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Olanda, dilaga la furia eutanasica. Soppressa Gaby, mamma di due ragazzi, per problemi all’udito

gennaio 24, 2015 Benedetta Frigerio

Richiamo della commissione di controllo alla clinica che ha concesso alla donna la “dolce morte”. Ma la valanga dei casi extra legem è ormai inarrestabile

gaby-olthuis-eutanasia-olanda

La Commissione di controllo incaricata di vagliare i casi di eutanasia in Olanda ha giudicato negligente il comportamento della clinica Levenseindekliniek in cui un anno fa è stata uccisa una donna di 47 anni che aveva chiesto la “dolce morte” per un disturbo all’udito. Gaby Olthuis, mamma divorziata di due figli di 13 e 15 anni, clarinettista in carriera, si era ammalata di acufene, un disturbo a causa del quale era tormentata da «rumori terribili, suoni acuti simili allo stridio dei freni di un treno o di un trapano». L’anno scorso Olthuis ha raccontato la sua storia a giornali e tv olandesi (qui l’intervista di De Monitor pubblicata su YouTube), spiegando che la sua battaglia per il “diritto di morire” era cominciata nel 2011.

siringa-eutanasia-shutterstock-12789928«NON VORREI MORIRE». «Un atto disumano», lo aveva descritto la donna stessa, anche perché «ho due bambini, non puoi morire, lasciare due figli. Vorrei anche fare tante cose, non è che non voglio vivere». Poi però, come ha spiegato sua madre Joan, «Gaby disse ai suoi figli che stava programmando la sua morte, che soffriva e non c’erano cure per lei». E quando gli operatori della clinica «acconsentirono all’eutanasia li salutò prendendosi il tempo per organizzare il suo funerale». Un mese dopo, il primo febbraio del 2014, la donna morì dopo aver ingerito un farmaco letale preparato dallo staff della clinica. «Fa rabbrividire il fatto che la madre di due giovani ragazzi, soprattutto se non è malata terminale, possa scegliere di morire in questo modo», ha scritto il Daily Mail riportando il caso, e «sicuramente è una beffa per la sacralità della vita umana il fatto che la sua eutanasia sia stata accettata senza nessuna protesta pubblica in Olanda».

IL PIANO INCLINATO. La commissione di controllo ha verificato che «la paziente non sembrava senza possibilità di cure», e che perciò si sarebbero dovuti eseguire ulteriori accertamenti sul suo caso, ma del resto la vicenda di Gaby Olthuis non fa che confermare una deriva ormai inarrestabile: da quando l’eutanasia è autorizzata in Olanda, di fatto i vincoli, legalmente o meno, si sono sempre più allentanti. Perfino un membro della stessa commissione come Theo Boer, docente all’università di Utrecht, che a lungo ha sostenuto la legalizzazione della “dolce morte”, lo ha definito «un piano inclinato» (vedi questo articolo).

BAMBINI E MALATI MENTALI. In Olanda è ammessa addirittura l’eutanasia sui bambini, giustificata dal fatto che la loro malattia «può essere estremamente stressante per i genitori», come ha dichiarato l’ineffabile pediatra Eduard Verhagen (l’Associazione dei medici olandesi stima 650 casi all’anno). Con l’eutanasia si può ormai mettere fine anche alle vite di persone giudicate depresse o con problemi psichiatrici, sebbene non malate terminali. È successo per esempio a una donna di 54 anni con disturbi alimentari che ha ricevuto un’iniezione letale da Gerty Casteelen, una psichiatra convinta «di rendere felici le persone» sopprimendole. Dal 2012 al 2013, sarebbero 69 persone le persone uccise per «importanti problemi psicologici», e in diversi casi non si capisce se a richiedere l’eutanasia siano stati i parenti o meno.

SPENDING REVIEW. Nonostante tutto questo, il paese non sembra averne abbastanza. Esiste per esempio un’associazione di cittadini che dal 2010 si batte per l’eutanasia accessibile a tutte le persone che abbiano superato i 70 anni e si sentano semplicemente stanche della vita. Inevitabile pensare a una tendenza dettata dall’esigenza di ridurre i costi della sanità, come ha dichiarato a tempi.it Alex Schadenberg, direttore esecutivo della Coalizione per la prevenzione dell’eutanasia. «È chiaro che si risparmia a uccidere un malato invece che curarlo», ha spiegato Schadenberg. Ma non è meno importante la spinta “culturale” di una società che «crede sempre di più che l’eutanasia sia la soluzione giusta a certi tipi di problemi della vita dell’uomo, come la sofferenza».

Foto siringa da Shutterstock

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21 Commenti

  1. To_Ni scrive:

    Non ci si può meravigliare di ciò che avviene nei stati canaglia che per alcune meravigliose creaturine che scrivono qui sono “i paesi civili”. Adottato un principio tutto diventa coerente con esso e tutto prende velocità, senza freni, come in discesa. E del resto per la signora la vita era diventata indegna di essere vissuta (mi colpisce la cosa, io soffro da 4 anni di un brutto acufene) e che diritto hanno gli altri di interferire e di stabilire il limite dopo il quale la vita diventa “indegna”?

    • Filippo81 scrive:

      E’ vero Toni, tante persone ubriacate da stampa e tv di regime, parlano di certi Paesi come Olanda,Gb, Belgio,Svezia ,Germania ecc come Paesi “civili” con evidente complesso di inferiorità…..in cosa consista questa superiore “civilta”, non lo sanno neanche loro,,,,,,,,forse perche tali Paesi hanno avuto quella grande fortuna che fu il protestantesimo, mentre invece noi meschini Sudeuropei (dalla Baviera in giù)…

  2. Marim scrive:

    Ma perché ammazzare tutte le persone dai 70 anni in su??? La cosa mi puzza di Soylent verde…

  3. Jens scrive:

    La triste e amara verità è che i governi non possono più assicurare pensioni e sanità con la crisi e i debiti alti. Si deve scegliere: sopprimere chi arriva alla pensione o continuare a dargli soldi e cure togliendo soldi per il lavoro ad altri facendoli così lentamente morire di fame?
    Lo stato si fa i suoi conti e capisce che se vuole avere soldi dalle tasse che paghiamo deve necessariamente garantire un minimo di occupazione a tutti.
    Il mio commento è cinico, non rispecchia il mio pensiero: semplicemente fotografa l’amara realtà.

    • Filippo81 scrive:

      Allora ,Jens, uno Stato del genere va solo abbattuto !

      • Jens scrive:

        Andrebbe abbattuta tutta una serie di privilegi e clientelismi che sono la causa principale delle dimensioni del debito pubblico. L’Olanda di sti problemi non ne ha, però la crisi si fa sentire ugualmente. Visto che gli olandesi non sono così idioti e non vogliono fare sacrifici inutili come noialtri in Italia, pensano bene di arrivare a queste soluzioni per ridurre il costo delle (poche) inefficienze del sistema.
        E’ inutile metterla sul piano morale quando si parla di uno stato come l’Olanda (potrei anche dire Svezia, Norvegia, Danimarca, etc…). Un discorso del tipo: “bisogna difendere la vita fino alla morte perché è una vita umana” non regge.
        Lì la questione è: lo stato dà servizi sufficienti ai cittadini? i cittadini sono contenti dei servizi elargiti? i servizi vanno cambiati? se sì, come?
        Lì lo stato è un semplice elargitore di servizi, non si occupa della moralità dei cittadini. Se tu ritieni che bisogna vivere anche con la malattia, allora devi pensarci tu. Perché lo stato deve pensare a elargire servizi ai cittadini.

    • il maccabeo scrive:

      I governi non possono assicurare pensioni e sanità? …per forza, finché si continuano a condonare, chessò, 98,5 miliardi di tasse alle societá che gestiscono il gioco d’azzardo quando si è affamata l’italia tutta (Monti) per raccoglierne 37 e rottí…o fino a quando si continua a indebitare artificialmente gli stati con l’emissione di moneta virtuale addebitata a costo nominale …di soldi non ce ne saranno mai abbastanza…per le Banche centrali! E perché le fondazioni bancarie non possono essere tassate? O fino a qundo non si tassa la prostituzione…anche li salterebbero fuori 35 miliardi annui…ma si sa che le succitate possibili fonti di tassazione godono di… “protezioni”? Non parliamo poi degli sprechi per miliardi in ospedali, palazzetti, strutture di ogni tipo mai terminati, rotatorie con una sola uscita o cavalcavia con sbocco nell’aria pura…
      E poi il problema sarebbero i pensionati? Ma perchè? Ma se le imposte pagate dalle imprese su lavoro dipendente sono superiori allo stipendio percepito e se io lavoro per 40 anni, mi sa dire come faccio, andando in pensione, a essere una rovina per lo stato quando io percepisco una pensione per molti meno anni del periodo contribuito e pari all’80 per cento dello stipendio? Anche se stessi 30 anni in pensione resta allo stato 10 anni dei miei contributi piú la differenza del 20 per cento su 30 anni di pensione oltre agli interessi maturati in 40 anni di lavoro sui miei contributi e sugli stessi 30 anni di pensione.. i Pensionati un peso per lo stato da sopprimere? Ma perfavore. Da sopprimere sarebbero piuttosto le istituzioni che creano debito dal nulla e che speculano senza creare beni reali. Islanda insegna.

  4. Giovanni Novelli scrive:

    I soldi si stampano e non dimentichiamoci che sono nati come una convenzione per favorire gli scambi, essendo più efficaci in tal senso del baratto. Un tempo, un popolo santo ogni 50 anni faceva un condono di debiti e proprietà terriere. Resta il fatto che é una convenzione per quanto elevata a Divinità, dispensatrice di benessere come di morte. Comunque si giri la questione resta il Fatto che la vita é un dono, che siamo Creature e non automi ne tanto meno oggetti, almeno fintanto che rispettiamo la vita e non solo quella nostra, perché gli altri siamo noi e non abbiamo diritto di togliere la vita a nessuno. Siamo uomini e donne, non animali. Ogni tanto cerchiamo di ricordarcelo.

  5. elvira scrive:

    il demonio ci vuole distruggere con le sue illusioni facendo credere bene ciò che è male. Dobbiamo capire che la vita è un dono del SIGNORE e dobbiamo rispettarla anche in presenza della sofferenza . Vogliamo incontrare il demonio e stare con lui eternamente o vedere la luce e quini le bellezze che ci ha riservato il SIGNORE ?…….

    • Mirella scrive:

      Il “Signore” non è indispensabile per tutti come sembra esserlo per lei e per i cristiani in generale, se ne può fare benissimo a meno, soprattutto quando il rispettare “la sua volontà” va a cozzare con la propria.
      Questione di priorità: evidentemente, per la signora che ha fatto la scelta eutanasica, veniva prima la sua volontà che non quella divina… e, visto che esiste il libero arbitrio, era sua facoltà il darle precedenza.
      Non capisco il perché di tutto questo allarmismo sul demonio e le sue illusioni, anche perché si può essere benissimo consapevoli dei “rischi demoniaci” e preferirli all’obbedienza al “Signore”.

      • To_Ni scrive:

        Lo so che per molti Dio non è avvertito come indispensabile. Soprattutto quando si è cresciuti in una storia, tradizione e cultura a 360 intrisa di cristianesimo che ti ha consentito la possibilità di una scelta. Benedetto Croce per questo sosteneva il “perché non possiamo non dirci cristiani”. Ma lui era una persona inteliggente ed onesta intellettualmente. Se si fosse nati in Cina nell’1800 sarebbe stato lecito ad un bambino appena nato prenderlo sbatterlo in una parete e buttarlo nel braciere. Non succedeva lecitamente in Europa perchè è cristiana. E possiamo spingersi al punto di dire ch se c’è qualcosa di umano e buono in ogni persona è perche ha comunque respirato una tradizione cristiana.
        Poi si puo sciegliere il demono e trovarsi comodi, ok , ognuno ha la libertà che si merita.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Toni, non so se te ne sei accorto, ma il nome e il pensiero di codesta Mirella coincidono con la signora di feisbuc che si firma Mirella Brunhilde Heydrich…
          Lo stesso cognome del Obergruppenführer delle SS Reinhard detto “il boia di Praga”.
          Quando si dice il caso…

  6. Nino scrive:

    E’ chiaro che da un punto di vista cattolico la vita non è dell’uomo ma di Dio, che avendola data all’uomo è l’unico che gliela può togliere (tanto è vero che il suicidio è pesantemente condannato dalla chiesa), e quindi non può esserci discussione.

    Se però affrontiamo l’argomento mettendo un attimo da parte la religione, le cose diventano meno semplici.

    Poiché a volte le parole sono importanti, ma in certi casi lo sono ancor di più, vorrei iniziare con una precisazione:

    L’eutanasia – letteralmente buona morte (dal greco εὐθανασία, composta da εὔ-, bene e θάνατος, morte) – è il procurare intenzionalmente e nel suo interesse la morte di un individuo la cui qualità della vita sia permanentemente compromessa da una malattia, menomazione o condizione psichica.

    il suicidio assistito è invece l’aiuto medico e amministrativo portato a un soggetto che ha deciso di morire tramite suicidio ma senza intervenire nella somministrazione delle sostanze.

    Nel caso di Gaby, la mamma dei due ragazzini, non si può parlare di eutanasia ma di suicidio assistito. Tra l’altro, nello stesso articolo del Daily Mail, si parla invece del caso di un signore che, paralizzato dal collo in giù, a chiesto ed ottenuto l’eutanasia. (e, tanto per la precisione, la citazione riportata qui sopra «sicuramente è una beffa per la sacralità della vita umana il fatto che la sua eutanasia sia stata accettata senza nessuna protesta pubblica in Olanda» è si una traduzione corretta di quanto riportato sul sito originale, ma manca il “?” finale)

    • To_Ni scrive:

      @Nino
      La religione non si può mettere di lato neppure un attimo. La religione è un elemento costitutivo dell’individuo. Ed a ben vedere nessuno escluso opera fuori di un sistema devozionale che è alla radice di ogni scelta . Pure l’ateismo è diventato un sistema un religioso e la volontà eutanasica si innesta sempre più in esso.
      Poi se proprio si deve ragionare sull’eutanasia si deve tenere conto di tutti gli elementi che concorrano in una scelta come quella di mettere fine alla propria vita.
      Cominciare a chiedersi se è una scelta veramente individuale. Quanto conta l’ aspettativa della famiglia di togliersi o meno un peso morto dai piedi. Quanto questo influisce sulla volontà di chi chiede la soppressione. Ne sto citando solo alcuni e tralascio quelle implicanze sul fronte medico.
      Quindi caro Nino le cose troppo “semplici” le fai tu.

      • Nino scrive:

        @Toni: io ho scritto esattamente il contrario, e cioè che le cose non sono semplici, per molti motivi inclusi quelli che tu hai citato.

        La religione, in discussioni del genere, va messa da parte, altrimenti non c’è discussione, ma solo posizioni fisse ed immutabili. Per la religione cattolica eutanasia e suicidio assistito sono proibiti, quindi no senza se e senza ma, perchè anche ipotizzare che possano esserci dei casi in cui hanno senso, non è possibile. E’ come discutere, anzi non discutere, di aborto, di divorzio, ecc.

      • lorenzo99 scrive:

        @To_Ni
        la religione non solo si può mettere di lato, ma deve essere messa di lato nel momento in cui i soggetti interessati sono atei! portate rispetto per i credo altri.

        • ToNi scrive:

          Caro Lorenzo99

          Io rispetto il credo dell’altro. Ma se in una parete ci metto il crocifisso è tu me lo vuoi togliere tu non rispetti il mio. La parete è grande e puoi ritagliarti il tuo spazio di nulla, delimitarlo con un gessetto, ed adorarlo.

          A parte ciò, lo dico veramente, la religiosità di un individuo non può essere privata, o ha una dimensione sociale e politica, altrimenti non è niente.

  7. Luigi scrive:

    “Non somministerò a nessuno, neppure se richiesto, alcun farmaco mortale, e non prenderò mai un’ iniziativa del genere; e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l’aborto”…
    Giuramento di Ippocrate…
    La versione “moderna” cambia le parole, ma la sostanza non cambia poi molto:
    “giuro: di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di comportamento; di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’ uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni mio atto professionale; di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente; ”

    Comunque non è che si può fare molto di questi tempi, l’unica strada da percorerre è quella con cui il cristianesimo ha “conquistato” i popoli… è la strada della Caritá…
    Anche perché ci rendiamo conto che oggi tante persone addirittura credono che il cristianesimo abbia conquistato i popoli con la forza? Credono che il cristianesimo sia una sorte di movimento politico antico… Una sorta di comunismo di 2000 anni fa…che incitava i “poveri” alla ribellione per poi conquistare il potere… Prima del papato” il popolo era giá in gran parte cristiano e non per mezzo di guerre, di ribellioni, di strane ma é proprio il contrario… La conversione del mondo è stata la naturale conseguenza della Caritá cristiana e della Parola di Gesú Cristo. Bisogna tornare ad essere “cristiani” nel mondo ma non del mondo!

  8. riccardo scrive:

    Riporto quanto ho scritto per la popolazione dell’Oregon: 3.8 milioni, ha scelto di morire così lo 0.001% ossia la questione riguarda una persona ogni 100.000.
    Tra i destinati a morire nell’anno (1% della popolazione in Italia presumo sarà analoga percentuale in Oregon) quindi circa 1 su mille all’interno dei destinati a morire. Problema inesistente.
    Certo in Olanda (noto popolo di deficienti già in testa per suicidi prima che diventasse di moda) le percentuali crescono a 1,4 su cento all’interno dei destinati a morire.
    Ribadisco se ne parla perché i “giornali” hanno deciso di creare questo bisogno e di manovrarlo in forma ideologia.
    Non è un problema del popolo che ha sempre sofferto ed ha sempre trovato medici intelligenti che sapevano quando e come facilitare il trapasso (ma non si può dire).
    Nell’ambito dell’umano il problema non si pone nell’ambito dello Stato che si pone come origine e fine dell’uomo il problema si pone: togliere dai piedi chi costa e creare business sugli uomini, sui corpi degli uomini. Le anime le hanno già vendute.
    Chi vuole essere il concime del potere lo sia.
    La verità è che partendo da quello che il potere pianifica (e da casi statisticamente inesistenti) si amplifica un disagio che rimane l’unico elemento reale di tutto questo percorso ideologico.
    Amplificato il disagio, gli uomini che sono ineducati dal potere nelle sue madrasse nichiliste, non cercano di approfondire la natura del soggetto che questo disagio vive (analisi su di sé e sul senso dell’esistenza secondo la tradizione greca ed ebraico cattolica) ma aspettano dal potere la soluzione che (già pronta da tempo) viene somministrata sempre sotto forma di alienazione. Rendere evanescente la coscienza dell’io.
    Soldi per il potere, sottomissione per la persona ridotta a cittadino. Che palle di vita (infatti si suicidano).
    Io ho assistito al doloroso calvario di una santa madre di tre bambini morta per di cancro al cervello.
    Non è stato tempo vano il suo. Tutti noi, lì intorno, per le sue piaghe siamo stati guariti.
    Ma a chi non cerca non è dato di trovare.

  9. il maccabeo scrive:

    I nazisti si suicidavano pure loro quando si vedevano con le spalle al muro e “eutanasiavano” coloro che ritenevano tarati geneticamente o etnicamente e dunque indegni della vita, vita di cui si ritenenvano arbitri, che però essi non avevano mai dispensato a nessuno. Di comune tra nazi e legislazione olandese c’è la stessa convinzione che malattia o sofferenza rendano la vita indegna di esser vissuta. Agli antipodi di coloro che invece credono che malattia o sofferenza siano un’occasione per mostrare l’amore del prossimo aiutando chi soffre a uscirne. Con queste convinzioni sono nati ospedali, università e scuole per i poveri in un tempo definito “buio” solo da chi vive oggi realmente “nelle tenebre e nell’ombra della morte”. La vita é infatti un dono che tutti abbiam ricevuto, nazisti e aspiranti suicidi compresi, e non è una proprietà privata che ci si è guadagnati per merito o per scelta. Come nessuno decide autonomamente di nascere, così non si dovrebbe decidere di morire. Più intelligente sarebbe chiedersi il perchè della vita e della morte, cosi´come della gioia e della sofferenza. O è chiedere troppo?

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