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No al ddl Cirinnà, che distruggere il matrimonio naturale

marzo 27, 2015 Sentinelle in piedi

«I diritti che spettano a ogni persona li hanno già tutti i cittadini, mentre questo testo equipara le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio». Prossime veglie

sentinelle in piedi modenaPubblichiamo il comunicato delle Sentinelle in piedi

In piedi diciamo no a un testo che vuole distruggere il matrimonio naturale, unica cellula su cui si possa fondare la società
In piazza diciamo sì alla famiglia, alla libertà d’espressione e all’unicità di ogni uomo e ogni donna

Ci troviamo oggi di fronte ad una sfida epocale. Il Potere Unico attraverso la politica, ci presenta come traguardi straordinari per la civiltà proprio quelle leggi che mirano a distruggere la cellula primaria della nostra società, la famiglia. Attraverso il sistema mediatico stiamo assistendo a una mistificazione dell’identità umana, ridotta a un istinto, ad una pulsione sessuale. Tutto ciò avviene attraverso la manipolazione sistematica del linguaggio che ci bombarda senza tregua attraverso i mass media e grazie alla complicità colpevole di chi ha gli occhi chiusi e la coscienza spenta, di chi pensa che opporsi sia inutile o di chi, per quieto vivere, sceglie di allinearsi al pensiero dominante.

È quello che sta accadendo con il ddl sulle cosiddette “Unioni civili”, termine costruito per dare l’illusione che ci troviamo di fronte ad un istituto giuridico del tutto nuovo, con cui finalmente si daranno diritti a persone che non li hanno e legittimità a un sentimento negato. Non è così. I diritti che spettano a ogni persona li hanno già tutti i cittadini, mentre questo testo equipara le unioni tra persone dello stesso sesso al matrimonio. Ma il matrimonio non è un istituto giuridico fondato sul sentimento, ma solo e soltanto l’unione stabile e fedele di un uomo e una donna, l’unica capace di generare la vita. L’unica fondata sulla responsabilità dei coniugi di crescere i propri figli come cittadini che solo qui imparano l’accoglienza della diversità e la complementarietà. Motivo per cui solo a un uomo e una donna che si assumano tali responsabilità lo Stato riconosce diritti specifici. In questo senso il testo in questione inganna non solo la società intera, ma anche le persone che dichiara di voler tutelare. Non solo: attraverso l’istituto della stepchild adotionquesto testo apre alle adozioni e quindi all’abominevole pratica dell’utero in affitto, che attraverso la fecondazione artificiale eterologa “produce” bambini sfruttando l’utero di donne poverissime per soddisfare le fantasie di due adulti qualsiasi che vogliono diventare genitori a tutti i costi. Fantasia che diventa diritto a danno dei più piccoli, incapaci di esprimersi.

Di fronte a questo le Sentinelle in Piedi instancabilmente resistono. Da oltre un anno e mezzo, da quando il Ddl Scalfarotto ha iniziato il suo iter in Parlamento, e mentre l’ideologia gender penetra nelle scuole mascherata da corsi contro la discriminazione, ogni fine settimana, uomini e donne di diversa cultura, estrazione sociale, religione, nazionalità e storia occupano un piccolo spazio pubblico, ciascuno il proprio, come in una rete, con il proprio corpo, il proprio volto, il proprio nome. Stiamo in piedi, perché ci rifiutiamo di piegarci alla menzogna del pensiero dominante, stiamo in silenzio perché solo nel silenzio, e nel tempo di un’ora si può riflettere e scoprire che dipendiamo e non possiamo autodeterminarci senza tradire la nostra natura.

Per ognuna delle 222 veglie dell’ultimo anno e mezzo migliaia di persone hanno vigilato, vigilano e vigileranno nella vita: a scuola, al lavoro, nei tribunali, nelle sedi politiche e in ogni luogo, denunciamo ogni tentativo di distruggere l’identità dell’uomo e resistiamo con ogni strumento possibile.

·       Sabato 28 marzo 2015: Brescia, piazza Duomo ore 16.30

·       Sabato 28 marzo 2015: Trieste, piazza Unità ore 17.00

·       Domenica 29 marzo 2015: Vicenza, piazza Matteotti ore 16.30

·       Sabato 11 aprile 2015: La Spezia, piazza Garibaldi ore 18.00

·       Domenica 12 aprile 2015: Milano (piazza e orario in definizione)

·       Sabato 18 aprile 2015: Crema, piazza Duomo ore 21.00

·       Domenica 19 aprile 2015: Salò, lungolago incrocio piazza V. Emanuele ore 16.30

La nostra è una resistenza spontanea, cresciuta per contagio, costruita con l’amicizia, basata sull’amore comune per l’uomo e sulla necessità di essere liberi di dire che esiste una verità iscritta nel cuore di ciascuno di noi. Il nostro no alle crescenti leggi anti umane, all’ideologia gender nelle scuole, alle sentenze dei tribunali che rendono i bambini degli oggetti, si impone con la forza di questa testimonianza.

Siamo in piazza per il bene anche di chi ha la coscienza addormentata, di chi ci contesta perché vittima cosciente o incosciente dell’ideologia. Vegliamo perché sia tutelata l’essenza dell’uomo, vegliamo per la ragione, vegliamo in silenzio perché emerga la voce della verità presente nel cuore di ciascuno, anche nel tuo.

Su facebook: Sentinelle in piedi

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50 Commenti

  1. clemente scrive:

    Non si capisce perchè fare il matrimonio gay e non fare il matrimonio fra fratello e sorella, o fra 2 amici per la pelle, o fra due vicini di casa, o fra 3 uomini e 2 donne…
    Se il matrimonio è solo una unione affettiva, tutto fa brodo, tutto è “matrimonio”.
    Chiedetelo alla Cirinnà.
    E chiedetele perchè da migliaia di anni, e in ogni cultura e religione il matrimonio e la famiglia sono sempre stati considerati quello che solo adesso, cioè l’ unione di maschio, femmina e loro prole.
    Tutti idioti prima di oggi? Adesso all’ improvviso, tutti geni e intelligentoni con la puzza sotto il naso?

    • Luka scrive:

      Per migliaia di anni la terra era piatta e al centro dell universo…
      Io non sarei contrario a ulteriori forme di unione, però c’è da dire che i gay sono 30 anni, quindi da che è legalmente possibile farlo, che chiedono riconosciute le loro coppie, mentre per ora non ci sono movimenti che chiedono seriamente il riconoscimento di altre unioni… Se nessuno lo chiede…

  2. Gabriella scrive:

    Un appello accorato a tutti gli esseri umani:
    uomo e donna sono stati creati diversi e complementari,
    la scienza ci rivela chiaramente che in ogni cellula umana è dichiarato il il sesso di ogni persona, come è possibile volere stravolgere la natura? forse per seguire poteri occulti che invitano a decisioni aberranti per distruggere la famiglia ? SI PERCHE’ SOLO UOMO DONNA possono dar vita a nuove creature formando una vera famigila , nessuno lo può negare .!

    L’invito è quindi a partecipare a tutte quelle manifestazioni che sostengono questa idea ed invitare quei politici che dicono , disdicono e si prostituiscono per mantenere una poltrona che prendano coscienza e non vadano ad infoltire la schiera dei “Farisei del terzo millenio”, Grazie.

    • Luka scrive:

      L omosessualità è stata riscontrata in oltre 1500 specie diverse di mammiferi, forse prima di fare discorsi scientifici dovresti informarti

      • EquesFidus scrive:

        E, in nessuno dei casi riscontrati, tira acqua al mulino dei gay, dato che ci sono motivazioni biologico/comportamentali che, se io fossi omosessuale, cercherei di nascondere anziché di esaltare…

        • luka scrive:

          Equeus, diciamoci la verità: ne io ne tu siamo biologi o cmq preparati per affrontare seriamente l’argomento omosessualità nel regno animale.
          Se io l’ho tirata fuori era solo per rispondere a chi diceva che non è nella natura.
          abbiamo gia discusso sul fatto che “esistere o essere previsto dalla natura” non è ne un argomentazione valida a supporto o a detrazione di nulla, ma come ti ho detto rispondevo solo a chi usava tale argomentazione a detrazione.

          tornando al mio poco capiscere della biologia, se guardiamo la natura sono previste anche forme di riproduzione che non prevedono un maschio e una femmina… e sto parlando di organismi piuttosto evoluti e non di batteri

          • EquesFidus scrive:

            E qui ti sbagli, caro mio: io lavoro proprio nel campo delle scienze naturali, quindi so molto bene che i presunti casi di omosessualità in “natura” (affermazione, spesso, neppure vera) non c’entrano niente con quella umana, e che, se ci entrassero, sicuramente andrebbe a vostro discapito. Quindi, dal momento che la natura sensu lato può dirci poco sulla natura strictu senso umana, non ha nemmeno senso cercare di tirare fuori queste argomentazioni né a favore né contro; soprattutto perché, quelle a favore, capitano molto male se si guarda il mondo naturale…

            • luka scrive:

              Eques cosa fai, tagli le unghie ai cani? e per questo sei un esperto?
              dai su, cmq tra i tanti mammiferi che presentano ampiamente comportamenti omosessuali, ce ne sono molti che formano anche coppie stabili per tutta la vita(vedi i cigni) e quelle che non formano coppie stabili non lo fanno neanche nel caso coppie eterosessuali (vedi i leoni).

              è vero che in alcuni casi il comportamento omo è diciamo “usato” per rimarcare dominanza ma tale è anche quello etero “vedi le scimmie”… insomma in tutte le specie in cui il comportamento omosessuale è stato studiato non ha dimostrato rilevanti differenza con quello etero della stessa specie.

              non vedo proprio cosa ci sia di negativo nel comportamento omo di questi animali!

              • EquesFidus scrive:

                Ho risposto a questo commento di Luka; tuttavia, ammetto di essere stato un po’ “tagliente” nella mia risposta, riguardo al “fare le unghie ai cani” (la classica tattica di denigrazione del nemico, non corrispondente, ovviamente, alla realtà).

                • luka scrive:

                  Eques, sono d’accordo che la mia è una battuta di bassa lega (mi riferisco alla tua professione). ma insomma, se non hai uno studio sistematico della materia (intendo dire una laurea) allora più o meno ne sai quanto ne sa chiunque. ci basiamo su documentari e libri di divulgazione scientifica… e ovviamente su quanto possiamo vedere nei parchi dei cani lol

                  • EquesFidus scrive:

                    Fidati che la laurea ce l’ho, anzi assai più attinenti all’argomento della tua da fisico. Avevo scritto un post in merito (dove, tra l’altro, contestavo le tue affermazioni, con perle in cui collochi il cigno tra i mammiferi) ma, dato che sono stato troppo “irruento”, me l’hanno bloccata e, in attesa che (e se) me la sblocchino, io non ho voglia di riscrivere tutto da capo.

                    • luka scrive:

                      lol hai ragione… sul cigno sono sempre il solito sciocco lol
                      cmq le mie lauree sono ingegneria e matematica e a dire il vero non so perchè non ho fatto fisica visto che poi ho fatto per lo più esami di fisica matematica.

                      peccato che qui non lascino mettere link perchè avevo trovato un articoletto divulgativo simpatico

      • Fabrizio Viola scrive:

        Il discorso dell’omosessualità negli animali è davvero semplicistico e non tiene conto che spesso non è come appare.Il comportamento animale è basato su istinti costruiti in maniera “modulare”,cioè come sequenza di azioni concatenate che talvolta,per diversi motivi,possono essere messe in atto singolarmente fuori dal loro contesto appropriato.Inoltre molti di questi comportamenti pseudo-omosessuali negli animali superiori hanno il significato di saluto di sottomissione ritualizzati. per sfuggire ad un aggressore .Gli animali poi non hanno le strutture nervose adeguate per sentire il piacere sessuale come lo intendiamo noi umani.Forse solo i bonobo possono essere in parte paragonati agli umani,Un’altra cosa importante:secondo uno studio recente le specie animali nel mondo sarebbero circa 8.7 milioni(alcuni ne contano addirittura 100), perciò le 1500 (ma sapevo solo 500) sbandierate per provare il nulla semplicemente svaniscono.

  3. recarlos79 scrive:

    se non si arriverà all’ufficialità di un giudizio che diffida i cristiani dall’andare contro la dottrina (tipo
    “non expedit”) nessuna remora morale sarà efficace. non certo i sussurri del papa arcobaleno.

  4. Emanuele scrive:

    @luka

    Quindi, fammi capire, ci sarebbero specie di mammiferi che figliano accoppiandosi tra maschi o tra femmine o che hanno un patrimonio genetico ambiguo, che non permette di capire se si tratta di individui maschi o femmine? …Di questo parlava Gabriella.

    Comunque, anche se ti riferisci ai comportamenti, dovresti sapere che la simulazione dell’atto sessuale tra maschi serve come pratica di sottomissione. Questo è ben evidente nei cani. Non si tratta però di atti sessuali, il dominante non eiacula.

    Anche tra bonobo ci sono toccamenti intimi e sfregamenti tra maschi o tra femmine, ma anche in questo caso si tratta di atti di sottomissione o calmanti, senza emissione di seme.

    In questi casi è pure improprio parlare di omosessualità, poiché non si tratta di atti sessuali, anche se riguarda i genitali.

    Ben diversa è l’omosessualità umana, dove l’aspetto erotico è predominante.

    Quindi, se vogliamo parlare di scienza, iniziamo a parlarne correttamente.

    • rameto scrive:

      Egregio Emanuele. A parte che nel mondo animale esistono relazioni che possiamo definire omosessuali al pari della specie umana, compreso il fatto dell’atto dominante, che nel passato veniva utilizzato anche dalla razza umana, sia fisicamente che con atti che riconducevano comunque alla prevaricazione (ad esempio impalamento). Se poi vogliamo analizzare tutti i sistemi riproduttivi esistenti in natura si evince chiaramente che l’etoressualità (così come la intendiamo noi e come nostro sistema riproduttivo), viene ampiamente sorpassata dall’ermafroditismo (contando sia le specie animali che vegetali), cioè animali e piante che hanno entrambi sia organi maschili che femminili. Ma stacchiamoci da questo altrimenti non ne usciamo. La specie umana ha una percentuale innata di persone che sono omosessuali, quindi solo per il fatto che l’omosessualità è presente, e non indotta è di conseguenza del tutto naturale. Così come è naturale un virus non creato in laboratorio, così come è naturale una malformazione fetale di cui siamo sicuri che non sono intervenuti fattori esterni ad alterare il processo evolutivo del feto stesso. Dire quindi che l’omosessulità non è naturale è una boiata pazzesca. Casomai c’è da porsi altre domande, il feto malformato per cause naturali lo consideriamo sicuramente un’anomalia, così come consideriamo cattivo un virus che può arrivare ad ucciderci, etc, quindi la domanda esatta è se dobbiamo considerare l’omosessualità un anomalia, o un disturbo, o una malattia.

      • Emanuele scrive:

        Su questo hai ragione: qualunque comportamento umano (esclusi gli esiti di lavaggi del cervello) sono naturali.

        Ed hai ragione anche nell’asserire che ciò non basta a stabilire se siano anomali o no. In rete ho trovato questa citazione dell’etologo Mainardi:

        Dopo queste considerazioni, è inevitabile un cenno alla vera omosessualità, una devianza dalla norma biologica che si riscontra solo fra gli umani. Un’antiquata sentenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che essa non è una malattia, mentre si accetta che lo sia l’impotenza; ma se nessuno può negare che siano ambedue devianze dalla norma biologica, come mai l’ipocrisia corrente vuole che non sia “politically correct” chiamare “patologia” anche l’omosessualità? Nessuno vuole incriminarla, tuttavia sarebbe onesto consentire di denominarla per quello che è: una devianza, quanto basta cioè a non fare confusioni nocive fra le istituzioni sociali e ad evitare che dalle giovani menti siano idolatrati modelli diffusi dai media come esempi da imitare, ma di cui non è scientificamente giustificato andar fieri.

        • rameto scrive:

          Mi dispiace correggerti ma il passo da te citato non è di Mainardi ma del biologo e poeta Veniero Scarselli, a seguito comunque una corrispondenza avuta con mainardi stesso. Parlare di devianza è concettualmente errato in quanto si intende un comportamento sociale che viola delle norme. Non è devianza l’atto in se, ma lo è la risposta che provoca questo atto nella collettività. parlare di devianza di norma biologica è un altro errore, noi non sappiamo quale norma biologica, o anche non biologica, regoli l’omosessulità e l’eterosessualità nella specie umana, si parla infatti di innumerevoli fattori che potrebbero anche partire da una predisposizione genetica (attenzione non esiste nessun gene dell’omosessualità e nessun gene dell’eterosessualità), intendo con predisposizione una serie di combinazioni che mischiate ad altre combinazioni antropologiche, psichiche etc, possano favorire una caratteristica rispetto ad un’altra. L’impotenza non è una vera e propria malattia, ma una disfunzione organica che può avere origini organiche, o anche inorganiche, e che comunque è presente solo nell’uomo e non nella donna, mentre l’omosessulità è incline nei due sessi biologici della specie umana, quindi mi sembra un paragone azzardato. Concludo ricordando e ribadendo che mischiare l’omosessualità umana con l’omosessualità presente nelle varie specie animali è sbagliato. Partiamo da una considerazione primaria che è questa, l’animale in genere, per quanto dotato di intelligenza in alcuni casi anche molto avanzata, manca di una caratteristica presente nella specie umana che è la ragione, sia pratica che teoretica, già questo ci pone su due piani differenti. Inoltre, se è pur vero che molte specie animali utilizzano l’atto sessuale anche come ricerca del piacere, per la maggior parte delle volte è solo funzionale alla riproduzione. Per l’uomo invece, che dispone della ragione e di tante altre cose quali la morale, la capacità di provare empatia, amore etc. l’atto sessuale è principalmente usato come forma di piacere, socializzazione, passatempo, gioco, emozioni, armonia (dovrebbe cementificare una coppia),ed infine come atto procreativo, quindi è chiaro che in tutto il discorso entrano nuove tematiche da analizzare. Infine l’uomo nn è monogamo, e la riprova, scientifica, è nel fatto che solo il 10% degli spermatozoi può fecondare l’ovulo femminile, il restante 90% servono per bloccare eventuali altri spermatozoi “nemici”, “avversari”, come se fossero dei giocatori di rugby atti a placcare l’avversario.

          • Emanuele scrive:

            @rameto

            1. Mainardi non ha mai smentito le parole attribuitegli da Scarselli

            2. Il concetto di devianza sociale non è di nessun aiuto. si passa da una piena approvazione del l’omosessualità in pochi stati occidentali, ad atteggiamenti neutri come in Italia o Giappone, ad una condanna severissima (compreso carcere e pena di morte) nei paesi islamici… Ora, a meno di non avere l’arroganza di pensare che tutti gli altri sbaglino, per la maggior parte delle persone del pianeta l’omosessualità è deviante.

            3. Invece la devianza biologica è ben definita. Ad esempio nani e affetti da gigantismo sono devianti (indipendentemente dalle cause genetiche o metaboliche) perché escono dalla distribuzione statistica dell’altezza in modo marcato. Lo stesso criterio si applica ai comportamenti animali.

            Gli omosessuali sono dunque devianti non perché violano un loro pattern comportamentale, ma perché sono una minoranza e violano quello della specie umana. Infatti, preferiscono accoppiarsi con individui dello stesso genere, facendo venir meno la funzione riproduttiva (innata ed istintiva) della sessualità.

            Da questo punto di vista sono meno devianti i bisessuali, poiché nonostante la parafilia, non rinunciano all’accoppiamento per fini riproduttivi.

            4. Certamente la sessualità ha molteplici funzioni, ma come osserva lo stesso Eibl-Eibesfeldt, la specie umana destina al sesso una minima parte del tempo, sia in confronto a specie che hanno il “calore” sia rispetto a specie che usano gli atti sessuali veri o mimati come mediazione sociale (es. bonobo).

            Per qualsiasi cultura, anche la più isolata, il sesso rimane un’attività riservata da fare con persone strettamente selezionate. Se fosse come dici tu, dovremmo assistere ad un continuo toccamento e sfregamento reciproco dei genitali, come avviene nei bonobo.

            5. Il fatto che l’uomo non sia assolutamente monogamo, cosa c’entra con l’omosessualità?

            • rameto scrive:

              1) Sinceramente non credo, ma è pensiero personale perchè M. è stato mio prof a Parma nei primi anni 90, che abbia mai parlato di devianza, che per l’appunto si riferisce ad un comportamento sociale e non certo biologico.
              2) il nanismo e il gigantismo non sono devianze biologiche, la devianza come già detto è un comportamento antisociale che viola norme o regolamenti e che in se stesso non è una devianza ma lo è per l’effetto che ne coglie la società. Il nanismo e il gigantismo sono delle vere e proprie patologie che hanno cause biologiche ben definite (ipotiroidismo, sindrome di Turner,acondroplasia, eccessiva produzione dell’ormone GH) Se fosse vero che tutti i comportamenti che violano i pattern della specie umana (quali poi?) e sono in minoranza allora sono dei deviati (sempre e comunque sociali e quindi nn malati), allora dovremmo applicare il discorso a tutto e tutti, per arrivare a dire che chi si astiene dal compiere atti sessuali è un deviato (sono in minoranza e tutti lo fanno)-chi non prende la patente e non guida è un deviato (sono in minoranza) – chi lava i panni a mano e nn in lavatrice è un deviato (tuuti hanno la lavatrice) – chi suona una chitarra con un accordatura diversa dalla norma è un deviato etc etc. e qua bada bene ho parlato di comportamenti scelti dalle persone, se consideriamo che si dibatte circa l’omosessualità innata, possiamo trasferire il concetto di devianza anche ai mancini, a chi ha i capelli rossi, e se andiamo avanti possiamo benissimo dire che se il range di altezza della popolazione mondiale è compreso tra 1,68 e 1,82, chi è sotto e chi è sopra è sicuramente un deviato.Se il bisessualimo me lo consideri parafilia, allora deve per forza esserlo anche l’omosessualità, peccato che il termine parafilia si applica a tutte quelle pratiche sessuali che comportano pulsioni erotiche ricorrenti che riguardano oggetti, situazioni,dolore, o che sono rivolte verso persone non consensienti.4) Il fatto che si faccia sesso in maniera riservata non significa certo che lo si fa solo per procreare, i bonobo lo fanno di fronte a tutti, talvolta anche l’uomo lo fa di fronte agli altri, ma per effetto di una coso chiamata pudere solitamente si chiude in una stanza o lontano da occhi indiscreti. Io ho detto che il sesso, per la specie umana, ha diverse funzioni, non solo quella procreatrice. 5) Niente, però chi pretende che l’uomo sia solo monogamo, pretende una cosa contro natura.

    • luka scrive:

      Emaunele, credo che tu ti confonda molto.
      prendi il cigno nero ad esempio, esso forma coppie omo stabili per tutta la vita. e questo è solo un esempio.
      per quanto riguarda il sottomettere hai parzialmente ragione. dico parzialmente perchè anche i rapporti etero sono usati per sottolineare dominanza e controllo.
      riguardo il non eiaculare, ti sbagli di grosso. hai mai avuto un cane? bene se gli permetti di “divertirsi” vedi che eiacula e si accoppia con maschi e con femmine e onestamente da quello che vedo al parco è ben difficile riportare tale comportamento ad un fattore esclusivo di dominanza…

      ps
      i cani il seme lo emettono pure con un piede o un cuscino figuriamoci in altri modi. certo che se tu hai dei cani ma li tieni in giardino e il tuo rapporto con loro si limita a qualche passeggiata non puoi sperare di conoscerli.
      il mio cane, piccolo di taglia, vive in casa con me e ho un rapporto molto stretto e lo osservo molto. e onestamente non ci vuole molto a capire che i cani si masturbano e lo fanno con il mero scopo di divertirsi. a meno che non vogliamo dire che il cane vuole sottomettere la coperta o il cuscino… sarà pure scemo ma mica fino a questo punto lol

      tornando ora alla prima affermazione, pensavo di essere stato chiaro: conosco sistemi di riproduzione diversi dal solito caro vecchio maschio femmina nel regno animale. anche tra animali evoluti, quindi non parlo solo di batteri, ma non ho mai detto di conoscerne tra mammiferi.

      • Emanuele scrive:

        @luka

        …Quindi vorresti farmi credere che il tuo cane penetra altri maschi? …e vorresti farmi anche credere che tali comportamenti li hanno anche in assenza di femmine in calore nei paraggi? Vorresti poi dirmi che, in presenza di una femmina in calore, il tuo cane preferisce montare un altro maschio o il cuscino? …via…

        Discorso diverso vale per la mastrurbazione, anche se in questo caso andrebbero fatti dei distinguo. Ad esempio, perché i cani sterilizzati si masturbano?

        Quello che fa il tuo cane quando simula un accoppiamento con il cuscino (emissione o meno di seme), a detta di Lorentz (fondatore dell’etologia) si tratta di moduli comportamentali che l’animale deve tenere costantemente “in esercizio” anche quando essi non servono, pena la loro atrofizzazione. Questi modli sono esercitati indipendentemente dalla funzione. Si tratta dunque di comportamenti istintivi che hanno lo scopo di mantenere attivo e funzionante la capacità riproduttiva dell’animale.

        L’etologo Mainardi ritiene che l’omosseualità nel mondo animale non esista. L’attribuire comportamenti omosessuali agli animali deriva solo dall’antropomorfizzazione dei comportamenti animali. Ossia, si ritiene che un comportamento animale simile ad uno umano abbia le medesime dinamiche, ma ciò non è vero, proprio per via dei moduli comportamentali introdotti da Lorentz. Ossia si fa il parallelo: masturbazione piacevole per l’uomo; l’animale si tocca o si lecca i genitali; allora si sta masturbando per provare piacere. Ma tale parallelo è appunto errato.

        • luka scrive:

          il mio cane penetrata tutto quello che può quando ne ha occasione con o senza femmine.
          ebbene si, ci sono state occasioni in cui ha preferito “giocare” con cani maschi anche se erano disponibili delle femmine.
          Puoi speculare per anni riguardo i motivi per cui lo fa, ma tali speculazioni possono essere riproposte agli esseri umani tali e quali… la verità è che il mio cane si masturba e fa sesso con tutto cio che si muove perchè è un porcellino e gli piace, basta avere occhi per guardare!

          L’etologo Mainardi ritiene che l’omosessualità non esista nel regno animale? credo che non passerà alla storia come un grande genio. con oltre 1500 specie di mammiferi che mostrano comportamenti omosessuali e con molti di loro che presentano individui esclusivamente omosessuali e che formano stabilmente legami con individui dello stesso sesso (delfini, pinguini, cigni neri) etc.
          e come la chiama l’enologo mainardi due maschi che si in****no? antropomorfizzare?
          questa è la cosa più ridicola che potevi dire…. è come dire che un cane non mangia ma piuttosto siamo noi che cerchiamo di riconoscere un comportamento umano quando osserviamo la sua attività dell inghiottire ha ha ha

          detto questo questo ti faccio un minimo di copia e incolla da un sitarello di divulgazione, nulla di serio ma tanto per dare informazioni specifiche di un paio di animali:

          montoni:

          I montoni domestici sono statisticamente tra i mammiferi più estesamente gay esistenti in natura. Studi scientifici hanno dimostrato che fino ad un incredibile otto per cento di ovini maschi possono formare esclusivamente legami di coppia maschio-maschio, abbandonando ogni contatto con i montoni di sesso femminile.

          Queste coppie dello stesso sesso non si accoppiano, ma si comportano come una coppia in tutto e per tutto. Le mandrie omosessuali spiccano come esempio di relazione differente tra animali, ma sono ovviamente molto meno popolari tra gli agricoltori, che cercano di allevare (e far procreare) il maggior numero di montoni possibile.

          Leoni:
          Da sempre simbolo della leadership tradizionale, specialmente nelle società patriarcali che coinvolgono harem femminili, i leoni africani possono invece essere annoverati tra quegli animali che presentano unioni omosessuali. Una certa percentuale di leoni africani maschi, infatti, abbandona le femmine disponibili per formare gruppi costituiti da individui dello stesso sesso.

          La monta tra leoni maschi è stata ampiamente documentata, così come diversi comportamenti generalmente riservati a coppie di genere opposto. Sebbene molte altre società animali siano strutturate in maniera tale da favorire l’accoppiamento tra individui dello stesso sesso, le ragioni delle associazioni tra leoni maschi sono ad oggi sconosciute.

          • To_Ni scrive:

            Se esistono negli animali atteggiamenti simili per la pedofilia, la zoofilia, incesto ecc. si può applicare estensivamente il tuo ragionamento (intendo per tutte le applicazioni pratiche applicabili nell’umano) ?

  5. Francesco scrive:

    Sorvolando sul fatto che, in effetti, si parla di “unioni civili” e non di famiglia (così da non turbare la puntigliosità lessicale di alcuni), vorrei sapere perché si concede di sposarsi a coppie eterosessuali sterili. Data la visione del matrimonio fornita nell’articolo, quale sarebbe l’utilità sociale di queste coppie? Non sarebbe forse giunto il momento di accettare il fatto che il matrimonio (o unione civile o come si preferisca chiamarla) costituisce una cellula sociale il cui valore non è unicamente insito nella capacità di riproduzione della specie? Tra l’altro, l’evidenza dei fatti mostra che nei paesi in cui sono state istituite le unioni civili non si è certo verificato il collasso della struttura sociale.

    • Raider scrive:

      Se l’omosessalità 1) è innata, cosa che molti gay e del fronte gay friendly contestano, ci sarà un gene gay, che, però, non è stato trovato, almeno finora: parlare di omosessualità innata è, allo stato, una una supposizione arbitraria trasformata in una verità autoevidente solo perchè non si sa nemmeno dove questa verità potrebbe trovare conferma, cosa e come potrebbe costituirne la dimostrazione. In alternativa, si può ritenere 2) che essa sia il risultato di una interazione fra predisposizione genetica e fattori ambientali.
      Come che sia, nel primo caso, sarebbe legittimo chiedersi se considerare, nel quadro dell’evoluzione della specie, l’omosessualità una difesa dall’eccesso di popolazione: l’evoluzione “decide” di rendere impossibile la riproduzione per “prevenire” i rischi cui la specie sarebbe esposta dalla sovrappopolazione (quello che vediamo nei Paesi a alto tasso di incremento demografico dimostra il contrario: l’omosessualità non è diffusa lì più di quanto non lo sia in Occidente o in alcune aree occidentalizzate). Questa possibilità potrebbe, del resto, essere rimessa anche alla sterilità come “strategia di contenimento” dell’eccessivo aumento della popolazione.
      Nel secondo caso, la diffusione dell’omosessualità sarebbe legata a condizionamenti o fattori comportamentali, culturali, sociali, diciamo per semplificare, in contrasto con l’interesse della specie ovvero della società a garantirsi il ricambio generazionale e quindi, il futuro.
      In entrambi i casi, l’omosessualità non ha nulla a che fare con il processo biologico che porta alla riproduzione: non si può parlare di sterilità perché l’omosessualità è sempre e comunque l’opposto di un comportamento riproduttivo, che si ha con l’unione sessuale di un uomo e una donna o con l’impianto in laboratorio di seme maschile e ovuli femminili. Cavillare su questo non serve a nulla.
      Il matrimonio sancisce questa “esclusività”, che diventa tale solo di fronte alle richieste gay del matrimonio – non di tutele reciproche ottenibili senza matrimonio – come diritto di chiunque si voglia bene: ciò che porterebbe a ratificare unioni di tutti i tipi – oltre tutto, a stare alle teorie genderiste, fra soggetti che cambiano sesso a prescindere dai sentimenti a chiunque diretti.
      Inoltre, le unioni gay con la loro parificazione al matrimonio “tradizionale”, violano i diritti di altri soggetti: delle “madri surrogate” e dei “donatori di seme”, quand’anche consenzienti a questo esproprio della prole e della propria dignità di soggetti che non possono alienare né un “bene indisponibile”, il bambino, né un valore “non negoziabile”, la propria dignità, facendosi strumento – come un’incubatrice bipologica – della volontà altrui (non legittima, nel caso delle coppie gay, perché coppie costitutivamente sterili); dei bambini, che hanno diritto a avere una coppia di genitori costituita dai soggetti sessualmente complementari che unicamente possono generarli. Nel caso di una coppia eterosessuale, quindi, il fatto di essere sterili – termine che non ha senso in una coppia omosessuale, sterile per definzione – non può essere un elemento ostativo al matrimonio, perchè la coppia corrisponde alle figure in grado di generare: e come tali, va riconosciuto alle coppie eterosessuali sterili la possibliità di adottare un bambino, che ritroverebbe nella coppia la figura maschile e quella femminile che lo hanno meso al mondo.

      • luka scrive:

        risposta
        punto 1) non è che se non c’è una motivazione genetica allora una cosa non è innata. cmq sono d’accordo con te, prob. è una composizione tra fattori socio/ambientali e predisposizione… cosa cambia?

        punto 2) la natura non agisce con un piano specifico ma va a tentativi. i tentativi che riescono si propagano alle generazioni successive. non puoi aspettarti che in una città con più abitanti la percentuale dei gay aumenti per tanti motivi. ad esempio ci vogliono secoli prima che la natura si adatti, secondo andando per tentativi potrebbe arrivare ad una soluzione diversa etc… mi spiace ma non è proprio così che funziona, fidati perchè di processi evolutivi qualche cosa ne so.

        punto 3) il matrimonio come strumento di protezione della prole è un idea tutta tua e sbagliata. la prole viene protetta sempre e cmq, dentro e fuori dal matrimonio. invece, il matrimonio come luogo dove si creano le condizioni socio /economiche dove questa prole possa in effetti nascere potrebbe essere più corretta ma l’introduzione del matrimonio gay non mina in alcun modo tale protezione. stiamo parlando di un ampliamento e non di una restrizione. le coppie etero che si sposano avranno pari diritti, dignità e opportunità di riprodursi di prima… non mi sembra corretto da nessun punto di vista pensare al matrimonio esclusiviste come ad un laboratorio per creare le condizioni necessarie ad avere figli, anche perchè altrimenti dovremmo annullare i matrimoni in cui per scelta o per cause superiori non si possono avere figli. quindi è corretto dire che il matrimonio serve a creare condizioni per fare figli, ma è sbagliato dire che questo è il suo solo ed unico scopo. il matrimonio serve anche a preservare la felicità, la dignità e i diritti dei componenti della famiglia… altrimenti i matrimoni finirebbero con una stretta di mano e non con assegni di mantenimento. se sono previsti tali assegni è per l’appunto per salvaguardare i diritti dei coniugi al di la della prole.

        punto 4) i diritti delle madri biologiche /surrogate/ etc etc non sono volati dal matrimonio gay ma da una legge che permette alcune tecniche di fecondazione assistita. se vieti i matrimoni gay non cambia nulla, quelle pratiche continuano a farle (sia etero che gay). non confondere argomenti che non hanno nulla a che fare l’uno con l’altro e non si influenzano minimamente. se sei contrario ad alcune pratiche di fecondazione assistita trovi in me un alleato ma non mischiare quel discorso con quello del matrimonio gay

        • Raider scrive:

          Le obiezioni a quello che ho sostenuto non solo non mi sembrano convincenti, ma non mi sembrano neppure sostenibili: questo, come punto 1).
          Innanzi tutto, perché, al punto 2), queste obiezioni non sono neppure chiare: come nel caso del rapporto fra popolazione e diffusione dell’omosessualità, che io non ho, come lei crede, accettato, ma contestato: proprio per mettere in dubbio l’esistenza di un gene gay, invece che l’incidenza di fattori ambientali, sociali, culturali. Che lei non abbia capito il senso del mio discorso, cosa del tutto plausibile e che capita a tutti -, destitusce la fondatezza della sua obiezione in merito e anzi, la sensatezza di esso, visto che non mi è chiaro – per mio demerito – come lei abbia dimostrato l’infondatezza di un ragionamento che lei ha interpretato in modo errato.
          Poi, al punto 3), lei parte dal presupposto che si stesse discutendo se solo la famiglia – lei parla di matrimonio: precipita un po’ le cose e così, falsa, senza volerlo, le mie affermazioni e soprattutto, falsifica di seguito e di conseguenza e senza che lei lo voglia le sue stesse argomentazioni – è in grado di proteggere la prole: ma io parlavo del diritto esclusivo della famiglia di proteggere i propri figli e del diritto dei figli a avere come famiglia quella che li ha messi al mondo o una coppia formata da individui sessualmente complementari come quelli che li hanno generati. E i casi di sterlità non inficiano questo diritto, perché la sterilità è una condizione, chiamiamola, di impedimento patologico alla riporduzione nelle coppie eterosessuali, mentre per le coppie omosessuali l’impossibilità di generare è una condizione del tutto naturale.
          Infine, al punto 4): sono contrario alla fecondazione assistita, non in quanto tale, ma a quella eterologa: entro determinati limiti che commissioni scientifiche e etiche possono fissare – io non vorrei farlo per vare ragioni, etiche e di competenza scientifica: Ma chi mescola le cose è chi ritiene che le coppie gay abbiano diritto alla fecondazione assistita allo stesso titolo di quelle etero perchè, appunto, coppie. Ecco perché sono contario ai matrimoni gay: non solo per i figli, che possono esserci o no, ma perché trovo sbagliato il principio per cui desideri e sentimenti siano fonte di diritti quando essi coinvolgano altri soggetti, non in condizione di decidere e perciò, trasformati in oggetti della volontà altrui; e stabilendo un principio per cui il matrimonio diventerebbe un contratto sottoscrivibile da un numero variabile di individui che manifestino qesta volontà; e nella “disponibilità desiderante” di individui che, per sé, abbiano una sessualità oscillante, variabile, instabile: che trovo non costituisca quella sembra la migliore garanzia per legami affettivi e sociali affidabili, di cui possa farsi carico, attraverso leggi, la società. Si regolino da soli, fra di loro, senza esigere un imprimatur sociale che non riguarda minimamente la loro libertà di vivere la loro vita sessuale e sentimentale come gli pare.

          • Lua scrive:

            Ho capito che no. Riesci a spiegarti e farti capire. Almeno mi sembra di aver capita che secondo te la fecondazione assistita potrebbe andare bene per Etero ma non per i gay … Spiegaci be perche

          • Luka scrive:

            Forse cmq dovresti imparare a leggere e capire e come si scrive per poter essere capiti. Ps un consiglio, se si sintetizza e si scrive poco è più difficile essere fraintesi

            • Raider scrive:

              Comunque sia, sintetizzando o no, ci sarà sempre chi non capisce e consiglierà qualcos’altro. E comunque sia, se del mio post le rimane da capire che penso dell’eterologa – cui sono contrario per le stesse ragioni per cui sono contrario a matrimoni e adozioni gay – , il discorso, ancorché poco sintetico e per quanto io debba imparare, come tutti, da persone più chiare di me e di lei, era abbastanza chiaro. E’ più di quanto lei presume.

  6. Michele L scrive:

    Per coerenza la CEI dovrebbe annullare tutti i matrimoni in cui uno dei partner è sterile. Se sposiamo donne oltre la menopausa, allora il matrimonio non richiede la filiazione. Infatti il matrimonio serve semplicemente a rendere chiaro a tutti, in primis a chi ha legami con uno dei coniugi, che da quel momento si possono considerare più vicini al nucleo sociale dell’altro coniuge; cementifica la società tramite l’affetto su cui si basano nuovi legami.

    • Raider scrive:

      Si può parlare di sterilità solo per le coppie che possono fecondare perchè composte da una donna e un uomo: nel caso delle coppie gay non ha senso parlare di sterilità, perché gli individui che la compongono sono dello stesso sesso e quindi, non sono nella condizione di riprodursi. Gli etero che sono infertili soffrono di una condizione patologica, rispetto alla possibilità di generare: per i gay il problema non si pone nemmeno, non hanno questa possibilità perché la natura non lo permette.
      Una coppia eterosessuale infertile, perciò, può sposarsi perché, in caso di adozione, rappresentano il “modello unico” di coppia in grado di generare, in cui il bambino troverebbe due individui sessualmente complementari come coloro che lo hanno messo al mondo. L’interesse della società e promuovere e difendere queste unioni proprio per questa ragione, non per altre, anche rispettabili, ma senza che queste unioni o le ragioni di essa rivestano alcun interesse o – per fortuna – abbiano un qualche rilievo per la società, oltre quello le ragioni private che hanno pe i componenti la coppia.
      Infatti, se si presume che per il matrimonio occorrano sentimenti o requisiti su cui nessuno può indagare, decidere o legiferare, allora, anche i sentimenti che legano due o più individui – tre, quattro, ad libitum -, quale che sia il sesso o l’attuale e prevalente orientamento sessuale dei medesimi e la composizione variabile delle coppie, trittie o quadriglie, potrebbero dar luogo a un matrimonio.
      Quindi, proprio perchè è coerente con questa visione della famiglia, la Chiesa considera validi i matrimoni anche fra soggetti sterili, purchè la propria sterilità non sia stata tenuta nascosta da uno dei coniugi.

      • Michele L scrive:

        Quindi, seguendo il suo ragionamento, andrebbero sciolti tutti i matrimoni in cui non sono stati adottati figli e l’età dei coniugi è divenuta tale da escludere che possano farlo, e nemmeno potrebbero sposarsi coppie oltre tale età. Il matrimonio non è infatti questo e non richiede affatto la fertilità della coppia, ma serve a cementare la società tramite l’ufficializzazione di legami seri e positivi. Perché no alla poligamia? Perché in una unione poligamica tipicamente è il partner debole che viene reso ridondante, pena la minaccia di essere ripudiato. Non a caso la poliandria (più mariti) è rarissima. Inoltre la tensione tra partner supranumerari creerebbe tensioni e gelosie, anche tra le famiglie di origine. Ecco perché non abbiamo la poligamia: per rispetto dei sentimenti delle persone. Lo stesso rispetto che ha permesso a Stati in cui non si fa del pregiudizio una leva politica demagogica, di comprendere cos’è l’omosessualità e di come il riconoscimento di tali copie sia nell’interesse sociale.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Caro Michele L. tu il ragionamento di Raider non lo hai seguito per nulla.
          Infatti con la risposta che hai dato dimostri di non aver capito un cappero e, soprattutto, che la cosa non ti interessa.
          A te basta attaccare il tuo manifesto e badare che nessuno ci scriva sopra “scemo chi legge”.

          • Michele L. scrive:

            Gentile Giannino, io ho risposto a Raider in modo esaustivo, toccando i punti da lui sollevati (i.e. significato del matrimonio e obiezione poligamica) e argomentando come tali osservazioni siano fallaci e non pertinenti. Ora, se lei vuole partecipare alla discussione, la invito a farlo. Viceversa, se è qui per fare tifo da stadio e attacchi polemici, credo che il suo atteggiamento si commenti da sé.

            • Raider scrive:

              Caro Giannino, grazie per l’intervento a mio favore, io ho difficoltà pratiche a spedire post perché il mio computer è quasi impallato, non so nulla di computer e il mio tecnico di fiducia ha molto da fare. Non so se questo intervento, come altri, ce la farà a partire o a arrivare. Grazie ancora, leggo sempre i tuoi post, sempre intelligenti e spassosi: spero che il mio computer possa tornare in forma smagliante al più presto.
              A Michele L. voglio dire, innanzi tutto, che sull’esaustività della sua risposta avrebbe fatto bene a lasciare che a pronunciarsi fosse qualche altro: ma si capisce che, se non ha gradito il giudizio di Giannino, non apprezzerà neppure il mio. Infatti, trovo che, se le mie considerazioni le sono sembrate “fallaci e impertinenti”, lei avrebbe, perlomeno, potuto spiegare perché. Lei, invece, porta all’assurdo un ragionamento sensato per dimostrarne l’infondatezza.
              Infatti, lei prende un caso particolare, la sterilità – che lei ritiene, del tutto arbitrariamente, riguardi le coppie etero come le coppie gay, tanto per non fare differenze: e postula ciò che, invece, dovrebbe dimostrare, l’uguaglianza dei due tipi di coppie perché sterili l’uno quanto l’altro, per inferirne la totale parità fra le coppie di fronte al matrimonio: si chiama “petizione di principio” – per estenderlo a legge universale: se ai gay non è consentito sposarsi perché non possono generare, non possono farlo neppure gli etero che sono sterili: mentre sarebbe discriminatorio proprio fare dell’infertilità – che non è una possibilità per le coppie gay: è la regola: e senza eccezioni – una causa di non ammissibilità del matrimonio: che, invece, è ammesso proprio perchè anche i matrimoni senza figli contratti da persone sessualmente complementari rispettano le condizioni per poterli avere, se non ci fosse infertilità di uno o entrambi i coniugi: che, proprio perchè sono conformi alle figure dei genitori naturali, possono adottare bambini abbandonati o orfani, ma nell’interesse dei bambini a avere una coppia di genitori sessualmente complementari come quelli che lo hanno genereato.
              Non solo: ma, dimenticato che il matrimonio ha un valore sociale perché assicura la riproduzione biologica della specie, ritiene che l’interesse della società sia quello di “ufficializzare legami seri e positivi”. Questi legami potrebbero essere configurati in mille modi e in circostanze diverse: e sui sentimenti come sull'”interesse della società”, come sulla serietà e affidabilità dei legami basati sui sentimenti, ognuno ha le proprie idee e decidere per sé, perchè debba farlo la società.
              Infatti, lei sente il bisogno – ben più che fallace, ingannevole: e non pertinente – di chiarire che il matrimonio è basato sull’affetto della coppia, non fra più individuio, quale che sia il loro attuale orientamento sessuale: e parla di prevaricazione nei confronti del “partner più debole”: e dopo averle raccomandato di non dimenticare la prevaricazione e il più debole, lei sembra non rendersi conto che,
              – intanto, ritenere il modello di matrimonio basato sulla coppia migliore o più giusto,rispetto a altri, frutto di altre culture, più o meno civili della nostra, la esporrebbe al rischio di “razzismo” se lei, anzichè battersi per le nozze gay, si trovasse a opporsi a esse;
              – inoltre, lei non può presumere che i sentimenti “seri e positivi” come base di legami altrettanto “seri e positivi” fra tre o più persone siano meno degni di tutela di quelli che a lei sembrano esserlo in modo così esclusivo;
              – noto che lei non prende in considerazione altri aspetti dei matrimoni poligamici o dei “legami seri e positivi” poliamorosi: casi in cui i problemi di figli e di moltiplicazione delle prevaricazioni dei più deboli sarebbero assai meno suscettibili di valutazioni soggettive, quand’anche rimesse “all’interese generale della società.”
              Che, anche dagli esempi che lei fa, non può che riguardare l’unione matrimoniale in quanto fattore che garantisce il ricambio delle generazioni e la continuità della specie: anche in questo senso la famiglia è una “società naturale.” Poi, possono esserci legami seri e positivi e se vuole, anche più seri e più positivi della famiglia: ma non sono una famiglia.

              • Michele L scrive:

                Gentile Raider,
                presupponevo che lei avesse una corretta comprensione dei principi su cui si basa la società civile, ma mi sbagliavo. Temo che vi siano fraintendimenti di base e quindi non mi sorprende che la sua posizione sia tanto diversa dalla mia e dai fatti.

                Lei non comprende che il matrimonio non è subordinato alla filiazione. Per altro si tratta di un punto superfluo: le famiglie omogentoriali sono buone quanto le altre per crescere figli. E’ la posizione ufficiale di APA e AAP, le due più grandi e autorevoli associazioni di psicologi e pediatri del mondo, basata su numerosi studi autorevoli, riguardanti migliaia di bambini, come quello condotto da Simon R Crouch e pubblicato nel 2014.

                Ai coniugi la società non chiede (non vi è in nessun documento) che tentino o si impegnino di avere o adottare figli, ma accetta anche la mancanza assoluta di tale volontà! Lei non ha dunque argomenti per giustificare come si dovrebbero escludere talune coppie -secondo lei- inadatte ad avere figli, e non altre.
                Le sue difficoltà nella comprensione di concetti sociali è evidente anche quando abusa del termine “razzismo”. Il razzismo non si configura su basi culturali, ma biologiche, identificando una minoranza sulla base di caratteristiche che non potrà mai condividere con altre e che viene “pregiudicata” sulla base di illazioni. Discriminare sulla base di una opinione (politica, religiosa) non è razzismo, mentre lo è farlo sulla base dell’orientamento sessuale, che ha forti basi biologiche (che, badi, è più ampio di “genetiche”, v. gli studi di A. Camperio Ciani). Quindi, il razzista (o meglio, omofobo) è lei, che pretende di escludere il legame omosessuale, ignorando che non vi è una differenza significativa ai fini matrimoniali e sociali.
                Se fosse per la filiazione, ripeto, lei dovrebbe escludere le coppie eterosessuali che non vogliono figli o troppo anziane per averne: l’età non è discriminatoria, tutti invecchiamo. Il suo principio -la potenzialità di avere o crescere figli- si dimostra non solo non pertinente, ma fallace e discriminatorio.

                La sua posizione è inoltre impertinente perchè ignora un principio fondamentale: come per le coppie eterosessuali non si sta valutando l’affetto (nessuno può farlo), ma l’opportunità di ufficializzare un legame, tramite doveri e diritti che aiutano la società e la coppia nel loro cammino. Le ragioni per cui si celebrano matrimoni etero sono le stesse per cui si celebrano quelli omo e non vi è una rivoluzione nel valore dei sentimenti, ergo la sua obiezione poligamica non è pertinente più di quanto non lo sia stata sino ad oggi per le unioni eterosessuali.

                La società trae grande beneficio dai legami matrimoniali. Socialmente quando due persone accettano precisi doveri (che, badi ancora, non hanno i figli alla loro base, come i vincoli di solidarietà, quello successorio, la capacità di rappresentanza, la comunione dei beni, ecc.) e diritti per vivere serenamente insieme, le famiglie (in senso ampio) di origine troveranno nella coppia un punto di contatto e la società ne guadagnerà in coesione e solidarietà. Il fatto che lei ignori queste evidenze sociali e storiche è del tutto coerente con la debolezza delle sue argomentazioni.

                La invito infine e semplicemente, a constatare come negli Stati in cui da decenni le unioni civili si celebrano senza discriminazioni, non vi siano problemi più di quanti non ve ne siano qui, ne fantomatiche spinte poligamiche o assurdità “gender”, altro spauracchio propagandistico frutto della fantasiosa esagerazione di semplici politiche contro la discriminazione delle donne.

                La famiglia non è infatti solo genitori e figli, ma un concetto più ampio che sta alla base di una miriade di interazioni sociali fondamentali. In questo contesto è utile a tutti chiarire quali legami sono solidi e affidabili, agevolandoli tramite l’istituzione matrimoniale, che non dovrebbe essere usata come mezzo di discriminazione, ma essere a servizio della crescita sociale.

                • Raider scrive:

                  Signor Michele L.,

                  quelli che a lei sembrano argomenti non pertinenti – i figli – non lo sono: e non solo per me. Lei, Michele L., afferma che io avrei cognizioni che le sembrano vaghe e lacunose: può darsi e cercherò di dimostrarle che non è così, pur senza la minima fiducia di riuscirci. Ma quando lei ricorre all’epiteto di “razzista” si rifugia nella scappatoia più semplice e a portata di mano che le viene in testa: e si sente benissimo, in fatto di civiltà, quanto questo preluda o abbia sullo sfondo un ddl che punirà chi dissente dalle sue idee, se questa le sembra una cosa civile quanto non ha motivo di pensare e quanto il tono garbato da lei adoperato (che apprezzo e di cui la ringrazio in ogni caso, anche se trovo contrasti con la spropositata accusa di razzismo).
                  Oltre tutto, non mi è chiaro in che senso lei mi dà del razzista: non è chiaro se – quando lei riconosce che le caratteristiche antropometriche trasmesse geneticamente sulla base delle leggi di Mendel sono una realtà che contraddice le censure lessicali politicamente corrette – lei rileva differenze biologiche per accusare i razzisti di farne la base di privilegi giuridici: che non è il mio caso, questo, lo ribadisco. Né ho parlato di razzismo a proposito di ddl legge che vorebbero sanzionare come reato un’opinione: mi sembra una cosa contraria al principio della libertà di opinione: e come tale, ma non è una prerogativa specificamente o esclusivamente razzista.
                  Lei, invece, con quello che mi sembra un sofisma, assimila le differenze sessuali a quelle razziali: in astratto, anche se la biologia non dovrebbe essere un’opinione, specie se pensiamo alla riproduzione sessuale, perché sembra che le differenze sessuali anche per lei siano equivalenti a quelle razziali: addirittura, sostengono le lesbiche separatiste, il dimorfismo sessuale sarebbe un indizio del fatto che uomini e donne siano non due generi della stessa specie, ma due specie diverse – non dicono come si riproducano, queste due specie; ma tant’è. E’ capitato di sentire anche questa. Le avrei risparmiato questa enormità, se non fosse che, anche per lei, il dato oggettivo che solo dall’unione di un uomo e di una donna possa nascere una nuova vita sdembra costituire un elemento accessorio in una discussione sulla famiglia. Per il fatto che la diversità di sesso o razza non giustifichi diseguaglianza di fronte alla legge, ecco che, lei ritiene, se si escludono i gay dal matrimonio si incorre nel razzismo: mentre io credo che, a sostenere una tesi del genere, si incorra di diritto nel ridicolo. Pensi che le civiltà che ci hanno preceduto – tutte: proprio tutte le civiltà, cui, in qualche modo, dobbiamo noi stessi e la nostra stessa civiltà -, alla luce di questa opinione, con a rincalzo leggi anti-omofobia, sarebbero, dunque, tutte razziste, anche quelle più tolleranti verso l’omosessualità. Infatti, il politicamente corretto reclama una revisione del passato in funzione delle nuove conquiste dell’intolleranza di genere, anzi, di gender.
                  Le associazioni di psicologi e pediatri possono proclamare quello che gli pare e che a me pare strano: ma non tanto, forse, dato che psicologi, come biologi e genetisti, di mia conoscenza, mi dicono, in privato, che, se non si allineano alle direttive politicamente corrette, sono esposti a rappresaglie tanto scontate da prefigurare quello che i ddl anti-omofobia vorrebbero comminare ai semplici cittadini: diciamo ai genitori e figli che non considerano la famiglia “un concetto più ampio che sta alla base di una miriade di interazioni sociali”, ma una istituzione precisa, che non ne esclude altre con cui porsi in “interazione”, ma che non sono né famiglia né matrimonio. E questo vale anche per l’interesse, variabile, della società e dello Stato.
                  Il resto delle sue argomentazioni, Michele L., non aggiunge nulla a quello che lei e altri avete espresso sul tema, gli altri senza molta più plausibilità o fortuna di lei: e io non ripeterò quello che ho già scritto per non annoiarla senza giovare né alle sue opinioni – che, francamente, trovo inconsistenti, per non dire insussistenti, quanto lei trova “deboli” le mie – né alle mie, che riconosco espresse come meglio non so fare.

                  • Michele L scrive:

                    Gentile Raider, le ho risposto più giù nella pagina, per dar seguito anche alla sua altra risposta.

        • To_Ni scrive:

          Per il matrimonio nella Chiesa conta essere maschio e femmina. Non si può essere poligamici e non si può essere omosessuali. (La Bibbia )
          Per il matrimonio nella Chiesa inoltre conta l’intenzione (non precludersi alla vita che viene) quindi niente riserve mentali, imbrogli ecc.
          Se si rispettano queste condizioni neanche la sterilità è un problema per un fatto molto semplice: Chi si sposa in Chiesa crede in Dio (ti assicuro che non è ammessa una cosa diversa) e Dio può tutto (non si può neanche pensare che dio trovi limiti) . Tu non ci credi ….non ti sposi in Chiesa.

          • Michele L scrive:

            Infatti nessun omosessuale pretende di sposarsi in Chiesa. Ma questa è l’Italia, non l’ISIS e la religione dovrebbe restare fuori dalla questioni di Stato.

            • To_Ni scrive:

              Il matrimonio non è solo questione di Chiesa. E’ una realtà che precede la Chiesa presente a tutte le latitudini del mondo ed ha delle precise finalità per le quali la società ha previsto tutele. (In ogni caso la mia risposta è riferita alle tue considerazioni fatte alle 22:01.). Buttarla sulla Chiesa sbagli.
              Mentre il matrimonio omosessuale è una invenzione , un desiderio (per me con un fine, non dichiarato, indegno). Ed il fatto che si rivendica un desiderio, di per sé , non può costituire base per un riconoscimento di un diritto. Bello sarebbe altrimenti se si producessero discriminati in serie per ogni cosa ed ognuno in base a quanto strilla si riconosce un diritto su misura. Per cui, essere contro per un motivo riconducibile ad un bene sociale (questo è l’argomento da discutere) è più che legittimo.

              • Michele L scrive:

                Sono d’accordo che “buttandola” sulla Chiesa si sbagli, ma fu lei a farlo, non io, che semplicemente le risposi che la religione va lasciata fuori dalle questioni dello Stato, oppure si impedisce ogni discussione, perchè il religioso che ha torto si trincera semplicemente dietro ad un dogma e ogni discussione diventa impossibile.
                Il matrimonio tra omosessuali è un desiderio tanto quanto lo è quello tra eterosessuali. All’obiezione “ma non si crescono figli”, oltre a far notare che non è vero (l’omogenitorialità è -a opinione di psicologi e pediatri- valida quanto le altre), faccio pure notare che sposiamo anche coppie di 60enni, troppo vecchi anche per adottare. Il matrimonio infatti, come già ho scritto e nessuno mai è riuscito a negare, non è subordinato alla filiazione, ma alla cementificazione sociale tra le famiglie di origine, tramite il legame serio (che è tale perchè vi sono doveri e diritti) su cui si può fare affidamento e costruire nuove relazioni sociali. Il coniuge infatti ha obblighi che prescindono dai figli e la coppia ha diritti che la agevolano nello stare assieme, ma non solo nel suo interesse, ma nell’interesse di tutti cosicché si capisca chi sta seriamente e veramente con chi. Prima di chiedere conto di incesto, poligamia e altre assurdità, si risponda al punto precedente e si vedrà che tali obiezioni centrano con l’unione gay esattamente tanto quanto con quella etero e quindi non sono pertinenti.

                • Raider scrive:

                  Michele L., nel rispondere all’amico Toni, lei insiste nel porre differenze dove non ve ne sono – i sentimenti e desideri di tre o più persone non sono degni di tutela quanto quelli di una coppia,s econdo lei: lo trova talmente ovvio che nnon megtte conto spiegare neppure perché -; e stablisce equivalenze “desideranti”, che diventano principio di uguaglianza giuridica, dove c’è una differenza biologica – le coppie sono coppie, sia etero che gay: che le coppie gay non possano generare e le coppie etero fertili, sì, è un dettaglio, socialmente irrilevante, bastando quella che lei designa come “cementificazione sociale.”
                  Toni le ha mosso obiezioni di carattere storico e sociale, appunto, che prescindono da ogni riferimento dogmatico: obiezioni che sono anche le mie. Ho sempre ritenuto che la difesa della famiglia naturale fosse un articolo difende per chiunque si attenga a considerazioni che prescindono da “variabili” confessionali: motivazioni squistamente “laiche”, se vuole. Poi, chiunque ha il diritto di esprimere le proprie convinzioni, senza che ciò sia vincolante per gli altri, ma nemmeno senza che gli altri se ne sentano “provocati.” Laicamente, lei dovrebbe riconoscere il diritto di esprimersi anche alla Chiesa: che si è espressa, infatti, è vero: ma non mi sembra sia scesa in campo in maniera massiccia. E lo ha fatto sempre richiamandosi a ragioni di diritto naturale: che può essere contestato, si capisce, ma non è un dogma della Chiesa, tanto che possono appellarvisi anche altri. E così è.

                • To_Ni scrive:

                  Michele L
                  La religione non può essere lasciata fuori da nulla perché è una componente inscindibile di una persona verso il tutto. Compresa la politica.
                  Per gli etero sessuali il matrimonio non nasce dal desiderio di avere qualcosa. Ma ha un origine in rapporto ad uno scopo che è il bene comune (fondamentale è il costruire il migliore ambiente per i figli). L’obbiezione “non si crescono i figli” è un tua riduzione del problema. I figli consegnati a dei gay è la negazione di un sacrosanto diritto di questi di vivere una complementarietà naturale, dove si scopre se stessi nella ricchezza della diversità. L’opinione dei tuoi psichiatri e psicologi non solo non è unanime, perché esistono imponenti studi di orientamento radicalmente opposto, ma presentano il ragionevole sospetto, o meglio, indizi gravi e concordanti (metodologia, campioni rappresentativi, comparazione) che sia del perfetto ciarpame ideologico. Del resto da oltre un secolo esistono studi di psicologia e psichiatri infantile che ci dicono quanto sono importanti i genitori e ….. “puzza “incredibilmente il fatto che giusto oggi, in un epoca dove una coalizione economica, politica sovrannazionale, televisione giornali fanno una pressione spropositata per fare il lavaggio del cervello alle persone, magari ponendo leggi persecutorie per chi dissente, corsi di rieducazione a partire i bambini da 4 anni ….. un bel mattino vi scoprite che avete la “scienza amica”.
                  Il matrimonio nasce da uomo e donna, nasce stabile per i coniugi e per garantire stabilità ai figli. Questa verità non è contraddetta neppure dalla sterilità. Un coppia sterile se adotta è preferibile un milione di volte ad una coppia gai che pretende la stessa cosa. Se due anziani si sposano obbediscono ad una legge di diritto naturale non ci può essere nessuna legge umana che lo impedisca. I gay possono realizzare altri rapporti di mutua assistenza ricorrendo ad altri istituti, possono chiedere modifiche al diritto civile per fini assistenziale, patrimoniale ecc. ma il matrimonio no perché è capriccio con un pessimo fine (i figli). C’è un bel libro: Certi diritti che le coppie conviventi non sanno di avere” autori vari di sponda radicale…. l’ho letto ed avete quasi tutto.
                  PS: naturalmente nello scrivere “Prima di chiedere conto di incesto, poligamia e altre assurdità, si risponda al punto precedente e si vedrà che tali obiezioni centrano con l’unione gay esattamente tanto quanto con quella etero e quindi non sono pertinenti.” pensi di essere furbo? Tu discrimini e non è giusto per uno che si sente discriminato.

                • Michele L scrive:

                  Gentile Raider (e Toni cui rispondo qui per semplicità),
                  temo che oltre a sfuggirle il senso del matrimonio e della parola “razzismo” le sfugga anche il filo della discussione. Io infatti evocai il termine solo perchè lei ebbe l’ardire di usarlo per descrivere me (sic!), e dunque le feci notare che:
                  A) Il razzismo non ha a che fare con le convinzioni culturali e politiche, di cui io discutevo, e dunque non riguarda me di certo e;
                  B) Il razzismo si basa sulla pretesa esistenza di differenze significative legate a caratteristiche innate o non scelte che non sono affatto significative.
                  Non la considero razzista, ma semplicemente omofobo e le rispiego perchè:
                  Io non ho mai detto che non vi siano differenze tra maschi e femmine, ma solo che non sono rilevanti ai fini del matrimonio. Come un nero può essere escluso dalla selezione di un attore per un ruolo di un personaggio svedese, una coppia omosessuale potrebbe essere esclusa da uno studio sul rapporto eterosessuale. Ma non dal matrimonio.
                  Le ho infatti dimostrato che
                  C) le coppie omosessuali possono crescere un figlio adottivo (o avuto da uno dei partner) bene quanto una coppia etero (discuterò di ciò precisamente a breve, per rispondere anche a Toni);
                  D) la presenza, potenzialità e nemmeno la volontà di avere o crescere figli non è richiesta ai coniugi, che possono essere troppo vecchi, non inclini, ma secondo lei non omosessuali (e non mi ha spiegato perchè, ne lei, ne il “diritto naturale” di Toni.

                  Sul punto D, che è il più importante: lei parla non ha mai spiegato come sarebbe gusto accettare il matrimonio di 60enni ma non omosessuali, e Toni, dimostrando che religione e dogmi devono restare fuori dalla discussione, si appella al “diritto naturale”. La natura ha dimostrato ai biologi (quale io sono) e a chi la studia che è complessa oltre la nostra comprensione e che va rispettata nelle sue numerose vie. L’omosessualità è naturale (v studi di Camperio Ciani), sana e rende possibile anche crescere figli in seno ad una coppia.
                  La funzione del matrimonio infatti, che si concretizza sposando anche sessantenni o coppie che non possono avere figli, è quella di unire famiglie diverse e non per forza fare figli (cosa importantissima, che va tutelata) e che non è e non può essere un criterio di discriminazione. Come può infatti lei o Toni giustificare, lo ribadisco, un matrimonio per 60enni etero e non per 60enni gay, senza ricorrere a dogmi o convinzioni immotivate, ma ragionando in termini oggettivamente argomentabili, pertinente e di giustizia sociale?

                  E) L’affidabilità di studi sull’omogenitorialità. APA e AAP, le due più grandi e autorevoli associazioni del mondo di psicologie e pediatri non basano la loro posizione su studi fallati e squalificati, ma su molti studi, fatti ciascuno da molti autori, senza conflitti di interesse e giudicati da pari (peer-reviewed). Per esempio sullo studio di SR Crouch del 2014, ultimo di una serie di molte decine.
                  Toni dico che non esiste alcuna “imponente” letteratura contraria, ma due soli autori, che non hanno collaboratori, finanziati da istituti religiosi e uno (Regnerus) non ha mai lavorato sull’argomento, ma dopo 700mila dollari di finanziamento ha messo in piedi una mistificazione in cui prostitute e carcerati sono stati fatti passare per omogenitori per via di una unica esperienza omosessuale, mentre l’altro (Sullin) un prete (sic!) e non credo ci sia da aggiungere altro, ma posso dire che ha sostenuto che i figli di omogenitori si diplomano più tardi, salvo non correggere i suoi dati per l’età dei genitori (più giovani quelli omo, internet è stata una rivoluzione per queste coppie) e quindi ha pubblicato dati falsi, piegati ai suoi dogmi di uomo di religione e non di scienza, come i gruppi di ricercatori che hanno pubblicato veri studi seri a decine e che infatti basano le posizioni di APA e AAP. Aggiungo che è vero che ci sono studi che documentano come servano due genitori, ma non dicono affatto che devono essere di sesso opposto, e infatti gli studi sugli omogenitori li trovano buoni quanto gli altri. Serve dunque una coppia serena nella sicurezza dell’unione e che ami i figli.

                  F) La poligamia. Il matrimonio non è giustificato dall’affetto, che non è sindacabile, ma dall’opportunità sociale che c’è nel chiarire unioni solide (con doveri e diritti) da unioni incerte. Le coppie omo producono lo stesso effetto benefico delle coppie etero se unite in matrimonio in termini di coesione sociale. La poligamia, che per altro oggi è solo etero in talune dittature religiose e omofobe, non è spinta dalla richiesta di correzione del matrimono, giacchè tale richiesta non si basa sui sentimenti. Non vi è ragione per escludere le coppie omosessuali, mentre le ragioni contro la poligamia restano (2 è diverso da 3…E i numeri non hanno sesso, razza, ecc). Lo ribadisco, non è questione di sentimenti, ma di opportunità.

                  Sorvolo sulla coerenza storica del matrimonio eterosessuale, che non è nemmeno un punto: anche la schiavitù è esistita per secoli. I secoli non rendono una tradizione ingiusta giusta. Per altro le unioni civili si celebrano in molti Paesi da decenni.

                  Ho dimostrato a lei, Raider e a Toni, come non vi siano ragioni per escludere le coppie omosessuali dal matrimonio e di come le posizioni contrarie si basino su dogmi contraddette dai fatti (la natura, la presenza di matrimoni di tutte le età, la necessità di due genitori amorevoli) non possano negare quella che ormai è una realtà di civiltà: le unioni omosessuali hanno la stessa dignità di ogni altra, i figli, quando ci sono, vanno tutelati assieme ai genitori come elemento importante del futuro della società, mentre è l’unione stessa, a prescindere dai figli, che rende la società più coesa e solidale.

                  • raider scrive:

                    Solo ora leggo la sua risposta, Michel L. Sempre educata e di questi tempi non è poco, ma l’educazione non le basta per rispettare persone che hanno idee che lei dimostra di comprendere fino a un certo punto: per es., anche se adesso non ho tempo per verificarlo dove l’avrei scritto, né ho motivo di mettere in dubbio quello che lei sostiene e che si può spiegare con un fraintendimento da parte mia o da parte sua, non mi sembra possibile che io abbia accusato lei o altri di razzismo, se non per paradosso, rispedendo su chi le lancia accusa che sono abituato a sentirmi fare. E non sarà stato il suo caso, ma capita di frequente di sentirsi gratificare del razzista: e lei non lo fa, in effetti: in compenso, mi dà dell’omofobo: ed è liberissimo di pensarlo, nessuno la denuncerà per questo. Ma è un’accusa che si vorrebbe elevare a legge dello Stato trasformando un dissenso sul piano delle opinioni in un reato: che a me sembrerebbe uno di quegli abusi fatti legge che sono peggio dei reati che si vorrebbe sanzionare con esse.
                    Lei sostiene che “le differenze tra maschi e femmine non sono rilevanti ai fini del matrimonio”: e spiega che è così perché “le coppie omosessuali possono crescere un figlio adottivo (o avuto da uno dei partner) bene quanto una coppia etero”: dimenticando che il punto non è questo, la capacità maggiore o minore della coppia omosessuale di crescere un bambino: e gli studi al riguardo non sono, perciò, il criterio per stabilire cosa è legge e cosa non lo è; o per adoperare il termine da lei usato, non sono pertinenti al tema. Il riferimento da me, nel caso, fatto a famiglie poligamiche o poliamorose non era a fini polemici, perché anche doppie coppie o gruppi che si rispettano e regolarizzano i rapporti reciproci possono essere altrettanto indicati: come e perchè escluderlo, se è nell’interese del bambino? Lo stesso, se non di più, si può dire di équipe di esperti che manipolino il bambino, perchè no?, sempre nel suo interesse: e motivi ne trovano, se vogliono cercarli con una certa attenzione.
                    Quello che è fuori discussione, dalla sua, è il diritto del figlio a avere una coppia di genitori che corrisponda a coloro che lo hanno generato: un individuo di sesso maschile e uno di sesso femminile. Questo diritto, da lei non considerato tale, anzi, non considerato né del tutto né in parte, pone fuori discussione l’idoneità scientificamente testata di ogni altro tipo di coppia o di unione composta da più di due membri a poter adottare bambini o a commissionarli.
                    Altro argomento da lei addotto: “La presenza, potenzialità e volontà di avere o crescere figli non è richiesta ai coniugi, che possono essere troppo vecchi o non inclini”: e dunque, in queste unioni manca – secondo lei – la condizione indispensabile per riconoscere alla coppia il diritto di sposarsi. In questo tipo di unioni è, comunque, rispettata una condizione formale quanto oggettiva delle ragioni per cui il matrimonio è riconosciuto dalla società agli eterosessuali: la coppia è composta da individui sessualmente complementari. Perchè non decidono di regolare la loro unione con accordi privati, come possono fare i gay, non interessa la società: ma la finalità del matrimonio che ha rilievo sociale è la formazione di una famiglia, di un’unione che generi e accolga figli. Può darsi che a lei e altri la cosa sembri stravagante, ma non si riesce a immaginare una società “coesa e solidale” e tuttavia, composta da coppie che prescindono dai figli, da coppie che si assumono seriamente impegni reciproci, tranne quello di generare.
                    In conclusione, Michele L., lei troverà le mie convinzioni errate e i miei argomenti risibili: ma ritengo sarebbe un errore anche dal suo punto di vista attribuire convizioni e argomenti che non le piacciono a concezioni dogmatiche da addebitare alla fede, piuttosto che a considerazioni di ordine sociale, storico, culturale che prescindono da una specifica dottrina religiosa. Ma mi pare che molti, che dicono di rispettare la famiglia “tradizionale” anche se vorrebbero ve ne fossero altri, di modelli, non solo quello della coppia etero o della coppia tout court, potrebbero invocare e anzi, sarebbero felici di appellarsi a una eventuale norma anti-omofobia proprio contro le religioni e la Chiesa cattolica: a riprova che un’intolleranza e leggi ad personam omofoba non escludono quella contro istituzioni e intere comunità.

  7. sono io scrive:

    Bah! That’s Incredible.
    Ok.
    Due sono i principi base, senza i quali gli enti animali di alcuna specie esisterebbero – come legge di natura – e cioè :
    1) principio di autoconservazione (a livello individuale );

    2) principio di conservazione della specie (a livello sociale).
    Questo secondo principio, in natura, si raggiunge solo, per qualsiasi specie animale che non siano forme cellulari primarie amebe et similia, per un accoppiamento tra due soggetti della stessa specie ma di sesso diverso. Maschio e femmina.

    Punto.

    Il fatto che in natura avvengano fatti, non designano tout court gli stessi come naturali. Altrimenti è naturale qualsiasi atto umano, anche il più abietto ed esecrabile.
    È naturale il genocidio per il semplice fatto che avvenga?
    Capite come una riflessione che parta dalle “leggi di natura” implicherebbe un uso corretto del modo di ragionare.
    Ma anche consapevoli che, non perché uno la pensa in modo diverso, allora, per la tutela della differenze tutti i ragionamenti sono “ragionevoli”. No, alcuni sono illogici. Semplice.
    E non è perché uno strilla più forte o perché il modo corrente di pensare non è capace di cogliere il”virus” del modo di argomentare, che allora è ragionevole.
    Un conto sono le tutele dei singoli, anche in coppia, un altro definire “naturale” l’omosessualità solo perché avviene e definire “matrimonio” ciò che in natura designa un rapporto tra uomo e donna. Altrimenti posso sposare anche il mio cane.
    Ci vogliamo bene e viviamo insieme.
    Non bastano i fatti a sostenere una ragione.
    Anche il nazismo e il comunismo sono “fatti”. Sono accaduti e ancora possono accadere. Anche l’omicidio accade, allora… tuteliamo i diversamente cittadini.
    Capisco…gli omosessuali non uccidono…ma se fossimo tutti omosessuali “morirebbe” la specie umana in una generazione. Come si riprodurrebbe? Ah…certo c’è l’inseminazione. ..che è naturale?
    Il fatto che certi eventi accadano non li fanno ipso facto naturali…o …buoni.
    Gli atti di Hitler…erano buoni?
    Possiamo dare un giudizio di valore agli atti?
    Se sì. ..tutti gli atti possono essere giudicati?
    Se no, perché condanniamo come esecrabili certi atti? In virtù di quale forza o principio etico? Perché alcuni possono dare giudizi di valore su altri e altri non possono?
    Ragazzi siamo all’abc dell’etica… oggi dobbiamo ricominciare da zero. Il cervello, l’uso corretto della ragione, è. ..sepolto sotto un mucchio …metteteci voi quello che credete abbia sepolto la ragione…non certo la religione cristiana.

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