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Nigeria. Boko Haram ha rapito 500 persone per lanciare un messaggio preciso: non sarete mai al sicuro

marzo 25, 2015 Leone Grotti

La città di Damasak era stata appena riconquistata dall’esercito, che aveva invitato in modo spavaldo e sicuro i civili a tornare alle loro case

Nigeria Boko Haram

Non è la prima volta che i terroristi islamici di Boko Haram massacrano e rapiscono la popolazione nigeriana. Quello che è successo ieri nel nord del paese però è diverso. Non solo perché le persone sequestrate sono minimo 400, massimo 500, ma anche perché i civili sono stati prelevati da Damasak.

«TORNATE PURE». Questa città di 200 mila abitanti quasi distrutta da Boko Haram, che ha messo in fuga la popolazione dopo aver compiuto una strage mesi fa, era stata ripresa dall’esercito nigeriano. «Abbiamo combattuto la notte del 14 marzo, l’ultimo attacco è stato il 15 e il 16 abbiamo chiamato i vecchi abitanti dicendo loro di tornare: non riuscivano a credere che fossimo qui», raccontava un entusiasta e spavaldo tenente Mohammed Hassan al New York Times solo una settimana fa.

ENTUSIASMO SVANITO. L’esercito di Abuja, insieme a quelli di Ciad, Niger e Camerun hanno sferrato contro i terroristi un’offensiva senza quartiere il 14 febbraio. Fino a pochi giorni fa l’entusiasmo era alle stelle, perché i soldati avevano finalmente strappato agli uomini di Abubakar Shekau almeno una decina di città e assicuravano che il lavoro sarebbe stato terminato in un mese. Poi la notizia di Damasak.

«506 RAPITI». Dopo l’invito dell’esercito a tornare in città, molti cittadini, per quanto riluttanti, avevano ripreso possesso delle loro case, spesso distrutte e devastate. Ma l’esercito non si aspettava il ritorno degli islamisti e non è stato in grado di proteggere i cittadini. «Hanno preso 506 persone tra donne e bambini», racconta un superstite, Souleymane Ali, a Reuters. Ali ora ha perso la forza di combattere per sopravvivere: «Abbiamo visto le cose peggiori che si possano immaginare, per cui a un certo punto non c’è ragione di scappare. Hanno ucciso tutti i nostri amici, i nostri familiari, per cui ci sottomettiamo semplicemente al volere di Dio».

MESSAGGIO DI TERRORE. Boko Haram non ha attaccato Damasak per riprendersi la città, come fatto altre volte, ma per diffondere il terrore e lanciare un messaggio preciso ai nigeriani: potete tornare alle vostre case, ma non sarete mai al sicuro. Non c’è dubbio che i civili abbiano recepito e del resto la necessità di sicurezza e protezione è proprio il punto su cui insisteva con tempi.it il cardinale John Onaiyekan poche settimane fa, quando nessuno metteva in dubbio i successi dell’esercito e tutto sembrava procedere per il meglio.

LE PAROLE DEL CARDINALE. «La Chiesa chiede che i rifugiati possano tornare alle loro case e che il governo si occupi di loro», affermava scettico l’arcivescovo della capitale Abuja. «Anche se i soldati hanno ripreso i villaggi, devono metterli in sicurezza, perché la gente possa fare ritorno senza temere che Boko Haram li attacchi ancora». Oggi queste parole risuonano più attuali che mai. «Il governo deve fare di più per permettere a queste persone di riprendere a vivere». I terroristi islamici non sono ancora sconfitti e ora fanno ancora più paura di prima.

Foto Ansa/Ap

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