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Non era né bellissimo né laureato, ma solo schizofrenico. Il donatore di sperma 9623 ora ha oltre 30 figli

aprile 21, 2015 Leone Grotti

Una coppia lesbica ha fatto causa alla società che gestisce banche del seme, perché l’uomo di cui hanno comprato lo sperma non era «quello che diceva di essere». E non ci sono controlli

bambini-fecondazioneLaureato in neuroscienze, con un master in intelligenza artificiale, un dottorato in neuroscienze ingegneristiche, 160 di quoziente intellettivo, «maturo», bellissimo e con una «storia clinica impressionante» per quanto riguarda la salute. Così una banca del seme americana ha presentato il donatore 9623 alla coppia lesbica Angela Collins e Margaret Elizabeth Hanson.

L’ACQUISTO E LA SCOPERTA. Angela e Margaret, soddisfatte all’idea di quale figlio sarebbe potuto risultare dalla combinazione del codice genetico di un simile “donatore” con quello di una di loro, sette anni fa hanno comprato quello sperma e un figlio è stato concepito attraverso la fecondazione eterologa. A giugno, sistemando delle carte, le due donne si sono rese conto che in una email della banca del seme venivano indicati per errore anche nome e cognome del donatore (che dovrebbe restare anonimo). Incuriosite, hanno fatto qualche ricerca sul padre e hanno scoperto che l’uomo di cui hanno comprato il seme non ha alcuna laurea, è schizofrenico, è stato arrestato in passato per una piccola rapina e non è neanche bellissimo. La sua foto era stata photoshoppata.

30 VOLTE PADRE. Ecco perché le due donne, che vivono in Canada, hanno fatto causa lo scorso 31 marzo alla Xytex Corp. L’uomo di cui si lamentano sarebbe tra l’altro già felicemente padre di oltre 30 figli. Un numero legale, visto che lo sperma può essere usato fino a un massimo di 60 richiedenti. Nessuno dei protagonisti di questa vicenda, raccontata dall’Associated Press, ha voluto finora rilasciare commenti.
Negli Stati Uniti i donatori di sperma sono obbligati per legge a passare test che dimostrino l’assenza di malattie infettive. Come fatto notare da un comunicato della Xytex in risposta alla coppia, «è il donatore che poi invia una sua fotografia e fornisce copie di di lauree e quant’altro. Noi avvisiamo i nostri clienti che questi dati non vengono verificati da Xytex», un gigante nel campo delle banche del seme. La coppia invece, attraverso il suo avvocato, lamenta la mancata chiarezza dell’azienda su questo punto: «Non ci hanno detto: “Questo è quello che lui dice di essere” ma “questo è quello che lui è”».

TROPPE INFORMAZIONI. Angela e Margaret pensavano forse che anche Xytex, come altre aziende che gestiscono banche del seme dicono di fare, chiedessero ai donatori una storia clinica che risale fino a tre generazioni addietro. Ma, come fanno notare due studiosi americani esperti in materia citati dall’Ap, «non c’è un esame del sangue per malattie mentali» come la schizofrenia. Inoltre, proseguono, anche se ci fossero, a che cosa servirebbero? «Le informazioni fornite ai clienti sono in ogni caso molte di più di quelle che ogni persona media dispone sul proprio partner prima di fare un figlio con lui. Quante persone conoscono la storia clinica della famiglia della propria sposa fino a tre generazioni?».

LE REGOLE DEL MERCATO. Il figlio di Angela, Margaret e il donatore 9623 ora ha sette anni e dovrà essere «monitorato costantemente» per verificare che non diventi schizofrenico a sua volta. E questo ha un costo. Le due donne vogliono essere risarcite e poi pretendono «regole» migliori. Ma quando si compra qualcosa e si firma un contratto, sia l’oggetto della compravendita un mobile, un po’ di sperma o un bambino, si rischia sempre di essere ingannati. Neanche un eventuale test genetico avrebbe potuto smascherare il donatore 9623, che non ha lauree, né un quoziente intellettivo alto ma è un malato mentale. Al mercato si rischia sempre di essere truffati.

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14 Commenti

  1. Luca P. scrive:

    Bhe, adesso per coerenza possono prendere in considerazione l’eutanasia.
    Sarà mica bello passare tutta la vita con l’ansia che il difetto genetico del tuo figlio in provetta si manifesti con l’incertezza di come andrà a finire per lui e per i genitori (anzi sarebbe meglio dire acquirenti).
    La procreazione senza una amorevole apertura al mistero della vita … è come un tunnel che porta all’inferno.
    Purtroppo la pretesa (neanche tanto moderna) che il figlio sia un diritto (indipendentemente che sia concepito naturalmente o in provetta) è veramente un abominio.

  2. Sabrina scrive:

    Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e la natura corregge sempre gli orrori dell’uomo.

    • Carlo scrive:

      L’uomo è “farfallone” di natura. Quanti uomini sono pronti a vantarsi di prodezze al limite dell’incredibile per passare una notte con la bella puntata in discoteca? Simili atteggiamenti esistono, la cosa grave è che l’azienda non abbia fatto alcun controllo, soprattutto medico. Poi si può discutere a lungo sul concetto di donazione di sperma, ma mi chiedo quanti uomini sarebbero contrari a “donarlo” tramite un rapporto sessuale, se la donna si mostra disponibile

      • Trider G7 scrive:

        “mi chiedo quanti uomini sarebbero contrari a “donarlo” tramite un rapporto sessuale, se la donna si mostra disponibile”
        A questo proposito possiamo invocare la legge di Van de Korput:
        il numero dei donatori di sperma varia in maniera inversamente proporzionale alla responsabilità che la donazione comporta.
        Forse è andata così anche per suo padre…

        • Carlo scrive:

          Cosa c’entra mio padre? Se questa è l’educazione che lei dimostra, non serve alcuna legge per dedurre la qualità dell’educazione che lei ha ricevuto dal suo, di padre.

          • Trider G7 scrive:

            Caro signore, non ha scritto lei che l’uomo è “farfallone di natura”?!
            E allora che senso ha tirare in ballo la mia educazione allorché io mi sono limitato a cercare di farla riflettere sul fatto che pure suo padre è un uomo?
            Pensi con maggior cura alle conseguenze delle sciocchezze che scrive, invece di fare l’offeso fuori luogo.

            • Carlo scrive:

              Molte signore battono la strada, ma non mi permetterei mai di ipotizzare che la sua o sua madre facciano lo stesso. Lei non mi conosce. Può trarre tutte le conclusioni che vuole sulla popolazione generale, ma non può permettersi di trarne alcuna su di me in particolare. Comprendo che il pregiudizio sia il pane di taluni pervasi da certe ideologie, ma questo non giustifica la sua mancanza di rispetto nei miei confronti. Gettare la conversazione sul personale è puerile e segno di maleducazione.

              • Nino scrive:

                @Carlo: ma è la norma quando non si hanno altri argomenti …

                • Trider G7 scrive:

                  Quando non si hanno argomenti si scrivono fior di sciocchezze, poi si piagnucola facendo la vittima se qualcuno ce lo fa notare, e infine si usa un altro stupido nickname per darsi ragione da soli.
                  Vero, chef?!

              • giovanna scrive:

                Certo, Carlo-Filomena, invece, secondo te, assumere decine di nick in contemporanea e raccontare un sacco di frottole per falsare la discussione a favore delle tue tristissime e mortifere teorie , sarebbe segno di grande educazione !
                Sarebbe segno di grande maturità !
                Ma come fai a non vergognarti ?
                Ma con che coraggio continui ad infestare il sito ?
                Certo che hai una visione così sporca dell’uomo e della donna, e conseguentemente del bambino, che fai paura : in questo sei coerente, sprizzi cattiveria da tutti i pori.
                L’unica spiegazione possibile, oltre ad una malvagità incredibile, è quella della patologia : ti avevo consigliato di aprirti con qualcuno a te vicino, posto che ci sia qualcuno che possa starti veramente vicino , insisto, ne hai veramente bisogno, stai per sclerare del tutto.
                Almeno Nino, pur con tutta la sua malafede e il suo squallore umano, usa sempre lo stesso nomignolo e lo stesso avatar : è l’unica cosa positiva che gli riconosco.
                Ma al di là delle decine di identità che assumi, è proprio il contenuto dei tuoi post che fa ribrezzo, la tua visione bassa e repellente dell’uomo. probabilmente, da quello che in questi mesi hai raccontato, pur tra mille balle, derivata proprio dalle figure inconsistenti e molto negative dei tuoi genitori. O perlomeno, le hai vissute tu in modo totalmente negativo, magari sono solo dei genitori addolorati , chissà.
                Certo che in questi commenti si apre a volte un mondo così pieno di dolore che si rimane a bocca aperta.

              • Trider G7 scrive:

                E da quando sarebbe frutto di maleducazione far discendere logicamente sul particolare le dirette conseguenze di una sciagurata asserzione in generale?!
                Piuttosto, non le pare che sia un tantino maleducato il suo penoso tentativo di far credere, barando smaccatamente, che l’asserzione “molte donne battono il marciapiede” sia da considerarsi analoga a “gli uomini sono farfalloni di natura”?
                Eh già, perché, a differenza tra quanto in maniera puerilmente disonesta vorrebbe far credere, scrivendo “gli uomini sono farfalloni di natura”, lei in realtà ha scritto l’equivalente al maschile di “le donne sono zoccole di natura”!
                E con quale diritto lei pretende di considerare maleducato chi le fa notare che dal novero dei “farfalloni di natura” o delle “zoccole di natura” non si possa per principio ritenere esclusa la sua parentela?
                Veda piuttosto di scusarsi lei, per la sciocchezza che ha scritto!

                • Carlo scrive:

                  Prima mi insulta personalmente addossandomi il suo pregiudizio, poi sempre con lo stesso si immagina che io sia misogino (ho detto “molte donne battono la strada” e francamente anche se fossero una sola sarebbero sempre troppe) e poi, sempre spingendosi sull’onda delle sue assurde deduzioni, mi accusa di cose che solo lei potrebbe pensare. Bastava che chiedesse scusa, ma il suo ostinarsi polemicamente la qualifica in modo ancora più chiaro. Credo non ci sia nessun interesse a discutere con una persona che non risponde al suo interlocutore, ma forse ai suoi stessi demoni. Le auguro di trovare la pace con se stesso.

  3. Samuele Giombi scrive:

    come materiale di riflessione-discussione per assemblee

  4. Orazio Pecci scrive:

    Come si diceva una volta “caveat emptor”. Non si sa cosa è più esagerata, se la faciloneria o la dabbenaggine delle due signore.

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