vedo un problema a monte, nella disposizione della signora, e poco conta se lo stato riconosce o meno la maternità surrogata . Che guadagno ci sarebbe imporre una maternità?

  6. martino says:

    Ragion per cui la maternità surrogata dovrebbe essere bandita.
    Altrimenti, rispetta il contratto che hai firmato.
    In realtà la signora s’è pentita, visto che con lei il nascituro non ha nessun legame biologico.
    È lo stesso dramma che vivono coloro che ricorrono all’eterologa.

    • Lele says:

      Veramente chiarisce che il matrimonio eterosessuale fondato sulla procreazione andrebbe bandito: fosse stata una donna qualsiasi avrebbe probabilmente abortito perché per gli eterosessuali i figli sono utili solo finché servono a tenere il partner nel contratto patrimoniale, poi diventano spazzatura.

      • Ale says:

        @Lele , fino ad oggi da eterosessuale donna e sposata ho sempre cercato di difendervi ( leggi tutti i miei interventi con relative risposte di Cisco, Menelik, Raider, ecc. ) prendendomi anche delle belle critiche e così faccio nella vita di tutti i giorni. Tu come altri sei gay o dai commenti che fai così sembra, ma oggi ti dico che sei caduto in basso dicendo che noi donne buttiamo i figli nella spazzatura. Vergognati.

      • Toni says:

        Sei un capolavoro! E credo che rappresenti una visione evoluta. Spero che farai altri interventi dove più incisivamente espliciterai il tuo punto di vista.

  7. beppe says:

    il mondo dei COSIDDETTI VIP è in realtà l’espressione del peggio che l’umanità riesca ed esprimere. quindi certe scelte non devono meravigliarci. ma la maggior parte del popolino perde ore ed ore a leggere gesta e detti di questi burini arricchiti.

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