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Parcheggi rosa per donne al volante. Le femministe si offendono, ma io ne approfitto

giugno 6, 2014 Marcella Manghi

I parcheggi sudcoreani più ampi per le donne fanno gridare allo scandalo le femministe, ma io dico: «Godiamoci questo benedetto pezzo di cemento!»

parcheggi-rosaLa polemica arriva dalla Corea del Sud, dove l’amministrazione di Seul ha deciso di installare dei parcheggi destinati alle donne, molto più ampi del normale e identificati da un pupazzetto in gonnella. Da noi, subito un parco di amiche femministe ha bollato la trovata come l’ennesima discriminazione mascherata da favore; e in un attimo, quei provvidenziali trenta centimetri in più a guadagno della nostra utilitaria – una volta lasciati liberi – sono stati occupati da fior di attacchi. Ora: perché mai non si accoglie l’iniziativa come un gentile favore fatto a noi donne, armate di volante, ma sempre con così poche cartucce di tempo? Io, che ogni volta devo infilarmi a spiedino tra due auto – col rischio che figli irruenti inceneriscano gli angoli delle portiere contro altre carrozzerie – sarei solo contenta di aver più spazio. Prima che per par-condicio arrivino rivendicazioni maschiliste (chessò, sull’avere in bagno una toilette di ceramica più grande), godiamoci questo benedetto pezzo di cemento! Ad esempio: quante pochette di ombretti ci stanno in tre specchietti-lato-portiera risparmiati dal carrozziere?  E – sempre a proposito di cemento – il programma coreano female-friendly prevede inoltre la sostituzione del materiale di alcune pavimentazioni cittadine con uno più spugnoso, per permettere a chi vuole indossare scarpe alte di camminare senza problemi. Anche qui: chi si oppone per principio al lastricato da passerella evidentemente non si è mai giocato un paio di tacchi nuovi sul pavè di Porta romana.

L’iniziativa pro-guidatrici me ne ricorda un’altra, lanciata in occasione dell’ultima festa della donna. Una nota casa automobilistica italiana aveva invitato il gentil sesso ad usufruire di un coupon gratuito: un buono per istallarci gratis, sulla prossima vettura in acquisto, un sensore per parcheggio. “Non trovi che sia un insulto?” aveva sbottato la mia collega femminista. A me era servito un attimo per visualizzare la cosa. Un sensore per parcheggio. A esser sincera, mi pare tanto un utilissimo rumorino che avvisa giusto in tempo quando, ad esempio, un grosso cartello di Stop ti spunta fuori all’improvviso dal marciapiede sottocasa come un fungo; o ti soccorre al buio pesto mentre, a suon di sterzate alla taekwondo, cerchi di sbottigliare alla cieca la Punto dal bidone verde del vetro…
Mentre io ero lì che vagheggiavo l’incredibile portata dell’oggetto della discordia, lei sentenziava: “Quel maschilista del marketing che ha avuto questa trovata di cattivo gusto sarebbe da tirare sotto a tutta birra, e da fargli fare la fine della sfoglia per la lasagna”. Ma io ero ancora incredula rispetto a quello che per me sarebbe stata una celestiale benedizione dal cielo: un cortese bip-bip che semplicemente ti mette in guardia quando stai per impacchettare il paraurti alla stregua di una patata al cartoccio.
Me ne sono stata zitta, ma… diamine, e per tutti i motori a scoppio! Se domani il signor Fiat regalasse proprio a me il gadget suddetto, altro che stirarlo sul cavalcavia! Come minimo galopperei dal fiorista e gli porterei di corsa una corona di mimose omaggio in retromarcia.

Riassumendo il pensiero delle femministe più agguerrite: se non riescono a incunearsi col passeggino in qualche negozietto di Brera è una bagarre di denunce al sindaco; ma se qualcuno tende loro la mano per agevolare la sterzata, virano subito sulla difensiva.
Che poi, sotto sotto me le immagino alla prova dei fatti: se qualcuno soffiasse loro un bel comodo parcheggio rosa, si dovrebbero trattenere per non farlo nero.

Donne: dolcemente complicate.

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12 Commenti

  1. davide says:

    BA-STA BA-STA, femministe sarete state utili e necessarie in certi casi, ma se ovunque, anche dall’altra parte del mondo, ritengono che non siete in grado (nella media, non certo tutte) di parcheggiare, non insorgete, sennò tutti vedono quanto siete patetiche. E permalose.
    Humor, ragazze!!!

  2. Lela says:

    Chiunque abbia mai visto il parcheggio di un supermercato, dove la maggior parte dei clienti sono donne e si assiste a veri e propri orrori del parcheggio, può solo accogliere l’iniziativa con entusiasmo! Santo cielo, nessun uomo si è mai offeso per essere stato definito “non bravo” a svolgere 3 attività contemporaneamente pensando a come svolgerne altre 3 o ad organizzare nei minimi dettagli un evento sociale di qualunque rilevanza. La maggior parte degli uomini non ha queste abilità. La maggior parte delle donne non è capace di parcheggiare bene. Punto.

  3. filomena says:

    Se il problema è incenerire le portiere ad opera di bambini a bordo dell’auto allora facciamo dei parcheggi che indicano riservati alle auto con bimbi a bordo visto che altrimenti gli uomini che portano con loro al supermercato i figli sarebbero discriminati. Quanto al sensore per la retro offerto gentilmente alle sole donne da per scontato il solito luogo comune “donna al volante pericolo costante”, ebbene io sono una donna e sfido chiunque a fare parcheggi migliori dei miei anche in relazione al fatto e questo si in controtendenza, che le assicurazioni fanno pagare meno le donne perché fanno oggettivamente meno incidenti.

    • Lela says:

      Non vuol dire niente, anche io me la cavo molto bene, molto meglio di mio marito che invece fa 10000 manovre per entrare in uno spazio che può contenere 2 volte la sua auto. La ragazza che fece l’esame di guida prima di me fece il parcheggio più fluido e preciso che io abbia mai visto. Tutte le altre mie amiche e conoscenti (non sono poche) senza contare le scene cui assisto quotidianamente, sono un disastro. Le eccezioni non sono la normalità, e non c’è niente di offensivo nell’affermarlo. Se ti fa stare meglio, ti dico che la maggior parte degli automobilisti che vedo (ed evito) mentre fanno manovre azzardate e pericolose, perché pensano di essere i padroni della strada, oltre a sfanalare perché vai a 130 in corsia di sorpasso e per loro li rallenti, sono uomini.

  4. filomena says:

    Gentile redazione capisco che dovete portare avanti il principio che il destino delle donne è priorotariamente “soffiare nasi di piccoli moccolosi” ma con questo articolo che vorrebbe importare in Italia una sonora stupidaggine che certificherebbe che le donne sono handicappate alla guida, avete superato voi stessi nella mistificazione di una realtà che non è quella che tanto vi piacerebbe.

  5. filomena says:

    Al di la dell’irrilevanza della notizia in sé contenuta in questo articolo e al concetto che esprime sulle potenzialità delle donne, più in generale leggendo i commenti di Tempi mi sono fatta un’idea precisa sull’ortodossia della morale cattolica di molti commentatori in riferimento soprattutto ai temi a loro cari. Provo a pubblicarne una sintesi.
    Dio ha creato l’universo e con pari dignità l’uomo e la donna ma con caratteristiche molto diverse tra loro.
    La donna come vuole la bibbia nasce da una costola di Adamo (quindi diciamo presumibilmente in una fase immediatamente successiva all’uomo), è molto istintuale, emotiva e irrazionale ma ha come virtù l’essere accogliente sia nei confronti in generale del prossimo (che inizialmente si evince sia costituito solo da Adamo), sia nei confronti della prole che ha generato con Adamo. Questo dunque è prioritariamente il ruolo e il destino delle donne anche se bontà loro, i cattolici più illuminati oggi non reputano più ciò come esclusivo. Ritengono infatti che le donne oggi oltre ad assolvere il suo ruolo naturale si cimentino anche in molte altre cose (vedi lavoro, studio, organizzazione del tempo libero ecc.) ma senza una vera organicità e soprattutto senza dare una seria priorità alle cose che fanno in quanto resta la loro carenza di razionalità e prevale la componente emotiva, istintuale.
    L’uomo invece è forte, dotato di virilità e in lui prevale la ragione. E’ quello deputato a fare le scelte giuste in quanto logiche e razionali. Per questo è considerato la guida naturale della donna e dei figli con lei generati oltre ad essere colui che per predisposizione naturale è portato ad occuparsi della “cosa pubblica” e a provvedere al sostentamento della moglie e dei figli. Non è vietato alla moglie lavorare fuori casa ma è auspicabile che contribuisca al bilancio famigliare solo con un lavoro accessorio perché non deve essere distolta più di tanto dal lavoro di cura della famiglia e dall’accudimento dei figli.
    Entrambi si riconoscono soggetti alla volontà di Dio in quanto loro guida, ma la donna è per definizione soggetta anche alla guida del marito perché incapace di fare scelte logiche e razionali. Dunque così gerarchicamente si costituisce la famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, istituto quello del matrimonio che per i cattolici preesiste allo Stato e quindi alla democrazia.
    Questo tipo di famiglia, l’unica riconosciuta moralmente dai cattolici rappresenta il perno della società e tutto, proprio tutto ruota intorno a lei. Compito delle famiglie è principalmente procreare e una volta uniti in matrimonio uomo e donna lo devono rimanere finché morte non li separi in quanto, “non osi l’uomo separare ciò che Dio ha unito”. Unica eccezione l’annullamento del matrimonio che però solo la Chiesa può pronunciare attraverso la Sacra Rota.
    Il divorzio non rientra nel novero delle possibilità contemplate dal cattolico osservante che deve accogliere i figli come dono di Dio e quindi non può decidere se e quando pianificarli in base ai propri desideri. La contraccezione non è ammessa tranne quella basata sulla castità considerata una grande virtù specialmente prima del matrimonio. Questo in particolare per le donne che dovrebbero in linea di principio arrivare al matrimonio vergini in quanto tra le doti richieste spicca soprattutto la modestia e la purezza oltre alla volontà di sottomettersi alla guida rappresentata dall’uomo.
    L’omosessualità è considerata un disordine morale contro natura e i soggetti che hanno questa tendenza se pur comunque persone da rispettare in quanto creature di Dio, dovrebbero essere consapevoli che il loro comportamento è moralmente da condannare. Andrebbero rieducati ma dove questo non si dimostra possibile, per essere accolti dalla comunità cattolica devono praticare la castità assoluta anche se questo li condanna alla solitudine e a non poter vivere la vita di coppia come qualsiasi persona e magari adottare dei bambini. Essi infatti non sarebbero in ogni caso dei buoni genitori perché i figli hanno l’assoluta necessità di avere genitori di sesso diverso.
    Il principio di autodeterminazione del soggetto non è contemplato in quanto tutto dipende dalla volontà di Dio e l’uomo non può decidere nulla della propria vita, men che meno quando e come morire.
    L’aborto è considerato omicidio anche per quanto riguarda per esempio la contraccezione del giorno dopo e non è ammesso neppure se vi è pericolo per la salute della gestante, sarà Dio che deciderà se salvare la madre, il bambino o entrambi.
    Se una coppia non è fertile non può accedere alla fecondazione assistita, deve semplicemente rassegnarsi alla volontà di Dio e rinunciare al desiderio di mettere al mondo figli anche se la tecnica medica glielo consentirebbe. In questi casi è auspicabile l’adozione peraltro raccomandata anche alle coppie fertili già con figli. Più figli si mettono al mondo meglio è, perché così si contrasta lo sviluppo da parte dei mussulmani che sono molto prolifici.
    In economia prevale come dottrina il liberismo in quanto l’intervento dello stato a qualsiasi titolo è considerato una invasione dell’ordine sociale costituito dalle famiglie e fondato in prevalenza sulle piccole e medie imprese meglio se a conduzione famigliare. La fiscalità generale dovrebbe essere ridotta al minimo in quanto lo stato sociale si basa soprattutto sul lavoro di cura offerto gratuitamente dalle donne all’interno della famiglia. Inoltre parte cospicua delle risorse che lo Stato riceve dalla fiscalità dovrebbe essere devoluto alle famiglie numerose e a finanziare le scuole paritarie confessionali dove il buon cattolico iscrive i propri figli sulla base del principio di libertà di scelta educativa.
    In politica l’orientamento è quello di centrodestra in prevalenza e la morale dei politici cattolici dovrebbe vertere a difendere i principi fin qui descritti in particolare sui temi di bioetica. Per quanto riguarda l’esempio di moralità da dare da parte degli esponenti politici si può essere tolleranti, quello che conta è quello per cui si battono e perseguono in pubblico. Nell’ambito della sfera privata quello che fanno è irrilevante ai fini del loro operato in politica. Si può essere tolleranti anche per illeciti eventualmente commessi e connessi all’evasione fiscale in quanto se la tassazione non serve alle finalità della morale cattolica è da considerarsi un male assoluto e uno spreco di risorse tolte alle famiglie.
    La corruzione è considerata un male se tradisce i principi cattolici ma se riguarda in particolare politici di destra che si dichiarano cattolici potrebbe essere il risultato dell’opera di presunti magistrati comunisti.

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