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Papa Francesco: «Ma un cattolico può immischiarsi in politica? Deve!»

maggio 1, 2015 Redazione

«Ma un cattolico può fare politica? Deve!». Le risposte date dal Pontefice a un incontro ieri in Vaticano

papa-francesco-sh_170340788Ieri papa Francesco ha incontrato i membri della Comunità di vita cristiana – Lega Missionaria Studenti d’Italia. Il Pontefice aveva preparato un discorso scritto, che non ha pronunciato, e nel quale era scritto: «Di fronte alla cultura della illegalità, della corruzione e dello scontro, voi siete chiamati a dedicarvi al bene comune, anche mediante quel servizio alle gente che si identifica nella politica. Essa, come affermava il beato Paolo VI, “è la forma più alta ed esigente della carità”. Se i cristiani si disimpegnassero dall’impegno diretto nella politica, sarebbe tradire la missione dei fedeli laici, chiamati ad essere sale e luce nel mondo anche attraverso questa modalità di presenza».
Il Papa, però, ha preferito parlare a braccio, rispondendo ad alcune domande. Di seguito ne riportiamo una che ci pare di particolare importanza.

«Si sente: “Noi dobbiamo fondare un partito cattolico!”: quella non è la strada. La Chiesa è la comunità dei cristiani che adora il Padre, va sulla strada del Figlio e riceve il dono dello Spirito Santo. Non è un partito politico. “No, non diciamo partito, ma … un partito solo dei cattolici”: non serve e non avrà capacità convocatorie, perché farà quello per cui non è stato chiamato. “Ma, un cattolico può fare politica?” – “Deve!” – “Ma un cattolico può immischiarsi in politica?” – “Deve!”. Il Beato Paolo VI, se non sbaglio, ha detto che la politica è una delle forme più alte della carità, perché cerca il bene comune. “Ma, Padre, fare politica non è facile, perché in questo mondo corrotto … e alla fine tu non puoi andare avanti …”: cosa vuoi dirmi, che fare politica è un po’ martiriale? Sì. Eh sì: è una sorta di martirio. Ma è un martirio quotidiano: cercare il bene comune senza lasciarti corrompere. Cercare il bene comune pensando le strade più utili per quello, i mezzi più utili. Cercare il bene comune lavorando nelle piccole cose, piccoline, da poco… ma si fa. Fare politica è importante: la piccola politica e la grande politica.
Ma, nella Chiesa ci sono tanti cattolici che hanno fatto una politica non sporca, buona; anche, che hanno aiutato alla pace nei Paesi. Ma pensate ai cattolici qui, in Italia, del dopoguerra – alcuni: pensate a De Gasperi; pensate alla Francia: Schumann, che ha la causa di beatificazione … Si può diventare santo facendo politica. E non voglio nominare più: valgono due esempi, di quelli che vogliono andare avanti nel bene comune. Fare politica è martiriale: davvero un lavoro martiriale, perché bisogna andare tutto il giorno con quell’ideale, tutti i giorni, con quell’ideale di costruire il bene comune. E anche portare la croce di tanti fallimenti, e anche portare la croce di tanti peccati. Perché, nel mondo è difficile fare il bene in mezzo alla società senza sporcarsi un poco le mani o il cuore: ma per questo vai a chiedere perdono, chiedi perdono e continua a farlo. Ma che questo non ti scoraggi. “No, Padre, io non faccio politica perché non voglio peccare” – “Ma non fai il bene! Vai avanti, chiedi al Signore che ti aiuti a non peccare, ma se ti sporchi le mani, chiedi perdono e continui avanti!”. Ma fare, fare…».

Foto papa Francesco da Shutterstock


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20 Commenti

  1. Q.B. scrive:

    Non é facile. Al punto in cui ci troviamo oggi la politica intesa come attività istituzionale é un covo di cialtroni nella parte visibile, un accolita di massoni in quella occulta.
    Se leggo invece quello che dice il Santo Padre alla luce di quello che scrive nel suo articolo Robi Ronza, cioè fare politica al di fuori della politica, allora intravedo un percorso possibile.
    Credo che sedere nel palazzo oggi causerebbe il voltastomaco a una iena.

  2. Emanuele scrive:

    Purtroppo non sono d’accordo con il Santo Padre. Il problema non è solo che i cattolici hanno smesso di fare politica, ma ha smesso la Chiesa (parlo di quella istituzionale ).

    Come si può infatti sostenere che non serva un partito, una casa dei cattolici? Dove dovrebbe militare un politico cattolico in Italia? nel PD, affianco ad abortisti? in partiti patronali? Con chi invoca pulizie etniche e blocchi navali? Con anticlericali?

    …e infatti si vedono come fanno bene i sedicenti cattolici sparpagliati in tutto l’arco parlamentare. Un esempio ne abbiamo avuto col recente voto sul divorzio breve. Questi cattolici sono più intenti a definirsi adulti, emancipati, modernisti, etc, piutto che seguire il Vangelo e il catechismo.

    E indubbio che manca loro una guida autorevole ed una casa… perché chi va con lo zoppo, impara a zoppicare. La Chiesa da un pezzo ha rinunciato a questo ruolo di guida, pensando che il suo peggior male fosse il potere secolare. Ha creduto alla fine alla menzogna liberale – massonica, ora cogliamo i frutti.

    • yoyo scrive:

      Penso che il Papa abbia presente i danni provocati dalla Dc, che ha prodotto quanto dici, anche modificandolla mentalità di tanti vescovi.

      • SUSANNA ROLLI scrive:

        Dalla DC? ..e dalla sinistra no?? Aspettiamo dai loro cattolici -di sinistra- la benedizione sull’ eutanasia, la fecondazione artificiale, gender nelle scuole, utero in affitto (sic!), matrimoni “diversamente abili”, battaglie a medici obiettori di coscienza, etc. etc…..; con simpatizzanti di centro destra.ORRORE!

      • Emanuele scrive:

        …non possiamo ridurre tutta la storia della DC a pochi delinquenti. .. inoltre in molti paesi esistono partiti cattolici come in Austria o la CDU tedesca.

  3. Filippo81 scrive:

    Non è detto , comunque ,che un Cattolico debba far politica all’interno dei partiti che vanno per la maggiore (pd, fi,sc,sel,ncd, 5stelle)all’interno dei quali più che turarsi il naso serve proprio uno scafandro ultraprotettivo !

  4. Cisco scrive:

    Sia i citati De Gasperi che il Servo di Dio Schuman – padri dell’Europa – militavano in partiti democristiani, quindi è evidente che il papa si riferisce a partiti di tipo confessionale, cosa contraria alla stessa dottrina sociale della chiesa. La distinzione tra Stato e Chiesa impone la non partecipazione di sacerdoti alla vita politica e la non interferenza della chiesa in questioni che attengono alla sfera laica. Teoricamente l’unità politica dei cattolici si può esprimere o in partiti di ispirazione cristiana o in partiti di altra ispirazione non pregiudizialmente contrari al bene comune così come cristianamente inteso; in pratica tutto dipende dal contesto sociale e storico. L’unica cosa certa e’ che nessun vescovo può usare la propria autorità per dare indicazioni di voto, se non in casi di grave pericolo per la stessa libertas ecclesiae, come avvenne nel 1948. Eventuali altri casi sono solo una forma di clericalismo.

  5. Cisco scrive:

    Che la Chiesa non sia un partito politico mi sembra evidente, e che quindi non ci debba essere un partito di diretta emanazione ecclesiale è altrettanto ovvio: sarebbe una forma di clericalismo contraria a quella distinzione tra Stato e Chiesa che è a fondamento di una sana laicità secondo la Dottrina Sociale della Chiesa, che infatti vieta ai sacerdoti di candidarsi. Altro discorso è invece l’importanza dell’unità politica dei laici cattolici, la cui forma dipende dalle circostanze storiche e sociali e che nel caso dei citati padri fondatori dell’Europa – De Gasperi e il Servo di Dio Schuman – ha assunto la forma del partito democristiano. Oggi è ancora necessaria questa unità, ma la forma del “partito cattolico” è fuori dalla realtà in una società secolarizzata. I cattolici dovrebbero militare in un unico partito per dare forza alla propria tesimonianza, ma non ci sono più le condizioni perché questo partito sia di ispirazione cattolica.

    • SUSANNA ROLLI scrive:

      …forse perchè non ci sono piu’ i veri cattolici e, se ci sono, sono ininfluenti…

      • Filippo81 scrive:

        Purtroppo anche questo è vero, noi Cattolici praticanti siamo comunque minoranza, per cui un Partito “cattolico” sarebbe comunque controproducente.Ad ogni modo, vedo che tanti Cattolici in politica adottano il modo di pensare marxista o liberale, a seconda degli schieramenti.Cattolici “adulti”, ma sicuramente in questo modo si diventa solo degli ibridi portaborse di altri.

  6. Emanuele scrive:

    @ Cisco

    …scusa, non capisco perché non possano esserci prelati direttamente impegnati in politica. .. ci sono sempre stati, anche in tempi recenti, come Don Sturzo.

    A mio parere, la completa rinuncia al potere temporale è un errore… fu volontà dei massoni e liberali e non vedo perché la Chiesa dovrebbe ottemperare.

    • Cisco scrive:

      @Emanuele

      A mio pare confondi la Chiesa istituzionale – i chierici – con i laici cattolici: i cattolici devono fare politica, gli ecclesiastici devono fare gli ecclesiastici. La massoneria vuole la separazione del cattolicesimo dalla politica, che è cosa diversa.

      Il Codice di Diritto Canonico, nel capitolo riferito ai doveri e ai diritti dei chierici, afferma che “è fatto divieto ai chierici di assumere uffici pubblici, che comportano una partecipazione all’esercizio del potere civile” (canone 285, § 3).

      Aggiunge poi: “Non abbiano parte attiva nei partiti politici e nella direzione di associazioni sindacali, a meno che, a giudizio dell’autorità ecclesiastica competente, non lo richiedano la difesa dei diritti della Chiesa o la promozione del bene comune” (canone 287, § 2).

      Don Sturzo chiese ed ebbe delle dispense precise per poter essere eletto, in particolare da Pio XII. Quindi è la classica eccezione che conferma la regola. Il potere temporale si esercita se si è al governo, e mi pare che il papa sia al governo del Vaticano, non dell’Italia.

  7. Gianna scrive:

    Io consiglioa Bergoglio di dimettersi da papa e anche dal sacerdozio non fa per lui ha proprio sbagliato mestiere meglio darsi alla politica come populista demagogo superficiale contenitore a sbafo di luoghi comuni è UN VERO CAMPIONE!!Si limita a fare osservazioni Caro Bergoglio di politicanti da quattro soldi ne abbiamo molti ci dica il perchè le cause la responsabilità..etc

    • yoyo scrive:

      Gianna, piantala di giocare allo Spirito Santo e vatti a confessare, perché se sei credente stai peccando esattamente nella materia che Cristo ha detto sarà l unico peccato che non sarà perdonato, quello contro lo Spirito Santo che ha eletto Francesco.

      • yoyo scrive:

        Non era ironica la finale. O ci crediamo che i Papi li fa lo Spirito Santo o è meglio diventare protestanti. Perché il peccato contro lo Spirito è il più grave di tutti.

        • yeye scrive:

          Invece il papa che incoraggia Bonino e Pannella a continuare sulla loro strada va bene, yoyo?

          • yoyo scrive:

            Quel papa esiste solo nella vostra testa e sulle pagine di Repubblica. Conoscete la verità e la verità vi farà liberi, come dice il Vangelo di Giovanni.

      • Gianna scrive:

        Ancora con lo Spirito Santo??????Lo Spirito Santo agisce se lo lasciamo agire rispetta la libertà non a casa esiste anche Satana che non lo ha lasciato agire .Per me Bergoglio è un personaggio inadeguato completamente i cardinali hanno sbagliato non hanno pregato lo Spirito Santo perchè lo spirito Santo non può dare un personaggio del genere la storia della Chiesa ci ha dato oltre a Santi e Martiri anche una serie di personaggi che con lo Spirito Santo avevano poco a che fare per me Bergoglio è uno di questi mi confesso ogni mese a differenza di Emma Bonino che non ha nessuna intenzione di farlo anzi ……..e non riceverò la telefonata di Bergoglio
        quando vi svegliate dal sonno???

        • yoyo scrive:

          Medita l esempio di Messori. Anche lui nom capisce tutte le sue scelte, ma si mette nella posizione del ascolto, con cuore aperto. Non cadere nella superbia lefebvriana, che crede di poter dettare lei cosa deve dire o fare il Vicario di Cristo, e non mancargli mai di rispetto. Nessun conclave, agli occhi della Provvidenza, ha mai sbagliato. Persino Papa Borgia è servito davanti al Signore.

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