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L’obbligo del Pos è «una tassa occulta che fa felici solo le banche». Lo sapete quanto costa un pagamento elettronico?

luglio 1, 2014 Matteo Rigamonti

Intervista a Mauro Bussoni (Confesercenti): la macchinetta sarà la rovina di edicolanti, tabaccai e benzinai. E se in Italia diminuisce il numero di carte di credito, non sarà mica perché siamo tutti evasori fiscali

È scattato l’obbligo del Pos per esercenti, commercianti, professionisti e aziende. In pratica, da ieri, chiunque abbia un’attività verso il pubblico deve dotarsi obbligatoriamente dell’apposita macchinetta per accettare pagamenti tramite carta di debito o bancomat. Mentre consumatori, clienti e acquirenti possono chiedere di pagare con moneta elettronica a partire da spese superiori ai 30 euro. E qualora esprimano questa volontà l’esercizio è obbligato ad accettare la richiesta (anche se per il momento non sono previste sanzioni in caso di inadempienze).
Secondo Confesercenti, dotarsi del Pos per un’impresa che realizza transazioni per 50 mila euro l’anno potrebbe arrivare a costare fino a 1.700 euro tra costi d’installazione, canoni e commissioni. La misura che ha introdotto l’obbligo del Pos era stata adottata dal governo Monti, ma l’entrata in vigore, inizialmente prevista per il 1° gennaio 2014, è stata posticipata di sei mesi. «Una tassa occulta, oltre che un favore alle banche», spiega a tempi.it il segretario generale di Confesercenti Mauro Bussoni (foto in basso a sinistra), perché «è una misura che non tiene conto di chi deve sobbarcarsi i costi dell’attuazione né tantomeno serve a combattere l’evasione».

Bussoni, chi è tenuto a installare il Pos?
Chiunque abbia un’attività verso il pubblico. Anche se, di fatto, dovrà aggiornarsi soprattutto chi non ha un esercizio commerciale in sede fissa, come, per esempio, gli idraulici o i muratori. Ma anche professionisti, come possono essere gli architetti, gli avvocati, i commercialisti e i consulenti del lavoro. Persino gli ambulanti e le piccole attività anonime dovranno obbligatoriamente dotarsi di un Pos.

mauro-bussoni-rete-imprese-italiaCe n’era davvero bisogno?
Senza dubbio favorire i pagamenti tramite moneta elettronica risolve una serie di problematiche connesse alla loro tracciabilità, alla trasparenza e alla sicurezza. È legittimo auspicare che anche in Italia aumenti l’utilizzo delle carte elettroniche, che è minore rispetto ad altri paesi europei. Ma per farlo sarebbe stato molto meglio incentivare il ricorso a simili mezzi di pagamento rendendolo più conveniente, anziché condurre la “lotta al contante”, come già si è provato a fare con il tetto a 1.000 euro, che c’è solo in Italia. È quello che ha fatto, per esempio, la Corea del Sud, abbassando notevolmente i costi di gestione. Costi che da noi rimangono altissimi.

Non è esagerato parlare di «tassa occulta»?
No, non è esagerato. Oltretutto con l’obbligo di pagamento tramite Pos si corre il rischio di dimezzare, azzerare o addirittura mandare in rosso i margini di guadagno di alcune particolari categorie come gli edicolanti, i tabaccai e i benzinai. Tanto per fare un esempio, un tabaccaio, che già ha un euro di margine di guadagno sul rinnovo di un bollo da 100 euro, con il pagamento tramite Pos dovrà sborsare una commissione di 1 euro e 50 centesimi. Così come un benzinaio, che riceve ogni giorno il 40-50 per cento dei pagamenti tramite carte di credito o di debito, si vede dimezzato al 2 per cento il margine di guadagno, che già è risicato, essendo pari a circa il 4 per cento. Mentre, di certo, le banche non piangeranno.

Non crede, però, che in un momento di crisi come l’attuale sia difficile trovare margini per incentivare la moneta elettronica?
No, è una questione di scelte e obiettivi. Se veramente volesse condurre la lotta all’evasione, questo governo dovrebbe incentivare il ricorso alla moneta elettronica facendo in modo che il suo costo non ricada interamente sulle imprese. Nel caso in esame, per esempio, sarebbe bastato introdurre criteri di gradualità a beneficio di chi sceglie di pagare tramite bancomat o carta di credito. È innanzitutto il costo della moneta elettronica a dover essere abbassato in Italia. Anche la Banca d’Italia ha certificato che il numero di carte di credito nel nostro paese è diminuito. La colpa non può essere solo della crisi economica, significa che pagare in contanti è tuttora più conveniente.

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22 Commenti

  1. Cisco scrive:

    A me pare la solita decisione all’italiana: si persegue un obiettivo giusto, la lotta all’evasione, ma non si approntano gli strumenti adeguati.
    Nell’uso della moneta elettronica (e nei suoi costi) siamo un paese del terzo mondo. Lo stato dovrebbe rendere detraibili almeno le spese fisse del pos,mi porre alle banche di abbassare le commissioni e sanzionare chi non lo usa. Invece si fa propaganda politica.

  2. Nino scrive:

    La scelta di rendere obbligatorio il POS a me sembra ottima ma:

    da una parte, da quel che si legge, l’infrazione di detto obbligo non comporta sanzioni (ed un obbligo senza sanzioni … non è un obbligo)

    dall’altra avere il POS è senz’altro un costo aggiuntivo che dovrebbe essere in qualche modo ammortizzato

    C’è però da fare un discorso di fondo, che il responsabile della Confesercenti non fa (chissà perchè): già oggi praticamente tutti i negozi (almeno nelle grandi città) hanno il POS, tutti i ristoranti, tutti i distributori di benzina, ecc. perchè non averlo spesso è un danno per il commerciante stesso, quindi il danno è veramente minimo. Inoltre, se è vero (è quello che dice la Confesercenti) un POS tra costi fissi e di gestione costa 1.200 euro, vuol dire 100 euro al mese, ovvero 5 euro al giorno. Diverso sarà per i professionisti, dall’idraulico al carrozziere, dal medico all’avvocato, che avranno qualche chance in meno di “dimenticare” di registrare un incasso

    • Ale scrive:

      @Nino le dimenticanze che tu citi non riguardano tutti i professionisti ma solo quelli che lavorano con Privati Cittadini. Chi lavora con le aziende deve fatturare per forza di cose per essere pagato, altrimenti senza fattura le aziende non pagano ed in genere pagano con bonifico bancario a 60-90-120 giorni dall’emissione di fattura. Nonostante ci sia una legge che li obbligherebbe a pagare entro 30 giorni. Il professionista non si va ad inimicare l’azienda chiedendo di rispettare i 30 giorni e suo malgrado, visti i tempi, accetta pagamenti a 60-90-120 giorni . Quindi il POS e’ solo un costo e un regalo alle Banche. Perché non permettono di portare tutto in detrazione per invogliare anche i Cittadini Privati a Pretendere una Benedetta Fattura?! Questo Abolirebbe il Nero. Altro che POS.

    • Giancarlo Barra scrive:

      C’è un aspetto che mi sembra sia stato trascurato. E’ chiaro che la moneta sia uno strumento di libertà come è anche vero che non si possa essere considerati onesti se sia impossibile rubare! Se questo strumento serve a rendere impossibile l’evasione fiscale, allora dovremmo anche ripristinare il coprifuoco per evitare le stragi del sabato sera! In verità l’evasione fiscale non va resa impossibile (sarebbe comunque impossibile renderla impossibile), ma va contrastata con un’attività costante, intelligente e scientifica che oggi non può essere svolta dall’Agenzia delle Entrate, la quale crede di essere un’impresa di estrazione di minerali (e come tale si comporta). Ma veniamo alle mie personali perplessità sullo strumento (eccessivamente stringente) approntato dal Governo. E’ chiaro che siamo sulla strada dell’eliminazione del contante e che, come conseguenza, gli Istituti di credito (se non contrastati) deterranno il governo integrale della moneta (quella elettronica, la sola esistente). Questa nuova “autorità” detterà delle regole e sarà in grado di inibire a questo o a quello (per ragioni che potrebbero anche non essere accettabili) l’uso della moneta e quindi la possibilità di effettuare transazioni. Come, ulteriore, conseguenza catastrofica vedo anche la nascita di una nuova criminalità cui ricorrere nel caso in cui si verifichi la prima conseguenza. Apocalisse?

    • Sandro kensan scrive:

      C’è da dire che un avvocato non lo paghi 50 euro e il limite della carta di credito è di un migliaio di euro. Quindi gli avvocati, i notai, i muratori, ecc pagano 1200 euro all’anno ma il pos fa la polvere. Questi li paghi col bonifico.

  3. Renzo Barbieri scrive:

    A parte il fatto che l’evasione fiscale è una cosa estremamente positiva e da sostenere, mica da combattere, i commentatori precedenti non hanno capito che il POS non serve nemmeno a questo. E’ ovvio che se pago in nero l’idraulico lo pago in contanti mica col POS, quindi per l’evasione fiscale non fa assolutamente nessuna differenza avere il POS oppure no. Lo capirebbe anche un bambino. E’ solo un favore alle banche.

    • Nino scrive:

      esiste una fascia di clienti (non tutti ovvviamente) che paga senza chiedere la ricevuta per semplice pigrizia (anche perchè non può scaricarla) e, se sa che un certo esercizio non accetta carte di credito, si munisce di contanti anche prendendosi il disturbo di andare al bancomat per ritirarli. Almeno quel tipo di cliente forse pagherà con la carta se gliene verrà data a possibilità. Resta il fatto ce il tutto è su base volontaria, mentre io metterei l’ “obbligo” per pagamenti oltre i 100 euro di pagare con strumenti elettronici, che spero sia il prossimo passo del governo. Con sanzioni da entrambe le parti, in caso si inosservanza

      • Sandro kensan scrive:

        @ Nino
        La stragrande maggiornaza degli italiani non cambierà le sue abitudini di pagamento e non ha la carta di credito che secondo i dati della Banca d’Italia sta perdendo clienti.

    • Cisco scrive:

      @Barbieri
      A parte la battuta sull’evasione, anche un bambino sa che se uno va dal benzinaio o dal tabaccaio non può evadere facilmente l’IVA. Certo possono farlo idraulici e muratori. Comunque si tratta di un servizio al cliente, e sarà il cliente a chiederlo sempre di più.

  4. paolo scrive:

    Il problema non è che si fa un favore alle banche o meno.
    Il problema è di libertà.
    Nessuno deve essere obbligato al pagamento elettronico, perchè significa dover avere un conto in banca per vivere. E questo vale anche per il divieto del contante per transazioni maggiori di 1000 euro. E’ un abuso di potere!
    Ma nessuna persona libera può essere obbligata a servirsi di una banca . Siamo figli di DIO e quindi essere liberi e non schiavi dello Stato. Non siamo in una dittatura.
    Uno può decidere di mettersi i soldi nel materasso. Che cavolo gliene frega allo stato.
    Loro vogliono evitare l’ evasione fiscale….dicono…
    Ma il fine non giustifica i mezzi.
    Invece oggi si va diffondendo il principio aberrante per cui per impedire un abuso, ti impedisco l’ uso.
    Come anche per i sacchetti di plastica nei supermercati…. Siccome qualcuno poi li potrebbe buttare via e ingozzare gli squali, allora il te li vieto a priori.
    ALla stessa stregua potrebbero vietarti anche di usicre di casa perchè potresti prendere a pugni qualcuno per strada.

  5. luigi lupo scrive:

    Altra tragedia nel Canale di Sicilia, 30 morti, ma per Tempi questa tragedia non è una notizia, Molto più importante scrivere del Pos e di quanto costa averlo, infatti tutti quelli che da anni lo usano sono ridotti in miseria. Scrivono questi articoli cadendo nel ridicolo non capendo che il problema è solo per chi il terminale non lo ha, per esempio quanti benzinai ancora non lo hanno? pochissimi, ma per Tempi anche per loro è un problema.

  6. Andy scrive:

    Tanto per fare un po di chiarezza sui costi di questi costi “altissimi”:

    IWSmile di IWBank
    Attivazione: gratis
    Canone mensile: 3 euro
    Commissioni sui pagamenti: 1,8% sul valore dell’operazione

    L’artico di tempi dsostiene “Secondo Confesercenti, dotarsi del Pos per un’impresa che realizza transazioni per 50 mila euro l’anno potrebbe arrivare a costare fino a 1.700 euro tra costi d’installazione, canoni e commissioni.”

    Dott. Busoni che razza di conti ha fatto? per arrivare a pagare 1700 euro all’anno si dovrebbe incassare non 50.000 ma quasi il doppio piú di 94.000 euro l’anno. Credo che se il barista sotto casa arrivasse a 94.000 l’anno di incasso sono con carte i 1.700 euro li pagherebbe forse anche volentieri, piuttosto che rischiare ogni giorno di essere rapinato prima della chiusura.

    • Giannino Stoppani scrive:

      Ma perché, a prescindere dal fatturato che fa, uno dovrebbe essere costretto dallo Stato a versare 1700 euro all’anno a una banca?
      A me pare una estorsione.

    • Sandro kensan scrive:

      Se io vendo materiale costoso (benzina, marche da bollo, monete d’oro, materiale chimico costoso, materiale ad alto prezzo e con forte concorrenza) allora il mio fatturato è alto ma il mio guadagno è basso.

      Un benzinaio guadagna su 100 mila euro di benzina il 4% quindi 4 mila euro lordi all’anno, tolte le tasse siamo sui 2000 euro. Non è sinpatico guadagnare il 2% in meno su 100 mila euro ovvero 2 mila euro che si scaricano al 50% circa cioè 1000 vanno a scalare il netto.

  7. Giannino Stoppani scrive:

    Come ha rilevato giustamente il signor Barbieri, chi fa il nero continuerà a farlo tranquillamente, anzi sarà pure moralmente ancor più giustificato da questa ennesima gabella.
    La tracciabilità dei pagamenti è solo un obbiettivo secondario, quello principale è costringere la gente, specie gli anziani (che già sono vittime di numerosissime truffe elettroniche) e i poveri a pagarsi pure le spese di un conto corrente o di una carta ricaricabile.
    Dunque, in fin dei conti, l’obbligatorietà di detenere il POS è solo una imposizione per favorire gli introiti delle banche a spese dei più deboli.

    • Nino scrive:

      la legge prevede la possibilità, non l’obbligo del pagamento elettronico (quindi gli anziani ed i poveri non sono toccati dal provvedimento), quindi niente provvedimento a spese dei più deboli. Ciononostante un correttivo ci vorrebbe, per esempio abbassare le commissioni bancarie (tra l’altro una cosa è pagare con il bancomat altra è pagare con la carta di credito)

  8. VivalItalia scrive:

    Fate come me..pagate en natura!

  9. VivalItalia scrive:

    ..fate come me..pagate en natura!

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